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Faina (illycaffè): «E Maestri dell’ espresso jr porta gli Alberghieri all’Università e all’Accademia»

Venerdì 18 maggio si terrà la finalissima a Trieste presso l'Università del caffè illy

Moreno Faina direttore dell'Università del caffè illy di Trieste
Moreno Faina direttore dell'Università del caffè illy di Trieste

MILANO – Siamo alla vigilia della seconda edizione, dopo la ripresa, di Maestri dell’espresso junior. Venuta dopo la prima serie che è durata 24 anni. Venerdì 18 maggio si disputa la finale a Trieste presso l’Università del caffè illy. Ne abbiamo parlato con Moreno Faina che dell’Università del caffè è il direttore. E che è anche il corresponsabile dell’iniziativa. Un’attività gestita paritariamente da illycaffè e Gruppo Cimbali.

Che cosa contiene questa seconda edizione, della seconda serie

Moreno Faina: «L’edizione conferma quanto introdotto lo scorso anno. Per avvalorare l’impianto e la caratterizzazione delle singole fasi sono stati apportate alcune modifiche.

Innovazioni che sono nate dalla discussione con gli stessi professori partecipanti delle passate edizioni. Le segnalazioni sono state valutate assieme e, quindi, sono stati effettuati degli aggiornamenti.»

CARTE DOZIO
FRANKE

Oltre la finale

«Vorrei anche segnalare che questa sfida ha un’edizione lunga. Perché il concorso nasce di fatto a settembre dell’anno precedente nel quale sarà disputate la finale. Dura quindi nove mesi, esattamente come l’anno scolastico. E non è casuale.»

Il logo di maestri dell'espresso junior
Il logo di maestri dell’espresso junior

«E ora il 18 maggio c’è la finale. In tutto questo periodo si colloca una fase importante che è quella didattica. Questa, deve essere svolta in aula. I partecipanti però sono tantissimi, quindi non possiamo essere presenti in tutti gli Istituti.»

«Per cui abbiamo fatto una scelta per questa seconda fase: investire molto sui professori. Che sono poi quelli che danno continuità al piano formativo. E sono proprio loro che chiedono di esser aggiornati.»

Adesso formarsi non è più facoltativo

Nella prima edizione di Maestri dell’espresso, l’aggiornamento didattico presso l’Università del caffè illy, era facoltativo. Ora è obbligatorio.

maestri espresso junior vincitore Cevenini
Il vincitore dell’edizione 2017 di maestri dell’espresso junior

«Infatti. La fase di apprendimento della didattica viene svolta, dato che la manifestazione è gestito sia da illycaffè che da Cimbali, in entrambe le realtà. Quindi alla Mumac Academy e presso la sede dell’Università del caffè illy, a Trieste.»

«Da quest’anno poi, è stata resa obbligatoria la preparazione al concorso. Per cui i professori devono, prima, aver partecipato al piano formativo. Quest’anno, abbiamo anche aumentato il numero dei posti per la formazioni. Delocalizzandone una.»

«Quindi ci sono stati due training a Milano, poi uno a Trieste e uno a Bari. Questo per avvicinarci anche alle esigenze degli Istituti del sud Italia.»

PODIO MAESTRI ESPRESSO JUNIOR ILLY CIMBALI FAEMA CAFFè
Il podio di una finale di Maestri dell’espresso Junior

«I professori che hanno partecipato a questo piano di aggiornamento e di pratica, che poi trasmetteranno ai ragazzi, hanno potuto accedere alla fase successiva.»

«Quando sono stati inviati i video dei singoli studenti, che poi hanno dato luogo alla selezione dei 16 Istituti protagonisti della finale della prossima settimana.»

Il concorso Maestri dell’espresso junior, ha messo al centro dell’attenzione gli istituti alberghieri in tempi non sospetti. Oggi invece sono sempre presi molto in considerazione da consumatori e media.

L’interesse è anche mediatico. Che riflessi ha questo nuovo aspetto, sul concorso?

«I riflessi sono molto ampi. Proprio perché gli istituti alberghieri sono un po’ l’unione tra l’attività dei pubblici esercizi, e un’attività che oggi sta prendendo sempre più piede, che è quella della comunicazione mediatica

I 16 concorrenti di una finale di Maestri dell'espresso junior
I 16 concorrenti di una finale di Maestri dell’espresso junior

«Molti sono i programmi televisivi che documentano questa trasformazione; dove il prodotto e la cultura del cibo è posto al centro dell’attenzione.»

