martedì 20 Gennaio 2026
Home Blog Pagina 4015

Design Interviews: continua il progetto di ricerca Tea & Coffee Towers

0
Stefano Giovannoni Tea & Coffee Towers design interviews
Stefano Giovannoni

MILANO – Pronte tre nuove Design Interviews del progetto di ricerca Tea & Coffee Towers. Continua la serie di ritratti di alcuni fra i più importanti designer italiani, questa volta con un volume dedicato a Stefano Giovannoni. Due ulteriori volumi dedicati al progetto di ricerca Tea & Coffee Towers, aprono un nuovo filone all’interno della collana delle Design Interviews.

Design Interviews: i volumi raccolgono le interviste di una serie di architetti internazionali

(William Alsop, Wiel Arets, MVRDV, Gary Chang, UN STUDIO, Greg Lynn Form, Thom Mayne Morphosis, Tom Kovac, Deszö Ekler, Toyo Ito, Doriana e Massimiliano Fuksas, Dominique Perrault, Future Systems, Juan Navarro Baldeweg, Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, David Chipperfield, Alessandro Mendini) chiamati a progettare un servizio da tè e caffè come fosse una micro-architettura. Tre nuovi titoli che si aggiungono a questa collana, nata dal desiderio di conoscere da vicino i progettisti attraverso il racconto in prima persona della loro esperienza e del loro metodo.

Le Design Interviews sono un progetto realizzato da Corraini Edizioni in collaborazione con il Museo Alessi. Anche questa volta, ad ogni libro è associato un dvd: una video intervista realizzata in esclusiva dal Museo Alessi (regista e autrice Anna Pitscheider) che costituisce una testimonianza unica di riflessioni, esperienze e considerazioni sul fare design.

La trascrizione del filmato, curata in modo da conservare la spontaneità e l’immediatezza della conversazione, è presentata all’interno del libro insieme alle istantanee più significative del video stesso, a fotografie e a schizzi e studi preparatori dei progetti più vari.

Nuovi titoli in collana

Stefano Giovannoni | Tea & Coffee Towers – vol. 1 and Tea & Coffee Towers vol. 2 – tutti i DVD: autrice e regista Anna Pitscheider – LINGUE: ogni libro: testi in italiano e inglese | ogni dvd: lingua originale italiano + sottotitoli in inglese, francese, tedesco, spagnolo – DIMENSIONI: 15 x 15 cm – PAGINE: Giovannoni: 52; Tea & Coffee Towers vol. 1: 72 pagine; vol. 2: 88 pagine | dvd Giovannoni: circa 30’; Tea & Coffee Towers vol. 1 e vol. 2: 50’. – RILEGATURA: brossura – PREZZO: ogni libro + dvd € 15,00 – ISBN: Stefano Giovannoni 978-88-7570-305-9 | Tea & Coffee Towers vol. 1 – 978-88-7570-306-6 | Tea & Coffee Towers vol. 2 978-88-7570-307-3

Costa Coffee cambio vertici: nuovo amministratore delegato Chris Rogers

0
kraft foods caffetterie a marchio costa coffee kraft
Un locale della catena inglese Costa Coffee (Wikimedia Commons)

MILANO – Divorzio annunciato – consensuale e programmato – quello tra Costa Coffee e l’attuale managing director John Derkach. Dal 2006 al timone della più popolare catena britannica di coffee shop, Derkach uscirà di scena ad agosto per iniziare un nuovo percorso in Tragus – gruppo attivo nel segmento della ristorazione casual (tra le sue insegne le catene di ristoranti Café Rouge, Bella italia e Strada), controllato dal 2006 dal gigante del private equity Blackstone Group – dove sostituirà l’attuale chief executive Graham Turner.

Costa Coffee, nuove cariche in vetta

Un compito non facile, vista la forte esposizione finanziaria di Tragus, nella quale Blackstone ha iniettato a marzo 15 milioni di sterline per permettere di onorare gli impegni con le banche. Sul ponte di comando di Costa Coffee arriverà l’attuale direttore finanziario di Whitbread Chris Rogers. Spetterà a lui proseguire nell’attuazione dell’ambizioso piano quinquennale, che ha come obiettivo portare i locali Costa in tutto il mondo dagli attuali 2.177 a 3.500, nonché espandere la rete di distributori Costa Express ad almeno 3 mila unità.

