venerdì 02 Gennaio 2026
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Camera: l’on. Giachetti ironizza sul gelato della Buvette: “A Montecitorio il vero tema sono i gusti”

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buvette gelati montecitorio
Una varietà di gelati (immagine: Pixabay)

A Montecitorio si discute di riforme, di bilanci, di politica estera… e poi c’è il vero tema caldo degli ultimi quindici giorni: i gusti del gelato della Buvette.

A sollevare l’emergenza nazionale è il deputato Roberto Giachetti (Iv), che in Aula prende la parola per rivolgere le sue «scuse» — rigorosamente ironiche — al collega Francassini, “aggredito” per un motivo che, alla Camera, sembra aver catalizzato più attenzione di molti decreti legge: i soli sei gusti disponibili al bancone. Leggiamo in seguito alcune parti dell’articolo riportate sul Corriere Nazionale.

Giachetti ironizza sul gelato alla Buvette della Camera dei deputati

ROMA – “Chiedo scusa al collega Francassini che ho, come dire, in qualche modo aggredito per protestare per il fatto che i gusti del gelato alla buvette non sono sufficienti perché sono soltanto sei.

Devo dare atto, me lo consenta di fare al collega Francassini, che questa mia sollecitazione ha consentito che noi abbiamo aggiunto ai sei gusti la panna. Da oggi, la notizia che possiamo dare a tutti i giornali, che si occupano di questo ormai da circa 15 giorni, è che abbiamo ottenuto un grande risultato. Oltre ai sei gusti c’è anche la panna”.

Prosegue in aula l’ironia del deputato Roberto Giachetti (Iv) sull’arrivo del gelato nella Buvette di Montecitorio “Io penso- aggiunge- che se noi faremo altri interventi sull’ordine del lavoro, sugli ordini del giorno e via dicendo, riusciremo ad avere finalmente un prodotto soddisfacente e magari arrivare anche a ottenere il servizio in aula perché io non vorrei dire che, diciamo, lo dico per i giornalisti che sicuramente prenderanno queste mie parole come una richiesta formale, anzi anticipo che presenterò una proposta di legge per chiedere che ci sia la possibilità di fornire il gelato direttamente in aula ai deputati.

E, in questo caso, non potrò che dare merito all’onorevole Francassini che, dopo tante cose che non ha fatto bene come questore, di avere ottenuto un grande risultato per la nazione”.

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Road to Etiopia: a Livorno l’evento con gli specialty coffee di Bugan, 20/11

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Sonia e Maurizio Valli, fondatori di Bugan Coffee Lab (immagine concessa)

Giovedì 20 novembre, dalle 16 alle 18, il locale Coffee Square di piazza Attias ospita Road to Etiopia: ci saranno assaggi di specialty coffee Bugan, prodotti “Miele in Culla” de La Corte delle Regine e una esposizione delle opere dell’artista Barbarella, che porta in mostra la sua pittura meditativa. Leggiamo di seguito un estratto dell’articolo di Qui Livorno.

L’evento Road to Etiopia a Livorno

LIVORNO – Un viaggio tra aromi, sapori e colori. È quello che propone Coffee Square giovedì 20 novembre, dalle 16 alle 18, con l’evento Road to Etiopia, un pomeriggio pensato per unire degustazioni di qualità e arte contemporanea nel cuore di piazza Attias.

Il locale proporrà l’assaggio dei due specialty coffee firmati Bugan Coffee Lab, fornitore ufficiale della caffetteria: Shantawene e Idido Cascara, due miscele che raccontano le origini del caffè attraverso profumi intensi e note aromatiche distintive.

A completare l’esperienza ci sarà la degustazione dei prodotti al miele della ditta La Corte delle Regine, in particolare la linea “Miele in Culla”, caratterizzata da differenti varietà e sapori, pensata per valorizzare il miele in purezza in forme creative e immediate.

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Origami Cup: per la prima volta in Italia la competizione brewing a Firenze, 26/11

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Il logo di Origami Cup

FIRENZE – In Italia arriva per la prima volta la Origami Cup, l’originale competizione di brewing con le radici in Giappone. L’evento è focalizzato sul caffè filtro: per partecipare basta una ricetta e una tazza. Ma in cosa consiste la gara di preciso?

L’Origami Cup a Firenze

I partecipanti devono utilizzare lo stesso caffè e utilizzare il medesimo dripper Origami, così chiamato per l’originale design a 20 pieghe. La ricetta invece è completamente personale.

