mercoledì 18 Maggio 2022

Così il caffè vietnamita punta a rafforzare la leadership sui mercati

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MILANO – C’è meno caffè vietnamita sui mercati, in particolare su quello italiano, ma il trend si sta invertendo. Secondo i dati diffusi dall’autorità doganale alla fine della settimana scorsa, l’export di caffè del Vietnam è cresciuto, a dicembre, del 57,6% rispetto a novembre.

Nell’arco del 2021, le esportazioni sono state complessivamente di 1,56 milioni di tonnellate o 26 milioni di sacchi, in linea con il dato dell’anno scorso (-0,2%). Cresce, in compenso, il fatturato, che raggiunge i 3,6 miliardi di dollari, con un incremento del 13,3% rispetto al 2020.

Un risultato che riflette l’aumento del prezzo medio di esportazione, che a dicembre ha raggiunto i suoi massimi dal giugno del 2017.

Ma l’industria guarda già a fine decennio: l’Associazione vietnamita del caffè e del cacao ha recentemente fissato in 5-6 miliardi di dollari l’obiettivo da raggiungere, in termini di valore dell’export, entro il 2030.

Un traguardo da perseguire non soltanto espandendo la produzione, ma anche accrescendo il valore aggiunto, mediante un elevamento degli standard qualitativi.

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