domenica 18 Gennaio 2026
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Torna l’allarme Roya – Cifre allarmanti nel report del direttore esecutivo Ico

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l'allarme roya

MILANO – L’epidemia di ruggine del caffè che sta interessando l’America centrale è una delle peggiori di cui si abbia memoria. Scatta di nuovo l’allarme Roya.

Così afferma il direttore esecutivo dell’Ico nel report diffuso nella giornata di ieri. Quando si è fatto il punto della situazione al termine del suo recente viaggio compiuto nella regione.

L’allarme Roya: la piaga colpisce ancora

Nell’annata caffearia 2012/13 andranno persi almeno 2,7 milioni di sacchi. Per un danno stimato di almeno mezzo miliardo di dollari.

Circa la metà della aree coltivate a caffè nei 5 principali paesi latino americani sono state colpite dalla piaga. Gravi le ripercussioni anche per l’occupazione, con centinaia di migliaia di impieghi stagionali a rischio.

Riferiremo più ampiamente sul report nel numero di domani.

POTETE SCARICARE QUI IL RAPPORTO COMPLETO IN PDF.

Ice Coffee Futures Close Higher: Arabica si consolida in dati in crescita

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ice -br indicatore composto prezzi ice picchiata Forti ribassi sui mercati a termine del caffè circolare Green Mountain

MILANO – Il report di Ice Coffee Futures registra dei dati in crescita. La borsa vede un’Arabica in consolidamento verso l’alto, rispetto ai numeri raccolti in precedenza. La sessione di lunedì, segna invece la fine della flessione.

Ice Coffee Futures: i numeri alla mano

Vediamo quindi come si è comportata l’Arabica in borsa, analizzando le informazioni emerse dall’ultimo report di Ice Coffee Futures.

Arabica coffee futures consolidated higher Monday at the end of a slow session.  The contract with the main activity for July delivery settled 130 points higher at 145.75 cents a pound.

Commercial activity was light with the Colombia market closed on holiday. And a strong real in Brazil discouraging sales. Good buying on the July-September switch was also noted.  The switch narrowed 10 points to end at – 2.15 cents.

Weather news

Temperatures in the main growing areas of Brazil were expected to rise with some isolated rains during the next 5 to 7 days.  The latest Commitments of Traders Report released on Friday showed that non-commercials decreased their net short position sharply to 4,091 lots as of May 7 from 12,428 on April 30.

The commercials at the same time decreased the net long position to 4,444 lots from 12,677 during the same period.

Controlled start to London this week

With the board working marginally higher into the morning in relatively light trading. An undertone of price fix buying was enough to encourage the upside as the board encountered limited origin involvement.

Structural involvement revolved around the July/ Sept; which traded into $20 to make up a decent part of the morning turnover.

The market

It spent much of the time talking about the working exposure from the managed money sector; which as of the latest report today, showed the Managed Money long being reduced again by 2,835 lots. It takes the net long down to only 2,502 if we look to the combined category.

This is the smallest exposure carried this year on the long side.

The short from the Commercial players added 1,957 taking the open position to 2,953 which also is a very small net exposure. Other Reportable traders added to the long taking the net position to 3,365 lots up towards 30% over the reporting period.

Exposure in the options have recorded interesting developments over the last week; with exposure in the 2150 Calls in July jumping to carry over 8,000 lots open.

This adds to the 11,500 lots of Calls open at 2300 to provide a ceiling to the price action for the next month in many people’s minds.

No Grading in the system for today

As we approach mid-month, with the accumulative total for this month running at 204 lots. Robusta held a relative tight afternoon range revolving around the 2050 marker which it just held into the settlement maintaining the upside bias looking for last week’s highs once again.

SCARICA QUI IL REPORT IN PDF

NTL FC Stone Coffee Group: ICE Coffee Certified Stock Report: SCARICA QUI IL DOCUMENTO PDF.

I titoli in italiano delle notizie diffuse ieri da Comunicaffè International

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mondo del caffè

MILANO – I titoli in italiano delle notizie già pubblicate su Comunicaffè International, ora sul portale italiano. A disposizione di tutti i lettori, le novità più importanti che hanno interessato il settore caffeicolo.

I titoli parlano chiaro

E’ evidente che il mercato non si è fermato. Dal Vietnam alla Colombia, gli eventi sono tanti. Li leggiamo assieme nei titoli.

