venerdì 02 Gennaio 2026
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Nespresso: la sentenza di Dusseldorf dalla parte delle capsule compatibili

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Nespresso Ethical Coffee Company Ethical Coffee Company u
Il logo Nespresso

MILANO – Nespresso ha di nuovo incassato una formidabile sconfitta sul fronte giudiziario nella guerra legale scatenata con costi milionari in euro contro i produttori di capsule compatibili con il suo sistema. E questa autentica disfatta in Germania rischia di far crollare il castello difensivo adottato in tutto il mondo, a cominciare dal tribunale civile di Torino dove a breve si tornerà a dibattere la vertenza che contrappone il colosso svizzero a Caffè Vergnano.

Nespresso perde un’altra battaglia

A decretarla è stato, questa volta, il tribunale di grande istanza di Düsseldorf, che ha rigettata in prima istanza una richiesta di misura d’urgenza presentata da Nestec, la filiale di Nestlé detentrice dei brevetti delle macchine da caffè, contro due società svizzere. Nestec voleva impedire che le due imprese – Ethical Coffee Company e Betron AG (capsule “esprimo”) – commercializzassero i loro prodotti (venduti a un prezzo sino al 30% inferiore a quello delle capsule originali Nespresso) con la dicitura “compatibili con le macchine Nespresso”.

“Non si è in presenza di violazione del brevetto – ha stabilito la corte tedesca – quando un consumatore utilizza capsule di altri produttori” poiché i serving non costituiscono “l’elemento chiave” delle macchine Nespresso e non presentano la “particolarità di un’invenzione”.

Nestlé ha ora facoltà di ricorrere contro la decisione e di avviare l’azione civile vera e propria nel merito

La sentenza di Düsseldorf costituisce un’ulteriore vittoria, ancorché parziale, per i produttori di capsule compatibili, dopo quelle ottenute da Vergnano in Italia e da Alice Allison in Svizzera. Si apre intanto un nuovo fronte nella guerra commerciale in atto in terra elvetica. Coop ha infatti annunciato nelle settimane scorse l’avvio della commercializzazione delle capsule Espresso 1882 di Vergnano in 800 punti vendita in tutta la Svizzera.

Il gigante della grande distribuzione era stato inizialmente in trattative con Ecc, ma aveva successivamente rinunciato a un accordo con l’azienda di Jean-Paul Gaillard. Smentito lo spin off Nestlé smentisce intanto le voci di un possibile spin off di Nespresso analogamente a quanto fatto da Sara Lee con la creazione dir D.E Master Blenders 1753.

Finché sarò al mio posto, lo spin off è da escludere, ha dichiarato il presidente di Nestlé Peter Brabeck in un’intervista a Finanz und Wirtschaft smentendo anche l’eventualità della quotazione in borsa di Nespresso. Abbiamo denaro sufficiente in cassa per investire nell’innovazione o procedere a eventuali acquisizioni, ha affermato ancora Brabeck smontando i rumour circolati nelle ultime settimane. Risultati in crescita Soddisfazione in casa Nestlé per i risultati del primo semestre.

Il colosso di Vevey ha accresciuto il suo utile netto dell’8,9% rispetto alla prima metà del 2011, portandolo a 5,1 miliardi di franchi. L’utile operativo è salito del 6,3% a 6,6 miliardi, mentre le vendite sono aumentate del 7,5% a 44,1 miliardi. La crescita organica è pari al 6,6%. Gli analisti si attendevano un utile netto di CHF 4,9 miliardi e ricavi di CHF 43,8 miliardi. Il primo gruppo alimentare mondiale ha beneficiato dell’aumento dei suoi prezzi e della forte domanda nei Paesi emergenti.

Nestlé ha registrato nei primi tre mesi di quest’anno una crescita organica del 6,6% contro un consensus degli esperti del 6,2%. Nonostante le condizioni di mercato nei Paesi sviluppati restino difficili Nestlé ha confermato di attendersi per il 2012 una crescita organica del 5-6% e un miglioramento dei margini e dell’utile per azione a parità di tassi di cambio.

