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Così il te approda nel mondo premium e diventa bevanda di tendenza

La preparazione del tè è una vera e propria cerimonia

MILANO – Fenomeno specialty e third wave contagiano il settore del tè. Anche l’universo dell’altra bevanda calda per antonomasia sta conoscendo un’analoga evoluzione nel senso della qualità, della diversificazione e della caratterizzazione dell’offerta. E in ulteriore analogia con il settore del caffè, anche il mondo del tè è da tempo sensibile ai valori della solidarietà e della sostenibilità.

In questo contributo tratto dal notiziario di HostMilano, il punto sulle tendenze e le mode più attuali.

“Caldo” non solo per la temperatura alla quale è servito, ma anche per la sua popolarità: anche il tè evolve e si estende dall’approccio commodity e approda nel mondo del premium e della diversificazione.

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Più di una bevanda calda: un’esperienza

Come conferma Arnout Verbeek, Manager di Catunambu Benelux e direttore internazionale del brand premium Tea Quiero: “Il tè in questo momento è molto di tendenza. I consumi crescono di anno in anno e c’è una forte domanda per i tè di alta qualità raccolti a mano. Non è più solo una bevanda calda: deve essere un’esperienza. Anche perché è l’unica bevanda che il cliente deve prepararsi da sé, dunque dobbiamo costruire per gli ospiti [dei locali o degli alberghi, ndr] un’esperienza”.

Ma come si fa innovazione in un prodotto che ha migliaia di anni di consumo alle spalle?

“Siamo cresciuti con le grande marche che acquistavamo al supermercato ma nell’ospitalità non sono più spendibili. I nostri ospiti pretendono un migliore rapporto prezzo qualità. Il futuro del tè nell’ospitalità guarda al product design e ai tè biologici, di alta qualità, del commercio equosolidale, raccolti a mano. I clienti vogliono una maggiore scelta di gusti e vogliono potere scegliere con calma”.

Anche l’occhio, ovvero il design del packaging, vuole la sua parte

“Il nostro brand Tea Quiero, un gioco di parole tra tè (Tea) e lo spagnolo “te Quiero” (ti amo) si ispira alle mattonelle andaluse e ha vinto il premio RedDot, che ci ha dato notorietà internazionale”.

“Le tendenze del tè al momento privilegiano i prodotti salutari, i consumatori sono attenti agli aspetti funzionali – dice Maximilian Schmitt, Head of Sales Export della tedesca Florapharm -. Ci sono poi alcuni ingredienti che sono molto richiesti, come la curcuma e la canapa. E naturalmente si cerca di evitare l’utilizzo della plastica nel packaging. In generale, le ricette diventano sempre più complesse, con profili aromatici più variegati e ingredienti esotici, e prevediamo anche un aumento della richiesta di tè biologici: un vantaggio sia per i coltivatori sia per la natura”. Come “vendete” il vostro tè? “Vendiamo la nostra passione per il tè. È un’alternativa fantastica al caffè o alle bibite analcoliche e ha noti aspetti salutistici. Per questo si può vendere con successo in tutto il mondo”.

E c’è anche la versione fredda

Il tè conquista anche nella versione “fredda”: una conferma viene da Benjamin Krapp, responsabile marketing di Market Grounds, azienda di Amburgo: “Sempre più persone apprezzano il tè freddo a base di concentrato di tè appena fatto. Nei mesi caldi non c’è nulla di più rinfrescante e sano di un bicchiere di tè freddo. La frutta fresca e le erbe sono l’aggiunta perfetta per completare l’esperienza del gusto. E la cosa interessante, che la rende una sana tendenza nel nostro mercato e all’estero, è che è completamente superflua l’aggiunta di zucchero e sciroppi”.