Gli affari di Costa Coffee continuano ad andare a gonfie vele in barba alla crisi. La catena fondata a Londra nel 1971 dai fratelli italiani Sergio e Bruno Costa, rilevata da Whitbread nel 1995 per una ventina di milioni di sterline, è in striscia positiva, per quanto riguarda le vendite a parità di perimetro, da oltre 40 trimestri. Market leader in Uk con circa 1.375 locali (più 920 distributori Costa Express), Costa ha conseguito un incremento del 6,2% like-for-like in patria e una crescita totale delle vendite su tutti i mercati del 24%. Grazie a una strategia di crescita a 360 gradi, comprendente anche l’apertura di corner all’interno di department store e stazioni di servizio, l’insegna britannica continua ad allargare la base dei propri clienti facendo leva sul vissuto di “affordable luxury” dell’espresso.

I numeri di cui sopra fanno di Costa Coffee la locomotiva di Whitbread

I cui risultati consolidati hanno segnato, al contrario, nell’ultimo trimestre, una parziale frenata risentendo soprattutto della performance negativa della catena alberghiera Premier Inn, uno degli asset chiave del gruppo. Brand storico dell’industria britannica della birra, Whitbread ha rinunciato definitivamente al suo core business birraio nel 2001, per concentrarsi sul ramo alberghiero e della ristorazione. Dopo un’iniziale fase espansiva generalizzata in tutto il comparto del leisure, il gruppo ha subito negli anni duemila una drastica cura dimagrante, che ha portato al taglio di numerosi asset, tra cui i franchising di Marriott Hotels, Pizza Hut and TGI Friday’s.

La forbice dell’allora ceo Alan Parker ha tagliato inoltre la catena di fitness David Lloyd Leisure, buona parte dei pub Whitbread e la partecipazione nel gruppo in Britvic, il secondo produttore di bevande analcoliche nel Regno Unito, imbottigliatore e distributore di Pepsico.

Per effetto di queste importanti trasformazioni e semplificazioni, Whitbread consta nel suo assetto attuale di tre divisioni principali

Premier Inn, Costa Coffee, nonché il ramo pub-ristoranti comprendente le insegne Table Table, Beefeater Grill, Brewers Fayre e Taybarns. Mentre pub, ristoranti e budget hotel si presentano come un insieme ben integrato, Costa ha operato in questi anni come un’unità a sé stante e ciò ha alimentato, di recente, voci di un possibile spin-off, che l’annunciato cambio della guardia ai vertici societari ha rilanciato. A smentire seccamente questi rumours, almeno per l’immediato, ci ha pensato il ceo di Whitbread Andy Harrison. “Costa ha davanti a sé un futuro entusiasmante all’interno di Whitbread e Chris (Rogers) porterà avanti i nostri ambiziosi piani di crescita, che creeranno valore a lungo termine per gli azionisti” ha dichiarato Harrison in un comunicato. “Non c’è nessuna agenda nascosta – ha dichiarato ancora Harrison alla stampa – il cambio della guardia è dovuto alla decisione di John (Derkach) di passare a Tragus. E la scelta è ricaduta su Chris perché è l’uomo più adatto a sostituirlo”.

Quanto alla possibilità futura di uno spin-off, Harrison è sembrato più possibilista

“Costa continua ad avere eccellenti performance che portano valore agli azionisti – ha osservato a tale proposito il ceo di Whitbread aggiungendo però – il futuro è lungo e siamo soliti ripetere sempre sempre: mai dire mai”.

Caffè anti-cancro della pelle se preso dopo la ginnastica

0
Isic danno renale caffè pressione stress consumo cognitivo
I benefici del caffè

MILANO – Una buona notizia per gli appassionati di caffè. La novità è che bere un espresso dopo aver fatto ginnastica potrebbe aiutare a combattere il cancro alla pelle. È quanto emerge da uno studio realizzato dalla Rutgers Ernest Mario School of Pharmacy del New Jersey, negli Stati Uniti, che ha mostrato come per prevenire l’insorgere di questa patologia sia efficace l’azione combinata di attività fisica e caffeina. Per arrivare a questa conclusione gli scienziati hanno analizzato il comportamento di due gruppi di topi.

