giovedì 01 Gennaio 2026
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HostMilano: per il delivery giro d’affari di 1,2 miliardi, focus e talk alla Fiera

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hostmilano
Tendenze: dal villaggio globale al village del delivery (immagine concessa)

MILANO – Al ristorante, o comunque fuori casa, certo. Ma anche, perché no, seduti sul divano, magari facendo binge watching della propria serie preferita. Sempre più spesso i consumatori alternano le uscite alle occasioni in cui scelgono di mangiare “diverso dal solito” nella comodità di casa propria.

Un mercato globale da 300 miliardi di dollari

Di conseguenza, è in forte crescita il fenomeno del delivery: secondo uno studio di Grand View Research, in Italia il mercato delle consegne di cibo tramite piattaforme digitali ha registrato un giro d’affari di circa 1,4 miliardi di dollari nel 2024 (circa 1,2 miliardi di euro) e si prevede che crescerà fino a 1,8 miliardi entro il 2030 (1,54 miliardi di euro), con un tasso di crescita annuo (CAGR) del +4,8 %. Molto più ingenti i numeri a livello internazionale.

In Europa, Renub Research stima che il mercato regionale fosse pari a circa 31,24 miliardi di dollari lo scorso anno, con un’evoluzione potenziale fino a 70 miliardi entro il 2033, a un CAGR stimato di circa il +9,4%. A livello globale, infine, il giro d’affari stimato varia, a seconda delle fonti e del perimetro considerato, tra i 150 e i 300 miliardi di dollari.

Cifre importanti in entrambi i casi, un’opportunità di business che non poteva non finire sotto la lente di HostMilano, da sempre l’hub che anticipa e accompagna i nuovi trend dell’ospitalità.

A HostMilano 2025, a Fiera Milano dal 17 al 21 ottobre prossimi, i prodotti e le soluzioni per il mondo delivery animeranno infatti un Village dedicato, all’interno dell’area Ristorazione Professionale, dove anticiperanno le loro innovazioni i top player e le più interessanti startup del settore.

Delivery: le voci dei protagonisti

“Dapprima il take away, poi lo smart working, oggi la crescita del delivery di alto target impongono un continuo adeguarsi del packaging, fornendo al mercato risposte sempre più puntuali”, esordisce Gabriele Costa di Cogepack. “In questo la tecnologia, in cui noi investiamo massicciamente, gioca un ruolo chiave: dai nuovi materiali compostabili al lavoro sugli spessori, oggi inferiori fino al 20% con la stessa qualità. Proprio a Host 2025 presenteremo una nuova famiglia di prodotti certificati per il compostaggio e il riciclaggio”.

Interviene Johnny Dell’Avanzato, direzione commerciale di Imballaggi Alimentari: “Da anni operiamo con materiali compostabili, riciclati, con carte provenienti da foreste controllate e soluzioni facilmente riciclabili. Abbiamo inoltre contribuito allo sviluppo di prodotti dal recupero tramite riciclo chimico di materiali esausti. Fondamentale l’uso di materiali completamente biodegradabili e compostabili, come l’amido di mais, il bambù e la polpa di cellulosa per la linea Bio-Eco, prodotti certificati Ok Compost e Din Certco, ma anche il riciclo della plastica”.

“Stiamo osservando una crescente attenzione verso materiali biodegradabili e compostabili certificati, che rappresentano oggi non solo un’esigenza normativa, ma anche una scelta etica condivisa da molti attori del settore food e hospitality”, conferma Veronica Sciorba di Usobio. “Noi stiamo investendo in nuove formulazioni di biopolimeri che garantiscono resistenza, compostabilità e una migliore lavorabilità industriale, valutando l’impatto ambientale di ogni fase del prodotto, dalla produzione al compostaggio”.

