sabato 17 Gennaio 2026
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Un cappuccino a Venezia: il blogger in incognito stronca le colazioni

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VENEZIA — Se una città si conosce dal cappuccino, Venezia non ne esce bene. Prezzi truffaldini, bar inospitali, tazze impossibili, brodaglie imbevibili. Per non parlare di una semplice brioche. Date un’occhiata a un blog e ne avrete la prova: è breakfastinvenice.wordpress.com . Poche righe, in italiano e in inglese e un paio di foto, al locale e allo scontrino. Tutto qua. Eppure, in breve, grazie al tam tam dei social network, il sito è diventato un must in fatto di colazioni. L’anonimo blogger, che tale vuole rimanere, è riuscito a costruire una mappa utile a italiani e stranieri.

Cappuccino a Venezia: non sono buone notizie

«È ancora parziale – dice subito – mancano parti intere della città. Tutto è cominciato una mattina. Il tempo di un cappuccino e una brioche in campo San Cassiano», ci racconta il blogger, che non svela la sua identità per meglio muoversi tra i locali della città. Di lui, possiamo dire solo che insegna all’Accademia. «Dopo aver bevuto quella cosa orribile e pagato 2,60 euro, mi sono detto: questo lo dobbiamo raccontare».

Allora è entrato in decine di bar e pasticcerie veneziane. Ne ha descritto sensazioni, sapori e dettagli, compreso il servizio e l’ambiente. Il cappuccino? «Nella maggior parte dei casi è slavato e quasi sempre è pieno di schiuma. Una volta era così iper-bollito che, quando l’ho fatto notare, il barman ha aggiunto una tazza di latte freddo». Ride il blogger, poi punta il dito sulle brioche. Quasi sempre ammassate «in quelle terribili teche a due piani, dove le riscaldano per ore». A volte sono «così bollenti che è impossibile mangiarle sul posto». In altri casi, bruciate o consunte. Il suo commento è lapidario: «Un disastro, per una città affollata di turisti: la colazione dovrebbe essere un biglietto di presentazione. E chi ci abita è costretto a trangugiare qualsiasi cosa».

Elio Dazzo, presidente della Fipe (la federazione dei pubblici esercizi), ricorda che

«a Venezia ci sono pasticcerie rinomate Persino il buffet della stazione ha raccolto molti elogi. C’è molta attenzione da parte degli esercenti – aggiunge – i corsi che da tre anni si fanno all’ente bilaterale sono molto partecipati. E cento pubblici esercenti sono andati all’ultima Fiera del caffé di Trieste». Certo, aggiunge Dazzo, questa è la città dove «si contano mille tra bar e ristoranti». Farne una mappa è un’impresa non facile. Il nostro blogger, pacato e con molta ironia, si chiede: «Parliamo dei prezzi?». Cappuccino&brioche vanno dai 2,10 euro a Santa Maria Mater Domini ai 3,50 in un locale accanto a piazza San Marco: «Oltre ogni commento», dice.

E ancora: una buona e semplice colazione è anche un fatto di luoghi, tazze e ospitalità. E anche qui il campionario è vasto. Si va dalle tazze enormi alle piccole e sottili ad alcune «grossolane e colorate», fino a quelle più pericolose di tutte: «Le scivolose nel manico». E poi il servizio: «Varia, da quello fatto con cura a chi tocca tutto con le mani, fino allo stile bottega di ferramenta».

Un locale che l’ha sorpresa positivamente? «”Ai Artisti”: cappuccino quasi perfetto, caffè ben aromatizzato e corretta densità della schiuma».

