lunedì 28 Novembre 2022

Latte Art Factory Bar Pro: lo strumento che ha vinto il Sca New Product Award al Woc

Franjo Damir Kis, responsabile vendite internazionali: "Posso dire che questo premio sarà il primo di molti altri in futuro. Il Latte Art Factory Bar ha vinto per la sua versatilità, la possibilità di avere più di una soluzione per un caffè, un bar o un ristorante. Può funzionare con qualsiasi liquido e sarà in grado di funzionare, deve solo essere personalizzato

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MILANO – È vero che la latte art fa ormai parte delle competenze di un barista che voglia stare al passo con le nuove tendenze. In Italia lo abbiamo capito bene, tanto da aver vinto il campionato mondiale per due volte consecutive grazie alla tecnica di Manuela Fensore e Carmen Clemente – campionessa in carica -.

Ma per chi non ha le mani di due campionesse del mondo, la latte art non è off limits, grazie a strumenti che permettono di servirla senza sprecare troppo tempo, fatica e materia prima. Oggi parliamo quindi del Latte Art Factory Bar Pro (LAFBP), un dispositivo che ha vinto il premio Sca New Product Award al World of Coffee per le sue caratteristiche innovative.

Nato da un’idea della start-up tedesca Frank Buna, che sviluppa tecnologie e attrezzature al servizio dei baristi, il LAFBP è una macchina automatica che schiuma ed eroga il latte, con un modello compatto che si collega a un modulo posizionabile sotto il bancone con la possibilità di conservare due tipi di latte contemporaneamente.

L’azienda ha avviato le vendite della LAFBP in Europa, Asia e Australia. I prezzi della LAFBP per i clienti statunitensi non sono ancora stati resi noti, anche se il lancio delle vendite negli Usa è previsto per il prossimo anno.

Latte Art Factory Bar Pro: ecco maggiori dettagli

Una capacità di schiumatura di un litro e mezzo in un tempo di 60 secondi, in grado di gestire temperature calde e fredde, bevande a base vegetale, infusi, cold brew e kombucha: alla Latte Art Factory Bar Pro non manca nulla. Nemmeno la possibilità di giocare con diversi parametri da impostare a piacimento dell’operatore per creare ricette complesse con volumi, temperature e consistenze diverse. Il tutto supportato da una telemetria completa che consente l’assistenza a distanza e l’analisi aziendale.

LAF Bar Pro si differenzia dagli altri modelli presenti sul mercato per diverse caratteristiche:

Latte Art Factory
Un’altra immagine di Latte Art Factory (foto concessa)

-IoT/cloud abilitato per un rapido supporto remoto, aggiornamenti software e statistiche di consumo in tempo reale.

-Non viene utilizzato vapore per riscaldare o schiumare il latte – il che è anche un grande risparmio energetico -, Latte Art Factory si affida a un sistema unico per portare a termine questa operazione grazie ad una tecnologia brevettata che evita di bruciare il latte.

-Il brevetto unico, insieme al meccanismo di risciacquo interno, consente di estrarre 2 liquidi da 2 contenitori di latte contemporaneamente (e fino a 4 passaggi per bevanda).

-Il sistema di risciacquo automatico dopo ogni utilizzo elimina la contaminazione incrociata da diversi tipi di latte.

-Il menu è personalizzabile e le ricette sono già impostate nella macchina.

Rispetto ad altri montalatte, Latte Art Factory Bar Pro è in grado non solo di montare il latte caldo e la schiuma, ma anche di estrarla a freddo

Le stesse prestazioni e gli stessi risultati di alta qualità possono essere ottenuti con qualsiasi bevanda vegetale o a base di cioccolato (ghiacciata o calda). Ma Latte Art Factory Bar provvede anche all’ora dell’aperitivo ed è pronta per un classico Espresso Martini.

LAF Bar Pro aumenta il flusso d’aria e la pressione per imitare la micro-schiuma prodotta da liquidi più proteici come il latte.