Carlo Salvadori nominato nuovo chief marketing officer Lavazza

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Carlo salvadori lavazza
Carlo Salvadori responsabile marketing lavazza

TORINO – Il Gruppo Lavazza ha nominato nel corso del periodo feriale, lontano dalle curiosità e dai riflettori del gossip che circonda sempre gli incarichi dei grandi manager, Carlo Salvadori nuovo capo del marketing mondiale, secondo l’abusata terminologia inglese chief marketing officer.

Salvadori, manager milanese, 52 anni

Che sta prendendo possesso del suo nuovo ufficio proprio in questi minuti, alla ripresa dell’attività piena dopo la pausa estiva, proviene da una lunga esperienza interna al Gruppo Nestlé, per il quale ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità dal 1988. Salvadori, dopo una laurea in Economia aziendale alla Bocconi di Milano e una breve esperienza come Consulente in marketing, ha iniziato il percorso professionale in Nestlé come product e brand manager nella business unit coffee & beverages, per la quale è stato successivamente marketing advisor nella sede centrale dell’azienda a Vevey (Svizzera).

In seguito Salvadori ha ricoperto la carica di marketing manager di Nestlé Spagna, a Barcellona, dove ha risieduto con la famiglia per 4 anni. Rientrato in Italia sempre per Nestlé, Salvadori ha proseguito come special sales, export e come direttore della Carlo Salvadori, 52 anni, ex Nestlé, nuovo Chief Marketing Officer Lavazza divisione nutrition per 6 anni, fino a essere nominato, nel 2006, corporate affairs director e, l’anno successivo, marketing & consumer communications director.

In Lavazza Carlo Salvadori rileva l’incarico in Lavazza da Antonio Baravalle, l’amministratore delegato dell’azienda che ha chiamato il dirigente milanese al nuovo incarico. Ricordiamo che Baravalle, torinese, ex Alfa Romeo, Mondadori ed Einaudi Editore, ha gestito la funzione marketing ad interim a partire dal suo arrivo in Via Novara a Torino nel giugno 2011.

Flo lancia Hybrid, il bicchiere che riduce le emissioni di CO2 per il vending

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Bicchiere Hybryd di Flo
Bicchiere Hybrid di Flo

MILANO – Hybrid è un nuovo bicchiere per distributori automatici di bevande prodotto da Flo, storica azienda italiana che produce articoli monouso in plastica e altri materiali. Costituito da materiale composito, polistirolo unito ad un mix di sali naturali, consente una riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera. Tale beneficio non va ad inficiare le caratteristiche di alta qualità del prodotto, che è affidabile, igienico e riciclabile al 100% come tutti i bicchieri in plastica (polistirolo) prodotti da Flo.

Hybrid, la novità green per il vending

DNV Business Assurance, ente di certificazione e di verifica leader a livello mondiale, è stata incaricata da Flo di comparare l’impatto ambientale del nuovo bicchiere con l’impatto generato da un bicchiere tradizionale in plastica, entrambi prodotti dall’azienda. Gli esperti di DNV Business Assurance hanno calcolato le emissioni di CO2 secondo un approccio “cradle to gate”, che prevede l’analisi del ciclo di vita parziale del prodotto.

L’analisi e la quantificazione sono state condotte seguendo i principi dello standard internazionale ISO 14040, norma di riferimento per la definizione della valutazione del ciclo di vita di un prodotto, e i principi del Disciplinare Pubblico PAS 2050, che definisce i requisiti per la quantificazione delle emissioni di gas serra proprie del ciclo di vita di beni e servizi e ulteriori principi e tecniche per affrontare gli aspetti essenziali della quantificazione dei gas serra emessi durante le fasi di vita esaminate.