L’evento si terrà il 26 novembre presso la Manifattura Tabacchi di Firenze. Non ci saranno classiche presentazioni ma solo un assaggio alla cieca in cui trionferà il migliore caffè.

La Origami Cup è un evento nato grazie a Todo Modo, la libreria con caffetteria in cui lavora il campione italiano brewing Andrea Batacchi.

Il numero massimo di partecipanti ammesso è di trenta e l’iscrizione è completamente gratuita. Per accedere al form online e saperne di più basta cliccare qui.

Armani/Dolci by Guido Gobino presenta la collezione di Natale

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Armani/Dolci by Guido Gobino
La collezione Armani/Dolci by Guido Gobino (immagine concessa)

MILANO – Nel segno dell’eleganza e della tradizione, Armani/Dolci by Guido Gobino celebra il Natale con una collezione che rende indimenticabile ogni momento delle feste: una selezione di dolci classici realizzati artigianalmente, nel rispetto delle ricette regionali e impiegando solo materie prime di eccellenza.

La nuova collezione

Per l’occasione, carta e scatole quadrate in latta si ispirano al tema del viaggio. Le texture effetto pelle, nei toni luminosi dell’argento, e i dettagli color acciaio degli angoli richiamano i bauli utilizzati come valigie. Un nastro color argento con impuntura in platino e logo stampato a contrasto, completo di tag, sigilla le confezioni.

Oltre al soffice pandoro da 1 kg, la gamma di prodotti offre il panettone preparato secondo il tipico metodo milanese nel formato piccolo da 100 gr, da 1 o 2 kg, proposto in quattro diversi gusti: classico, ai tre cioccolati, limited edition con cioccolato fondente e albicocca, e nella versione con copertura al cioccolato Guido Gobino fondente 63%.

Si veste d’argento anche il Calendario dell’Avvento che regala all’attesa del Natale, ogni giorno, una piccola diversa sorpresa.

La selezione di cioccolatini si arricchisce inoltre di una pralina in edizione limitata al cioccolato bianco al lampone con cuore di pistacchio: un equilibrio raffinato tra dolcezza e sapore intenso. Tra le novità, le classiche praline quadrate con due nuovi loghi a rilievo: tondo monogram GA e aquila.

La collezione sarà disponibile a partire da fine ottobre su armanidolci.com e nei punti vendita Armani/Dolci di Milano, Parigi, Tokyo e New York.

Parla Max Fabian della Demus a HostMilano 2025: “Il decaffeinato è stato il protagonista tra crescita, sfide del mercato e sostenibilità”

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Max Fabian
Max Fabian

MILANO – Dopo esserci imbattuti di persona nello stand dedicato in occasione di HostMilano, la parola va a Max Fabian, patron dell’azienda di decaffeinizzazione triestina Demus, nonché Presidente in carica dell’European Coffee Federation (ECF), l’associazione europea che riunisce il settore, dalle aziende alle associazioni nazionali.

Fabian, conclusa la fiera dell’ospitalità, che bilancio possiamo dare del decaffeinato Demus a HostMilano 2025?

“Il bilancio è positivo. Il decaffeinato si conferma in crescita, un fenomeno che ha conseguenze felici non solo per Demus ma per tutto il comparto caffè, nonostante le complicate situazioni che si vivono attualmente.

Abbiamo lavorato molto sul discorso sostenibilità, digitalizzazione, spingendo nell’innovazione tecnologica della decaffeinizzazione ad acqua, oltre che di quella tradizionale: tutto questo ci sta portando a dei risultati che ci danno soddisfazione.

Cavalchiamo questo periodo positivo, pur non essendo esenti dalle problematiche del settore, che seguiamo con attenzione”.

Ha visto in Fiera delle tecnologie in grado di riscrivere il futuro del decaffeinato e del caffè in generale?

“Per il momento no: c’è un’evoluzione in atto, ma non ho notato delle vere e proprie rivoluzioni in termini tecnici, seppure effettivamente abbia avuto poco tempo per esplorare in modo approfondito negli stand di altri.

Posso dare però una valutazione generale di HostMilano: fiera vivace, come sempre con interessi e gente di una certa qualifica, con target ben centrati.

Abbiamo salutato molti dei nostri clienti consolidati e abbiamo anche raccolto nuovi contatti. Milano però è sempre più cara, come città e come manifestazione, quindi ogni tanto ci si chiede se ne valga la pena e sia economicamente sostenibile  la partecipazione con uno stand.