Una conferma? «Tonolo, credo. Ha un servizio cortese ed organizzato. Ma lo spazio a volte è impossibile». Anche Rosa Salva sembra passare la prova, ma non a pieni voti. Chiaro- scuro per il Caffè Marchini, ma un eccellente per la pasticceria. Alessandra Vio, una delle titolari, incassa il giudizio e invita il blogger a ritornare e in incognito: «Ogni giorno facciamo tra le 400 e le 500 colazioni e usiamo almeno 10 chili di caffè di ottima qualità». E scandisce: «Abbiamo un’attenzione speciale alla caffetteria. E il personale è giovane ed eccellente. Sono sicura che il blogger si potrà ricredere». Lui accetta l’invito. E non svela quale sia il peggiore tra i locali incontrati: «Non lo dico, per carità». E poi un appello: «Segnalatemi le vostre esperienze. Facciamo insieme questa mappa, sarà utile a tutti». Fonte: Corriere della sera

Un cappuccino a Venezia. Il blogger fenomeno, in incognito stronca le colazioni

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VENEZIA — Se una città si conosce dal cappuccino, Venezia non ne esce bene. Prezzi truffaldini, bar inospitali, tazze impossibili, brodaglie imbevibili.

Per non parlare di una semplice brioche. Date un’occhiata a un blog e ne avrete la prova: è breakfastinvenice.wordpress.com . Poche righe, in italiano e in inglese e un paio di foto, al locale e allo scontrino. Tutto qua. Eppure, in breve, grazie al tam tam dei social network, il sito è diventato un must in fatto di colazioni.

Venezia immortalata sul web

L’anonimo blogger, che tale vuole rimanere, è riuscito a costruire una mappa utile a italiani e stranieri. «È ancora parziale – dice subito – mancano parti intere della città.

Tutto è cominciato una mattina. Il tempo di un cappuccino e una brioche in campo San Cassiano», ci racconta il blogger, che non svela la sua identità per meglio muoversi tra i locali della città. Di lui, possiamo dire solo che insegna all’Accademia. «Dopo aver bevuto quella cosa orribile e pagato 2,60 euro, mi sono detto: questo lo dobbiamo raccontare».

Allora è entrato in decine di bar e pasticcerie veneziane

Ne ha descritto sensazioni, sapori e dettagli, compreso il servizio e l’ambiente. Il cappuccino? «Nella maggior parte dei casi è slavato e quasi sempre è pieno di schiuma.

Una volta era così iper-bollito che, quando l’ho fatto notare, il barman ha aggiunto una tazza di latte freddo». Ride il blogger, poi punta il dito sulle brioche.

Quasi sempre ammassate «in quelle terribili teche a due piani, dove le riscaldano per ore». A volte sono «così bollenti che è impossibile mangiarle sul posto». In altri casi, bruciate o consunte.

Il suo commento è lapidario

«Un disastro, per una città affollata di turisti: la colazione dovrebbe essere un biglietto di presentazione. E chi ci abita è costretto a trangugiare qualsiasi cosa».

Elio Dazzo, presidente della Fipe (la federazione dei pubblici esercizi), ricorda che «a Venezia ci sono pasticcerie rinomate. Persino il buffet della stazione ha raccolto molti elogi. C’è molta attenzione da parte degli esercenti. –

Aggiunge – i corsi che da tre anni si fanno all’ente bilaterale sono molto partecipati. E cento pubblici esercenti sono andati all’ultima Fiera del caffé di Trieste».

Certo, aggiunge Dazzo, questa è la città dove «si contano mille tra bar e ristoranti». Farne una mappa è un’impresa non facile.

Il nostro blogger, pacato e con molta ironia, si chiede

«Parliamo dei prezzi?». Cappuccino&brioche vanno dai 2,10 euro a Santa Maria Mater Domini ai 3,50 in un locale accanto a piazza San Marco: «Oltre ogni commento», dice.

E ancora: una buona e semplice colazione è anche un fatto di luoghi, tazze e ospitalità. E anche qui il campionario è vasto. Si va dalle tazze enormi alle piccole e sottili ad alcune «grossolane e colorate».

Fino a quelle più pericolose di tutte: «Le scivolose nel manico». E poi il servizio: «Varia, da quello fatto con cura a chi tocca tutto con le mani, fino allo stile bottega di ferramenta».

Un locale che l’ha sorpresa positivamente?

«”Ai Artisti”: cappuccino quasi perfetto, caffè ben aromatizzato e corretta densità della schiuma». Una conferma? «Tonolo, credo. Ha un servizio cortese ed organizzato. Ma lo spazio a volte è impossibile».

