sabato 10 Gennaio 2026
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Pininfarina partner di Costa Coffee per un distributore Self Service di caffetteria

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Costa Coffee

MILANO – La notizia è clamorosa. Sì, perché il colosso inglese del caffè Costa Coffee ha annunciato al Salone NRF di New York, il più grande evento Retail degli Stati Uniti, la collaborazione con Pininfarina per il design dell’innovativo «CEM-200 Marlow-series». Si tratta di una nuova generazione di distributori capaci di offrire ai consumatori «self-service» caffè di alta qualità, personalizzazione del prodotto e brand feeling comparabili a quelli forniti nei 2.500 Costa Coffee stores nel mondo.

Pininfarina è riuscita a scrivere attorno al dispenser una storia capace di riprodurre l’atmosfera degli store Costa

Creando lo stesso senso di familiarità nel consumatore. Il design concept è caratterizzato da linee sinuose che donano all’oggetto un look elegante con rimandi al mondo dell’automobile. I tratti curvi sui lati della macchina suggeriscono la spaccatura del chicco di caffè e la S del logo Costa – creando così un trait d’union con il mondo del caffè e con l’universo di Costa.

I colori utilizzati – il nero per il caffè ed il rosso per Costa – rafforzano il messaggio e lo rendono ancora più coerente. Grande attenzione è stata dedicata alle modalità di utilizzo della macchina per garantire un processo di selezione semplice ed intuitivo, un’esperienza semplice e veloce in grado rendere confortevole il consumo. Il banco di servizio, progettato come un cruscotto, è spazioso ed invitante. Inoltre tutti gli elementi di consumo, bicchieri, zucchero e palette, sono comodi da raggiungere.

Oltre all’eccellenza del design il progetto è anche molto avanzato dal punto di vista tecnologico grazie al lavoro di team di partner quali Intel, BSquare, Microsoft and Thermoplan. «Per Pininfarina è motivo d’orgoglio far parte di un network di partner così eccellenti. Tecnologia avanzata, design iconico, semplicità di utilizzo sono gli elementi caratterizzanti del progetto. Il risultato è un prodotto che esprime il vero spirito dello stile Pininfarina», ha commentato Paolo Pininfarina, Presidente del Gruppo Pininfarina.

ILLYCAFFE – Presentato venerdì il terzo anno accademico del Master in Economia e Scienza del Caffè

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Trieste – È stato inaugurato venerdì mattina il terzo anno accademico del Master universitario interateneo di II° livello in Economia e Scienza del Caffè. Promosso e organizzato da un gruppo di partner di eccellenza nella formazione: l’Università di Trieste, l’Università di Udine, l’Università di Cambridge – Judge Business School; la Fondazione Ernesto Illy, l’Università del caffè (illycaffè), la Sissa – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste; il Consorzio di biomedicina molecolare (Area Science Park – Trieste). Il distretto industriale del caffè della provincia di Trieste (Trieste Coffee Cluster).

Sostengono l’iniziativa anche la  Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone (CRUP) e la Fondazione CRTrieste.

Scienza del Caffè: con illycaffè lo studio è assicurato

Obiettivo del master è offrire una preparazione approfondita ai laureati interessati  a lavorare nel mondo del caffè. E, più in generale, nel settore agro-alimentare. La proposta didattica si sviluppa su tre aree principali: economico-gestionale, biologico-agronomica e tecnologica.

Dalla coltivazione alla logistica, dal processo industriale fino alla ristorazione e al retail. Ogni aspetto dunque della filiera produttiva del caffè viene affrontato in una dimensione etica e sostenibile, in cui l’elemento unificante è la ricerca della qualità.

Il Master in economia e scienza del caffè, diretto dal manager di illycaffè  e direttore della “Fondazione Ernesto Illy” Roberto Morelli

E’ un corso unico al mondo, a forte vocazione internazionale, e conferma Trieste come centro mondiale della cultura del caffè.

Il corpo docenti proviene da centri di formazione d’eccellenza sia italiani che esteri: la University of Cambridge, l’Università di San Paolo, l’Università di Udine, l’Università di Trieste, la MIB School of Management, l’Università del caffè.

I 18 studenti di quest’anno accademico – laureati in  Economia, Ingegneria, Scienze, Agraria e discipline affini – provengono da 13 Paesi differenti: Brasile, Colombia, Costa Rica, El Salvador, Etiopia, Germania, Guatemala, Kenya, India, Italia, Peru, Stati Uniti e Tanzania.