La logistica non è poi un fattore banale, dovendo portare anche i nostri collaboratori fuori dall’azienda. Per questo, come Demus non partecipiamo a tante Fiere, ma HostMilano è da sempre un nostro punto di riferimento.

Resta difficile fare i calcoli: i costi sono facili da vedere, ma alcuni ritorni sono impossibili da misurare, come quella delle relazioni già in essere. Non è scontato capire ciò che si guadagna dalla presenza a questi eventi.”

Il decaffeinato naviga in un contesto burrascoso, ma continua a crescere in termini di consumo: cosa sta cambiando e da quali fattori è trainato?

“È trainato da diversi fattori. Il primo è il caffè in generale, che a livello globale sta conoscendo una crescita nella domanda. In assoluto nel mondo si consuma più caffè e il decaffeinato fa parte di questo movimento, forse più che proporzionalmente e variando a seconda dei contesti.

Un altro motivo è dato dalla maggiore attenzione da parte dei giovani rispetto al moderato consumo di caffeina: la generazione Z è propensa a un discorso salutistico, in cui è compreso il decaffeinato.

Infine, un terzo punto è quello dell’invecchiamento: la popolazione anziana è altrettanto sensibile all’assunzione di caffeina e questa fascia è in crescita e determina un aumento di domanda. Con un’offerta relativamente rigida.”

European Coffee Federation: sono tante le sfide da cogliere per il settore. Proattività invece che reattività sono punti cardinali della nuova strategia , ma come si traduce nella pratica?

“Certamente stando attenti alle novità delle normative e reagendo di conseguenza in tutela di tutto il settore in maniera costruttiva. Ma questo si è sempre fatto. Dall’altra esiste un discorso di affermazione proattiva dell’importanza del nostro settore, affinché le autorità, europee e non solo, diventino coscienti e debbano intervenire in maniera opportuna nell’interesse anche dello sviluppo economico del caffé, non solo della collettività.”

L’Italia del caffè, in Europa, com’è vista e come si deve posizionare in futuro per reagire alla tempesta perfetta di cui tanti torrefattori parlano?

“L’Italia del caffè è importante. L’Europa è il primo protagonista di questa bevanda e in questo contesto il nostro Paese si colloca come seconda forza dopo la Germania.

Quindi è una realtà sicuramente rilevante, anche rispetto al dinamismo che ha dimostrato di possedere. È chiaro che, in particolare parlando dell’importante incremento della materia prima, deve sapere rinnovarsi, arricchendo l’offerta a valle, diversificando il prodotto e aumentando il valore aggiunto.

Questo perché, pur dovendo scaricare a valle, non sarebbe giusto farlo in maniera univoca e anzi si dovrebbe valorizzare il lavoro: dal tipo di preparazione alla tazzina particolare, che per questo può collocarsi in una fascia più alta di prezzo. Nell’horeca italiana c’è ancora un po’ di rigidità e si tende a bloccare il costo.

Nella GDO, la grande distribuzione organizzata, qualcosa è già cambiata, ma i torrefattori, che sono stati dei buoni gestori delle proprie aziende con buona capitalizzazione, ora si trovano in una situazione diversa e dovranno per forza, come tutte le altre imprese, avere un controllo di gestione più stringente, sapendo esattamente occuparsi dei conti in un mercato complicato e dinamico.

Senza questa attenzione puntuale, risulterà ostico affrontare il contesto, ma sono certo che gli operatori ne usciranno bene, confermando l’importanza del settore italiano del caffè.”

Eudr: come dovrebbe essere scritta questa normativa, alla luce dei continui slittamenti per l’entrata in vigore?

“C’è già una novità di martedì 21 ottobre: la Commissione ha fatto una proposta di sostanziale rinvio semestrale e di semplificazione. È chiaro che questo passerà attraverso la verifica e la trattativa per legiferare con i tre soggetti (Commissione, Consiglio e Parlamento). I tempi sono stretti, ma questa richiesta in principio è positiva e propositiva.

Un rinvio almeno di sei mesi dei controlli e delle multe per le grandi e medie imprese e al 30 dicembre 2026 per le piccole, è benvenuto, così come la semplificazione che preveda una sola Due Diligence in ingresso, che si tenga conto delle differenze dimensionali di operatori e commercianti, nonché delle diverse origini.

Questo è un passo importante, che nei prossimi tempi si dovrà perfezionare ulteriormente: abbiamo già proposte  che in seguito potrebbero essere ascoltate, vista la riapertura della questione.