Anche Rosa Salva sembra passare la prova, ma non a pieni voti. Chiaro- scuro per il Caffè Marchini, ma un eccellente per la pasticceria.

Alessandra Vio, una delle titolari, incassa il giudizio e invita il blogger a ritornare e in incognito: «Ogni giorno facciamo tra le 400 e le 500 colazioni e usiamo almeno 10 chili di caffè di ottima qualità».

E scandisce: «Abbiamo un’attenzione speciale alla caffetteria. E il personale è giovane ed eccellente. Sono sicura che il blogger si potrà ricredere». Lui accetta l’invito.

E non svela quale sia il peggiore tra i locali incontrati: «Non lo dico, per carità». E poi un appello: «Segnalatemi le vostre esperienze. Facciamo insieme questa mappa, sarà utile a tutti».

Fonte: Corriere della sera

TORINO – I giovani talenti dello Iaad si muovono nello spazio di “casa Lavazza”

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TORINO – Largo ai giovani. Lo Iaad (Istituto d’arte applicata e design) si conferma come un vivaio di talenti creativi per il futuro. In occasione dell’inaugurazione della nuova sede a Torino presso il quartier generale Lavazza per l’anno accademico autunno- inverno 2013-14 che si aprirà a settembre prossimo, la scuola offre 12 borse di studio.

Tutte legate a un nuovo concorso internazionale di design dal titolo «Se diventa impossibile prevedere il futuro meglio crearlo. Progetta tu il cambiamento».

Iaad sostiene il futuro

Le borse di studio pari al 100%, al 50% e al 20% della retta di frequenza annuale, saranno assegnate ai primi 3 classificati per ognuna delle specializzazioni.

Transportation design, Industrial design, Interior and furniture design e Communication and graphic design. Questo contest punta a «offrire agli studenti maturandi la possibilità di vincere borse di studio per la frequenza dei percorsi triennali di Bachelor (laurea triennale n. d. r.) ».

Il percorso formativo dello Iaad

Prevede infatti oltre alle lauree triennali (12), anche 10 master. Grazie all’accordo con Écoles de Condé (luglio 2012). Il gruppo oggi può quindi contare su oltre 3.000 studenti e 350 docenti; oltre 17 milioni di budget destinati all’istruzione per anno accademico, e 8 sedi di cui 7 in Francia e 1 in Italia.

Fonte: La Repubblica

Allarme Roya – Ecco il programma di emergenza in Guatemala da Anacafé

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anacafé

MILANO – Il settore del caffè si mobilita in Guatemala, tramite Anacafé. Qui, i produttori stanno attuando interventi di potatura su un totale di 18mila ettari di piantagioni .All’interno del programma di emergenza per la lotta e il controllo della ruggine.

 “Si tratta di interventi con i quali stiamo cercando di stabilizzare il raccolto 2013/14 sugli stessi livelli di quello attuale, attorno ai 3,1 milioni di sacchi da 60 kg” ha dichiarato Nils Leporowski. Presidente dell’Associazione nazionale del caffè del Guatemala (Anacafé). Entità di cui fanno parte oltre 90mila produttori.

Anacafé in sostegno delle piantagioni

La potatura favorisce l’arieggiamento della pianta e, di conseguenza, il rapido asciugamento del lembo fogliare durante i periodi di infezione.

Il bilancio dell’epidemia

Purtroppo rischia di essere sin da quest’anno molto pesante. Secondo Leporowski, infatti, il fungo della ruggine potrebbe costare 340 milioni di dollari in termini di mancati guadagni. Ai quali va poi aggiunta la perdita di 72mila impieghi diretti nel bracciantato agricolo.

Anacafé sta promuovendo attività formative e di sensibilizzazione

Grazie alle quali oltre 20mila produttori hanno avuto la possibilità di aggiornarsi sui trattamenti preventivi. Nonché sulle tecniche agronomiche.