Tumore della pelle: caffeina un alleato contro la patologia

Il primo gruppo inizialmente ha svolto allenamenti servendosi di una ruota, il secondo ha bevuto bevande a base di caffeina ma soltanto quando le due azioni si sono combinate i risultati ottenuti sono stati migliori. I casi di tumore alla pelle sono infatti diminuiti del 92%.

Il dottor Yao-Ping Lu, che ha svolto la ricerca, ha spiegato:

«Abbiamo trovato che la combinazione tra attività fisica e caffeina può diminuire la formazione del cancro della pelle dovuto all’esposizione al sole nei topi. Crediamo che si possano applicare questi risultati agli esseri umani e anticipare che trarrebbero beneficio da questi due trattamenti combinati». Fonte: Rutgers Ernest Mario School of Pharmacy del New Jersey

Luigi Lupi e Caffè Musetti scoperte nel progetto professionale per gli istituti

0
caffè musetti academy luigi lupi
Caffè Musetti

PIACENZA – Dedichiamo questa notizia ai docenti di sala e bar di tutti gli istituti professionali d’Italia che ci leggono ogni giorno. Ai quali segnaliamo che ci possono sempre inviare le notizie relative alle attività dei loro istituti. Nell’ambito del “Progetto Professionale” rivolto agli Istituti professionali della Regione Emilia Romagna per ridurre la dispersione scolastica, il 12 marzo 2012 gli studenti della classe 1C dell’Istituto Alberghiero Marcora di Piacenza, accompagnati dai Maestri del Lavoro Roberto Girasoli, Luigino Taramino, Roberto Mori e dai docenti professoressa Bruna Cavuoti e professor Angelo Cino hanno visitato la torrefazione Musetti. La visita era finalizzata, oltre alla conoscenza dell’azienda e alle procedure per la torrefazione del caffè a raccogliere la testimonianza del sig. Luigi Lupi responsabile della “Latteart Coffee School” vera scuola italiana per professionisti del caffè espresso, tra le più qualificate a livello mondiale.

Luigi Lupi da Musetti per fare formazione

Siamo stati ricevuti dalla responsabile della qualità, Dr.ssa Alessia Girasoli, che ci ha presentato il responsabile della formazione sig. Luigi Lupi campione italiano 2002 nel campionato di caffetteria organizzato da S.C.A.E. (Speciality Coffee Association of Europe), e conosciuto in tutto il mondo grazie alla sua tecnica, velocità ed eleganza nel lavoro. Dopo una prima dimostrazione in sala bar, con la descrizione delle tecniche ottimali per la preparazioni dei caffè e cappuccini, si è passati ad una dimostrazione pratica della realizzazione di cappuccini “decorati” tra l’ammirazione e lo stupore dei ragazzi. Ci siamo quindi preparati per la visita al reparto produzione: tostatura e confezionamento del caffè.

È stata illustrata la classificazione del caffè in Arabica e Robusta e le qualità delle varie mono-origini

Gli intenditori ed esperti dell’assaggio dei caffè esprimono dei giudizi qualitativi sulle varie mono-origini per stabilire l’acquisto di un determinato lotto e sulle miscele prodotte dalla torrefazione. Piccola e gradita lezione di geografia che ci ha fatto conoscere le varie provenienze dei chicchi: Centro e Sud America, Africa e Medio Oriente. Ogni mono-origine ha le sue caratteristiche organolettiche che vengono individuate dagli specialisti addetti a realizzare le miscele tipiche e specifiche di ogni torrefazione.

Il risultato di questo importante lavoro fa la differenza tra le varie torrefazioni a livello nazionale ed internazionale

La Musetti ha una tradizione di qualità particolarmente apprezzata. Dopo l’esame di geografia, abbiamo assistito alla TORREFAZIONE di un lotto di Arabica: circa 180 kg in 16 minuti (tostatura lenta). Dopo la torrefazione ed il rapido controllo, si è seguito il confezionamento sotto vuoto. Particolare attenzione viene posta a non fare entrare aria che danneggerebbe la qualità finale, per questo motivo ogni confezione ha una speciale valvola, unidirezionale, per fare uscire l’anidride carbonica prodotta dal caffè all’interno delle confezioni nelle prime 48 dopo la tostatura.

