lunedì 19 Gennaio 2026
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Consumi, ecco il caro colazione: al sud risveglio più caro che al nord

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prima colazione Immagini classiche di colazioni all'italiana
Immagini classiche di colazioni all'italiana

MILANO  – La Fipe ha dedicato un’indagine sui consumi delle famiglie in tempi di crisi. Con un particolare focus sulla colazione. Secondo l’indagine la quota di chi ogni mattina fa una colazione adeguata scende lentamente nel tempo.

E per «colazione adeguata» si intende una colazione in cui non si assumono soltanto tè o caffè, ma si beve latte e/o si mangia qualcosa. In particolare, nel 2007 chi effettuava una colazione adeguata era il 78,6% contro l’80,1% del 2012.

Meglio variare: latte, caffè, tè, un succo di frutta con dei biscotti, oppure un po’ di pane con della marmellata spalmata; uno yogurt o un frutto. Ma quanto costa fare la spesa per la colazione in tempo di crisi?

Per un litro di latte intero, due vasetti di yogurt, marmellata, un pacco di caffè e uno di fette biscottate e un bottiglia di succo di frutta in media si spende in media 17 euro (mese maggio).

Il Movimento Difesa del Cittadino e il Codacons hanno infatti rilevato i prezzi di alcuni prodotti tipici della colazione italiana. Le rilevazioni, svolte dalle sedi locali in molte città di Italia, sono state realizzate nell’ambito del progetto Famiglie&Consumi, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Le rilevazioni sono state effettuate ogni mese a partire da gennaio e non si rilevano grandi differenze di prezzo. Divari si rilevano invece a livello territoriale e distributivo.

Geograficamente costa più comprare i prodotti per la colazione al Sud (19,2 euro) rispetto al Nord (18,5 euro) e al Centro (17,6 euro). Per quanto riguarda il canale distributivo nella grande distribuzione si può risparmiare un poco, circa il 2%.

Il consumo e il prezzo del latte

Tra gli alimenti più rappresentativi della colazione Italia c’è il latte:secondo Assolatte nel 2012, ogni italiano consuma in media 54 litri di latte.

Un litro di latte intero fresco ha un prezzo medio di 1,40 euro, con una forbice che va da 1,80 (rilevato in un negozio al dettaglio ad Ascoli Piceno) a 1,19  (presso un supermercato di Matera).

 

 

Grandine in Minas Gerais: almeno 60 agricoltori hanno perso la produzione per i prossimi tre anni

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ITAMOGI (Brasile) –  La scorsa settimana circa 60 produttori di caffè del Itamogi prefettura dello stato brasiliano del Sud Minas nello stato brasiliano del Minas Gerais hanno avuto le coltivazioni di caffè colpite da un diluvio associato a forte grandine sulle loro piantagioni di caffè.

Gli sfortunati produttori hanno perso la gran parte del raccolto e prevedono di non avere prodotto per i prossimi tre anni.

Inoltre ecco 2 foto esclusive della grandine

Grandine in Minas Gerais
Grandine in Minas Gerais
Grandine in Minas Gerais
Grandine in Minas Gerais

Vietnam – Vicofa prevede un calo produttivo del 25%. Il settore privato smentisce

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vicofa vietnam
Il festival di caffè in Vietnam

MILANO – Vicofa continua a vedere nero. L’Associazione vietnamita del caffè e del cacao ha sostanzialmente confermato giovedì le stime già formulate nei mesi scorsi, che prevedono un calo produttivo del 25% nel 2013/14.

La valutazione si basa su dati raccolti dalle autorità governative nella regione degli altipiani centrali dove oltre 40mila ettari coltivati a caffè sarebbero stati gravemente danneggiati dalla siccità e dall’elevata umidità dell’aria, che ha reso gli arbusti più vulnerabili alle avversità biotiche.

Come conseguenza – afferma il minagricoltura di Hanoi – l’export appare destinato a diminuire nei prossimi mesi, per effetto del basso livello delle scorte e del rallentamento dei commerci.