«Noi facciamo lo stesso con il prodotto caffè. Abbiamo stimolato una più forte sensibilità dei professori su questo tema. La stessa che esiste nel coinvolgere gli istituti in altri lavori e concorsi.»

Maestri dell’Espresso Junior se ne occupa da tempo. Ma oggi, ogni giorno, gli Istituti si confrontano in questo tipo di attività.

Voi avete creato un precedente importante

«Siamo stati un po’ i pionieri nel coinvolgere le strutture scolastiche pubbliche. Che sono state subito ricettive rispetto a questo sostegno. Certo, più modesto inizialmente, e poi via via più importante. Oggi ci sono tante manifestazioni

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Alessia Vinerbi (a sinistra) prima classificata all’edizione dei Maestri dell’espresso Junior 2013

Voglio però ribadire che l’evento di per sé, se non viene impostato su un piano didattico completo, resta sterile. A monte deve esserci un’attività di crescita professionale.»

Qual è la preparazione di questi ragazzi

Che strutture hanno a disposizione? E’ vero che in molti istituti non c’è la macchina professionale del caffè espresso?

«A memoria direi che oggi tutti ne sono dotati. È chiaro che le condizioni di queste attrezzature a volte sono molto buone a volte sono segnate dall’usura. Ci sono stati dei casi in cui gli strumenti erano obsoleti. Ma comunque ci sono.»

«E i professori più accorti, cercano di creare condizioni per avere attrezzature quanto meno coerenti con quelle presenti nel mercato.»

maestri dell'espresso junior
Finale-nazionale-Maestri-espresso-Junior-2013

«Quello che è sempre più importante sottolineare però è che la struttura della didattica negli istituti alberghieri, negli anni, ha purtroppo visto la pratica penalizzata nei tempi a disposizione. E questo è un vero peccato.»

«Perché rischia di limitare la preparazione degli alievi. Proprio perché hanno meno possibilità di esercitarsi.»

La parola comunicazione

Nell’ambito di Maeestri dell’espresso junior c’è l’aspetto dei filmati, attraverso i quali gli studenti comunicano con voi.

Com’è nata quest’idea. Che cosa contengono questi filmati?

Il manifesto della finale nazionale del corcorso Maestri dell'espresso junior del 2014
Il manifesto della finale nazionale del corcorso Maestri dell’espresso junior del 2014

«Quando abbiamo pensato ad essere più in linea con i social, quelli che usano i nostri ragazzi, quelli dell’età media dei che frequentano gli Istituti alberghieri, abbiamo pensato che il video sarebbe stata una buona mossa.»

«Così ai ragazzi, dopo aver analizzato le tematiche proposte con i professori, in versione cartacea, abbiamo chiesto di realizzare dei video.»  

«Anche con mezzi semplici, come lo smartphone. Tutti dovevano creare un breve filmato in cui inserire degli elementi base che devono essere espressi. Dalla preparazione base al servizio.»

«Tutto questo consente di avere un’omogeneità nelle prestazioni dei ragazzi, che possono essere visionati da tutti giudici. Sia di illycaffè che di Cimbali, che possono così verificare le prove di ciascuno.»

«Questo ci permette inoltre di confrontare le analisi che i nostri esperti hanno fatto. Grazie all’aiuto di un funzionario della Camera di Commercio, che valuta anche le scelte che sono state fatte. Non si lascia nulla al caso. Tutti i criteri che vengono utilizzati, sono poi certificate da questa figura di un Ente pubblico.»

Tornando alla struttura del concorso

E’ costruita lungo nove mesi. I ragazzi sono seguiti passo per passo durante tutto l’anno scolastico. 

«Si parte a settembre, quando iniziamo a coinvolgere gli istituti e a lanciare le date di formazione dei professioni. Poi c’è l’invio dei materiali agli studenti. E il successivo esame dei video.»

«Sono tutte tappe, con le quali sosteniamo gli istituti, per far sì che l’iter proceda per gradi. E arrivare così alla selezione finale e all’evento.»

Come contattarvi per partecipare alla prossima edizione?