Lo studio ha riguardato la vita dei bicchieri dalla produzione delle materie prime fino alla distribuzione del prodotto presso il cliente finale, includendo nella ricerca sia il prodotto, sia i materiali ausiliari (buste, cartoni, etichette ecc), sia tutte le fasi di trasporto identificate nei vari processi.

Dall’analisi comparativa è risultato che usando Hybrid al posto del bicchiere tradizionale si ottiene una riduzione di emissioni di CO2 nell’atmosfera del 25% (corrispondente a 3,9 g di CO2 in meno per pezzo).

Flo

E’ una azienda italiana fondata nel 1973 che oggi opera su scala internazionale nei canali Vending, GDO e HO.RE.CA. L’azienda, con 3 stabilimenti produttivi due in Italia ed 1 in Francia, e 3 uffici commerciali con deposito in Francia, Germania e Inghilterra, produce e commercializza articoli monouso, in particolare bicchieri, piatti, posate in plastica, cartoncino ed altri materiali. Info: www.flo.eu L’ENTE CERTIFICATORE DNV Business Assurance è uno dei principali enti di certificazione a livello mondiale. Con 1600 professionisti in tutto il mondo e un’offerta completa di servizi di certificazione, assessment e formazione, aiuta i propri clienti a rafforzare il rapporto di fiducia con gli stakeholder e a lavorare nell’ottica di uno sviluppo di business sostenibile su scala globale. DNV Business Assurance è parte di DNV, fondazione indipendente costituita nel 1864, che oggi conta 10000 professionisti e 300 uffici in tutto il mondo. In Italia, DNV Business Assurance è presente con 10 sedi operative e 250 dipendenti. Con una quota di mercato pari al 14%, è leader nel mercato italiano della certificazione dei sistemi di gestione. Info: www.dnvba.it

Caffè della Pace: uno dei bar storici romani ostacolato dalle istituzioni

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caffè della pace

ROMA – «La disattenzione delle istituzioni nei confronti delle attività storiche di Roma rischia di decimarle, con un danno irreversibile: oltre che economico, anche di decoro del centro storico, lo stesso che oggi con ordinanze e dinieghi si cerca di tutelare». Lo ha detto Giulio Anticoli, presidente dell’associazione Botteghe Storiche aderente a Cna di Roma, in merito, spiegano dall’associazione, «all’ordine di rimozione dei tavoli e dei lampioncini dell’Antico Caffè della Pace, disposto dagli uffici dell’amministrazione».

Caffè della Pace a rischio

«Il Caffè è riconosciuto Locale Storico d’Italia e, dal Campidoglio, negozio d’epoca. È da sempre meta dei personaggi più famosi del mondo dello spettacolo e della cultura di tutti i tempi, alla terza generazione di conduzione, ma per gli enti preposti non costituisce nessun valore aggiunto, e ne viene rimossa una sua parte vitale, con motivazioni che fanno riflettere – dice Anticoli -: basti pensare che oggi una bottega storica che si trovi a cambiare la ragione sociale, o che passi da padre in figlio, ha l’obbligo di adeguare insegne ed esterni alle normative vigenti (lettere alte massimo 30 cm. materiale non plastico, entro i sesti ecc.), con il conseguente sconvolgimento del’immagine storica dell’esercizio stesso».

«E ancora – prosegue -: se in fase di voltura viene dimenticato di citare una pensilina, una tenda o dei lampioni, questi vengono rimossi, anche se riconosciuto il loro valore storico. Abbiamo chiesto all’assessore al commercio e alle attività produttive, senza purtroppo ancora ricevere esauriente risposta, che vengano rafforzati gli attuali strumenti, disponibili però solo sulla carta in modo da garantire la totale integrità sia della parte interna che di quella esterna. Non è il primo grave caso di insensibilità dell’amministrazione cittadina. Ricordo l’Antica Fonderia Lefevre: la rimozione della canna fumaria è avvenuta malgrado fosse in atto un ricorso al Tar che si è poi espresso con una sospensiva dell’azione ormai, però, eseguita».