Conclude Andrea Zanini di Zas Trading, licenziataria del marchio SignorBio: “I trend non riguardano solo i materiali – compostabili, riciclabili, monomateriali – ma anche l’evoluzione della domanda da parte dei distributori e degli operatori del food service. C’è più attenzione alla coerenza tra quanto dichiarato e reale impatto ambientale, e una maggiore selettività. Per questo per noi la sostenibilità è un percorso concreto: certificazioni (come TÜV, DinCertco, FSC, Aticelca), ma anche un lavoro costante di semplificazione del catalogo e di selezione dei materiali. Sappiamo che il packaging deve essere sostenibile non solo per l’ambiente, ma anche per chi lo distribuisce e lo utilizza ogni giorno”.

Il modo migliore per scoprire in anteprima il futuro delle soluzioni per il delivery è assicurarsi subito il proprio biglietto per Host 2025, approfittando delle tariffe scontate Early Bird valide solo fino al 17 settembre.

Mercati: prezzi in forte ripresa, scattano i dazi Usa e intanto Pechino autorizza altre 183 aziende brasiliane a esportare caffè verso la Cina

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mercati del caffè arabica futures
crediti per la foto: PR Consulting Global

MILANO – Agosto segna una ripresa dei mercati del caffè, dopo il parziale indebolimento di luglio. Dall’inizio del mese, il contratto per scadenza settembre dell’Ice Arabica si è rivalutato del 12,8% passando dai 284,20 centesimi di venerdì 1° agosto ai 320,70 di lunedì 11 agosto. Il contratto per scadenza dicembre, che attrae ormai la parte più consistente delle contrattazioni, si è rivalutato, a sua volta, del 13,2%.

Per trovare valori più elevati dobbiamo andare a ritroso sino alla terza decade di giugno. A Londra, il contratto per scadenza novembre dell’Ice Robusta ha guadagnato, nello stesso arco temporale, il 12,4% chiudendo, sempre l’11 agosto, a 3.664 dollari. Prezzi così alti non si registravano, alla borsa inglese, da inizio luglio.

Le quotazioni risentono della perdurante incertezza legata alla situazione geopolitica, ma anche delle rese parzialmente deludenti emerse, in queste ultime settimane, nella fase finale della raccolta degli arabica in Brasile.

Un ulteriore fattore a supporto dei prezzi è il basso livello delle scorte certificate, che ammontavano, lunedì 11 agosto, ad appena 737.609 sacchi: il livello più basso da oltre 14 mesi e mezzo a questa parte

Ma andiamo con ordine. Lunedì 4 agosto, i prezzi di entrambe le borse sono tornati a salire, spinti al rialzo dalla situazione meteo in Brasile e dall’attesa per i dazi. A New York, il contratto per scadenza settembre ha guadagnato 435 punti chiudendo a 288,55 centesimi.

Nella seduta di martedì 5 agosto, è subentrato un vero e proprio rally, che spinto il contratto al rialzo di ulteriori 1.015 punti (+3,5%), a 298,70 centesimi, con un massimo di giornata nuovamente vicino alla soglia dei 3 dollari (intraday di 299,60 centesimi).

A ingenerare ulteriore tensione sui mercati, gli aggiornamenti di Somar Meteorologia, dai quali risultava che il Minas Gerais, massimo stato produttore di arabica del Brasile, aveva registrato, la settimana precedente, precipitazioni pari ad appena il 31% della quantità normale in questo periodo dell’anno.

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Rivoluzione a New York: dall’8 settembre scatta il nuovo contratto AC, con quotazione in dollari per tonnellata metrica

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mercati del caffè robusta futures Eudr arabica esportazioni Brasile export prezzi borsa Vietnam meteo
Il logo dell'Ice

MILANO – Conformemente a quanto già annunciato lo scorso 29 maggio, l’Ice Futures U.S. ha reso noti i dettagli e le specifiche del nuovo contratto Coffee “C” Metric per futures e opzioni, nella nuova metrica espressa in dollari per tonnellata, che sostituirà l’attuale quotazione in centesimi per libbra dell’Ice Arabica. Il lancio avverrà lunedì 8 settembre 2025: le prime scadenze del nuovo contratto saranno maggio 2028, luglio 2028 e settembre 2028.