Scettiche le reazioni degli addetti ai lavori.

Secondo la newsletter di I & M Smith, la stima diffusa da Vicofa ha il chiaro scopo di gettare benzina sul fuoco in un momento di flessione generalizzata dei prezzi sui mercati internazionali.

Contrariamente a quanto affermato nelle stime ufficiali – sostiene il trader sud africano – gli operatori locali, che hanno avuto modo di sincerarsi personalmente della situazione, prospettano un raccolto più o meno in linea con quello di quest’anno, attorno ai 25 milioni di sacchi. Circa il 96% di tale volume sarà costituito da caffè robusta.

Tra le poche voci discordi quella del Gain Report del minagricoltura americano, che prevede un raccolto di 22,9 milioni di sacchi, in calo dell’8,4% rispetto alla produzione 2012/13.

Una recente stima di Volcafe indica che il raccolto mondiale di robusta crescerà del 2,9% nella prossima annata caffearia raggiungendo i 70 milioni di sacchi.

I prezzi fob di esportazione del caffè vietnamita hanno toccato martedì scorso i minimi degli ultimi 4 mesi. I prezzi interni nella provincia di Dak Lak sono scesi, sempre questa settimana, ai livelli più bassi da 3 mesi e mezzo a questa parte.

CAFÉ DE COLOMBIA – Inaugurata la prima caffetteria Juan Valdez a Città del Messico

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Juan Valdez café Procafecol
Procafecol - Juan Valdez

MILANO – Nell’ambito della sua strategia internazionale di espansione, Procafecol Café de Colombia ha aperto un nuovo locale. Si tratta dell’inaugurazione della prima caffetteria Juan Valdez in terra messicana. Il locale si trova a Città del Messico, distretto di Santa Fé, in una fiorente area commerciale.

Le prossime due caffetterie sorgeranno, sempre nell’area della capitale, nell’esclusivo distretto residenziale di Polanco. E anche all’aeroporto internazionale Benito Juárez, per il quale transitano ogni anno quasi 30 milioni di viaggiatori.

In programma prossime aperture di Café

Procafecol punta a tagliare il traguardo dei 250 locali operativi a livello mondiale entro la fine dell’anno. L’operazione proseguirà poi con aperture nei principali Paesi di tutto il mondo secondo un piano già predisposto.

“Dopo dieci giorni nello spazio quello che mi manca di più è un buon espresso”

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Parmitano
Luca Parmitano

MILANO – Prima intervista dell’astronauta italiano dalla stazione spaziale. È decollato dieci giorni fa dal Kazakistan. «Qua sto benissimo, sulla Terra vorrei portare lo spirito di condivisione che si vive quassù»
«Un bel caffè espresso».

Ecco cosa manca nello spazio, famiglia esclusa naturalmente, a Luca Parmitano, l’astronauta italiano partito lo scorso 28 maggio per la Missione Volare, la prima di lunga durata dell’Asi (Agenzia spaziale italiana), alla volta della Stazione spaziale.

Parmitano, astronauta dell’Esa (European space agency) e pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare, è decollato dieci giorni fa dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, insieme al cosmonauta russo Fyodor Yurchikhin e alla statunitense Karen Nyberg per una missione di sei mesi.

“Il Tempo” ha partecipato alla prima intervista Spazio-Terra di Parmitano che, mentre rispondeva ai giornalisti, fluttuava insieme al microfono.

 

Cosa le manca di più della Terra?

«Dopo dieci giorni nello spazio, ci vorrebbe un bel caffè espresso, ristretto direi. Non mi posso lamentare, però, del cibo che mangiamo».

 

Che cosa riporterebbe, invece, sulla Terra dallo spazio?

«Sicuramente il messaggio di unità che si vive nella stazione. Vorrei riuscire a comunicare questo spirito di condivisione».

 

Come trascorrete le giornate?