VIETNAM – Vicofa chiede il sostegno del governo per finanziare la ritenzione delle scorte

COLOMBIA – Dimissionario il ministro dell’agricoltura Juan Camilo Restrepo

BRASILE – Gelate notturne non hanno danneggiato il raccolto

ITALIA – A Firenze un panel di assaggio di caffè provenienti dall’isola di São Tomé and Príncipe

I titoli parlano dei Paesi più esotici

Si parla quindi di esportazione e di problemi di idraulica: cosa è successo in una terra lontana come la Tanzania?  Buone notizie invece giungono dall’Estonia, dove i dati raccolti presentano una situazione positiva.

A livello globale, le novità riguardano grandi marchi come Keurig e il caffè porzionato.

RUANDA – Export danneggiato dalle fluttuazioni dei prezzi

TANZANIA – Deficit idrico danneggia la produzione nel Kilimanjaro

GLOBAL – Caffè colombiani in grande evidenza a Sial Canada

ESTONIA – Vendite di caffè in ripresa (+1% a volume) nel 2012

GLOBAL – Melitta lancia una nuova linea di caffè porzionato compatibile con il sistema Keurig

USA – Allo studio delle autorità sanitarie l’introduzione di un limite di età per la vendita di bevande a base di caffeina

ASIA – Starbucks punta ad aprire 1.000 caffetterie in Giappone

COLOMBIA – Positiva la prima trimestrale di Procafecol

Il Brasile ufficializza l’aumento del minimo garantito per gli arabica a 307 reais

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raccolto brasiliano

MILANO – Il prezzo minimo garantito per il sacco da 60 kg di caffè arabica passa in Brasile da 261,69 a 307 reais (153 dollari o 117 euro). Dopo le indiscrezioni trapelate dai media lo scorso fine settimana, martedì l’annuncio ufficiale, affidato a un comunicato del ministero dell’agricoltura.

Contrariamente a quanto anticipato dall’Agência Estado, il prezzo minimo dei robusta rimane invece invariato a 156,57 reais. Non si è ritenuto necessario intervenire anche su questa seconda voce, poiché – afferma il comunicato del minagricoltura – “gli attuali valori di mercato coprono i costi di produzione”. I produttori avevano chiesto 340 reais/sacco per gli arabica e 180 reais/sacco per il conillon.

Ribadiamo ancora una volta che il preço mínimo non costituisce in alcun modo un vincolo di mercato, bensì rappresenta il prezzo benchmark al quale fare riferimento nei rari acquisti operati direttamente sul mercato dal governo, nonché nell’applicazione degli strumenti a sostegno dei prezzi.

Le misure a supporto del settore sono una priorità governativa, si afferma ancora nel comunicato. I produttori sperano che il governo opti per una riproposizione del programma Pepro (Premio equalizzatore pagato al produttore) attuato l’ultima volta nel 2007.

“Il Pepro sarebbe a nostro giudizio la soluzione più indicata, poiché consentirebbe di coprire volumi maggiori a costi più bassi per il governo” ha dichiarato a tale proposito Silas Brasileiro, neodeputato federale nonché presidente esecutivo del Consiglio nazionale del caffè (Cnc), il principale organo rappresentativo del settore privato, di cui fanno parte, associazioni, cooperative e federazioni agricole degli stati produttori.

Riguardo al nuovo prezzo minimo, Brasileiro si è detto soddisfatto a metà; I 307 reais “sono meglio di niente” ha commentato. Aggiungendo però che il governo ha stabilito tale prezzo facendo riferimento al costo di produzione. Quello rilevato per il raccolto 2012/13 (304,72 reais/sacco). E non a quello stimato da Conab per il 2013/14 di 336,13.

“L’importante è che ci siano dei riaggiustamenti periodi” ha osservato in conclusione Brasileiro notando come il prezzo sia rimasto invariato per 4 anni.

La presidente Abreu critica

Molto critica invece la presidente della Confederazione nazionale dell’agricoltura e della zootecnia.

La senatrice Kátia Abreu sottolinea in una nota come il nuovo prezzo minimo non copra nemmeno i costi di produzione. Per lo meno quelli previsti per il nuovo raccolto di arabica, che è già iniziato in alcune aree della Zona da Mata (Minas Gerais) e nell’Espírito Santo

Una recente indagine Campo Futuro/CNA – osserva ancora Abreu – ha rivelato datiinteressanti. Che in varie regioni del Minas Gerais (Guaxupé, Santa Rita do Sapucaí e  Manhumirim) i costi di produzione superano i 350 reais/sacco. E nelle aree montagnose, come la regione di Manhumirim, già l’anno scorso i costi si attestavano attorno ai 571,28 reais/sacco.