Il nuovo contratto futures Coffee “C” Metric (simbolo: AC) seguirà le stesse procedure di consegna e i medesimi standard di certificazione dell’attuale contratto Coffee “C” (KC) comprendendo le moderne pratiche di magazzinaggio e gli standard metrici internazionali.

Contemporaneamente, la borsa inizierà anche a quotare i contratti di opzione sui futures. Le opzioni mensili disponibili per la contrattazione, a partire dall’8 settembre 2025, saranno: maggio 2028, luglio 2028 e settembre 2028.

La quotazione per opzioni seriali, Calendar Spread e opzioni settimanali avverrà con il ciclo di quotazione consueto.

La dimensione del contratto sarà di 10 tonnellate metriche

La quotazione avverrà in dollari Usa per tonnellata metrica, con variazione minima di prezzo di 1 dollaro (10 dollari per contratto). Le scadenze rimarranno marzo, maggio, luglio, settembre e dicembre.

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Luckin Coffee: una nuova trimestrale da record, così i dazi di Trump potrebbero favorire il mercato cinese

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Luckin Coffee Brasile cina
Il logo di Luckin Coffee

MILANO – L’annuncio che i dazi di Trump al 50% contro i prodotti brasiliani si applicheranno anche al caffè non ha fatto tremare i futures degli arabica e dei robusta, che hanno chiuso ieri, giovedì 31 luglio, con variazioni contenute. A New York, il contratto per scadenza settembre ha guadagnato 240 punti chiudendo a 295,80 centesimi.

Londra ha perso marginalmente sulle scadenze più ravvicinate.

Settembre è arretrato di $10, a 3.401 dollari; novembre, che attrae ormai la parte più consistente delle contrattazioni, di $14, a 3.331 dollari.

La potente associazione degli esportatori di caffè del Brasile (Cecafé), di cui pubblichiamo ogni mese le statistiche sull’export, dichiara intanto di essere in costante contatto con le associazioni statunitensi (in particolare, la National Coffee Association) nell’intento di ottenere l’inclusione del caffè nella lista dei prodotti esenti da dazi.

Cecafé ricorda che il caffè brasiliano rappresenta oltre il 30% del mercato nord americano. Gli Usa sono la principale destinazione dell’export di caffè del Brasile, con una quota pari al 16% degli imbarchi.

Le tariffe al 50% ricadrebbero in ultima istanza sul consumatore statunitense causando irragionevoli rincari e inflazione, conclude Cecafé, che spera di evitare perlomeno i dazi aggiuntivi del 40% contenendo le tariffe al 10%.

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Centro Studi Fipe-Confcommercio: 9,3 miliardi per la spesa degli italiani fuori casa ad agosto

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Fipe (foto dal sito)
Fipe (foto dal sito)

ROMA – Con l’arrivo di agosto, tradizionalmente il mese delle vacanze per la maggior parte degli italiani, si assisterà al cambiamento negli stili di vita e nei comportamenti alimentari. Anche per coloro che non faranno vacanze – due italiani su tre – agosto rappresenta il periodo nel quale concedersi qualche distrazione e consumare più spesso un pasto fuori dalle mura domestiche: dall’aperitivo alla cena in pizzeria o al ristorante, passando per la colazione al bar.

Secondo le stime del Centro Studi di FIPE-Confcommercio, infatti, la spesa degli italiani per i consumi fuori casa nel mese di agosto 2025 raggiungerà i 9,3 miliardi di euro

Tra i luoghi di consumo preferiti, i bar e i ristoranti rappresenteranno le scelte principali, con una spesa rispettivamente di circa 1,8 e 5,4 miliardi di euro, cifra che sale a 6 miliardi includendo anche la ristorazione veloce.