Distribuiti inoltre 18mila litri di fungicidi, per la prima applicazione sulle piantagioni

Le autorità hanno disposto un costante monitoraggio fitosanitario delle aree interessate dalla piaga. La cui virulenza è accentuata dagli eccessi climatici.

L’intervento risolutivo sarà il rinnovo con varietà resistenti. Un’operazione su larga scala che richiederà – come già spiegato su queste colonne – tempi lunghi.

Comporterà inoltre, fermi produttivi sopportabili per gli agricoltori soltanto se potranno contare su adeguati interventi pubblici di sostegno.

Anacafé ha già acquistato 8,5 milioni di piantine. Con le quali cominceranno a essere rinnovati 1.900 ettari di piantagioni in 118 località del paese.

Fiere – La Rancilio Group partecipa a TuttoFood dal 19 al 22 maggio

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PARABIAGO (Milano) – La Rancilio Group di Parabiago partecipa a TuttoFood 2013. La fiera del Cibo a Rho dal 19 al 22 maggio. Sull’onda del successo delle precedenti tre edizioni, il salone biennale di Fiera Milano dedicato al mondo dell’agroalimentare, scalda i motori per il prossimo appuntamento. In programma dal 19 al 22 maggio 2013, presso il polo espositivo di Rho-Pero.

TuttoFood 2013: alcuni numeri

La manifestazione fieristica proporrà un’offerta di assoluto rilievo grazie alla presenza di 1.300 espositori e più di 2.000 marchi di successo.

Business e forte visibilità internazionale

Questi sono i principali ingredienti di TuttoFood 2013. Che si prepara ad accogliere manager delle più importanti catene della grande distribuzione, grossisti, importatori; esercenti, ristoratori e tutti gli operatori in cerca di opportunità di crescita.

Di grande importanza lo spazio dedicato al canale dell’Horeca

A cui verrà assegnato inoltre un intero padiglione di oltre 10.000 metri quadrati e al gruppo Rancilio. L’azienda non si farà quindi sfuggire l’occasione per mostrare i suoi fiori all’occhiello.

Dalla recentissima versione on demand del macinadosatore KRYO 65; alla rivoluzionaria tecnologia di Classe 9 USB Xcelsius.

Nello stand ci sarà Davide Cavaglieri

Il terzo classificato al Campionato Italiano Baristi Caffetteria 2013. Una vera e propria promessa nel settore; emblema dello stile italiano nel mondo.

Il barista bresciano mostrerà quindi le proprie abilità sfruttando un alleato d’eccezione. L’innovativo sistema Xcelsius che consente di impostare la temperatura dell’acqua di erogazione del caffè con un andamento dinamico;

per esplorare ancora le possibilità sensoriali totalmente nuove; per ottenere così uno straordinario risultato in tazza dal punto di vista gustativo.

L’edizione 2013 di TuttoFood

Diventa così una tappa importante anche per la divulgazione dei valori dell’Esposizione Universale di Milano, Expo 2015. Dedicata ad importanti temi come il rispetto per l’ambiente. Un argomento di grande rilevanza per Rancilio Group spa.

Dove e quando

Il Gruppo sarà quindi visitabile presso il Padiglione 11 – Stand S02 S06. Nelle seguenti date: 19-20-21-22 maggio 2013, a Fiera Milano – Rho/Pero.

La tradizione del caffè sospeso ha conquistato l’Europa. Da Napoli si parte

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caffè sospeso
Il caffè sospeso diventa una giornata di solidarietà

MILANO – Italiani brava gente. Ma con la crisi anche il resto dell’Europa si riscopre dal cuore un po’ più tenero. Un’usanza tutta italiana, anzi meglio, partenopea, sta conquistando i cugini d’Oltralpe. È quella del caffè sospeso.

Celebrata come filosofia di vita da Luciano De Crescenzo, il sospeso è, per dirla con le parole dello scrittore napoletano, un «caffè offerto al resto del mondo».

Caffè sospeso: una tradizione del dopoguerra

Non è una tradizione antichissima. È comparsa a Napoli nel secondo Dopoguerra. In una città vessata dalle difficoltà economiche, dove non tutti potevano permettersi un caffè.