Cresce intanto l’attesa per la seconda stima Conab sul raccolto 2013/14, che dovrebbe essere pubblicata, salvo rinvii dell’ultima ora, il 14 maggio.

La Lavazza è salita all’8% capitale Green Mountain Coffee Roasters

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Green Mountain Coffee Roasters
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TORINO – Venerdì Lavazza è salita all’8% del capitale della statunitense Green Mountain Coffee Roasters.

E’ quanto si legge nel comunicato diffuso dalla società. Una comunicazione avvenuta al termine dell’assemblea che ha approvato il bilancio consolidato 2012. Con un fatturato in crescita a 1,33 miliardi di euro e un utile a 97,1 milioni.

Green Mountain Coffee Roasters e le plusvalenze

L’utile – spiega il comunicato – ha beneficiato delle plusvalenze derivanti dalla cessione da parte di Lavazza in Green Mountain Coffee Roasters (GMCR).

“Malgrado la parziale dismissione, nel corso dell’anno, Lavazza ha ulteriormente rafforzato la sua quota in GMCR; passando così dal 6 all’8%“, si legge nella nota.

A dicembre, il gruppo italiano aveva detto di detenere circa il 7,5% del capitale di GMCR, senza intenzione di aumentarlo.

Ice Coffee Futures finish lower after posting a new recent high

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Arabica coffee futures
Chicchi di coffea arabica e robusta

MILANO – Arabica coffee futures reversed the trend Friday to finish lower on origin and speculative selling.  The most active contract for July delivery declined 345 points to settle at 144.45 cents a pound.

Arabica coffee futures: what about the prices

Prices advanced early on speculative buying; however origin selling and lack of follow-through after posting new highs encouraged specs to reverse positions.

In related news, Brazil exports during April reached 2.7 million 60 kilo bags, 5 % higher than March and 35 % higher than April 2012, according with Cecafè.  During the week, Arabica prices gained 3.45 cents or 2.44% on an action caused mainly by short-covering.

A constructive technical outlook

In addition to the arrival of the first cold front to the main growing areas in Brazil prompted the short-covering.  The possibility of additional measures to help the coffee sector in Brazil, following the raise of the minimum reference price added expectations amid producers helping the rally as well.

The minimum price was finally increased to BRL307 per 60 kilo bag for Arabica coffee.  Conillon minimum reference price remained unchanged.

London opened the day under pressure

It came from overnight hedge selling but coped with the early downswing well, bouncing sharply back to the highs of the day following the initial exchanges.

From there on intra-day volatility took something of a knock as the board consolidated into the upper end of yesterday’s range. Additional fund buying did materialise into the afternoon but seemed muted compared to yesterday. (possibly because the balance of the complex was in negative territory).

Having made a new high the market simply ran out of friends and slipped into reverse.

Underlying bids were quickly taken out

As volume rose sharply to the downside. From there on buyers were hard to come by and the market was left to end the week looking (and feeling) a lot less positive that it had done just 24 hours before.

Potete scaricare il file con le tabelle QUI.

Monthly cocoa market review – April 2013. Il mercato del cacao in una rivista

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il mercato del cacao Perù
Fave di cacao in Perù

MILANO – Il mercato del cacao ha il suo personale andamento. Di solito ci interessiamo di osservare i cambiamenti che interessano il chicco. Questa volta, lanciamo lo sguardo su un altro prodotto molto caro agli italiani: il cioccolato.

Il mercato del cacao: aprile 2013

Review of the cocoa market situation during April 2013.

Chart I illustrates price movements on the London (NYSE Liffe Futures and Options) and New York (ICE Futures U.S.) markets in April.

II shows the evolution of the ICCO daily price, quoted in US dollars and in SDRs, from February to April 2013.

III depicts the change in the ICCO daily price Index, the Dow Jones-UBS Commodity Index and the US Dollar Index during the month under review.

Potete scaricare quindi il file pdf con le tabelle QUI.

Viaggiare anche per lavoro- Sono pronte le Guide Michelin Verdi 2013

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nuove guide michelin
cover-sicilia-Michelin

MILANO – Sono appena arrivate le nuove Guide Michelin. Ma andiamo subito a presentare le principali novità apportate, sempre utilissime per chi viaggia anche per lavoro.

La prima Guida Michelin Verde nasceva nel 1926 nasceva la prima Guida Verde, sorella autonoma, ma inseparabile, della “Rossa”.