«Molto intensamente. Il tempo sembra volar via. Sono passati dieci giorni, ma ne sembra passato solo uno. La giornata inizia alle sei del mattino, secondo l’orario di Greenwich. Lavoriamo diverse ore, ma facciamo anche attività sportiva. Siamo alle prese poi con molti esperimenti. Ne abbiamo appena finito uno sull’osteoporosi. Presto inizieremo quello sulla combustione, accendendo una fornace nella stazione spaziale».

 

A che cosa fate maggiore attenzione nella stazione?

«A dove lasciamo le cose. È facile perdere gli oggetti e gli strumenti qui dentro».

 

Com’è la Terra vista da lassù?

«È un gioiello sospeso nel velluto nero dello spazio», fantastico vivere qui e ammirare la fragilità del nostro Paese. È difficile descrivere quello che vediamo. Ci vorrebbe un poeta per esprimerlo a parole. Ma possiamo godere di spettacoli straordinari. Come le nubi blu che si formano nell’atmosfera».

 

Quale è stato il momento più bello fino ad ora?

«Quando sono entrato nella Stazione spaziale. Ma immagino sarò emozionato anche quando farò le passeggiate nello spazio. Sono rimasto colpito, quando sono entrato, anche da come mi ha accolto Chris Cassidy che si è rasato a zero i capelli».

 

Che messaggio vuol mandare all’Italia?

«Che il nostro Paese ritrovi l’amore e l’armonia per andare avanti».

 

Fonte: iltempo

Dolcificanti artificiali– Lo Splenda potrebbe incrementare il rischio di diabete

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splenda

MILANO – I dolcificanti artificiali sono sempre nel mirino delle ricerche degli scienziati. Di recente è uscito un nuovo studio che mette nel mirino lo Splenda spesso aggiunto nel caffè.

Splenda o sucralosio: cosa dice la scienza

Ebbene gli studiosi hanno scoperto che il sucralosio, più popolarmente conosciuto con il nome commerciale Splenda, potrebbe influenzare il rischio che insorga il diabete.

La ricerca

E’ stata condotta dagli scienziati della Whashington University School of Medicine di St. Louis. Poi pubblicata sulla rivista Diabetes Care.

“I nostri studi evidenziano che questo dolcificante artificiale ha degli effetti sulla salute e dobbiamo capire se l’uso a lungo termine può essere dannoso”, spiegano gli autori.

La ricerca ha coinvolto 17 persone

Gravemente obese che non consumavano regolarmente dolcificanti artificiali. I partecipanti hanno bevuto acqua o Splenda prima di fare un test calorico.

Gli studiosi hanno misurato il loro indice di glicemia per capire come reagisce il corpo allo zucchero. I ricercatori hanno scoperto che il consumo di sucralosio è stato associato a elevati picchi di zucchero nel sangue. Oltre che livelli di insulina più alti del 20% rispetto a chi aveva bevuto solo acqua.

I titoli in italiano delle notizie diffuse venerdì da Comunicaffè International

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mondo del caffè

MILANO – La crescita e la decrestica del mercato caffeicolo, oppure gli aggiornamenti su consumi e movimenti aziendali. TUtto questo e molto altro, nell’ultimo numero di Comunicaffè International. Ora, restituito in italiano sul sito.

Aggiornamenti, novità, analisi di mercato

Sono parecchie le notizie che abbiamo raccolto nello scorso numero del portale anglofono. Non riguardano per altro, solo il caffè.

Gli aggiornamenti si fanno sentire anche dai grandi colossi del cacao.