Chi invece poteva, spesso ne ordinava uno e ne pagava due. Il secondo era per qualcuno meno fortunato di lui. Allora capitava spesso che qualcuno affacciandosi all’ingresso di un bar chiedesse: «C’è un sospeso?» per godersi una tazza di caffè anche con pochi centesimi in tasca.

Un’usanza che si è rilevata utile

Non sarà un caso che sia tornata in voga in questo periodo. In una fase recessiva della nostra economia che gli esperti spesso paragonano a quella dei mesi successivi al secondo conflitto mondiale.

Così in Europa ma anche in Italia, sono tanti i rimedi messi sul ‘piatto’ in tempo di crisi come già raccontato da Lettera43.it.

Da Londra a Parigi, la moda ha contagiato le metropoli

Ma oggi anche nei bar di Parigi, di Londra o di Stoccolma succede qualcosa di simile. E si può chiedere un caffè sospeso in diverse lingue. Café suspendu in francese, mentre in inglese diventa Suspended coffee.

Conquistata anche la Svezia

Ancora, meno facile per noi, Uppskjuten in svedese. Ma la sostanza non cambia.

L’Europa della crisi è un po’ più napoletana. Di quella Napoli che De Crescenzo in Così parlò Bellavista inseriva tra i popoli d’amore del Mediterraneo, diversi per spirito e tempra dai popoli di libertà del Nord.

Le pagine di Facebook

Proprio nella poco mediterranea Dublino è stata creata a marzo una Fanpage su Facebook. Si chiama Suspended coffee e in poche settimane è diventata una comunità di 80 mila persone sparse nel mondo.

L’ha fondata John Sweeney, 28 anni, idraulico

Raccoglie le storie di caffè sospesi che arrivano dal mondo. «Sono rimasto impressionato da questa tradizione napoletana», ha raccontato a Lettera43.it.

«Un gesto di solidarietà spontanea verso qualcuno che non conosci e che probabilmente non conoscerai mai».

Dai social al bancone

Oggi le storie arrivano da tutte le parti del mondo. Su quale sia il Paese più ‘attivo’ Sweeney non ha dubbi: «L’Australia», dice. «Ma il gesto di pagare il caffè a qualcun altro è diffuso un po’ ovunque».

Un fenomeno globale, assicura Sweeney. Che dalla sua Fanpage ne monitora la diffusione. Fenomeno che ora acquistato dimensioni ‘virali’ proprio grazie alla Rete.

Gesto di solidarietà o moda passeggera poco importa. Un caffè non si rifiuta a nessuno. Nemmeno se a indurci ad offrirlo è un like su Facebook.

Fonte: lettera 43

L’Ikea vince a Delhi e apre la via all’approdo del colosso americano Starbucks

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ikea
Anche Ikea punta a diventare plastic free entro il 2030

MILANO – Altro che le lungaggini burocratiche che incontra in Italia. Per avere il via libera del governo di New Delhi, al suo piano di investimenti da 105 miliardi di rupie (1,55 miliardi di euro) per l’apertura di 25 punti vendita nel Paese, Ikea ha dovuto aspettare sette anni.

Il gruppo svedese si è scontrato con un’opposizione radicata in India contro la presenza delle multinazionali. Wal-Mart e Carrefour hanno gettato la spugna. Starbucks sta ancora dando battaglia.

Ikea butta giù il muro

Proprio uno dei Paesi-simbolo della globalizzazione oppone barriere durissime. Con tanto di manifestazioni di piazza in supporto all’ostracismo, alla presenza occidentale.

Ma stavolta la breccia è aperta. Complice il rallentamento dell’economia globale che si comincia a sentire anche nel subcontinente.

Ci sono volute 14 ore di riunione finale del Cabinet committee on economicaffairs

Presieduto dal premier Manmohan Singh, per avere la sofferta luce verde: ora si intensificherà la pressione delle altre multinazionali che bussano alla porta del gigante da 1,1 miliardi di abitanti (Ikea calcola che i suoi potenziali clienti sono 450 milioni).