La specificità della Guida Verde Michelin sta nelle stelle (da una a tre), che brillano su paesaggi, città e capolavori. Rendendoli immediatamente visibili e facilitando la visita di chi non vuole perdersi il meglio. Ovviamente, l’attribuzione delle stelle richiede la competenza e la passione dei redattori della Guida Verde.

Sono loro, parte del personale Michelin, che ideano gli itinerari, li percorrono, li descrivono. Scelgono le immagini e collaborano con i cartografi per la creazione di carte e piante di città. Infine, seguono l’impaginazione della guida fino alla correzione delle bozze e alla pubblicazione. Da oltre 100 anni, Michelin usa le stelle come riconoscimento di un valore artistico, storico e turistico di paesaggi, panorami, città e monumenti.

Nuove Guide Michelin

Le stelle delle Guide Verdi Michelin hanno un significato specifico in relazione al contesto. Sono il simbolo di una valutazione che tiene conto della relazione tra il paesaggio, la città, il monumento; il palazzo, il museo, la chiesa o qualsiasi altro luogo degno di nota con il contesto naturale, nazionale, regionale, urbano.

Non sono valori assoluti, ma relativi, in quanto “riassumono” luoghi che sono naturalmente in dialogo con la realtà cui appartengono.

Praticamente, possono essere considerate una guida nella scoperta di un territorio di cui si vogliano visitare per primi i luoghi più significativi. Perché non ci si è mai stati prima o perché si ha poco tempo a disposizione.

Oltre alle famose stelle

L’altra specificità della Guida Verde Michelin è il modo di vivere il viaggio. Ogni pagina cerca di trasmettere l’atmosfera genuina di ogni tappa e ogni destinazione.

Quel genius loci che si nasconde negli angoli suggestivi e nei locali tipici, che solo “quelli del posto” conoscono. A distanza di quasi un secolo, lo stesso spirito di ricerca del modo migliore di avanzare, che è il motto di Michelin, si realizza nel 2013 con un restyling a tutto tondo della Guida Verde.

Le caratterische delle nuove Guide Michelin

La presentazione grafica in stile articolo di giornale; riepilogo degli “Imperdibili”: i luoghi stellati visibili in un quadro d’insieme; tabelle sintetiche.

Proposte di itinerari di varia durata, i principali musei delle grandi città con i giorni di apertura, le attività per la famiglia, i tipi di soggiorno (naturalistico, culturale, balneare), le spiagge più belle; codici QR: per visualizzare sullo smartphone le carte interattive di ViaMichelin Mobile; Box “I miei consigli”: l’Omino Michelin consiglia caffè, ristorantini, trattorie, negozi e altri indirizzi sfiziosi per ogni quartiere.

E in conclusione, per rassicurare un po’ tutti possiamo dirvi che non cambia la ricchezza dei contenuti, l’analisi approfondita delle opere d’arte e attribuzione delle stelle e la Cartografia Michelin.

DēLonghi le perdite sui cambi portano l’utile trimestrale sotto i livelli del 2012

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De'Longhi Design dividendo bonus Il Logo DēLonghi Capital Brands
Il Logo Dē'Longhi

TREVISO – Il Consiglio di Amministrazione ha approvato in data odierna i risultati del primo trimestre 2013 del Gruppo DēLonghi. Il primo trimestre del 2013 è stato caratterizzato dal completamento dell’assetto organizzativo del Gruppo conseguente alle operazioni straordinarie intercorse nel 2012, principalmente per l’acquisto del ramo Household di Braun e per l’avvio del nuovo stabilimento produttivo in Romania.

Per quanto riguarda l’acquisizione del business Braun Household, con effetto 1° gennaio 2013 è iniziata la gestione operativa diretta da parte del Gruppo, essendo così terminato il periodo transitorio ed essendo state finalizzate le procedure necessarie alla gestione delle nuove attività. Pertanto, con effetto dal 1° gennaio 2013 il business Braun Household viene interamente consolidato nei risultati del Gruppo DeēLonghi.

Più in generale, il primo trimestre ha visto un rallentamento generalizzato del contesto economico e dei consumi, che ha avuto parzialmente impatto sui ricavi del Gruppo, mentre si è avuto un riscontro positivo dalle azioni intraprese dalla Società a difesa dei margini operativi.

I ricavi I ricavi netti consolidati sono aumentati dello 0,9%, passando da € 317,7 milioni a € 320,5 milioni; a cambi costanti la crescita dei ricavi è del 2,3%.

