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Ditta Artigianale: un luogo per i coffee geek – gli amanti della tazzina

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FIRENZE – Ditta Artigianale non è la classica caffetteria, è semplicemente di più: un luogo dove immergersi e tornare a prendere tempo. Ha tre location, tutte deliziosamente arredate con gusto e dedite alla microtorrefazione con coffee bar per un  consumo consapevole di caffè, : via de’Neri, in Oltrarno e adesso anche “DittaCinema” in via Cavour.

Personalmente ho provato con “gusto” Ditta Artigianale – Oltrarno: una caffetteria strepitosa, ma anche ristorante e gin bar in una posizione a due passi da Ponte Vecchio e Piazza Pitti in un palazzo progettato negli anni Cinquanta dall’architetto Giovanni Michelucci.

Un locale di riferimento per la colazione ed il brunch, con il bar che rimane  il punto di forza, ma con occhio di riguardo al pranzo e alla cena con la novità di una  fornitissima carta dei gin per gli aperitivi.

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Ma la vera eccellenza di questi nuovi “caffè” è la proposta di  una carta dei caffè “specialty”, scelti da piccoli produttori in giro per il mondo, tostati e serviti freschi, ad esempio una varietà come Uganda – decaffeinato While Nile oppure Guatemala – Finca La Bolsa “El Cipres” con prominenti sentori di pesca, scorza di limone, cioccolato al latte e fiori d’arancio.

E’ un caffè molto versatile, perfetto sia in estrazioni espresso che filtro, infine il Colombia con sentori di gelsomino e piacevoli note citriche.

Qui non troverete mai un espresso come un altro, qui non si prende il caffè al volo per fuggire altrove appoggiati ad un mero bancone “giusto il tempo di un caffè”, ma si gusta l’aroma in tutta la sua pienezza.

Perchè prendere IL caffè diventa un momento di stacco, di tranquillità e convivialità, la frenesia si lascia fuori dalla porta e anche il caffè prende spazio nella giornata.

Il reparto caffetteria è affidato a Francesco Masciullo

Ampia selezione di tè e infusi, come Romeo&Juliet (te verde, papaya, fragole e petali di rosa) ma non mancano essenze pregiate e rare, tra cui il tè verde Bancha: una bevanda povera di teina ma ricca di vitamina A, calcio e ferro, oppure da provare il tè bianco cinese Pai Mu Tan, uno dei tè bianchi più pregiati e ricchissimo di proprietà benefiche. serviti sia con lo “Steampunk” che con metodi più tradizionali e classici.

La novità che più risalta di Ditta Artigianale Oltrarno a Firenze è lo spazio dedicato alla ristorazione, grazie anche alla presenza di Arturo Dori, chef di livello noto nella città fiorentina che dirige una cucina con quattro cuochi.

A pranzo e a cena un menu diverso, sempre con prodotti di stagione. Si punta su una cucina mediterranea con influenze toscane, una cucina aperta dalle 9 alle 220:30, per il menù del pranzo dalle 12 alle 16 e un angolo di estro con le Tapas da accompagnare con un cocktail a base di gin, of course, all’ora dell’aperitivo.

Insomma Ditta artigianale Oltrarno propone piatti internazionali ma mixati alla tradizione toscana.

Degno di nota è l’idea della carta delle “mezze porzioni”, una serie di piatti da chef pensati in versione ridotta per incidere meno sul portafogli (prezzi da 5 a 8 €) e anche per permettere l’assaggio di più specialità in un solo pasto.

Il menu è diverso a seconda della stagionalità ed è prevalentemente basato su prodotti stagionali, freschi e che provengono da fornitori di prima qualità.

Altro punto di forza del nuovo locale è il Gin Bar, con una selezione di oltre 150 etichette provenienti da tutto il mondo e 12 toniche diverse da miscelare: c’è anche il Gin Vallombrosa dei monaci di Vallombrosa, dell’Appennino tosco-emiliano. Non manca una selezione di vodka, rhum, whisky, tequila e mezcal, distillato messicano proveniente dall’agave.

Il signature gin ideato loro ,”Peter in Florence” , viene creato nella Gin lab distilley di Pelago (tra le colline fiorentine).

Tra i cocktail in lista il “Ditta Artigianale Spritz”, preparato con lo “Slow gin”, fatto con infusione di prugnolo selvatico, dolce e di un colore indaco, con prosecco, soda e una foglia di basilico, e poi il “Negroni Ditta Artigianale”, con gin, campari bitter, vermouth di alta qualità, confettura di arance amare e ginger.  Kareem Bennett e Natalia Mazzilli per la gestione e lavorazione al  “Cocktail e American Bar”.

Un punto forte, l’interior design

Ditta Artigianale si è distinta sempre anche per un altro aspetto, che va aoltre il gusto e la particolare attenzione alle miscele di caffè: l’eccellenza dell’interior design, che è stato affidato allo studio di architetti Q-Bic dei fratelli Luca e Marco Baldini.

Questo studio è conosciuto per aver fatto nascere a nuova vita La Menagère, per Ditta Artigianale Oltrarno si sono ispirati al mood degli Anni ’50 con materiali come marmo, cemento e legno molto diffusi nel post guerra e all’architettura razionalista propria di Michelucci, famoso archiettetto urbanista fiorentino.