Finita la visita al reparto produzione, ci siamo recati nella sala conferenze dove è stata data possibilità di porre domande specifiche sul ruolo “del Barista”.

Luigi Lupi ha illustrato il suo percorso professionale, iniziata in modo del tutto casuale

Era infatti un perito industriale inviato in Venezuela al seguito di alcune macchine prodotte in Italia. Ha visto ed apprezzato il lavoro che veniva fatto dal barista del luogo ed ha rubato le nozioni e le manualità pratiche e tecnologiche fino ad esserne affascinato. Ha cominciato così la sua vera vocazione fino ad essere un “barista” a livello internazionale. Non è stato facile ma con la caparbietà e perseveranza e dedizione ci è riuscito. É arrivato ai massimi livelli in gare internazionali.

Attualmente continua la collaborazione con la Musetti anche a livello internazionale, dove il suo scopo è formare dei professionisti dell’espresso italiano in tutto il mondo. Ha più volte sottolineato che ci vuole il “Pezzo di carta” per poter accedere a posizioni importanti di carriera ed ha invitato i ragazzi a darsi da fare: studiare, studiare, studiare. Il suo motto è: passione, lavoro, lavoro, lavoro.

WMF tocca un fatturato 2011 di oltre 900 milioni di euro

0
wmf
Il logo Wmf

MILANO – Il gruppo Wmf, che ha chiuso il 2011 con un giro d’affari di oltre 900 milioni di euro con 5.900 dipendenti, ha realizzato un fatturato di circa 286 milioni di euro per il solo settore delle macchine per il caffè che è il secondo settore a valore dell’intero gruppo. La produzione delle macchine da caffè automatiche a marchio Schaerer e Wmf è iniziata nel 1955: oggi sono vendute in tutto il mondo in molte diverse aree di applicazione: alberghi, navi da crociera, ristoranti, caffè, fast food e forniture per ufficio contare su prodotti di qualità della divisione. Wmf (Württembergische Metallwarenfabrik AG) è stata fondata nel 1853 a Geislingen an der Steige nel Baden Württemberg in  Germania, dal mugnaio Daniel Straub e dai fratelli Schweizer: all’inizio era un produttore di articoli per la tavola.

Wmf un anno di successo

Con l’acquisizione del gruppo Cma-Wega il Gruppo WMF completa la sua gamma con uno specialista di macchine da caffè semiautomatiche e così si affaccia in un mercato del tutto nuovo, come il Gruppo è stato esclusivamente nel mercato per macchina da caffè completamente automatica per alberghi e ristoranti sono stati attivi.

Il business macchina da caffè è per il gruppo WMF non solo un commercio di successo, è anche un’area di crescita strategica, che viene rafforzata con l’acquisizione di CMA come strumento a supporto dell’export.

Sala chiarisce la vicenda Facebook: apre prospettive tra l’Ipa e Fac

0
Ipa porcellane fac fratelli sala
Una tazzina Ipa Porcellane

MILANO – Dopo le notizie riportate nell’edizione di ieri sul giallo dell’interessamento via Facebook da parte del presidente dell’Ipa Porcellane di Usmate Velate (Milano) su ciò che resta della Fac di Albisola (Savona) messa in liquidazione, da Riccardo Sala abbiamo ricevuto questa precisazione. Che chiarisce la vicenda Facebook ed apre prospettive sulla possibilità di sinergie tra l’Ipa e ciò che resta della Fac, dato che gli immobili sarebbero stati ceduti ad alla società Alfa nel 2006. La società fa capo alla famiglia Canepa affiancati da altri parenti. Per questo nella disponibilità del liquidatore ci sarebbero soltanto i macchinari.

Sala replica: ecco il comunicato

La necessità di questo comunicato scaturisce dalle notizie apparse recentemente su alcuni mezzi d’informazione. Al pari della stragrande maggioranza delle aziende riteniamo i social networks una miniera di informazioni tutta da esplorare al fine di migliorare e indirizzare le strategie industriali. Allo scopo è pratica comune l’ utilizzo di alias per la raccolta di informazioni. Un po’ come se si entrasse nel bar del paese per sentire cosa ne pensa la gente di quello che succede localmente. Teniamo a precisare che la nostra attività di raccolta informazioni è iniziata a Gennaio 2012 non appena la FAC è stata chiusa ed era ormai chiaro a tutti che non avrebbe più riaperto. Ed infatti in seguito è stata dichiarata la messa in liquidazione.

