martedì 16 Agosto 2022

Carmen Clemente iridata Latte art: “Abbiamo fatto una cosa atomica, mai successo che una nazione vincesse 2 volte di fila”

La vincitrice mondiale: "Quest'anno è stato diverso da Berlino: abbiamo strutturato la gara io e Manuela e poi abbiamo avuto un sostegno come giudice da parte di Chiara Bergonzi, che ci faceva capire se quello che volevamo portare era adatto o meno. Ci è stata poi Cristina Caroli che mi ha aiutato incredibilmente durante i 2 anni di Covid a livello psicologico, dopo parecchi rinvii. Per fortuna c'è stata la possibilità di averla nel backstage."

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MILANO – L’Italia di nuovo al primo posto nel mondo per la latte art che è la specialità più popolare tra quelle organizzate dalla Sca. Tutto merito di Carmen Clemente, che dopo un estenuante allenamento e una serie di prove indimenticabili sul palco, ha conquistato il titolo di campionessa mondiale di latte art al World of Coffee, sbaragliando tutti gli altri concorrenti.

Dopo la gara nel 2019 a Berlino che aveva visto trionfare l’iridata Manuela Fensore, ora il trofeo resta in casa in tutti i sensi – in Italia e in famiglia -, dato che è stata proprio lei a forgiare la mano che ha conquistato l’oro di quest’anno. Quando ci si allena con i fuori classe, ci sono pochi dubbi sul risultato. E Carmen Clemente, lo ha dimostrato a pieni voti, emozionando tutto il pubblico presente, tanti gli italiani, ma la platea era molto internazionale, e portando in alto la patria dell’espresso sulla scena mondiale.

Clemente, ci racconti questa ultima prova a lietissimo fine

Ha raccontato ancora emozionatissima Carmen Clemente: “Prima di entrare in pedana nel backstage, ho avuto una serie di attacchi di panico. Cinque minuti prima di entrare ho detto: non voglio farlo, non ce la faccio. Poi mi sono concentrata nel ripetere ossessivamente il discorso. Sono salita sul palco senza fermarmi mai.

Abbiamo fatto una cosa atomica: non è mai successo che vincesse la stessa nazione e per due volte di fila, nella stessa famiglia. E’ una cosa incredibile.

Finita la gara, ho pianto, perché ho fatto 12 secondi di overtime, e ho pensato di essermi giocata il mondiale. Però mi facevo forte del fatto che avessi consegnato delle tazze meravigliose. Dei tre giorni ho disegnato le facce dei cani più belli, senza gocce di blurring. Ho fatto una media di 5/5 e mezzo nel cane e nel castoro.

Poi qualcuno ha detto: “Taiwan al terzo posto” e ho sentito qualcuno che aggiungeva: “Hai vinto.” Non ci credo ancora! E ora non ho più quel tarlo fisso di dovermi allenare per raggiungere l’obiettivo.

Ora ne avremo altri: desideriamo fare delle masterclass per avvicinare i ragazzi alle gare. Organizzando delle giornate per le varie categorie: tante persone non partecipano perché non sanno come si svolgono. Noi proporremo un costo più accessibile per avvicinare il mondo della competizioni ai giovani. Così faremo per la latte art e tutte le discipline.”

Sappiamo che si è mantenuta concentratissima sulla sua prova, senza guardaregli avversari: ma com’erano il clima e il livello?

Racconta Carmen Clemente: “Il livello era molto alto. I sei in finale si sono differenziati di mezzo punto, un punto. E’ stata una decisione dura per i giudici.”

Che cosa l’ha fatta diventare campionessa del mondo?

“Non saprei. Penso che sia arrivata molto dalla mia energia. Mi hanno detto in tanti che sono riuscita a comunicare la mia passione. Poi ovviamente le tazze sono uscite bene. Ma mi ha fatto piacere che abbia trasmesso anche ai giudici il mio coinvolgimento.”

Carmen Clemente in pedana (foto scattata e concessa da Cristina Caroli)

Clemente, questa è anche un po’ la sua seconda vittoria al mondiale: allenata dalla precedente iridata, ora passa il testimone a lei ma resta in casa, non è una coincidenza

“Non abbiamo avuto una vita per tanti anni per seguire la latte art. Ci siamo concentrate grazie a degli allenamenti estenuanti, anche con 40 gradi quando gli altri erano al mare. Però è stato un lavoro che ha dato i suoi frutti.”

Le due Fensore e Clemente campionesse mondiali in fase di training (foto scattata e concessa da Cristina Caroli)
Le due campionesse mondiali Fensore e Clemente in fase di training nel backstage (foto scattata e concessa da Cristina Caroli)

Ci racconta le figure che l’han portata alla vittoria?

“Abbiamo inserito un elemento nuovo che è la stella. Rappresentava i miei sogni. E poi un corallo che era il simbolo del fatto che, per quanto si possa fantasticare, è giusto mantenersi con i piedi per terra. Non ci siamo mai montate la testa e rimarremo così.

Quest’anno è stato diverso da Berlino: abbiamo strutturato la gara io e Manuela e poi abbiamo avuto un sostegno come giudice da parte di Chiara Bergonzi, che ci faceva capire se quello che volevamo portare era adatto o meno. Ci è stata poi Cristina Caroli che mi ha aiutato incredibilmente durante i 2 anni di Covid a livello psicologico, dopo parecchi rinvii. Per fortuna c’è stata la possibilità di averla nel backstage.”

Clemente cosa si prova quindi ad essere la migliore del mondo, vincendo in Italia?

Chiude scherzando Carmen Clemente: “Te lo dico domani, quando lo realizzerò anch’io.”

Una famiglia vincente (foto scattata e concessa da Cristina Caroli e concessa da Manuela Fensore)

 

 

 

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