Previsto surplus produttivo a livello mondiale superiore ai 4 mln di sacchi

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surplus reuters

MILANO – La prossima annata vedrà un surplus produttivo a livello mondiale superiore ai 4 milioni di sacchi e prezzi attestati grosso modo sui livelli attuali. Questo il dato di fondo più importante che emerge da un sondaggio Reuters condotto su 29 analisti e trader del settore del caffè. La media delle risposte indica un prezzo spot degli arabica a fine 2012 di 190 centesimi/libbra, pari al 16% in meno rispetto a fine 2011, e una media di 1,85 centesimi nell’arco del 2013. Le produzioni di Brasile e Vietnam sono stimate rispettivamente in 55 e 22,25 milioni di sacchi. Il raccolto del primo produttore mondiale non dovrebbe risentire, almeno in termini qualitativi, delle forti piogge dell’ultimo mese.

Per quanto riguarda le cifre globali, il sondaggio prevede un surplus di 1 milione di sacchi per i robusta (con un range di risposte che va però da –2 a +4 milioni)

E di 3 milioni di sacchi per gli arabica. Secondo alcuni degli intervistati la domanda si manterrà più vivace per i robusta, il cui impiego da parte dei torrefattori è notevolmente aumentato dallo scorso anno, dopo i picchi di prezzo ultratrentennali raggiunti dagli arabica.

Starbucks chiude terzo trimestre con un fatturato +13%, 2,7 mld

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starbucks
Il logo di Starbucks

MILANO – Dopo essersi sottratta alla stretta della prima Grande Recessione del nuovo millennio, Starbucks rischia ora di subire i contraccolpi del rallentamento economico globale. Sembra essere questo il giudizio di fondo degli analisti più critici, dopo la pubblicazione, avvenuta la scorsa settimana, dei risultati della trimestrale al 1° luglio. Risultati – è bene premetterlo – di assoluto rilievo.

Starbucks accusa il colpo della crisi

Il gigante di Seattle è tra i pochi grandi gruppi statunitensi ad avere raggiunto una crescita a doppia cifra nel periodo in questione: una performance di tutto rispetto, visti i perduranti malesseri dell’economia americana. Il terzo trimestre di esercizio si chiude con un fatturato in crescita del 13% sul pari periodo 2011, a 3,3 miliardi di dollari. Gli utili ammontano a 333,1 milioni, ossia 43 centesimi per azione, contro i 279,1 milioni (36 centesimi) dell’anno scorso, in crescita di oltre il 19%, ma al di sotto dei 45 centesimi previsti dal consensus Thomson Reuters I/B/E/S.

Non accadeva da dicembre 2008 che Starbucks mancasse così il consensus sui dividendi

La catena americana ha inoltre ridimensionato l’outlook per il trimestre in corso da 46-47 a 44-45 centesimi per azione, a fronte di un consensus di 48 centesimi. La guidance sull’utile per azione per l’intero esercizio è stimata nell’intervallo di 2,04-2,14 centesimi. La reazione di Wall Street è stata negativa e il titolo ha perso oltre il 10% nella seduta di venerdì scorso. Le vendite a parità di perimetro registrano un +6% su scala globale, grazie soprattutto al traino di Cina e Asia (+12%) e delle Americhe (+7%). Ma a giugno e luglio, il traffico nei locali degli States ha segnato il passo risentendo del persistere di alti tassi di disoccupazione e di un sentiment ancora traballante.

“Il trend è considerevolmente al ribasso in molte aree degli Usa e la tendenza si è confermata a luglio” ha dichiarato il cfo Troy Alstead

Umore basso anche in Europa, dove si registrano vendite piatte. “L’Europa è stata per noi una sfida per tutto l’anno e continua a esserlo” ha aggiunto Alstead sottolineando come l’ultimo trimestre abbia segnato comunque un miglioramento rispetto al –1% di quello precedente. Per risollevare le sorti del proprio business nel vecchio continente Starbucks appare intenzionata ad adottare una terapia d’urto simile a quella somministrata con successo al comparto americano. Che potrebbe includere la chiusura dei locali non redditizi oltre che innovazioni nel servizio e forme di fidelizzazione-cliente.