Anche gli enti pubblici non sono pronti ed è necessario un rinvio per non appesantire inutilmente il settore. Ci sarebbe anche da ripensare a una riparametrizzazione delle sanzioni, perché è giusto che la pena sia proporzionale alla colpa.”

 

Francesco Sanapo risponde a Dritan Alsela che vieta il matcha: “La sfida? Adesso è interpretare tutti i trend ma sempre con coerenza”

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Francesco Sanapo (immagine concessa)

Francesco Sanapo, il fondatore di Ditta Artigianale assieme a Patrick Hoffer, esprime la sua opinione sulle dichiarazione di Dritan Alsela (ne abbiamo parlato qui) il quale si dichiara contro il consumo di matcha e vieta ai suoi clienti di berlo. Leggiamo di seguito un estratto dell’articolo pubblicato sul portale d’informazione La Testata.

Francesco Sanapo sul matcha

MILANO – Il mondo del caffè è in fermento. La presa di posizione di Dritan Alsela contro il consumo di matcha nel suo locale ha scatenato una vivace discussione. Alsela, noto per il suo purismo nei confronti del caffè, ha motivato la sua scelta con un cartello esplicito: “Consumatori di matcha non ammessi”.

Secondo Sanapo, questa reazione, pur comprensibile, appare eccessiva. Il matcha, infatti, sta vivendo un periodo di enorme popolarità, trainato dai social media e dalle preferenze dei consumatori più giovani. Bloccare l’ingresso ai clienti che lo consumano è una misura drastica. La vera sfida, suggerisce Sanapo, è quella di interpretare i trend in modo coerente con la propria filosofia aziendale e, soprattutto, con un’attenzione meticolosa alla qualità degli ingredienti.

Il trend del matcha è innegabile, con influencer che lo promuovono sui social media. Questo ha portato ad un aumento della domanda, ma la produzione fatica a tenere il passo. Questo potrebbe avere ripercussioni sulla qualità del prodotto e sulla sostenibilità delle aziende agricole che lo producono.

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Futures del caffè ai minimi mensili, tra stime ottimistiche e revoca dei dazi, Eudr ancora nel caos, manca l’accordo

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mercati del caffè robusta futures Eudr arabica esportazioni Brasile export prezzi borsa Vietnam meteo
Il logo dell'Ice

MILANO – Le migliorate prospettive produttive e la decisione dell’amministrazione statunitense di togliere i dazi sulle importazioni di caffè spingono al ribasso i prezzi del caffè, che hanno toccato venerdì i loro minimi mensili. Quella trascorsa è stata una settimana dai due volti all’Ice Arabica: in forte rialzo i primi due giorni, in caduta libera nella seduta di mercoledì, quando il front month (dicembre) è arretrato del 4,5% e la seconda posizione (marzo 2026), che concentra ormai la maggior parte delle contrattazioni, ha perso addirittura il 5,7%.

Ribassi, anche se molto più modesti, anche nelle due sedute successive. La settimana si è conclusa così, venerdì 14 novembre, con dicembre e marzo rispettivamente a 399,80 e 374 centesimi.

Settimana tutta in discesa invece per i prezzi della borsa di Londra

la scadenza gennaio ha subito 5 ribassi consecutivi, chiudendo, sempre il 14 novembre, a 4.223 dollari, il 9,1% in meno rispetto al venerdì precedente.

Una serie di previsioni ottimistiche – di cui abbiamo riferito la settimana scorsa – sull’outlook produttivo del prossimo anno – alle quali si è aggiunta la prima stima di massima di Safras & Mercado sul raccolto brasiliano 2026/27 – hanno contribuito a questa forte correzione al ribasso a ridosso di metà mese.

Safras & Mercado ottimista sul raccolto brasiliano 2026/27

L’autorevole analista brasiliano prevede infatti una produzione in crescita del 10,5%, a 71 milioni di sacchi, con più caffè arabica e meno caffè robusta rispetto all’annata precedente.

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Retromarcia di Trump, via i dazi (anche) sul caffè: Cristina Scocchia, illycaffè, “La materia prima scenderà” e annuncia investimento negli Usa

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cristina scocchia
Cristina Scocchia, amministratore delegato di illycaffè (immagine concessa)

Cristina Scocchia, amministratrice delegata di illycaffè, ha commentato a caldo i riflessi delle ultime decisioni di Donald Trump che ha fatto marcia indietro abolendo i dazi su beni alimentari a cominciare dal caffè.