Paradossalmente proprio in India, terra di alte competenze e abbondante legname, Ikea fabbrica già buona parte dei suoi mobili. Non ha avuto quindi difficoltà a soddisfare la clausola del 30% di produzioni locali che le è stata imposta.

Fonte: la Repubblica

Un nuovo Cavalli Caffè ha aperto in Kuwait, nel mall The Grand Avenue

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cavalli caffè

MILANO – Nuovo Cavalli Caffè aperto in Kuwait grazie alla collaborazione tra l’omonimo gruppo e i gruppi Pragma e Remas. Il locale potrà ospitare 80 persone ed è situato nel mall The Grand Avenue.

Nuovo Cavalli Caffè: l’offerta nel punto vendita

Al suo interno sono in vendita cioccolateria e scatole regalo in stampe animalier, le stesse che caratterizzano il design di sedie e divani.

Il primo Cavalli Caffè è quello aperto in Via Tornabuoni a Firenze. Altri sono presenti a Beirut, Dubai Milano Nuova Delhi. Prossime aperture a Doha e Shanghai.

La collaborazione con Pragma e Remas, si ripeterà anche per i prossimi a Doha e Shanghai.

L’assunzione di caffeina è sconsigliata per i bambini e gli adolescenti

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Lindsay Brown

MILANO – Anche se non sempre lo ricordiamo la caffeina  è un alcaloide, come la morfina e la stricnina. (ovviamente, con minori esiti), quindi da considerare con attenzione. L’assunzione di caffeina potrebbe non esser indicata per tutti i consumatori. E’ necessario dosarla con cura.

L’assunzione di caffeina: cosa dice la ricerca

Così non sorprende che La Food and Drug Administration americana (FDA) lanci l’allarme per la diffusione della caffeina in diversi prodotti di largo consumo.

Oltre che nel tradizionale caffè,è’ contenuta anche in bevande energizzanti. Negli sciroppi, nelle cole, nelle gomme da masticare, ecc.

La dose giornaliera, in adulti sani

Non dovrebbe superare le tre tazzine di espresso o le quattro o cinque tazze di caffè americano. Ricordiamo che la caffeina è un alcaloide, come la morfina e la stricnina (ovviamente, con minori esiti). Con effetti psicoattivi, ed è legale in tutto il mondo a differenza di altre sostanze stimolanti.

L’American Academy of Pediatrics (USA) sconsiglia l’assunzione di caffeina per i bambini e gli adolescenti.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc*

*Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

Con ”Chocolate Poggibonsi” alla scoperta del vero cioccolato artigianale. Dal 10 al 12 maggio nella splendida cornice di Piazza Rosselli. La grande festa per adulti e bambini firmata ChocoMoments e realizzata con il patrocinio del Comune di Poggibonsi

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POGGIBONSI (Siena) – Lezioni di cioccolato e mini-corsi di cioccolateria artigianale per imparare a realizzare cioccolatini “fatti in casa”, degustazioni con abbinamenti curiosi di caffè, rum, grappa e cioccolato, workshop sulla storia e sulla lavorazione del cioccolato dalla fava di cacao al cioccolatino finito, laboratori di cake design e animazione con palloncini per i bambini. Sono le sorprese della Fabbrica del Cioccolato, che con la sua imponente macchina per la macinazione del cacao, ci farà entrare nel mondo di “Chocolate Poggibonsi”, la grande festa del cioccolato artigianale firmata ChocoMoments e realizzata con il patrocinio del Comune di Poggibonsi.

Dal 10 al 12 maggio, i migliori artigiani cioccolatieri d’Italia si incontreranno a Poggibonsi per trasformare Piazza Rosselli in un laboratorio a cielo aperto con stand sempre aperti dove si potranno degustare le tante raffinate creazioni dei maestri del cioccolato puro. Un’esplosione di gusto e creatività che si realizzerà nell’infinita varietà di praline, tavolette, cremini e cioccolate abbinate a frutta e yogurt e nelle sculture realizzate con estro e originalità: coccinelle, api, topolini, scarpette e gioielli, tazzine di caffè, cucchiaini e bicchierini di cioccolato che si potranno acquistare alla mostra – mercato in programma venerdì dalle 14 alle 20, sabato no  stop dalle 10 alle 24 e domenica dalle 10 alle 20.