Lo spazio è distribuito su due livelli: al piano terra si trova la zona caffetteria, la cucina e il cocktail bar; il piano superiore è invece adibito alla zona salotto/ristorazione  lungo una serie di ballatoi.. In tutto si tratta di 220 mq.

La particolarità e l’originalità sta nelll’aver scelto tutti pezzi di recupero orginali e vintage, accostato cromatismi perfetti e scelto carte da parati differenti in ogni ambiente, luci che fanno da sole atmosfera senza invadere o assopire.

Le macchine con cui preparano le miscele di caffè sono fornite e realizzate da La Marzocco: una bella Strada EP customizzata de all’ingresso del locale accogli i clienti.

Il caffè viene preparato con vari metodi, dall’espresso, ai metodi del “brew bar”*, per ottenere infusi secondo una filosofia di vita “slow”, come il V60, il Syphon, l’Aeropress, Cold brew, fino al nuovissimo “Steampunk”, che utilizza un’innovativa tecnica, molto scenografica e estremamente versatile.

Il Brewing

Brewing: è un termine vasto; traducendolo alla lettera vuol dire fare una infusione, e, perfino, preparare la birra. Ormai nella accezione comune, questo termine ha poco a che fare con la birra e moltissimo con il caffè, perchè, sopratutto nel mondo anglosassone significa caffè preparato con tecniche diverse rispetto all’espresso. un’approccio sempre più artigiano e gestito dal barista, in grado di valutare e sperimentare temperatura dell’acqua, tipo di filtro, metodo di estrazione e perfino la turbolence, il movimento con cui particelle di caffè e acqua entrano in contatto.

Questo tipo di infusione, anche se non ha le caratteristiche dell’espresso può permettere di percepire in maniera più rilassata, e quindi se vogliamo, più concentrata e attenta, il gusto e i profumi, talora straordinari, di quello che stiamo bevendo.

Francesco Sanapo (FOTO sotto) – come si legge sul sito “tre volte campione italiano di caffè, partecipa alla sua ultima competizione a Melbourne, al World Barista Championship, classificandosi sesto barista a livello mondiale nella finalissima con 60 nazioni da tutto il globo.

francesco SanapoIn quel momento Francesco, sente il bisogno di dare un nuovo slancio al paese e avviare un percorso innovativo che da un lato rispecchi la tradizione tricolore, e dall’altro unisca il concetto di ospitalità italiana con uno stile e una visione internazionale.

Sta per nascere Ditta Artigianale. Tornato dal mondiale Francesco ha aperto per prima la torrefazione ad impianto di tostatura in collaborazione con Brambati.

Successivamente,  cresciuta la voglia di scendere in piazza, per strada, e di comunicare con la gente la sua passione e l’entusiasmo per il mondo del caffè di qualità, ha aperto la prima caffetteria, Ditta Artigianale coffee bar, situata in via de’ Neri, 32r, in pieno centro storico.

In meno di un anno, si è poi inaugurato il secondo locale in via dello Sprone, Ditta Artigianale Oltrarno (FOTO sotto il titolo), sull’altra sponda del fiume, la rive gauche di Firenze, e poi il terzo, un nuovo esperimento aperto in collaborazione con La Compagnia, casa del cinema della Toscana.

Qui, nei pressi del Duomo di Firenze, ha preso vita la prima caffetteria specialty italiana all’interno di un cinema storico, un altro primato.

Ditta Artigianale nasce quindi per dare risalto alla qualità dell’artigianalità italiana, applicata al mondo del caffè.

Tuttora, nei numerosi viaggi nei paesi d’origine del caffè, Francesco Sanapo va alla ricerca delle materie prime più esclusive ed etiche, creando un contatto diretto con ogni singolo produttore, basato sulla fiducia ed il rispetto reciproco” – dice : “Finalmente vedo un crescente interesse delle persone a scoprire nuovi gusti di caffè, a cercare di vivere la caffetteria in una maniera differente, non solo ‘mordi e fuggi’.

Trovo che, in generale, ci sia più curiosità: i clienti che vengono da noi vogliono conoscere i singoli dettagli, la provenienza, la storia del produttore, gli aromi delle bevande che consumano.

Vogliono scegliere anche come consumare il caffè, non solo espresso, ma con i vari metodi di caffè filtro.

Da sempre, con Ditta Artigianale cerchiamo di fornire le giuste risposte, perché il nostro primo obiettivo è far capire cosa si nasconda dietro la tazzina più amata”.

Riguardo alla recente notizia dell’apertura di Starbucks in Italia, – aggiunge – “penso che sia un fatto positivo, è qualcosa di nuovo e il mondo della caffetteria italiana ha bisogno di novità, per svilupparsi e muoversi in avanti.

Starbucks comunica tanto sul caffè e quindi ci aiuterà nella missione della diffusione della conoscenza, verso una consapevolezza di quello che si consuma, un compito che noi abbiamo iniziato e portiamo avanti già da tempo”.

Giulia Nardoni