Scocchia ha detto: “Accogliamo con favore questa notizia, che rappresenta un’iniezione positiva e un’opportunità di rafforzamento in un mercato di primo piano a livello globale. È un segnale di distensione che incoraggia gli investimenti e crea nuove opportunità di crescita, migliorando la marginalità e accelerando le opportunità di sviluppo negli Stati Uniti”.

“Per quanto ci riguarda confermiamo la nostra volontà di valutare una produzione dedicata in loco, perché il mercato americano è per noi strategico e merita strutture e operations specifiche”, commenta Cristina Scocchia ad di illycaffè.

Prima del clamoroso annuncio di Washington il pensiero di Cristina Scocchia era stato raccolto in un articolo di Laura Carcano per il portale LaPresse.

Cristina Scocchia sui prezzi del caffè bersaglio della speculazione

MILANO – “La quotazione del caffè da due anni a questa parte ha assunto un valore che non ha nulla a che fare con l’economia reale. Non è più decisa da madre natura, ma è determinata soprattutto dalle speculazioni”. Lo dice Cristina Scocchia, amministratrice delegata di illycaffè, a LaPresse, commentando i possibili riflessi delle ultime dichiarazioni di Trump sull’intenzione di ridurre alcune tariffe sul caffè.

L’ipotesi di una riduzione dei dazi

Anche il segretario Usa al Tesoro Scott Bessent aveva ipotizzato esenzioni dei dazi per questa materia prima. Dichiarazioni che hanno spinto i trader a chiudere le posizioni lunghe, più speculative, con i contratti dei future sul caffè finite ai minimi registrati nelle ultime settimane. Lo scenario è dunque instabile e complesso, tra fattori climatici e tensioni commerciali.

“Ci sono dei problemi di minori precipitazioni di piogge in Brasile – spiega Scocchia – e questo fa pensare a una possibile riduzione del 5-10% del raccolto brasiliano a causa del clima più caldo e più secco delle aspettative. Detto questo, stiamo però parlando di una riduzione molto bassa, così come quando parliamo del recente passaggio di un tifone in Vietnam che ha ulteriormente innervosito i mercati”.

Scocchia: “Ma il problema principale sono e rimangono le speculazioni. E ne è ulteriore riprova proprio la riduzione dei futures dopo le dichiarazioni di Trump. Nel giro di poche ore abbiamo visto che c’è stato un calo della materia, prima di 20 centesimi di dollaro per libbra, quindi siamo arrivati a 399 cents, poco sotto la soglia psicologica dei 400. Ma eravamo arrivati a 420 sino a due giorni prima”.

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Quanto pesa davvero il nostro caffè sul pianeta? L’analisi di Gianluigi Goi tra moka, capsule e riciclo dei fondi

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caffè espresso
Una classica tazzina di espresso (immagine: Pixabay)

Gianluigi Goi, un nostro affezionato lettore e, allo stesso tempo, giornalista di riconosciuta esperienza, nel corso degli anni ha più volte arricchito queste pagine con il suo sguardo attento, la sua sensibilità per i temi ambientali e la capacità di rendere accessibili argomenti complessi.

Anche questa volta non delude: partendo dal quotidiano gesto di prepararci un caffè, Goi ci accompagna dentro una riflessione più ampia su sostenibilità, abitudini di consumo e responsabilità collettiva.

Il suo contributo introduce e valorizza l’analisi condotta da Mauro Moresi e Alessio Cimini, autori dello studio che segue, dedicato a capire quanto il nostro espresso – in moka o in capsula – pesi davvero sul pianeta.

Quanto è sostenibile il nostro caffè quotidiano?

di Gianluigi Goi

Un’analisi rivela chi vince la sfida tra moka e capsule.
di Mauro Moresi e Alessio Cimini – 24 settembre 2025

Questo studio, motivato dalle crescenti preoccupazioni ambientali legate ai rifiuti da imballaggio e dal Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (PPWR), ha condotto una valutazione del ciclo di vita (LCA) semplificata per analizzare l’impatto ambientale di diversi formati di caffè, utilizzando la metodologia del Product Environmental Footprint (PEF) dell’Unione Europea.

L’obiettivo era quantificare i rifiuti di imballaggio generati per ogni tazza di caffè e confrontare gli oneri ambientali associati ai vari metodi di preparazione. Sono stati presi in esame otto formati di caffè — sacchetti multistrato flessibili, cialde, capsule in alluminio, polipropilene, polietilene-alluminio, PET, PLA, carta — oltre al sistema innovativo delle “coffee balls”.