Parallelamente era comunque stato attivato il contatto con la struttura preposta ad organizzare e valutare le possibili opportunità per il futuro di FAC Gli articoli di stampa hanno esagerato alcune posizioni e sono scaturiti da alcuni malintesi iniziali subito chiariti con le istituzioni nell’ arco di 24 ore.

L’ interesse di IPA spa ad approfondire alcune possibilità di sinergia con ciò che rimane di FAC è autentico

E fondato sul fatto che le due aziende hanno caratterizzato il mercato delle tazze per torrefazione degli ultimi 50 anni. A chiarimento di tutto ciò riportiamo quanto dichiarato dal Sindaco di Albisola Senatore Franco Orsi e ripreso immediatamente dagli organi di stampa: “Mi sono sentito telefonicamente con i signori Sala che hanno manifestato interesse per un incontro dopo Pasqua al fine di verificare le opportunità proposte dell’Amministrazione Comunale oltre all’esame delle “carte” della FAC.

Ho fatto presente che considero chiusa ogni polemica con i titolari dell’IPA che è un’azienda che rappresenta, dal punto di vista industriale, un interlocutore interessante e credibile per ciò che rappresenta nel settore e per le capacità che ha dimostrato con i numeri della propria produzione e del proprio fatturato.” Naturalmente noi e la nostra rete vendita siamo a disposizione per fornire qualsiasi altro chiarimento. I.P.A. Industria porcellane S.p.A.

Pasqua: torna la vicenda del cioccolato puro

0
pasqua 2018 cioccolato vero
Uova di Pasqua

MILANO – Sei sicuro di aver comprato cioccolato vero? La coincidenza con la Pasqua ha riportato in primo piano la questione del cioccolato puro, tema del quale ci siamo occupati in più occasioni, sia per le sciagurate decisioni del Parlamento europeo sia per quelle dei produttori artigianali italiani che, tuttavia, dalla vicenda stanno uscendo molto bene, anche guadagnandoci. Un palato ben allenato saprà sicuramente riconoscere un cioccolato puro da un surrogato. Per chi non ha queste doti sarà ancora una volta l’etichetta a correre in suo aiuto, soprattutto ora che Pasqua è alle porte e il consumatore corre il rischio di portarsi a casa la promessa di una sorpresa favolosa in un involucro di cioccolato scadente.

Cioccolato vero: la legge in Europa

Facciamo subito chiarezza dicendo che per cioccolato puro si intende un cioccolato prodotto senza grassi vegetali diversi dal burro di cacao. La questione non è da poco considerato che in Italia una legge del 1976 vietava l’uso di tali grassi per la realizzazione del cioccolato. Cosa è cambiato ad oggi? Quando in Europa hanno fatto ingresso paesi come Regno Unito, Danimarca, Irlanda, Finlandia, Austria, Portogallo e Svezia, la Comunità Europea ha dovuto armonizzare il mercato del cioccolato fortemente contrapposto e disomogeneo. Da un lato infatti c’erano i puristi come Italia, Belgio, Francia, Spagna, dall’altra tutti gli altri paesi abituati a sostituire il burro di cacao con gli oli vegetali in grado di ridurre i costi di produzione ma allo stesso tempo anche le qualità nutrizionali e salutari del prodotto.

In Italia

L’Unione Europea con la Direttiva 2000/36/CE, ha concesso l’utilizzo di grassi vegetali in misura non superiore al 5% del prodotto finito, garantendo sempre la percentuale minima di burro di cacao. Molti produttori italiani comunque fedeli alla loro tradizione gastronomica hanno continuato a produrre tavolette senza altri oli vegetali. La legge italiana nel recepire tale Direttiva ha consentito a questi artigiani di differenziare i loro prodotti apponendo sull’etichetta il termine “puro”, fin quando la legge Comunitaria 2010 (recepita con la Legge 15 dicembre 2011, n. 217) ha dato disposizioni all’Italia di togliere il termine giudicato fuorviante per il consumatore. Risultato: il termine puro ora ha tempo due anni per sparire da tutte le confezioni e il consumatore potrà riconoscere il cioccolato di qualità solo leggendo l’etichetta.