J.M. SMUCKER – Utili in crescita nel quarto trimestre (+25%) grazie al minor costo del caffè verde

D.E MASTER BLENDERS 1753 – Aggiornati i termini dell’offerta di Oak Leaf

AUSTRALIA – Consumi di espresso in forte espansione

MONDELEZ INTERNATIONAL – Annunciata collaborazione con il governo della Costa d’Avorio per migliorare la sostenibilità nel settore del cacao

CANADA – Imperial Coffee and Services vince il Consumer Choice Award

NUOVA ZELANDA – Cooks Food acquisirà i diritti di franchising di Esquires Coffee

BRASILE – Export di maggio in crescita secondi i dati CeCafé

VIETNAM – Vicofa vede nero (-25%) per il raccolto 2013/14

– Ancora problemi per il settore agricolo

– Difficoltà per il riconoscimento all’estero del marchio “Buon Ma Thuot”

Giungono incoraggianti aggiornamenti anche in campo di sostenibilità

COLOMBIA – Ecomill, la nuova tecnologia ecologica per la lavorazione del caffè

SOSTENIBILITA’ – Disponibili per la consultazione le norme di calcolo del carbon footprint per il caffè verde definite da Sai (Sustainable Agriculture Initiative)

Consumi – Per gli agricoltori della Cia in 5 anni tagliati 2,5 miliardi

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fuori casa

MILANO  – Negli ultimi cinque anni la spesa alimentare delle famiglie ha perso costantemente «pezzi» per colpa della crisi; lasciando così per strada in media 2,5 miliardi ogni anno.
La situazione economica del Paese, con il suo carico di oneri aggiuntivi e disoccupazione in aumento, ha costretto gli italiani a «tagliare» mano a mano il budget per la tavola. Oggi ammonta a 117 miliardi complessivi (-9,6% dal 2008).

Budget per la tavola sempre meno nutrito

E la situazione diventa sempre più drammatica con gli acquisti in quantità dei beni alimentari crollati del 6,2% tendenziale. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori commentando l’Icc di Confcommercio di aprile.

“Vuol dire – spiega la Cia in una nota – che gli italiani mangiano sempre meno. Trovandosi in una condizione di sofferenza tale da ricordare i tempi di guerra.

D’altra parte -osserva la Cia- solo nell’arco del 2012 si sono spesi quasi 270 euro in meno a famiglia per la voce «cibo e bevande».

Non solo: se fino al 2008 il budget per la tavola rappresentava più di un quarto della spesa complessiva delle famiglie. Ora questa quota è andata riducendosi fino a toccare il 19 per cento del totale.

Basta aumenti del budget per la tavola

È chiaro, quindi, che in un contesto del genere non è pensabile aumentare l’Iva al 22 per cento a partire da luglio -aggiunge la Cia.

– questo rialzo, infatti, potrebbe tradursi a fine anno in un calo ulteriore di un punto e mezzo percentuale dei consumi alimentari, già sottoterra.

Senza contare le conseguenze su vino e spumanti, birra, caffè, bevande gassate e succhi di frutta

Tutti prodotti che sono coinvolti direttamente dall’aumento dell’imposta, e per i quali i consumatori dovranno «sborsare» in totale tra i 25 e i 30 milioni di euro in più.

GERMANIA – Nestlé inizia i lavori per la costruzione dello stabilimento di Schwerin (Meclemburgo-Pomerania Anteriore) che produrrà le capsule Nescafé Dolce Gusto. Si tratta del massimo investimento mai attuato dalla multinazionale elvetica in terra tedesca (220 milioni di euro)

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Il logo Nespresso

MILANO – Costerà 220 milioni di euro il nuovo stabilimento Nestlé per la produzione delle capsule Nescafé Dolce Gusto, che sorgerà a Schwerin, nel Land di Meclemburgo-Pomerania Anteriore, a un centinaio di chilometri da Amburgo.
Si tratta del più grande investimento mai compiuto dalla multinazionale elevetica in terra tedesca.

A regime, lo stabilimento disporrà di 12 linee produttive dalle quali usciranno 2 miliardi di capsule all’anno. Circa 450 i dipendenti.

Oltre a rifornire il mercato interno, la produzione verrà esportata nei paesi scandinavi e nell’Europa dell’est.

Come riferito nelle colonne di Comunicaffè International, la cerimonia per la posa della prima pietra ha avuto luogo venerdì scorso, alla presenza dellacancelliera tedesca Angela Merkel e del ceo di Nestlé Paul Bulcke.