«Ci si può rivolgere o alla  Mumac Academy, Gruppo Cimbali, oppure all’Università di illycaffè a Trieste. I riferimenti sono ampiamenti disponibili sui siti e sulla stampa, dedicati all’evento.»

La quantità di adesioni, è in crescita?

«Il 25% degli istituti iscritti quest’anno non erano iscritti alla scorsa edizione, di questo 25%, 6 istituti provengono dal Sud Italia, zone spesso assenti dal concorso. Il totale di istituti provenienti dal Sud e Isole quest’anno è di 22 su 65. Tutti gli istituti finalisti della scorsa edizione si sono iscritti anche a questa.»

«Per poi arrivare alla fase concreta, bisogna però prima passare per la formazione dei professori. Chi non fa questo passo, non può candidare i suoi allievi.»

Gli obiettivi

Tra i tanti obiettivi di Maestro dell’espresso junior, c’è anche quello di ottenere l’adesione di tutti i 400 istituti pubblici e parificati? Oppure non è il traguardo finale?

«La struttura organizzativa è pronta. Sarebbe in grado di supportare richieste e presenze numericamente più importanti. E’ chiaro che contiamo di arrivarci per tappe»

«Anche perché la macchina organizzativa è complessa. Ma ambisce ad ampliare il più possibile, il numero dei partecipanti

«Il nostro obiettivo infatti è quello di dare un contributo privato alla struttura pubblica, dal punto di vista culturale e di formazione.»

Mumac Academy di Binasco e l’Università del caffè illy a Trieste, sono strutture che normalmente erogano corsi a pagamento. Al contrario, per i professori e i ragazzi, le iniziative, i corsi e i concorsi, sono gratuiti.

Come mai questa scelta lungimirante?

«Il presupposto di base dal quale siamo partiti, è che tutto ciò che è gratis, probabilmente è considerato con un valore minore. Per cui la formazione deve seguire un percorso di valorizzazione importante

«Nel caso degli istituti, abbiamo però fatto un passo in più. Volevamo superare questo ostacolo economico. Sappiamo che le scuole pubbliche sono già molto in difficoltà sotto questo aspetto. Quindi abbiamo messo a disposizione risorse, persone, conoscenze.»

«Dall’altra parte vorremmo ricevere in cambio solo l’impegno. In questo caso, da parte dei professori, per la frequenza dei corsi. Per i ragazzi, la realizzazione dei video. Così da essere, da entrambe le parti, soddisfatti per i risultati, tangibili.»

Le vostre strutture sono il massimo livello dell’istruzione sul fronte della caffetteria. Si rivolgono gratuitamente, ma sono molto seri rispetto alla formazione. 

«La realizzazione di un concorso fine a se stesso, per poter celebrare qualcosa e solo far parlare la stampa locale, è inutile. Noi cerchiamo di costruire un valore che lasci il segno negli anni successivi.»

«Cito il caso della continuità, perchè il vincitore del concorso poi, potrà partecipare ad uno stage, o in Cimbali o in illy. L’anno scorso un ragazzo ci ha scelti e ha avviato una forte relazione.»

«Questo ci dà molta speranza. Scopriamo anche noi dei talenti importanti, che ci confermano che ci stiamo muovendo bene.»

Conclude Moreno Faina

«Ma c’è anche la competizione impostata nella sfida uno a uno, che è innovativa. Nelle gare questa modalità, è qualcosa che era stata accolta un po’ con sufficienza inizialmente. Eppure è gradita anche dal pubblico.»

«Sottoporre anche i partecipanti alla pressione di una competizione, non soltanto limitata alla prova, ma che ti metta in contatto con una platea, e un avversario, rende il tutto più interessante. In  linea con ciò che succede nei social attualmente.»

Tutta l’operazione concorso, come si pone nei confronti di fronte al capitolo scuola-lavoro, che coinvolge gli istituti alberghieri?

«In questo caso, si pongono le condizioni per facilitare la presenza e le competenze degli studenti, nel momento in cui dovranno affrontare una situazione lavorativa

«In passato, era evidente che la maggior parte di loro non fosse pronta ad affrontare il mercato, una volta conclusi gli studi. Proprio per la mancanza di pratica nel piano formativo.»

«Questi concorsi, contribuiscono a ridurre questo gap. Per far sì che ci sia una maggiore professionalità per affrontare il mondo del lavoro.»