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Produzione brasiliana in forte calo, timori anche per la qualità

La holding agricola brasiliana Grupo Montesanto Tavares prevede un crollo del 37,5% della produzione di arabica in Brasile, in conseguenza ciclo negativo e della siccità. Bsca è preoccupata anche per la minore qualità del raccolto, che potrebbe ridurre considerevolmente la disponibilità di caffè speciali sui mercati internazionali

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La raccolta di caffè nel Cerrado (Brasile)

MILANO – Produzione brasiliana in caduta libera e prezzi in ripresa nel 2021: questa la previsione di Grupo Montesanto Tavares, una holding agricola e commerciale, con sede a Belo Horizonte, la capitale del Minas Gerais, che opera nella filiera del caffè esportando in una sessantina di paesi di tutto il mondo. Nel 2020, il gruppo ha raggiunto un volume record di quasi 3,5 milioni di sacchi commercializzati. Ma torniamo alla stima, che si basa su un’indagine sul campo conclusa pochi giorni fa.

La produzione brasiliana 2021/22 subirà una flessione del 22,45% passando dai 68,21 milioni di sacchi del 2020/21 a 52,9 milioni quest’anno.

Pesantissimo il calo degli arabica. Le sfavorevoli condizioni climatiche accentueranno le conseguenze del ciclo negativo facendo crollare la produzione della varietà più pregiata a 31,23 milioni di sacchi. Il 37,5% in meno rispetto all’anno scorso.

Grupo Montesanto Tavares è invece ottimista sul raccolto di robusta, che prevede in risalita del 17,8%, a 21,67 milioni di sacchi. Una previsione, quest’ultima, in controtendenza rispetto al pessimismo espresso da altre autorevoli fonti.

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