“Siamo ben lieti – dichiara il Vicesindaco e Assessore alle Politiche per l’Economia Locale Angelo Minutella – di ospitare a Poggibonsi una manifestazione firmata ChocoMoments,  di respiro nazionale, con i migliori artigiani del cioccolato d’Italia, all’insegna del gusto, dell’arte, della creatività e con una incontestabile bontà. Per noi è una prima volta e ringraziamo per questo gli organizzatori. Ringraziamo in modo particolare anche l’associazione Viamaestra per il supporto e la piena e fattiva collaborazione con gli organizzatori per realizzare queste tre giornate dense di tanti appuntamenti”.

“Siamo molto felici di portare a Poggibonsi la nostra Fabbrica del Cioccolato e l’eccellenza del cioccolato artigianale italiano”. Lo ha detto Giancarlo Maestrone, responsabile tecnico di ChocoMoments. Che ha aggiunto: “La nostra sarà una festa per tutti, adulti e bambini, ma anche un modo per fare cultura del cibo di qualità. Il nostro è un cioccolato che fa bene, lavorato artigianalmente con spremitura a freddo della fava di cacao, senza aggiunta di grassi, additivi chimici o conservanti, fatto cioè solo con pasta, burro di cacao e zucchero, che vi invitiamo a scoprire”.

Previsti tantissimi eventi nell’evento. Agli appassionati delle degustazioni, è rivolto il programma di appuntamenti ”Cioccolato &…” . Che propone gustosi abbinamenti caffè e cioccolato a cura di Caffè Batani. E degustazioni di rum, grappa e cioccolato. Non mancheranno le cene con a seguire la degustazione di cioccolatini, venerdì 10 e sabato 11 presso la Trattoria di Gioco; che propone uno speciale menù al cioccolato che prevede: tagliatelle al cacao e verdurine, risotto fragole e cioccolato, filetto in dolce forte al cioccolato, fonduta di frutta e torta al cioccolato. Due gli eventi speciali che coinvolgeranno il Politeama Cafè. La degustazione di rum e cioccolato sabato 11 a partire dalle 22. E l’happy hour al cioccolato domenica 12 dalle 19 in poi, con un ricco buffet di stuzzichini e cocktail al cioccolato.

Chocolate Poggibonsi è una festa con tante sorprese anche per i bambini. A loro è dedicato Chocoscuola (sabato e domenica dalle 10 alle 12 presso La Fabbrica del Cioccolato). Si tratta di un laboratorio dove potranno improvvisare con il cioccolato. Cimentandosi nella realizzazione di cioccolatini. Con tutte le attrezzature necessarie: grembiuli, cappellini, guanti e attrezzi per la lavorazione.

Ci sarà anche uno spazio dedicato al cake design a cura dei F.lli Panteri. Per divertirsi con la pasta di zucchero e tanta animazione con i palloncini. Infine sabato 11 alle 16.00 presso L’Erba Voglio (via S. Pertini 16) si terrà anche uno spettacolo dei burattini. Inoltre, con Chocolate Poggibonsi ci si può diplomare cioccolatieri per un giorno. Basta apartecipare ai mini-corsi di cioccolateria artigianale. Attraverso i quali tutti possono imparare a realizzare nel proprio piccolo laboratorio casalingo gustosi e raffinati cioccolatini artigianali. E imparare a cucinare una sacher.

Per info e prenotazioni giancarlo.maestrone@gmail.com.

Le novità a Poggibonsi

Tra le novità di questa prima edizione della festa del cioccolato artigianale anche il concorso Miglior Vetrina al Cioccolato. Che premierà la vetrina a tema più bella con una scultura di cioccolato realizzata dal maestro cioccolatiere Giancarlo Maestrone.

Fonte: Siena free