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Illy: «The best is only one». Il marchio di Trieste come la Coca Cola dell’espresso

Illy garantisce un caffè unico e costante nella qualità, ma, soprattutto, che è il risultato del lavoro dei Paesi produttori in maniera equa e sostenibile

illycaffè

MILANO –  Da La Repubblica, riportiamo il testo di Roberta Paolini, che paragona Illy alla Coca Cola dell’espresso. llly infatti, è riconoscibile in un unico blend. E’ il risultato della miscela di 9 tipi di pura arabica.

Mentre gli altri aumentano la gamma di “gusti Illycaffè non sposta di una virgola la sua coerenza e politica aziendale.

Illy propone un prodotto da poter gustare in tante modalità diverse

Che però restituisce sempre un sapore uguale a se stesso. Con l’obiettivo che è all’origine di questa storia, “The best is only one”.

CARTE DOZIO
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«La Coca Cola voleva essere la bevanda numero uno al mondo, e il suo sapore è inconfondibile. Il nostro caffè deve essere il più buono del mondo. Così, la strategia sul gusto della nostra tazzina è e resterà sempre la stessa.

Si possono fare variazioni su come gustarlo, ma la marca è una promessa.», dice il presidente Andrea Illy.

Dietro all’imperativo della famiglia Illy

Si è data di realizzare il miglior caffè al mondo c’è molto di più. Il modello di business di Illy è sostenuto da una caratteristica che lo rende unico ed è la filiera proprietaria.

Il controllo dal chicco alla tazzina ha negli ultimi tre decenni determinato il successo aziendale.

Illy si fonda su etica e sostenibilità

Infatti, è stata riconosciuta per questo come una delle “aziende più etiche” al mondo del 2018 da Ethisphere Institute. Ente internazionale che definisce e promuove gli standard per le pratiche etiche di business.

Inserita nell’elenco di Ethisphere per il sesto anno consecutivo, Illycaffè è l’unica azienda italiana ad aver ricevuto il riconoscimento.

Questo sottolinea la capacità dell’azienda di guidare il proprio settore industriale all’insegna dell’integrità. Dando precedenza a pratiche commerciali eticamente impeccabili.

La qualità del caffè illy

E’ quindi un risultato diretto del rapporto di collaborazione tra l’azienda e i migliori produttori di caffè al mondo. La filiera sostenibile di illycaffè si basa su un sistema di relazioni dirette con i propri coltivatori.

Sono tre i pilastri fondamentali

Selezionare e lavorare direttamente con i migliori produttori di Arabica; trasferire loro la conoscenza, formandoli attraverso l’Università del Caffè; ricompensarli per la qualità prodotta. Pagando loro prezzi superiori a quelli di mercato. Poi stimolando il miglioramento continuo e rendendo sostenibile la produzione.

«Abbiamo sempre detto che per noi è strategico offrire il migliore caffè al mondo – prosegue Illy. – abbiamo perciò costruito la nostra leadership sulla qualità e non sulla quantità.

Siamo un’industria di trasformazione che la esalta. Abbiamo ritenuto di dover creare valore anche là dove crescono le piante di caffè».

Il caffè si coltiva nel sud del mondo

Paesi definiti in via di sviluppo, i caffecultori sono in circa 50 paesi e coinvolgono venticinque milioni di persone che possono vivere in condizioni anche difficili.

«Il mercato del caffè è intrinsecamente molto volatile. All’inizio della catena il valore aggiunto è molto basso rispetto al valore finale del caffè. Parliamo di una disparità che arriva all’80%», spiega Illy.

Per coerenza con il marchio e con il prodotto Illlycaffe ha così iniziato diversi anni fa un intenso programma di sostegno della sua filiera.

Il sostegno ai produttori e ai consumatori

«Aiutare i produttori significa garantire la qualità superiore al consumatore. In questo modo non solo ne consuma di più ,ma il prezzo che si è disposti a pagare è più elevato.

In questo si attiva per i produttori un circolo virtuoso. Noi siamo proprietari della nostra filiera da fine anni Novanta e compriamo quindi da fonti note, conosciute, senza intermediari

Dare la tracciabilità di ogni singolo chicco

«Pagandolo anche il 30% in più pur di mantenere elevata la qualità che chiediamo ai nostri fornitori». Il 2017 è stato per Illycaffè un esercizio di consolidamento.

Per la prima volta dopo 23 anni Andrea Illy non è più l’amministratore delegato ma si è aperto ad un manager esterno alla famiglia.

Il tasso di crescita degli ultimi cinque anni è stato del 6%

Raggiungendo quota 460 milioni di euro, con la capacità di mantenere una situazione finanziaria in perfetto equilibrio. La quotazione in Borsa o possibili alleanze con altri player non sono al momento in agenda.

«Non abbiamo bisogno di quotarci. La nostra situazione finanziaria è ottima. Infatti, abbiamo un rapporto debito su ebitda pari a 2 e debito su equity pari a uno.

Proseguiamo sulle nostre direttrici che sono l’aumento della quota di mercato nel settore della premium hospitality a livello globale. Mediante lo sviluppo del mix prodotti/servizio e tramite la combinazione di qualità, innovazione e servizio;

l’estensione dei prodotti a tutte le occasioni di consumo – in particolare a casa. Attraverso sistemi di preparazione porzionati e la focalizzazione su un’offerta al consumatore di alta qualità .Sia attraverso punti vendita monomarca che attraverso l’e-shop».

Illycaffè ha un approccio diverso

«Con un consolidamento come questo, i grossi player che si contendono i consumi mondiali di caffè cambiano strategia e il loro profilo competitivo.

Noi teniamo la barra dritta e andiamo avanti per la nostra strada vent’anni, che è la stessa da vent’anni». Andrea illy presidente di Illycaffè.