I corsi, per un totale di 400 ore di lezione, si svolgeranno nella sede della illycaffè a partire da lunedì 14 gennaio fino al 14 giugno.

Il percorso di studi si concluderà a metà settembre con la dissertazione delle tesi.

Anche quest’anno sono previste diverse borse di studio: nove offerte dalla Fondazione Ernesto Illy ad altrettanti studenti provenienti da paesi produttori di caffè, una prevista dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone (CRUP) per uno studente della regione Friuli Venezia Giulia, una offerta dalla

Fondazione CRTrieste a uno studente locale.

Informazioni tecniche del Master in Economia e Scienza de l Caffè:

– Anno Accademico 2012/2013: dal 14 gennaio al 14 giugno 2013

–  400 ore di lezione (200 ore docenti universitari, 200 ore docenti illycaffè)

– N° crediti formativi universitari: 60

– Sede: illycaffè, Trieste

– Lingua: inglese

Per ulteriori  informazioni:

www.illy.com ; www.fondazionernestoilly.org

BRASILE – Prima stima Conab per il 2013/14 ipotizza un raccolto potenzialmente vicino a quello record dell’anno scorso

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conab

MILANO – Nonostante l’annata negativa, il prossimo raccolto brasiliano potrebbe essere il secondo più abbondante di sempre. Inferiore soltanto a quello da record conclusosi lo scorso autunno. Così la prima stima Conab relativa alla produzione 2013/14 diffusa alla fine della scorsa settimana, di cui abbiamo anticipato i dati salienti nel numero di venerdì.

L’agenzia specializzata del minagricoltura di Brasilia ritiene che il prossimo raccolto si attesterà tra un minimo di 46,98 e un massimo di 50,16 milioni di sacchi, pari a un calo compreso. (a seconda che si consideri il limite inferiore o superiore della stima) tra il 7,6% e l’1,3% rispetto al volume record di 50,8264 milioni di sacchi del raccolto 2012/13.

Come è possibile vedere nella tabella e nel grafico soprastanti, il valore mediano della stima è pari a 48,57 milioni di sacchi: un dato superiore di oltre un terzo alla media storica delle annate negative del ciclo biennale degli ultimi 10 anni, che riportiamo qui sotto.

La stima L’indagine sul campo è stata svolta tra il2 e il 14 dicembre

(contestualmente a quella per la stima finale del raccolto 2012/13) impegnando un team di specialisti agricoli di grande competenza ed esperienza. Che si è avvalso, a sua volta, del supporto delle istituzioni locali; delle associazioni di categoria e delle grandi realtà cooperative.

Come consuetudine da anni sono state utilizzate sofisticate tecniche di telerilevamento satellitare nelle stime di superficie e produzione

Per i dati relativi ai produttori minori si è fatto riferimento inoltre alle cifre raccolte dagli uffici e dai tecnici dell’istituto brasiliano di geografica e statistica (Ibge).

Ma vediamo il dettaglio delle cifre. Molto ampia la forchetta di stima relativa alla produzione di arabica, che si attesterebbe tra 34,9955 e i 37,4733 milioni di sacchi; con una flessione compresa tra l’8,73% e il 2,27%.

Il raccolto di conilon è stimato tra gli 11,9828 e i 12,6873 milioni di sacchi

Con un calo del 4% nell’ipotesi più pessimistica e addirittura un incremento del 1,64% in quella più ottimistica. Considerando i valori medi avremmo dunque 36,23 milioni di sacchi di arabica e 12,34 milioni di sacchi di conilon. Per un’incidenza percentuale delle due tipologie rispettivamente del 74,71% e del 25,29%.

L’area coltivata risulta pari a 2,37679 milioni di ettari (di cui 2,067 produttivi)- Quindi in espansione del 2% circa rispetto al 2012. Più della metà delle superfici (52,49%) si concentra nel Minas Gerais, con 1,247 milioni di ettari, per il 97,7% di arabica.

Un ulteriore 21% circa (pari a 496.760 ettari circa) si trova nell’Espírito Santo, che si riconferma il massimo produttore di robusta, con ben 308 mila ettari coltivati a conilon.