In aggiunta, i take away e gli street food assorbiranno circa 900 milioni di euro, mentre gelaterie e discoteche si spartiranno 100 milioni di euro ciascuno. Inoltre, agosto è anche il mese in cui si svolgono sagre e fiere, eventi per i quali gli italiani spenderanno 500 milioni di euro.

Le principali voci di spesa per i consumatori italiani riguarderanno la cena, con una spesa di 4,9 miliardi di euro, seguita dal pranzo, che inciderà per 2,4 miliardi di euro,valori che considerano complessivamente i consumi, anche quelli fatti in luoghi diversi dai ristoranti.

Gli aperitivi assorbiranno 600 milioni di euro, una cifra identica sarà destinata alla colazione al bar, mentre i break di metà giornata e il dopo cena vedranno una spesa attorno ai 400 milioni di euro ciascuno.

“Scoprire che bar e ristoranti – dichiara Lino Enrico Stoppani, Presidente di FIPE-Confcommercio – rappresentano un’importante voce di spesa per i consumi estivi degli italiani non è una sorpresa, ma la conferma che queste imprese sono parte integrante dello stile di vita delle persone, sia nei luoghi di vacanza che di residenza. Le nostre imprese, grazie all’impegno e alla professionalità di migliaia di lavoratori, accompagnano la quotidianità degli italiani, favorendo convivialità e condivisione sulle quali rafforzare anche i rapporti umani e rendere il Paese ancora più attrattivo ed ospitale”.

Cristina Scocchia, illycaffè, sui dazi statunitensi: “Duro colpo per le imprese tuttavia è inevitabile la ritirata strategica dell’Europa”

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Cristina Scocchia illycaffè
Cristina Scocchia, amministratore delegato illycaffè

RIMINI – Cristina Scocchia, amministratore delegato dell’azienda illycaffè, in occasione del meeting di Rimini, si è pronunciata riguardo la strategia del marchio sui dazi statunitensi e la continua tensione che si respira nel mercato del chicco. Leggiamo di seguito le sue dichiarazioni.

Dazi: duro colpo per le imprese ma la ritirata strategica dell’Europa era inevitabile

Scocchia: “illycaffè sviluppa il 20% del proprio business negli Stati Uniti, che rappresentano il secondo mercato per l’azienda a livello mondiale dopo l’Italia. Assorbire i dazi al 15% comporterà una compressione significativa dei margini ma la ritirata strategica dell’Europa era inevitabile.

L’accordo tra Usa e Ue sui dazi al 15% non è una vittoria né un pareggio, ma non è una neanche una disfatta perché si è evitata una guerra commerciale che avremmo comunque perso. Le forze in campo sono molto diverse.

Da una parte, abbiamo gli Stati Uniti, che sono uno Stato, con una leadership politica chiara, con indipendenza energetica, militare e tecnologica.  Noi invece, dall’altra parte, abbiamo un’Europa che non è uno Stato, ma è tanti Stati insieme spesso con interessi divergenti e con una governance ancora poco chiara e farraginosa, senza una leadership forte e condivisa.

In più non siamo indipendenti dal punto di vista energetico, dal punto di vista militare e della difesa e dal punto di vista della tecnologia, soprattutto quella digitale e dell’intelligenza artificiale; quindi, è ovvio che se le forze in campo sono così dispari bisogna anche essere razionali e ripiegare in maniera pragmatica e ordinata.

È importante proteggere non solo il nostro business, ma anche quella partnership politica e valoriale che lega le due anime dell’Occidente e che sarebbe stata compromessa da una guerra commerciali”.

Risposta ai dazi: crescere in Europa con regole condivise e una visione per rilanciare la competitività

“In un contesto globale sempre più instabile e competitivo, l’Europa deve mettere in comune risorse e visione strategica per affrontare le grandi sfide del nostro tempo: autosufficienza energetica, difesa comune e innovazione tecnologica.