Museo Alessi, pronte le Design Interviews del progetto di ricerca Tea & Coffee Towers

0
Stefano Giovannoni Tea & Coffee Towers design interviews
Stefano Giovannoni

MILANO – Continua la serie di ritratti di alcuni fra i più importanti designer italiani, questa volta con un volume dedicato a Stefano Giovannoni. Due ulteriori volumi dedicati al progetto di ricerca Tea & Coffee Towers aprono un nuovo filone all’interno della collana delle Design Interviews, che sono un progetto realizzato da Corraini Edizioni in collaborazione con il Museo Alessi.

Tea & Coffee Towers, i volumi

I volumi raccolgono le interviste di una serie di architetti internazionali (William Alsop, Wiel Arets, MVRDV, Gary Chang, UN STUDIO, Greg Lynn Form, Thom Mayne Morphosis, Tom Kovac, Deszö Ekler, Toyo Ito, Doriana e Massimiliano Fuksas, Dominique Perrault, Future Systems, Juan Navarro Baldeweg, Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, David Chipperfield, Alessandro Mendini) chiamati a progettare un servizio da tè e caffè come fosse una micro-architettura. Tre nuovi titoli che si aggiungono a questa collana, nata dal desiderio di conoscere da vicino i progettisti attraverso il racconto in prima persona della loro esperienza e del loro metodo.

Anche questa volta, ad ogni libro è associato un dvd: una video intervista realizzata in esclusiva dal Museo Alessi (regista e autrice Anna Pitscheider) che costituisce una testimonianza unica di riflessioni, esperienze e considerazioni sul fare design. La trascrizione del filmato, curata in modo da conservare la spontaneità e l’immediatezza della conversazione, è presentata all’interno del libro insieme alle istantanee più significative del video stesso, a fotografie e a schizzi e studi preparatori dei progetti più vari.

Nuovi titoli in collana

Stefano Giovannoni | Tea & Coffee Towers – vol. 1 and Tea & Coffee Towers vol. 2 – tutti i dvd: autrice e regista Anna Pitscheider

– Lingue: ogni libro: testi in italiano e inglese | ogni dvd: lingua originale italiano + sottotitoli in inglese, francese, tedesco, spagnolo
– Dimensioni: 15 x 15 cm
– Pagine: Giovannoni: 52; Tea & Coffee Towers vol. 1: 72 pagine; vol. 2: 88 pagine | dvd Giovannoni: circa 30’; Tea & Coffee Towers vol. 1 e vol. 2: 50’.
– Rilegatura: brossura
– Prezzo: ogni libro + dvd € 15,00 – ISBN: Stefano Giovannoni 978-88-7570-305-9 | Tea & Coffee Towers vol. 1 – 978-88-7570-306-6 | Tea & Coffee Towers vol. 2 978-88-7570-307-3

Whitbread, cambio della guardia ai vertici di Costa Coffee

0
costa coffee
Costa Coffee

MILANO – Divorzio annunciato – consensuale e programmato – quello tra Costa Coffee e l’attuale managing director John Derkach. Dal 2006 al timone della più popolare catena britannica di coffee shop, Derkach uscirà di scena ad agosto per iniziare un nuovo percorso in Tragus – gruppo attivo nel segmento della ristorazione casual (tra le sue insegne le catene di ristoranti Café Rouge, Bella italia e Strada), controllato dal 2006 dal gigante del private equity Blackstone Group – dove sostituirà l’attuale chief executive Graham Turner.