Nel comunicato diffuso a corredo della stima, Conab osserva che i fisiologici alti e bassi produttivi (specialmente degli arabica)

Che si riflettono nella caratteristica ciclicità biennale del raccolto brasiliano, si stanno riducendo per effetto di vari fattori, quali le migliori cure, il crescente utilizzo di fertilizzanti, la coltura intensiva, l’adozione di varietà selezionate più produttive e il rinnovo costante degli arbusti.

A ciò va aggiunta la parziale inversione del ciclo produttivo consolidatasi in alcune regioni

A conti fatti, qualora le cifre di questa prima stima venissero confermate, solo Minas Gerais e San Paolo registrerebbero una flessione della produzione rispetto al 2012/13. A ciò farebbero riscontro consistenti incrementi produttivi in Paraná e Rondônia e raccolti, nella peggiore delle ipotesi. Per cui marginalmente in calo sull’anno precedente in Espírito Santo e Bahia.

Cerchiamo ora di focalizzare i dati dei singoli stati. In tale analisi disaggregata faremo riferimento, salvo indicazione contraria, alla media tra i valori minimi e massimi di stima.

Stato per stato

Nel Minas Gerais, Conab prevede una produzione di 25.151.592 sacchi (di cui 300 mila di robusta), con una tolleranza in più o in meno del 2,42%. Tale dato prefigura un calo del 6,65% sul precedente raccolto da record del 2012/13.

Una flessione molto più attenuata rispetto alle medie storiche, conseguenza dei maggiori investimenti. Come della migliore gestione delle pratiche agricole, ma anche dell’inversione del ciclo biennale intervenuta in regioni quali la Zona da Mata; il Norte de Minas e la Serra da Mantiqueira.

La coffee belt mineira è stata interessata, tra maggio e giugno, da un periodo climaticamente anomalo, caratterizzato da precipitazioni frequenti, ma di bassa intensità; cui ha fatto seguito un periodo di siccità, più in linea con la stagionalità consueta, con una forte riduzione degli indici di umidità, che è durato sino a fine settembre-inizio ottobre.

Le prime piogge primaverili sono arrivate a metà ottobre consentendo la fioritura principale seguita poi da una o due fioriture ulteriori di intensità variabile. Il regime delle precipitazioni si è fatto in seguito più irregolare, con livelli comunque ampiamente sufficienti.

La flessione più marcata è prevista nel Cerrado Mineiro

Dove è atteso un calo della produzione nell’ordine del 22,7%, con la produttività media attestata a 28,37 sacchi/ha (comunque elevata) contro i 36,99 del 2012.

La Zona da Mata sarà invece in fase positiva, con la produzione in forte crescita (+25,5%) sull’anno precedente e una produttività media elevata (25 sacchi/ha). Resa poi possibile dalle favorevoli condizioni climatiche e dalle cure colturali assidue.

Nel Sul de Minas il raccolto sarà di 11,83 milioni di sacchi, in calo del 14,2% rispetto all’anno precedente. L’impatto della ciclicità negativa sarà parzialmente attenuato dal buon andamento climatico e dal sensibile incremento della produzione riscontrato nella Serra da Mantiqueira e nel Centro-Oeste. Anche grazie all’introduzione di pratiche agricole più razionali e mirate.

Conab ritiene verosimile un incremento della produzione anche nelle regioni di Norte del MinasJequitinhonha e Mucuri. Che hanno anche beneficiato di piogge abbondanti durante tutto il mese di novembre, grazie alle quali vi è stata un’eccellente fioritura.

Il resto lo hanno fatto gli investimenti in input e in tecnologie di irrigazione.

La produzione è stimata in poco meno di 800 mila sacchi, con una produttività media di 21,3 sacchi/ha

Il dato medio di stima indica per l’Espírito Santo una produzione di 12,836 milioni di sacchi. Di cui 3,314 milioni (25,82%) di arabica e 9,522 milioni (74,18%) di conilon; complessivamente in crescita del 2,67% rispetto all’annata precedente.

La variazione positiva sarà resa possibile dal forte accrescimento (+18,82%) del raccolto di arabica. Che ha sin qui beneficiato di favorevoli condizioni climatiche, ma anche delle prime ricadute positive del programma Renovar Café Arabica (costituente parte integrante del programma statale per la caffeicoltura sostenibile). Che prevede, in una finestra temporale di una quindicina d’anni, il totale rinnovo delle piantagioni con varietà ad alto rendimento. Sempre nell’ottica di elevare la produttività media a 23 sacchi/ha.

