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Cina, cresce il fuori casa: le opportunità per il caffè

coffee or tea
Una suggestiva veduta notturna di Shanghai

MILANO – La Cina cambia e si occidentalizza. Le statistiche indicano che il ceto medio costituirà, entro il 2020, il 40% della popolazione cinese. Il crescere della middle class porta importanti cambiamenti culturali e antropologici, che uniti alle crescenti disponibilità economiche delle famiglie, contribuiscono all’espansione dei consumi nel fuori casa. Con prospettive ancora più interessanti per il settore del caffè, come spiega un interessante contributo pubblicato sul notiziario di HostMilano, che vi proponiamo di seguito.

La classe media cinese cresce e cambia stili di vita e di consumo. Tra le conseguenze c’è il forte aumento registrato negli ultimi anni dalla ristorazione.

Secondo Mintel entro il 2019 il valore del business dei ristoranti a servizio completo in Cina (esclusi i fast-food) raggiungerà i 390 miliardi di euro. Inoltre, quando vanno a cena fuori, i cinesi tendono a scegliere sempre più spesso il cibo occidentale.

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Il ceto medio cinese in espansione – si stima che costituirà il 40% della popolazione entro il 2020 – sarà sempre più disposto a pagare per un cibo di buona qualità.

A Shanghai oltre 58 mila ristoranti

Dilagano i ristoranti, specie nei centri urbani. Shanghai “guida” con 58.750 ristoranti di dieci tipologie diverse di cucina regionale e 11 tipologie di cucina internazionale, seguita da Pechino, Guangzhou e Shenzhen.

Tutto questo fa della Cina il più grande mercato di attrezzature per Food Service dell’Asia-Pacifico. Si prevede che il mercato cinese delle attrezzature e apparecchiature professionali raggiungerà i 4.181 milioni di dollari entro il 2023 (dagli attuali 2.854 milioni di dollari), con una crescita del 46,5%.

Grande interesse per i caffè specialty

Ampie opportunità per l’export riguardano anche Caffè, Gelato e prodotti dolciari, entrati a far parte del consumo quotidiano. Secondo Euromonitor nel quinquennio 2014-2019 il consumo di caffè in Cina potrebbe crescere del 18%, contro lo 0,9% atteso per gli Usa nello stesso periodo.

Consumato dentro e fuori casa, l’interesse sempre maggiore ha coinvolto anche i caffè specialty, con l’apertura di una serie di caffetterie in stile americano: luoghi dove trascorrere del tempo a bere un buon caffè e leggere un libro in un ambiente gradevole e confortevole. E la Cina è anche diventata Paese produttore in due aree vocate: Yunnan e Hainan.

La Cina è il primo consumatore mondiale di gelato artigianale

Il gelato artigianale è cresciuto tanto da posizionare nel 2014 la tigre asiatica come primo consumatore mondiale davanti agli Stati Uniti. Secondo Mintel tra il 2008 e il 2014 il mercato è cresciuto del 90% con la previsione di un’ulteriore crescita del 50% entro il 2020.

Cresce anche la domanda per un gelato di qualità: il 59% dei cinesi che vivono nelle città si dichiara disposto a pagare di più per un gelato 100% naturale privo di additivi, una percentuale che sale al 65% nella fascia di età tra i 30 e i 39 anni.

L’Hôtellerie cinese grazie al know-how acquisito negli ultimi anni e a un mercato interno in espansione sta diventando sempre più competitiva e piazza cinque nomi nella Top 12 delle catene alberghiere mondiali nel 2017, con il gruppo Jin Jiang/Plateno/Vienna che svetta al quinto posto.

Il mercato cinese figura al 14° posto per import 2017 di “Mobili ed elementi d’arredo” (per un valore di 1,2 miliardi di euro), al 23° posto per “Bicchieri e stoviglie” (294 milioni di euro), al 32° per “Tessile casa” (238 milioni di euro) e al 22° per “Coltelleria e posateria” (75 milioni di euro).