Il presidente e ceo di Starbucks Howard Schultz ostenta comunque ottimismo a dispetto delle difficoltà macroeconomiche che stanno caratterizzando il 2012

“Nonostante un utile lievemente inferiore alle previsioni è stato un trimestre da record” ha dichiarato Schultz. “Rimaniamo convinti della solidità del nostro modello di business” gli ha fatto eco Alstead. Le difficoltà di Starbucks appaiono d’altronde simili a quelle di tutte le altre grandi insegne della ristorazione americana, a cominciare da McDonald’s e Dunkin’ Donuts, entrambe alle prese con un calo delle vendite a parità di perimetro nel mese trascorso.

Starbucks da canto suo riafferma i capisaldi delle sue strategie di lungo periodo, che prevedono una crescente differenziazione delle attività rispetto al core business originario, con un’attenzione particolare al segmento del caffè porzionato, ma anche all’offerta di bevande alcoliche e prodotti da forno. Partnership svizzera Starbucks lancia intanto una partnership in terra elvetica con Migros.

Il gigante della Gdo svizzera proporrà nei suoi punti vendita, nei reparti frigo, tre nuovi prodotti ready-to-drink della gamma Discoveries: Seattle Latte, Chocolate Mocha Latte e Caramel Macchiato Latte, tutti da filiera certificata Max Havelaar. Prodotti in Danimarca, i Latte di Starbucks sono commercializzati in confezione da 220 ml al prezzo di 2,30 franchi svizzeri (circa 1,91 euro) in tutti i punti vendita Migros e nei mini-market migrolino, all’interno delle stazioni di servizio.

Green Mountain chiude il terzo trimestre con utili a 61,68 milioni

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Keurig Green mountain
Il logo di Keurig Green Mountain

MILANO – Risultati in agrodolce per Green Mountain Coffee Roasters, partner americano di Lavazza nel segmento del caffè porzionato. L’azienda di Waterbury (Vermont), nella quale Lavazza detiene una partecipazione del 5% circa, ha chiuso il terzo trimestre con utili in crescita del 30% a 73,3 milioni di dollari, grazie soprattutto al traino delle capsule K-Cup e del sistema Keurig (il cui brevetto scade a settembre, ndr.).

Green Mountain in crescita del 30%

Ma ha contemporaneamente rivisto al ribasso la guidance per l’esercizio 2012 portandola a 2,21-2,26 dollari per azione: molto meno di quanto atteso dagli analisti (2,35 dollari). Pessimistiche anche le previsioni per il 2013, con un valore compreso tra 2,55 e 2,65 dollari contro i 2,90 dollari attesi.

Peccati di gola: caffè al bar, liquori, tutto cala e si tende al risparmio

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Un aperitivo incontro a base di Spritz peccati di gola

MILANO – Il calo dei consumi dopo aver falcidiato il numero dei caffè ordinati al bar a vantaggio di quello fatto a casa con la moka o in azienda con il vending o le macchinette a cialde. Il calo del consumo di caffè, che proprio per l’aumento delle cialde non ha provocato cali nell’importazione di verde e nella torrefazione, si verifica soprattutto nei bar di periferia. Ma adesso la crisi sta colpendo anche i peccati di gola delle famiglie italiane con una tendenza al risparmio che colpisce grandi e piccoli come dimostra il taglio in quantità degli acquisti che varia dal -6 per cento delle caramelle al -3 per cento dei liquori.

Peccati di gola: un lusso colpito dalla crisi

È quanto emerge da un’analisi presentata sulla base dei dati relativi ai primi cinque mesi del 2012 nel commentare i dati sui consumi diffusi da Confcommercio. Ad essere ridotti in quantità sono anche gli aperitivi (-4 per cento), i prodotti a base di cioccolato (-3 per cento), le bibite (-7 per cento) e i dessert (-10 per cento).