Le precipitazioni eccessive registrate nel nord dello stato nei periodi di fioritura e fertilizzazione appaiono destinate ad avere un qualche impatto negativo sulla produzione di conilon. Per il quale si prospetta una modesta flessione (-2%), peraltro ancora recuperabile qualora nelle successive fasi vegetative si concretizzassero condizioni ottimali.

Le proiezioni messe a punto dagli esperti del minagricoltura brasiliano prevedono che le operazioni di raccolta si concentreranno tra maggio e giugno. Per quanto riguarda il conilon, e tra maggio e agosto per gli arabica.

La flessione più marcata si avrà nello stato di San Paolo

Dove la produzione dovrebbe attestarsi tra i 4 e i 4,7 milioni di sacchi (flessione compresa tra il 25,3% e il 12,3%). E il calo potrebbe essere ancora più accentuato qualora dovessero permanere le condizioni climatiche anomale (alte temperature associate a precipitazioni scarse). Manifestatesi successivamente alla fioritura.

La produzione potrebbe essere del 25%-30% inferiore a quella dell’anno scorso nelle regioni di São João da Boa Vista. (nonostante l’eccellente stato fitosanitario delle colture) e Garça/Marília. Non andrà meglio nelle regioni di Franca e di Ourinhos dove la produttività non dovrebbe, in ogni caso, superare i 20 sacchi/ha.

A differenza di quanto accaduto nelle precedenti annate negative

Lo stato di Bahia dovrebbe registrare nel 2013 un raccolto grosso modo in linea con quello dell’annata precedente, stimato da Conab tra 2,076,6 e 2,205 milioni di sacchi (valore mediano 2,141 milioni); a fronte di una produzione di 2,1496 milioni di sacchi nel 2012 (-0,4%).

La prospettive potrebbero migliorare qualora l’andamento climatico dovesse regolarizzarsi nel corso di gennaio

Le condizioni climatiche propizie sin qui riscontrate alimentano le aspettative di una consistente ripresa produttiva nel Paraná e le prime previsioni parlano di un raccolto compreso tra 1,660 e 1,82 milioni di sacchi. Con un incremento sul 2012 compreso tra 5,1% e il 15,2%.

Nonostante l’eccezionale fioritura, che prefigura livelli di produttività elevati (tra i 25,17 e 27,60 sacchi/ha)

Il settore caffeario di questo stato stenta a riprendere quota scoraggiato anche dal calo dei prezzi intervenuto nel corso del 2012. Che ha notevolmente rallentato la commercializzazione dell’ultimo raccolto.

Conab denuncia in particolare la contrazione delle superfici coltivate, con un numero crescente di produttori che abbandona il caffè a favore della coltura della soia.

A dispetto del ricorrere di un anno di ciclicità negativa, la produzione crescerà anche in Rondônia dove si prevede un raccolto di 1,4245 milioni di sacchi, in crescita del 4,2% sull’annata precedente. Nonostante l’evoluzione positiva, la produttività rimarrà tra le più basse a livello nazionale (appena 11,33 sacchi/ha).

Grafici e tabelle utilizzati in questa analisi sono tutti tratti dal documento ufficiale di Conab

Lui l’Espresso – Apre una catena di caffetterie in capsule

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MILANO – Lui l’Espresso ha dato avvio all’apertura di una catena di caffetterie. Dove il vero espresso italiano non è più preparato con la classica macchina da bar, bensì con le più moderne macchinette a capsule.

Lui l’Espresso: le prime 7 boutique sono state aperte

Ad Alessandria, Milano, Cuneo, Ravenna; Piacenza, Novara e Cesena, ma sono prossime all’inaugurazione ulteriori caffetterie in altre città italiane.

Il sistema prevede l’uso di una macchina a capsule “made in Italy”. Dotata di un sistema di estrazione avanzato e di beccuccio per il vapore brevettato. Per poter servire anche dei cremosi cappuccini.

Le miscele di caffè sono il  frutto di una selezione, effettuata dagli ideatori, sulla scorta dell’esperienza maturata in anni di attività nel mondo del caffè

Quattro le miscele monodose proposte: Classico e Intenso, più corposo e aromatico, Vellutato, raffinato 100% arabica e Decaffeinato per un caffè più leggero ma dall’aroma intenso e persistente.