Serve una politica industriale strutturata, per recuperare il terreno perso nelle nuove tecnologie e sostenere i settori tradizionali.

Ci preoccupiamo, giustamente, dei dazi introdotti dagli Stati Uniti ma la vera complessità è già dentro l’Europa: basta confrontare le regole di Spagna, Francia, Italia che sono spesso sovrapposte, contraddittorie e diversificate tra Paesi, scoraggiando l’innovazione e la crescita. La frammentazione normativa equivale a un dazio interno del 45% sui beni e 110% sui servizi.

Serve semplificare il quadro normativo e promuoverne l’armonizzazione e, se l’Europa è davvero seria riguardo alla costruzione di un vero mercato interno, l’allineamento fiscale non è un lusso: è una necessità.

Nessuno si aspetta un’armonizzazione delle aliquote dall’oggi al domani ma la concorrenza fiscale interna che ha permesso a Stati membri come Irlanda, Paesi Bassi e Lussemburgo di operare come paradisi fiscali di fatto, deve cessare. Infine, serve ridurre il costo dell’energia e promuovere un più equilibrato rispetto al Green Deal e ad alcune regolamentazioni europee (i.e.UDR)”.

Tensioni nel mercato del caffè tra dazi e crescita esponenziale del costo della materia prima

“Il mercato del caffè continua a vivere una vera e propria “tempesta perfetta”. Il prezzo della materia prima, il caffè verde, si mantiene su una quotazione molto alta – intorno ai 380 centesimi per libra- tre volte la media storica. Le cause sono molteplici: i dazi del 50% imposti dagli Stati Uniti sulle importazioni brasiliane stanno riducendo l’offerta di caffè sul mercato americano, dove circa un terzo del caffè non tostato proviene dal Brasile. A questo si aggiungono condizioni climatiche sfavorevoli nei Paesi d’origine della materia prima, come ad esempio i danni causati dalla recente gelata nel Cerrado e le preoccupazioni meteorologiche legate alla mancanza di pioggia in Brasile.

Il costo medio della tazzina al bar attualmente in forte crescita (+19% rispetto al 2021 e +3,4% rispetto al 2024), presenta grande disparità tra città: Benevento e Bolzano si attestano a circa 1,5 €, mentre Catanzaro a 1,00 €. Si prevede che il persistente trend rialzista della materia prima possa causare un ulteriore aumento“.

Dazi Usa, Anima Confindustria: “I termini dell’accordo creano un clima di incertezza”

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anima ucimac dazi
Il logo di Anima l'associazione di Confindustria cui aderisce anche l'Ucimac, i costruttori di macchine per caffè professionali

MILANO – “I termini dell’accordo tra Usa e Ue creano un clima di incertezza che rischia di far perdere, a tutta la meccanica italiana ed europea, una quota di fatturato non indifferente nei prossimi mesi, anche per effetto della svalutazione del dollaro”. Queste le parole del presidente di Anima Confindustria, Pietro Almici, che ricorda l’importanza degli Usa per l’industria meccanica italiana.

Nel 2024 gli Stati Uniti sono emersi come la principale destinazione per l’export dei settori rappresentati da Anima Confindustria, con un fatturato di circa 4,4 miliardi di euro.

Tuttavia, i termini dell’accordo tra Usa e Ue – che prevedono anche un impegno, da parte dell’Europa, di investimenti per centinaia di miliardi di euro a favore degli Stati Uniti –, oltre a essere penalizzanti per molti settori industriali europei, prevedono un iter che sta sollevando preoccupazioni rilevanti per la salute e la competitività del nostro mercato.

“In aggiunta all’introduzione di dazi così elevati – prosegue Almici – la nostra preoccupazione è che gli investimenti previsti dall’accordo, a cui l’Europa sarà chiamata a far fronte, potrebbero distogliere risorse a supporto dell’industria europea e gravare come costo per le imprese, frenando la crescita di alcuni settori. Come se non bastasse, ad oggi, il disallineamento comunicativo tra istituzioni americane ed europee sull’argomento non rende pienamente comprensibili i termini dell’accordo”.