I ricavi sono stati negativamente influenzati da minori vendite nel settore comfort (condizionatori e radiatori) per circa € 11 milioni.

Positivo invece l’andamento delle vendite delle kitchen machines a marchio Kenwood e degli handblenders, segmento di punta del marchio Braun. Il comparto caffè, rispetto al Q1 2012, risente di minori vendite promozionali e del fatto che nel passato esercizio alcuni prodotti appena lanciati sul mercato (in particolare in relazione al modello Nespresso Lattissima+) avevano beneficiato di vendite particolarmente sostenute. Buono l’andamento delle vendite delle macchine da caffè Dolcegusto, anche grazie al recente accordo di distribuzione per il mercato australiano. A livello di mercati, l’andamento è stato moderatamente positivo in Europa, soprattutto per la crescita in Germania, Benelux e Scandinavia, che ha più che compensato il calo in alcuni mercati (principalmente Russia, Regno Unito e Italia). In decisa crescita l’area MEIA; in calo l’area APA (soprattutto USA e Giappone) nel settore del comfort.

 I margini operativi Nel corso del trimestre il Gruppo DēLonghi ha raggiunto risultati positivi relativamente all’andamento dei margini operativi, grazie a un positivo effetto prezzi e a un favorevole product mix. Il margine industriale netto, grazie alle dinamiche citate, è in deciso miglioramento a € 160,7 milioni, passando dal 47,0% al 50,1% dei ricavi.

L’EBITDA ante oneri non ricorrenti si è attestato a 44,5 milioni; che rappresenta un miglioramento del 4,1% rispetto al 2012. E con un’incidenza sui ricavi che passa dal 13,5% al 13,9%. Tale risultato è particolarmente positivo considerando l’incremento di alcuni costi fissi, connessi al nuovo business Braun. Ed anche al relativo start-up della gestione operativa diretta (soprattutto costo del lavoro e costi per affitti logistici, non proporzionali all’andamento delle vendite a marchio Braun nei primi mesi del 2013). Nel trimestre non si registrano oneri non ricorrenti.

L’EBIT si è attestato a € 34,1 milioni (pari al 10,6% dei ricavi), in aumento rispetto al 2012 (€ 33,6 milioni) nonostante i maggiori ammortamenti (€ 10,5 milioni rispetto a € 7,8 milioni nel Q1 2012) dovuti ai significativi investimenti effettuati durante lo scorso esercizio (principalmente l’acquisizione Braun Household, e gli investimenti produttivi in Cina e Romania). M € % sui ricavi M € % sui ricavi Margine industriale netto 160,7 50,1% 149,3 47,0 % EBITDA ante oneri non ricorrenti 44,5 13,9% 42,8 13,5% Risultato operativo (EBIT) 34,1 10,6% 33,6 10,6% 1° trimestre 2013 1° trimestre 2012

Gli oneri finanziari. Gli oneri finanziari hanno registrato un incremento rispetto al primo trimestre 2012: 8,4 milioni rispetto a 2,8 milioni nel Q1 2012. Ciò è dovuto in larga parte a perdite su cambi per 1,5 milioni rilevate nel Q1 2013. Rispetto a utili per € 2,9 milioni l’anno precedente. E in parte anche all’incremento nel livello medio del debito nel trimestre. A seguito dell’operazione Braun Household.

L’utile netto L’utile netto di competenza del Gruppo è passato da € 22,7 milioni nel 2012 a € 18,9 milioni nel 2013. Ovvero il 5,9% dei ricavi.

L’indebitamento. La posizione finanziaria netta DēLonghi è negativa per 81,6 milioni, di cui 64,4 milioni relativi all’eventuale pagamento dell’earn-out Braun. Ma in miglioramento di € 11,3 milioni rispetto al 31 dicembre 2012 (€ 92,9 milioni). Rispetto al primo trimestre 2012 il confronto è fortemente influenzato dall’operazione Braun Household; che ha inciso per circa € 143 milioni in aggiunta al summenzionato importo relativo alla contabilizzazione dell’earn-out. Il capitale circolante netto (€ 259,9 milioni contro € 245,4 milioni a marzo 2012) è stato influenzato dall’acquisto di magazzino di prodotti a marchio Braun da Procter & Gamble, effettuato negli ultimi mesi del 2012 e nei primi mesi del 2013, nonché da minori cessioni crediti pro-soluto rispetto al primo trimestre del 2012. L’incidenza sui ricavi è stata all’incirca stabile rispetto a marzo 2012 (17,0% rispetto a 16,8% nel primo trimestre 2012).