 

Fonte: http://www.vendingtv.it

NUOVA SIMONELLI – Fatturato 2012: ha superato 32 milioni di Euro, + 18,5% rispetto al 2011

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BELFORTE DEL CHIENTI (MC) – Il fatturato 2012 ha preannunciato un 2013 ricco di novità per la Nuova Simonelli, con il previsto lancio di nuovi prodotti. Sarà anche un anno particolarmente impegnativo sul versante commerciale ed organizzativo. Con la partecipazione a numerose fiere internazionali. Oltre che – in qualità di partner tecnico – al “WBC”, campionato mondiale dei baristi, in programma a maggio in Australia.

Per l’azienda marchigiana si tratta di affrontare con fiducia nuove sfide.

Fatturato 2012: una buona partenza per i nuovi progetti

Una fiducia sulle proprie forze supportata, per altro, dagli ottimi risultati del 2012 in cui si è registrata un’ulteriore significativa crescita in termini produttivi e commerciali.

Nell’anno appena concluso, infatti, Nuova Simonelli ha superato 32 milioni di euro di fatturato (per oltre l’80% dato dall’export). Con un incremento del 18,5% rispetto al 2011.

Dal 2009, primo anno successivo all’inizio della crisi economica e della fase congiunturale negativa tuttora in atto, Nuova Simonelli ha costantemente incrementato la propria quota di mercato europeo ed extraeuropeo. Aumentando così il fatturato complessivo del 77%.

Ricerca, innovazione, alta tecnologia e qualità

Queste sono le armi vincenti che permettono da anni all’azienda marchigiana di affrontare con successo i mercati di ben 115 Paesi di tutti i continenti.

“Il costante investimento sull’innovazione, sul design e sulla tecnologia – ha avuto occasione di rilevare il presidente di Nuova Simonelli, Nando Ottavi – è ampiamente ripagato dai consensi ottenuti dai nostri prodotti”.

Nel corso del 2013 Nuova Simonelli metterà in produzione tre nuove macchine professionali per caffè espresso

Una nuova versione del modello “Appia”, con il marchio Nuova Simonelli, e due macchine, completamente nuove, con il marchio Victoria Arduino.

Una di queste ultime, che entrerà in produzione tra poche settimane, sarà nuova non solo tecnologicamente, ma soprattutto nel design. Che porta la firma di due dei massimi architetti internazionali, Doriana e Massimiliano Fuksas.

“Anche questo – ricorda Nando Ottavi – è il segno della volontà di Nuova Simonelli di tenere alto il nome del made in Italy e di lavorare per la crescita economica del nostro Paese”.

BRASILE– Prima stima Conab per il 2013/14 ipotizza un raccolto potenzialmente vicino a quello record dell’anno scorso

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MILANO – Il raccolto brasiliano 2013/14 potrebbe essere inferiore di poco a quello da record registrato nel 2012/13. Lo indicano le cifre della prima stima ufficiale Conab, che ci sono pervenute in redazione nella giornata di ieri.

Conab, i dati

Secondo il documento diffuso dall’agenzia specializzata del minagricoltura di Brasilia, la produzione raggiungerà nell’annata entrante un volume compreso tra 46,98 e 50,16 milioni di sacchi di caffè. Quindi pari a un calo compreso tra il 7,6% e l’1,3% rispetto all’ultimo raccolto.

Più nel dettaglio, il raccolto di arabica si attesterebbe tra 34,9955

E i 37,4733 milioni di sacchi, con una flessione compresa tra l’8,73% e il 2,27%.

Il raccolto di conilon è stimato tra gli 11,9828 e i 12,6873 milioni di sacchi. Con un calo del 4% nell’ipotesi più pessimistica e addirittura un incremento del 1,64% in quella più ottimistica.

L’area coltivata risulta pari a 2,37579 milioni di ettari, in espansione del 2% circa rispetto al 2012

Nel comunicato diffuso a corredo del documento, Conab osserva che i fisiologici alti e bassi produttivi (specialmente degli arabica), che si riflettono nella caratteristica ciclicità biennale del raccolto brasiliano, si stanno progressivamente riducendo per effetto di vari fattori, quali le migliori cure colturali, il crescente utilizzo di fertilizzanti, la coltura intensiva, l’adozione di varietà selezionate più produttive e il rinnovo costante degli arbusti.