Fornisce un controllo completo diventando un vero e proprio supporto per qualsiasi gestore, risolvendo da un lato la carenza di personale qualificato da impiegare dietro al bancone, dall’altro evitando inutili sprechi di bevande utilizzate nella preparazione delle ricette.

Questo rende Laf Bar Pro particolarmente interessante anche come investimento economico: il suo costo, assolutamente accessibile, viene ammortizzato sia con il risparmio delle materie prime sia perché facilita il servizio.

Franjo Damir Kis, responsabile vendite internazionali: “Posso dire che questo premio sarà il primo di molti altri in futuro”

Il team di lavoro al Woc di Milano (foto concessa)

“Il Latte Art Factory Bar ha vinto per la sua versatilità, la possibilità di avere più di una soluzione per un caffè, un bar o un ristorante. Può funzionare con qualsiasi liquido e sarà in grado di funzionare, deve solo essere personalizzato. Qualsiasi cosa si possa immaginare come liquido, si può usare. Non vedo nulla di simile sul mercato nei prossimi anni.

Ed è assolutamente lo strumento più facile da gestire: ci vuole forse un minuto per pulire, basta premere un pulsante o impostare automaticamente il sistema di pulizia, mettendo due temperature nei contenitori, premere start, collegare i due e il gioco è fatto.

L’obiettivo è quello di avere un maggiore controllo e consistenza del liquido che si sta cercando di estrarre. Può funzionare in una catena di caffè, in un grande negozio, in un ristorante, in un alimentari, in un hotel. La macchina si adatta ad ogni spazio perché è una macchina distributrice, non solo calibrata per il latte.

È così facile da usare ed è pensata per tutti: dà la possibilità di personalizzare le ricette senza limiti solo premendo un pulsante. Con un’unica macchina forniamo l’esperienza perfetta per baristi e consumatori, e così in un bar a Milano o in Croazia, la stessa qualità è garantita. Sarà sufficiente effettuare la calibrazione ogni volta che si cambia il latte.

È una scelta intelligente per tutte le caffetterie che non contano su un barista super qualificato, che vogliono evitare gli sprechi di latte  – probabilmente la seconda o la prima perdita di costi per un bar -. Si calcola che il 15-33% del latte venga sprecato. Con la nostra macchina invece, quando un barista deve utilizzare 110 ml, il sistema estrae esattamente la quantità necessaria, senza alcuno spreco. Settando il sistema, non si perderà il 15% della bevanda.

E si risparmia anche tempo per la pulizia e per le risorse. Ogni macchina oggi è personalizzata, da quella del caffè alla tostatura e alla macinatura: allora perché non automatizzare anche il sistema del latte? Il latte sarà l’elemento che cambierà le abitudini anche in termini di gusto. Se riusciamo a controllare l’offerta delle ricette a base latte, i clienti rimarranno molto colpiti e torneranno a consumare di più”.

E l’Italia, che tradizionalmente è più legata all’espresso che alle bevande a base di latte?

“Siamo felici di lavorare con i partner giusti che credono nel prodotto. L’Italia è un mercato complesso, è vero, per l’elevato consumo di espresso più che di bevande a base di latte. Ma nei prossimi anni anche questo Paese cambierà, grazie alle nuove generazioni. Già alcune delle maggiori aziende italiane hanno richiesto il nostro prodotto.

Per ora ci concentreremo sui Paesi più sensibili alle vendite come Nuova Zelanda, Asia, Australia, Corea, Paesi Bassi, America, Scandinavia. Ma naturalmente vogliamo essere partner di tutti i Paesi europei, oggi o tra qualche anno”.

Qual è il futuro di questo settore?

“Sempre più persone si orientano verso l’automatizzazione. Abbiamo semplificato il modo di estrarre il caffè, ma mancava ancora la stessa opportunità per il latte. Si andrà sempre più verso la personalizzazione dell’offerta e il barista non sarà più così indispensabile nelle caffetterie. Abbiamo altre cose in arrivo per il prossimo anno: l’innovazione è appena iniziata. Potete seguirci sui social e sono molto fiducioso che ci vedremo presto anche a Milano”.

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