domenica 22 Maggio 2022

Specializzate, con caffè, per bibliofili. Come cambiano i templi della lettura

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MILANO – Lui dice: «Maupassant manca, però ho i racconti di Gogol» L’altro risponde: «Ne ho già un po’ di Gogol, ma magari…». Tra loro si passano un volume dal taglio ingiallito, la copertina blu che dagli anni Cinquanta cambia spesso casa.

È solo uno dei libri stipati da Farra e Books, piccolo negozio dell’usato in via Lomazzo 9 aperto da un mese dove Astrit Cani, 34 anni, passa le giornate a tradurre in albanese scrittori come Thomas Bernhard e a vendere libri usati.

Una bottega-studio, con una scacchiera e un fornelletto per il caffè turco, che dà l’idea di quante declinazioni possa avere la parola «libreria», fin dal nome: «farra» in albanese significa «forno del pane» e, per Astrit, il suo è «un librificio».

Il panorama delle librerie in città è sempre in movimento e se Farra è nata dopo che il reminders La libreria degli editori di via Paolo Sarpi ha chiuso, non lontano da lì, in via Cesariano, la LibrOsteria (FOTO) è diventata un nuovo punto di riferimento.

Aperta da settembre 2016, quattromila titoli usati e ben ordinati fanno la gioia del lettore e del bibliofilo: «L’unico criterio che seguo è la dignità dell’opera — racconta il fondatore Federico Valera, 39 anni — non il valore economico.

Ho iniziato vendendo i libri della mia collezione, temevo fosse doloroso e invece è esaltante, perché far girare i libri è quello che conta».

Oltre alla ricca offerta di narrativa, si incontrano chicche in altre sezioni: dai «4 film di Bergman» (Einaudi, 1961) a riviste introvabili come «L’esperienza moderna» (1957-1959) con scritti di Fosco Maraini e disegni di Paul Klee. I volumi abbracciano i tavoli dell’osteria che offre birre artigianali e piatti ben curati, unendo due piaceri: leggere e mangiare.

Una formula sempre più diffusa, come nel nuovo Lapsus – Caffè libreria in via Meda 38 che offre croissant, vellutate e sandwich.

Qui un ampio spazio, curato dalla libraia e socia Alice, è per i bambini, mentre agli adulti è riservata la prima sala con tavolini e novità editoriali: «Quando abbiamo aperto a Settembre — racconta Sara Rosina, una dei tre soci — ci dicevano ironicamente: “Buona fortuna, qui non si legge”. Invece, il quartiere si sta affezionando, cominciano a esserci i fedelissimi».

Gli stessi che, purtroppo, sono spariti in piazzale Medaglie d’Oro dove la storica libreria indipendente La Tramite chiuderà dopo 70 anni il 31 marzo: «Forse la gente non legge più — racconta Carla Seassaro che con il marito Giancarlo Saccone la gestisce da 25 anni — o compra i libri al supermercato, ma dobbiamo chiudere, anche un po’ per stanchezza».

L’anima della libreria è sempre stata affiancata dal collezionismo, dai bozzetti pubblicitari di Dudovich e Gruau, ai giochi per ragazzi degli anni 30. Una bella raccolta che si sposterà in uno studio, mentre nei locali arriverà una torrefazione.

Se un luogo storico chiude, altri cambiano: in Isola lo Spazio B**K, specializzato in illustrati, ha aggiunto una nuova sala dedicata a corsi e workshop di grafica, mentre in zona Garibaldi, la Libreria Anteo chiuderà a breve per i lavori che amplieranno la multisala e tornerà come caffè letterario.

Infine, la Libreria del Mondo Offeso, in San Simpliciano, ha iniziato a servire colazioni fin dalle 7.30 del mattino, unica mattiniera in città.

Una scelta obbligata anche dai lavori per la pavimentazione che assediano le attività della piazza della basilica: «Resisto perché ho tanta passione — racconta la libraia Laura Ligresti — ma spero che il cantiere dell’assurdo finisca presto».

Alessandro Beretta

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