La necessità di risparmiare – conclude la Coldiretti – spinge a contenere le spese superflue all’interno delle famiglie italiane prima ancora che venga fatto nella spesa pubblica con la spending review.

Luce blu: un rimedio contro il sonno che funziona meglio del caffè

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sonno dormire pisolini notte insonne luce blu
La caffeina può davvero risollevare da una notte in bianco?

MILANO – Una soffusa luce blu che non fa sentire la fatica di restare svegli e funziona meglio del caffè e di altri rimedi energizzanti. La novità è stata messa a punto dai ricercatori canadesi dell’università di Laval con l’obiettivo di regolarizzare l’orologio biologico dei lavoratori notturni, degli automobilisti affaticati ma anche di camionisti e persino dei piloti d’aereo.

Luce blu per rimanere attivi

Il dispositivo, che sarà commercializzato probabilmente entro il prossimo anno, riproduce la luminosità del cielo e fa credere all’organismo che sia giorno. Finito il lavoro notturno è necessario indossare speciali occhiali che fanno abbassare la luminosità, riportandola a quella notturna e serale, in modo che il corpo possa naturalmente prepararsi al sonno.

«Questa luce blu – spiega Marc Hèbert, docente del dipartimento di oftalmologia dell’ateneo canadese e ricercatore al Centro ricerche dell’istituto universitario per la salute mentale del Quebec – permette al corpo di abituarsi più naturalmente ai cambiamenti della luminosità, rispetto ai farmaci o alle bevande energizzanti, caffè compreso».

Il nuovo sistema è stato sperimentato su alcune auto della polizia in servizio notturno

E i dati preliminari hanno dimostrato che gli agenti esposti alla speciale luce dopo il lavoro prendevano sonno più facilmente e dormivano più a lungo dei colleghi. Risultati simili sono stati riscontrati in un gruppo di impiegati volontari (che svolgevano lavoro notturno) e che in media dopo il lavoro dormivano 40 minuti in più degli altri impiegati. La luce blu, inoltre, potrebbe aiutare a ridurre la stanchezza al volante o su altri mezzi di trasporto, riducendo così gli incidenti.

Mercati del caffè: raccolto mondiale 2011/12 stimato in 131,381 mln di sacchi

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mercati del caffè

MILANO – Brusca inversione di tendenza nei mercati del caffè. A luglio, tutti gli indicatori di prezzo hanno segnato un rintracciamento in territorio positivo, nettamente più marcato per gli arabica. Come osserva il rapporto mensile dell’Ico, diffuso a Londra, la media mensile ha chiuso per la prima volta in positivo sul mese precedente dall’inizio dell’annata caffearia corrente interrompendo una striscia negativa durata 9 mesi. L’indicatore composto è risalito così a ridosso dei 160 centesimi guadagnando il 9,5% su giugno, per effetto soprattutto dell’evoluzione positiva a doppia cifra degli indicatori di New York (+14,5%), altri dolci (+12,9%) e brasiliani naturali (+12,7%).

Mercati del caffè: un quadro dell’andamento

Forte anche il riapprezzamento dei colombiani dolci (+9,7%), mentre è più modesto l’incremento dei robusta (+1,3%) e dell’indicatore di Londra (+1,5%), entrambi comunque in crescita consistente dall’inizio dell’anno. Causa prima di questa improvvisa impennata, le notizie provenienti dal Brasile dove le forti piogge fuori stagione hanno ritardato le operazioni di raccolta creando più di qualche apprensione sull’entità e soprattutto la qualità del raccolto.

