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martedì 09 Luglio 2024
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Produttori del Perù in fuga dalle piantagioni e in Colombia emergenza scolite

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MILANO – L’emergenza pandemica comincia a farsi sentire in vari paesi latino americani, dove la raccolta avviene con metodi selettivi, che presuppongono un apporto intensivo di manodopera. Un grido d’allarme arriva in questi giorni dal Perù, in particolare dai produttori della regione di Puno, nel sud del paese. Nella provincia di Sandia, i produttori stessi stanno abbandonando le piantagioni, per paura che possa venire a mancare nella zona l’approvvigionamento di prodotti alimentari e di altri generi di prima necessità.

“Intere famiglie se stanno andando” racconta in un’intervista a Bloomberg il direttore generale della locale cooperativa Cecovasa. “Se la quarantena continua il raccolto, che inizia il mese prossimo, sarà a rischio”.

In Colombia, la Federazione nazionale dei produttori di caffè (Fnc) ha predisposto già il mese scorso dei protocolli di sicurezza per il lavoro in campagna.

Il direttore esecutivo Roberto Vélez ha annunciato anche l’attivazione di una banca del lavoro, per favorire il reclutamento dei braccianti stagionali. Anche attingendo alla manodopera disoccupata di altri settori.

Ma i problemi non finiscono qui. Le restrizioni negli spostamenti complicano trasporti e logistica. E gli orari ridotti delle banche rallentano i pagamenti.

Emergenza scolite in Colombia

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