“Nonostante il difficile contesto economico crediamo nella forza dell’Europa – ha dichiarato Bulcke – Siamo convinti che la crescita sia possibile. Per questo investiamo non soltanto ora, ma con continuità, nel mercato europeo puntando su innovazione, tecnologie avanzate e addetti altamente qualificati”.

“Questa stabilimento – ha aggiunto – costituisce non soltanto il nostro più grande investimento in Germania. Ma anche uno dei massimi investimenti mai compiuti da Nestlé in Europa. Riflette il nostro impegno a lungo termine in Germania e la nostra profonda fiducia in un paese nel quale operiamo con successo da 110 anni.

È il terzo stabilimento del colosso

Il sito produttivo di Schwerin si aggiunge a quelli già operanti di Tutbury(Derbyshire), nel Regno Unito, e Girona (Barcellona) in Spagna.

In entrambi gli stabilimenti, Nestlé ha compiuto in questi ultimi anni investimenti ingenti per potenziare le capacità produttive.

Angola – Produzione deludente a causa della siccità

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angola

MILANO – Procede a piccoli passi la ripresa produttiva in Angola. Prima dello scoppio, alla metà degli anni ’70, di un rovinoso conflitto interno durato 27 anni, questo paese dell’Africa australe fu uno dei massimi esportatori mondiali di caffè.

Angola: la situazione

Secondo l’Istituto nazionale del caffè, il raccolto 2013 sarà di circa 15mila tonn. In linea quindi con quello dell’anno scorso. Un risultato in parte deludente da imputarsi, in primo luogo, alla siccità. Un fenomeno che ha colpito le regioni meridionali causando una grave emergenza alimentare.

La quasi trentennale guerra civile

Un conflitto che ha devastato l’Angola e ridotto l’agricoltura a una dimensione di sussistenza. Lo stato sta facendo ora il possibile per far ripartire le attività primarie e diversificare l’economia, fortemente dipendente dall’export di petrolio.

Ma mancano le infrastrutture fondamentali

A cominciare dalle arterie di comunicazione, e va ricostruito un saper fare agricolo, che si è perso dopo decenni di conflitto.

Intuendo grandi potenzialità, il colosso vietnamita Thai Hoa Viet Nam Group è sceso in campo con una joint-venture, sottoscritta lo scorso anno, con il brasiliani di JN Brazil Angola e con il partner locale N’Gola M’zamba.

Scopo dell’operazione

Riabilitare 100mila ettari di piantagioni, di qui al 2022, beneficiando anche di una linea di credito fornita dal Brasile.

Nella prima fase – di qui al 2015 – gli interventi riguarderanno un totale di 6mila ettari comportando investimenti per 15 milioni di dollari.

Il primo importante progetto pilota di recupero nel settore caffeario in Angolia

E’ stato condotto, tra il 2006 e il 2008, nella provincia di Kwanza Sul, con il coordinamento dell’Ico. A finanziarlo, oltre al governo angolano, il Fondo comune per i prodotti di base (Cfc) e altri donatori.

La consulenza scientifica è stata fornita dall’Ong inglese Cabi (Centro per la bioscienza agricola internazionale).

Nell’arco di 3 anni, il progetto ha coinvolto 13 cooperative agricole e oltre 100 associazioni

Una vasta area abbandonata è stata suddivisa in lotti di dimensioni comprese tra i 2 e i 5 ettari, che sono stati assegnati a 4mila famiglie.

Alla riabilitazione agricola si è aggiunta la ricostruzione di case, scuole e ospedali, allo scopo di ricostituire il tessuto sociale andato distrutto.

I risultati sono stati sin qui molto positivi

Questo secondo il vice direttore dell’IstitutoCasimiro Cardoso. Negli ultimi 4 anni sono state vendute 2mila tonn all’anno di caffè sul mercato interno, realizzando guadagni apprezzabili.

Secondo Cardoso, gli investimenti stranieri nel settore del caffè sono destinati a crescere in futuro. In virtù del grande potenziale economico e umano dell’Angola.