Vi rimandiamo a lunedì per l’analisi completa dei nostri esperti.

L’INDAGINE – Il segreto di un buon caffè? I migliori bar sono in Toscana e in Romagna. L’importanza delle formazione continua. Lo dice una ricerca dell’Università di Foggia

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Essse Caffè
Carla Severini, docente di Scienze e Tecnologie Alimentari all’Università di Foggia

FOGGIA – Per fortuna la prof. Carla Severini adora il caffè. Altrimenti come avrebbe fatto a berne centinaia e centinaia di tazzine? L’ha fatto in dieci anni, recandosi in 688 bar del Nord e del Centro Italia. Dove ha valutato le modalità di preparazione dell’espresso, un vero simbolo dell’Italia.

Severini insegna al Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente dell’Università di Foggia

Con lei, hanno condotto l’indagine Romani, Cevoli e Derossi del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Dipartimento di Economia. Nonché Ingegneria Agraria dell’Università di Bologna, con gli esperti della Essse Caffè. L’azienda di torrefazione dell’Emilia Romagna che ha sponsorizzato la ricerca.

Cosa è emerso?

Tradurre risultanze scientifiche nella pratica non è mai agevole. Cominciamo col dire che la qualità dell’acqua, fra gli ingredienti più decantati dai napoletani per il loro caffè, non c’entra nulla.

Sono altre le variabili che determinano la bontà dell’espresso

Ad esempio (chi l’avrebbe detto?) il livello di umidità dell’aria, ma anche questo fattore è relativo. Sono solo tre i segreti per un ottimo espresso. Come il tipo di macchina di estrazione con cui si prepara (quelle considerate sono da due tazze); il tipo di macina-dosatore utilizzato. Infine, la formazione degli operatori dei bar, cioè la bravura di chi lo prepara.

«Perché il risultato cambia – specifica la prof. Severini – a seconda, ad esempio, della pressione esercitata sul panello di caffè nel filtro al momento della preparazione».

L’indagine, presentata da Carla Severini alla conferenza mondiale sul caffè svoltasi in Costa Rica

E’ stata condotta direttamente nei bar (688) di sei regioni del Centro e Nord Italia, fino a Lazio e Abruzzo per intenderci. E dove si gusta l’espresso migliore ?

«Secondo gli indici di qualità, in Toscana e in Romagna», la risposta di Carla Severini.

Nel corso della ricerca, condotta dal 2000 al 2011, sono stati analizzati gli effetti sulla qualità dell’espresso valutando il tipo di impianto di tostatura, il tipo di macina-dosatore, il tipo di macchina estrattrice (manuale, semi-automatica e automatica), la temperatura e la pressione dell’acqua impostate nella macchina, la dose di polvere utilizzata per l’estrazione e la compressione del panello nel filtro.

La qualità del caffè in tazza è stata valutata anche per la consistenza e l’altezza della crema, il contenuto in solidi, il pH e il volume della bevanda. I ricercatori hanno condotto infine alcune prove sperimentali in condizioni di processo controllate, per valutare gli effetti sulla qualità del caffè di alcune variabili che dall’indagine condotta “sul campo” risultano particolarmente fuori controllo (si diceva dell’umidità, ma ci sono tanti altri fattori).

Il team di ricercatori ha raccolto oltre 9.000 dati che sono stati poi elaborati statisticamente per poter apprezzare le differenze significative, l’impatto delle singole variabili sulla qualità in tazza e le differenze esistenti tra le diverse aree geografiche e attraverso gli anni di indagine.

«Fare un buon caffè significa seguire un procedimento – spiega Carla Severini – l’azienda produce caffè tostato che in partenza è molto omogeneo, ma è diverso ciò che arriva da regione a regione. Per questo è interesse delle aziende, per tutelare la qualità del proprio caffè, fare formazione sugli operatori e controllare la standardizzazione delle macchine».

Interventi che ora si avvarranno dei risultati di questa ricerca.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Caffè al bar 1,10 euro, primi aumenti a Sanremo. Gestori divisi sul ritocco dei prezzi fra chi è tentato di seguire l’esempio e chi frena

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sanremo

SANREMO (IMPERIA) – Dieci centesimi in più la tazzina (da 1 euro a 1,10). Per ora è una scelta limitata a un bar del centro. Ma presto l’esempio potrebbe essere seguito da altri, anche se gli esercenti sembrano divisi. Il ritocco al listino prezzi interessa il Cafè Renaissance di piazza Colombo.

