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Chef Tomei apre il nuovo Imbuto a Lucca con il caffè di Julius Meinl

Imbuto Tomei Gli interni del nuovo ristorante, che sorge nel seicentesco Palazzo Pfanner a Lucca
Gli interni del nuovo ristorante, che sorge nel seicentesco Palazzo Pfanner a Lucca

LUCCA — Nuova casa per l’Imbuto di Cristiano Tomei, chef vicino al mondo del caffè, anche in qualità di ambassador del marchio Julius Meinl. Il trasloco in una nuova location nel centro storico di Lucca è avvenuto da circa un mese. In netto ritardo rispetto ai tempi, soprattutto per problemi di ordine burocratico che hanno rallentato i lavori. Il nuovo Imbuto è più bello che mai e rispecchia la personalità della cucina di Tomei.

Come scrive Sara Favilla su Reporter Gourmet, il ristorante sorge all’interno del seicentesco Palazzo Pfanner i cui giardini progettati nel 700 dallo Juvarra sono noti in tutto il mondo per essere stati proscenio di film quali Il Marchese del Grillo e Ritratto di Signora.

La cucina di chef Tomei, nelle antiche limonaie ristrutturate ad hoc per il ristorante, ha 2 sale affacciate sul giardino. E una sala al piano superiore dedicata al tavolo conviviale – altra cifra che contraddistingue l’allure pionieristica dell’Imbuto da ormai 4 anni.

CARTE DOZIO
FRANKE

Un tripudio di architettura barocca e neoclassica

con un canneto, siepi di bosso e alloro, peonie, ortensie, camelie, rose, gerani e un centinaio di antiche conche di limoni ai lati dei vialetti principali che convergono verso la fontana centrale; insieme alle statue, allegorie delle stagioni e raffigurazioni delle divinità olimpiche.

C’è molto di quello che Marchesi ha sempre professato e che oggi trova giusta eco nel nuovo Imbuto; ossia il concetto di Cucina Totale, in cui “si tenta di superare i limiti del piatto e del menu. Per attingere al quadro più ampio del ristorante nel suo ineliminabile ambiente”.

Ecco quindi che le tonalità neutre dei muri – decorati qua e là dalle fotografie di Lido Vannucchi che nel corso degli anni ha saputo immortalare le tappe fondanti del pensiero tomeiano – si riflettono sulla tovaglia – già ricomparsa anche nella precedente sede ma qui rinnovata. E e la mise en place si fa elegante con i bicchieri da acqua – di dimensioni uno diverso dall’altro quasi a ricordare la tavola casalinga in cui capita di avere bicchieri spaiati – e la bella brocca di vetro per l’acqua; per l’armonia trasparente e diafana i cui riflessi scompongono la luce in tavola come nei giochi d’acqua delle fontane barocche.

E il caffè?

Chef Tomei ha selezionato personalmente una miscela di monorigine sudafricana e sudamericana della torrefazione viennese Julius Meinl, casa con la quale ha collaborato recentemente, raccogliendo la sfida di realizzare dei piatti costruiti intorno al caffè.