Eventi successivi alla chiusura del trimestre. Non si registrano eventi di rilievo successivi alla chiusura del trimestre.

Evoluzione prevedibile della gestione

Il primo trimestre del 2013 è stato caratterizzato da un andamento debole dei ricavi. E da un miglioramento dei margini per un positivo effetto mix prodotti e prezzi. Il Gruppo DēLonghi ritiene di poter confermare anche negli altri trimestri dell’esercizio i propri obiettivi di crescita dei ricavi e dei margini.

 

Dagli occhiali al caffè: Nespresso sbarca in piazza al posto di Optissimo

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Nespresso Ethical Coffee Company Ethical Coffee Company u
Il logo Nespresso

PARMA – La notizia che la catena Nespresso aprirà i battenti nel grande negozio che si trova all’angolo fra piazza Garibaldi e strada Repubblica fa tornare indietro l’orologio del tempo. Per quanto riguarda la destinazione di quei locali occupati per decenni da un antico e glorioso «caffè» con due diverse denominazioni, prima il Caffè Marchesi e in seguito Grand’Italia.

di Gian Luca Zurlini

Caffè Marchesi sostuito da Nespresso

La maggior parte dei parmigiani, infatti, li ricorda occupati da un negozio di scarpe (Carlo) e in seguito da uno di ottica ( Optissimo ).

Ma in realtà, quegli spazi al pianoterra dello storico palazzo Fainardi, di origine medioevale, sono stati per più di cinquant’anni sede di uno dei Caffè (rigorosamente con la maiuscola) più frequentati dai letterati parmigiani; che teneva testa ad altri locali di prestigio come il Caffè Orientale (nato nel 1893 nella sua attuale collocazione); oppure il Caffè Parmigianino di piazza della Steccata e il Caffè Centrale di via Cavour. Celebre ritrovo di letterati negli anni prima della Seconda guerra mondiale.

Il Caffè Marchesi occupava quasi per intero le vetrine della bottega attuale, venne aperto nel 1899

Qualche anno prima della gloriosa Pasticceria Bizzi, che si trovava a pochi metri di distanza. Il Caffè Marchesi, con arredamento e vetrine in stile Liberty progettate dall’architetto Nello Sinigaglia, dell’istituto di Belle arti di Parma, si impose ben presto come uno dei ritrovi più illustri della città.

Frequentato dai nomi importanti dell’aristocrazia cittadina e famoso soprattutto per la qualità dei suoi liquori e delle bevande servite ai tavoli.

In estate erano posizionati anche sul marciapiede esterno, protetti dal caldo sole battente del pomeriggio da grandi teloni recanti il nome del caffè.

Il Caffè Marchesi è stato ispiratore di racconti letterari e di numerose iniziative culturali

Oltre che sede anche di esibizioni musicali, antesignane dei «piano bar» dell’epoca moderna. E proprio per i clienti seduti ai tavolini del bar, raccogliendo a volte mance anche generose, suonava il violinista parmigiano Augusto Migliavacca.

Si dice, proprio durante quelle esibizioni, nonostante fosse a volte canzonato dai clienti per il suo aspetto trasandato e i vestiti laceri che indossava, trasse l’ispirazione per la sua celebre «mazurka variata», rimasta nella storia della musica.

Il caffè mantenne la sua denominazione originaria sino alla fine degli anni Venti

Quando cambiò il nome in «Caffè Grand’Italia» (per non confondersi con il Caffè Italia aperto in via Cavour all’angolo con borgo San Biagio); mantenendosi comunque su livelli di elevata qualità.

Il Caffè chiuse i battenti nel 1949 e al suo posto si installò per una ventina d’anni una filiale di una banca. Poi, a metà degli anni Settanta, arrivò il negozio di scarp. Chiuso una quindicina di anni fa e sostituito successivamente dalla catena di ottica rimasta in quei locali fino allo scorso anno.

Dopo una brevissima apertura di una catena di intimo, che ha cessato l’attività nel giro di pochi mesi, adesso arriva questa nuova destinazione.

Che, certo, non ha molto a che vedere con il fastoso «Gran Caffè» di alcuni decenni fa; ma comunque riporta negli storici spazi che si affacciano tra la Piazza e via Repubblica quel profumo di caffè che li aveva contraddistinti all’inizio della loro storia commerciale.

Fonte: La Gazzetta di Parma