Punti salienti per i consumatori

1. Formati tradizionali vs monodose

I sistemi tradizionali che utilizzano caffè macinato in sacchetti flessibili hanno l’impatto ambientale complessivo più basso (613 ± 10 nPt/tazza).
I formati monodose mostrano un impatto nettamente più elevato:

  • cialde: 2.895 ± 581 nPt/tazza

  • capsule in polipropilene: 2.777 ± 23 nPt/tazza

  • coffee balls: 1.675 ± 25 nPt/tazza

2. Generazione di rifiuti

Le monodose generano molti più rifiuti rispetto alla moka:

  • sacchetti multistrato: circa 12 g/tazza

  • cialde e capsule: fino a 22,1 g/tazza

Gran parte di questi rifiuti (49,4%–100%) finisce come indifferenziato. Il problema non sono tanto i fondi, quanto il rapporto tra massa dell’imballaggio e massa del caffè.

3. Impronta di carbonio e risorse

  • Carbon footprint (CF): sacchetti a 8,2 g CO₂e/tazza; capsule in PP fino a 41 g CO₂e/tazza.

  • Consumo di acqua: cialde fino a 75 L/tazza; moka 7,7 L/tazza.

4. Praticità

La moka richiede più tempo e azioni da parte del consumatore, mentre capsule e cialde offrono praticità e immediatezza: è uno dei motivi del loro successo.

Punti salienti per policy maker e industria

1. Complessità dei materiali

Le capsule combinano materiali diversi come plastica, alluminio e residui di caffè. Ciò rende difficile la separazione e il riciclo, causando spesso lo smaltimento in discarica o tramite incenerimento.

2. Sfide nel riciclo

Le capsule in alluminio sono teoricamente riciclabili, ma:

  • sono troppo piccole per alcuni impianti

  • i consumatori spesso non conoscono le procedure
    → Tasso di riciclo: oggi inferiore al 5%

L’industria sta iniziando a rispondere, ad esempio con capsule compostabili a base carta.

3. Rapporto tra imballaggio e caffè

Il vero problema dei monodose è l’elevato rapporto tra massa dell’imballaggio e contenuto di caffè. Il tema deve entrare nelle strategie politiche per la riduzione dei rifiuti.

Conclusioni e raccomandazioni

Lo studio mostra che, sebbene la coltivazione del caffè condizioni fortemente l’impatto ambientale complessivo, gli imballaggi — soprattutto nei formati monodose — contribuiscono in modo sproporzionato nella fase di consumo.

Per i consumatori

  • Optare per la moka: è la scelta più sostenibile e i vantaggi ambientali superano la minore praticità.

  • Valutare soluzioni alternative: coffee balls, capsule 100% caffè e capsule riutilizzabili riducono l’impatto rispetto alle capsule tradizionali.

Per policy maker e industria

  • Promuovere sistemi tradizionali: campagne e politiche di sensibilizzazione.

  • Incentivare innovazione negli imballaggi: materiali monomateriale, compostabili o riciclabili senza separazione manuale.

  • Sviluppare infrastrutture di riciclo: soprattutto per cialde e capsule.

Riferimento all’articolo scientifico completo

Moresi M, Cimini A (2025), Streamlined life cycle assessment of packaging waste in coffee preparation and consumption. Italian Journal of Food Science, 28 agosto 2025.

Gianluigi Goi

Scotsman Ice e Simag presenti alla fiera Gustus di Napoli, fino a martedì 18 novembre

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Scotsman Ice e Simag a Gustus Napoli 2025 (immagine concessa)

NAPOLI – Dal 16 al 18 novembre, Scotsman Ice e Simag saranno presenti alla fiera Gustus – Salone professionale dell’enogastronomia, dell’alimentazione e della tecnologiapresso la Mostra d’Oltremare di Napoli, hall 1 – stand 3015.

Scotsman Ice e Simag alla fiera Gustus di Napoli

All’evento sarà possibile scoprire dal vivo l’eccellenza nella produzione di ghiaccio: allo stand si potranno vedere le macchine Scotsman e Simag in funzione, toccare con mano la qualità dei prodotti e scoprire le soluzioni più innovative per il mondo horeca e food service.

Il team sarà a disposizione per mostrare tutte le novità, rispondere alle domande e aiutare a trovare la macchina per il ghiaccio più adatta alle proprie esigenze professionali.

Performance, affidabilità e innovazione: insieme per vivere insieme l’esperienza del ghiaccio perfetto.