Sanremo cambia il prezzo della tazzina

Afferma il titolare, Fabrizio Rossi: «E’ il minimo sindacale. Non è dovuto all’aumento del costo del caffè macinato, che porta il prezzo di una tazzina a 14-15 centesimi, ma a tutti i rincari dell’attività in generale».

Continua: «E’ un piccolo adeguamento, dopo tre anni, che non abbiamo neppure dovuto spiegare ai nostri clienti. A differenza di altri investiamo sulla qualità: serviamo una qualità di caffè premiata con la “medaglia d’oro” con tazzine e cucchiaini particolarmente curati.

Abbiamo poi anche il caffè biologico, a 1 euro e 20, mentre il cappuccino è passato da 1 euro e 30 a 1,50. Molti altri prezzi sono invece rimasti invariati: sarebbe inutile aumentare liquori o altri prodotti che vendiamo in piccola quantità. Inoltre, ci siamo attrezzati per preparare direttamente le brioches: le nostre sono fatte esclusivamente con il burro. Un costo maggiore, ma la differenza con la margarina si sente».

DEMUS LAB – Proposta formativa e di certificazione Scae

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DEMUS LAB DemusLab Umami Roasting Camp Il logo di DemusLab
Il logo di DemusLab

DemusLab ha aderito alla proposta formativa e di certificazione della Speciality Coffee Association of Europe che a giugno 2011 ha lanciato il nuovo sistema formativo denominato Coffee Diploma System.

Demus lab per i professionisti di domani

Le certificazioni comprendono un esame pratico e uno teorico. Sono validi per l’ottenimento da parte di Scae dei relativi crediti formativi al fine dell’ottenimento del Coffee Diploma.

I due moduli dedicati ai baristi sono quello di base denomibato Barista livello 1 e quello avanzato, Barista livello2.

Barista livello 1

Il modulo prevede che il candidato abbia piena conoscenza e pratica sulla tecnica di base del barista. Cioè nei fattori che determinano la preparazione perfetta delle bevande caffè espresso e cappuccino.

Barista livello 2

Nell’affrontare il modulo avanzato il candidato deve dimostrare di possedere le capacità di preparare le bevande caffè espresso, cappuccino e bevanda a base di caffè espresso. Seguendo i requisiti richiesti per le gare World Barista Championship sapendo realizzare con maestria la tecnica del Latte Art.

 Calendario

4 febbraio2013: barista livello 1, 5 febbraio2013: barista livello 2 e il 4 marzo2013: barista livello 1, 5 marzo2013: barista livello 2. Poi l’8 aprile2013: barista livello 1,9 aprile2013: barista livello 2. Luogo: sala assaggi caffè di Demuslab – via Caboto 31 – Trieste.

Orario: dalle 9.00 alle 17.00.

Costi:

Corso Barista base e certificazione CDS Barista livello 1: 600 euro + IVA; Invece, il corso Barista avanzato e certificazione CDS Barista livello 2: 600 euro + IVA;

Diploma: i candidati riceveranno un attestato di partecipazione al corso. Inoltre, superato l’esame riceveranno il relativo diploma direttamente da Scae. Mentre i 10 crediti per il livello 1 e i 25 crediti formativi per il livello 2 al fine dell’ottenimento del Coffee Diploma System.

Trainer Autorizzato SCAE: Massimiliano Fabian, docente: Martina Godina.

Iscrizioni: per confermare la presenza ai corsi inviare.

una email a info@demuslab.it

Barista Education

Certificazioni CDS

Barista livello 1 e livello 2

La formazione del barista.

Certificazioni Barista livello 1 e livello 2.

Demuslab S.r.l. •Via Caboto 31 – 34147 • Trieste •Tel. +39 040 280858 •

Email info@demuslab.it

SALUTE – “Con troppe bibite dolci più rischi depressione”. Ricerca Usa: ecco perché meglio il caffè rispetto alle lattine di soda

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MILANO – Un nuovo colpo al consumo delle bibite dolcificate e gassate arriva da uno studio presentato al congresso annuale dell’ American Academy of Neurology di San Diego (Usa).