Costa Coffee, i dati

Un compito non facile, vista la forte esposizione finanziaria di Tragus, nella quale Blackstone ha iniettato a marzo 15 milioni di sterline per permettere di onorare gli impegni con le banche. Sul ponte di comando di Costa Coffee arriverà l’attuale direttore finanziario di Whitbread Chris Rogers. Spetterà a lui proseguire nell’attuazione dell’ambizioso piano quinquennale, che ha come obiettivo portare i locali Costa in tutto il mondo dagli attuali 2.177 a 3.500, nonché espandere la rete di distributori Costa Express ad almeno 3 mila unità. Gli affari di Costa Coffee continuano ad andare a gonfie vele in barba alla crisi. La catena fondata a Londra nel 1971 dai fratelli italiani Sergio e Bruno Costa, rilevata da Whitbread nel 1995 per una ventina di milioni di sterline, è in striscia positiva, per quanto riguarda le vendite a parità di perimetro, da oltre 40 trimestri. Market leader in Uk con circa 1.375 locali (più 920 distributori Costa Express), Costa ha conseguito un incremento del 6,2% like-for-like in patria e una crescita totale delle vendite su tutti i mercati del 24%. Grazie a una strategia di crescita a 360 gradi, comprendente anche l’apertura di corner all’interno di department store e stazioni di servizio, l’insegna britannica continua ad allargare la base dei propri clienti facendo leva sul vissuto di “affordable luxury” dell’espresso.

L’assetto attuale

I numeri di cui sopra fanno di Costa la locomotiva di Whitbread, i cui risultati consolidati hanno segnato, al contrario, nell’ultimo trimestre, una parziale frenata risentendo soprattutto della performance negativa della catena alberghiera Premier Inn, uno degli asset chiave del gruppo. Brand storico dell’industria britannica della birra, Whitbread ha rinunciato definitivamente al suo core business birraio nel 2001, per concentrarsi sul ramo alberghiero e della ristorazione. Dopo un’iniziale fase espansiva generalizzata in tutto il comparto del leisure, il gruppo ha subito negli anni duemila una drastica cura dimagrante, che ha portato al taglio di numerosi asset, tra cui i franchising di Marriott Hotels, Pizza Hut and TGI Friday’s. La forbice dell’allora ceo Alan Parker ha tagliato inoltre la catena di fitness David Lloyd Leisure, buona parte dei pub Whitbread e la partecipazione nel gruppo in Britvic, il secondo produttore di bevande analcoliche nel Regno Unito, imbottigliatore e distributore di Pepsico.

Per effetto di queste importanti trasformazioni e semplificazioni, Whitbread consta nel suo assetto attuale di tre divisioni principali: Premier Inn, Costa Coffee, nonché il ramo pub-ristoranti comprendente le insegne Table Table, Beefeater Grill, Brewers Fayre e Taybarns. Mentre pub, ristoranti e budget hotel si presentano come un insieme ben integrato, Costa ha operato in questi anni come un’unità a sé stante e ciò ha alimentato, di recente, voci di un possibile spin-off, che l’annunciato cambio della guardia ai vertici societari ha rilanciato.

Il futuro di Costa Coffee

A smentire seccamente questi rumours, almeno per l’immediato, ci ha pensato il ceo di Whitbread Andy Harrison. “Costa ha davanti a sé un futuro entusiasmante all’interno di Whitbread e Chris (Rogers) porterà avanti i nostri ambiziosi piani di crescita, che creeranno valore a lungo termine per gli azionisti” ha dichiarato Harrison in un comunicato. “Non c’è nessuna agenda nascosta – ha dichiarato ancora Harrison alla stampa – il cambio della guardia è dovuto alla decisione di John (Derkach) di passare a Tragus. E la scelta è ricaduta su Chris perché è l’uomo più adatto a sostituirlo”. Quanto alla possibilità futura di uno spin-off, Harrison è sembrato più possibilista. “Costa continua ad avere eccellenti performance che portano valore agli azionisti – ha osservato a tale proposito il ceo di Whitbread aggiungendo però – il futuro è lungo e siamo soliti ripetere sempre sempre: mai dire mai”.

Primo aprile: uno scherzo di Apple che vuole acquisire Starbucks

0
apple
Il logo Apple

MILANO – La notizia che abbiamo pubblicato nell’edizione di martedì scorso aveva del sensazionale: Apple intenzionata ad acquisire Starbucks.

Ma bastava un controllo sulla data della diffusione, dopo il primo aprile caduto di domenica, per capire che si trattava del più classico dei pesci d’aprile: una notizia “troppo bella per essere vera”, strutturata secondo i canoni “stilistici” del più navigato rumor internazionale.

Era tutto inventato, nonostante una base solida, vista la vecchia partnership che le due aziende strinsero anni addietro.

Un piccolo divertimento di cui molti lettori hanno individuato la natura burlesca.