Sostanzialmente confermate intanto le cifre sulla produzione globale, che subiscono aggiustamenti minimi rispetto al mese scorso

Il raccolto mondiale 2011/12 è stimato in 131,381 milioni di sacchi, in parziale flessione (-2,2%) sull’annata precedente. Opposto l’andamento di arabica e robusta, con i primi in calo del 5,1% e i secondi in crescita del 2,7%. Sulla flessione degli arabica incide la ciclicità negativa del Brasile nel raccolto trascorso, ma anche i perduranti problemi della Colombia, la cui produzione dovrebbe scendere quest’anno al minimo storico 7,8 milioni di sacchi.

Mercati del caffè: le aree geografiche sono in crescita le produzioni di Asia&Oceania e Africa

Mentre risultano in flessione quelle di Messico&America centrale e sud America. Il report fa il punto sull’andamento delle esportazioni nei primi 3 trimestri dell’annata caffearia 2011/12. L’export dei primi 9 mesi del 2011/12 è in linea con quello dello stesso periodo dell’annata precedente, rispetto al quale presenta una flessione minima (-0,3%). Cambia, in compenso, la distribuzione tra le diverse tipologie, con colombiani dolci (-15,8%) e arabica naturali (-10,8%) in calo, mentre crescono altri dolci (+3,6%) e robusta (+10,5%).

Pur risultando piatto sull’anno precedente, il livello dell’export – osserva il report – rimane in termini storici eccezionalmente elevato. La riprova nei dati forniti nell’ormai consueto focus statistico in appendice al rapporto, che analizza, questa volta, l’andamento delle esportazioni mondiali dei primi 9 mesi dell’anno Ico (ottobre-giugno) durante gli ultimi 9 anni (2002/03-2011/12).

Nell’arco del periodo considerato, le esportazioni sono cresciute complessivamente, durante i 9 mesi, del 20%, con un incremento nettamente più marcato per i robusta (+37,4%) rispetto agli arabica (+11%). In termini di cagr (tasso di crescita annuale composto), i robusta registrano un tasso di crescita triplo (+3,6%) rispetto a quello degli arabica (+1,2%).

Questi ultimi sono penalizzati soprattutto dall’andamento negativo dei colombiani dolci (-3,9%) sul quale hanno inciso i noti problemi recenti del comparto colombiano.

L’unica a registrare un’evoluzione negativa è l’Africa (-2,2%)

Dove la sola Etiopia è riuscita a incrementare il proprio export (+1,7%), l’Uganda presenta un dato sostanzialmente piatto e gli altri principali produttori (in particolare quelli dell’Africa occidentale) sono in forte declino.

Asia&Oceania evidenziano un cagr del 7,2% oltre che una crescita in termini assoluti dell’export superiore all’86%, con risultati positivi per tutti i maggiori paesi produttori (spicca, in particolare, il +8,4% del Vietnam) Messico&America centrale crescono dell’1,9% in termini di cagr, a fronte però di un’evoluzione positiva per soli 3 paesi (Honduras, Messico e Nicaragua).

Marginalmente negativa (-0,1%), infine, l’evoluzione del sud America condizionata, anche in questo caso, dalla Colombia. Le cifre di questa area riflettono gli alti e bassi derivanti dalla ciclicità brasiliana. È interessante osservare comunque – rileva il rapporto – come l’export brasiliano 2011/12, in un anno di ciclicità negativa, sia addirittura superiore a quello che si registrò nel 2002/03, anno positivo e da record per il primo produttore mondiale.

Mercati del caffè: da segnalare infine la forte crescita di Ecuador (+10,8%) e Perù (+6,3%)

Nonostante la consistente ripresa intervenuta il mese scorso – scrive il rapporto in conclusione – i prezzi (in particolare quelli degli arabica) rimangono nettamente al di sotto della media dell’anno passato risentendo anche dell’incertezza della situazione economica mondiale. A titolo di raffronto diremo che la media mensile di luglio 2012 dell’indicatore composto è inferiore del 24,4% sia alla media di luglio 2011 che alla media annua 2011. Da osservare, infine, che nonostante un export in forte crescita, i robusta hanno toccato a luglio i massimi degli ultimi 11 mesi, a probabile riprova del rafforzarsi della domanda di caffè più economico.