Almici aggiunge: “In questo momento, possiamo dire con certezza che le nostre aziende perderanno quote di mercato negli Usa, ma è difficile fare una stima precisa; l’ufficio Studi Anima monitorerà l’impatto che le misure attuate dall’amministrazione statunitense avranno sul sistema industriale italiano, in particolare per i settori che rappresentiamo”.

Va, infatti, considerato che tali misure possono avere un effetto a catena sull’intero sistema produttivo italiano, influenzando non solo i produttori diretti di acciaio e alluminio, ma anche i numerosi settori che dipendono dalla meccanica.

“Se, da un lato – dichiara il presidente Almici – è fondamentale lavorare per garantire un dialogo costruttivo con gli Stati Uniti, al fine di trovare soluzioni che favoriscano la cooperazione e la competitività reciproca, dall’altro dobbiamo ricordarci di tutti quei mercati emergenti che oggi sono di grande interesse per la meccanica italiana. In questo senso, il trattato tra Ue e Mercosur potrebbe rappresentare una grande opportunità per tutto il comparto manifatturiero. L’industria meccanica italiana è pronta a contribuire attivamente alla definizione di strategie che possano mitigare gli effetti di queste politiche protezionistiche, anche rafforzando la presenza su altri mercati”.

Gelato: Germania si conferma leader in Europa per produzione con 607 milioni di litri nel 2024

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gelato cono bari garda sardegna mostra milano pupo
Un cono gelato (immagine: Pixabay)

La Germania si è confermata il principale produttore di gelato in tutta l’Unione Europea, con una produzione di 607 milioni di litri nel 2024. Francia (501 milioni di litri) e Italia (492 milioni di litri) seguono al vertice. Leggiamo di seguito l’articolo completo pubblicato sul portale d’informazione Agroalimentare News.

La produzione del gelato in Europa

ROMA – Nel 2024, l’Unione europea ha prodotto 3,3 miliardi di litri di gelato, con un aumento del 2% rispetto al 2023 (3,2 miliardi di litri). La Germania si è confermata il principale produttore di gelato nell’Ue, con una produzione di 607 milioni di litri nel 2024. Francia (501 milioni di litri) e Italia (492 milioni di litri) seguono al vertice.

L’elenco dei principali produttori include anche Spagna (378 milioni di litri) e Polonia (298 milioni di litri).

Rispetto al 2023, tra questi 5 Paesi dell’Ue, solo la Polonia ha registrato un aumento della produzione, pari al +29%. La Francia ha registrato un calo del 12%, l’Italia del 7%, la Spagna del 6% e la Germania ha registrato un leggero calo dell’1%.

Tuttavia, la produzione di gelato è aumentata in più paesi dell’UE rispetto a quanto sia diminuita, con conseguente aumento complessivo della produzione.

Altri aumenti significativi sono stati registrati in Belgio (+35%), Bulgaria (+19%) e Repubblica Ceca (+15%).

 

Lifestyle: al gelato la medaglia d’oro dei peccati di gola dell’estate

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Il gelato in cima alla classifica (immagine concessa)

MILANO – L’Italia non è solo la patria della pasta e della pizza. Il classico menù estivo italiano, infatti, non può che concludersi con il più amato dei dolci: il gelato. Secondo un recente sondaggio di Ipsos, condotto per Magnum, è infatti proprio il gelato il primo dei vizi di cui gli italiani proprio non possono fare a meno durante le vacanze estive (ma non solo).

In un Paese dove appunto la cucina è il vero punto di orgoglio di un’intera nazione, su un campione di 338 italiani intervistati, ben il 65% (praticamente 7 su 10) ha confermato che il gelato è – e resta – il principale “tasto dolente” della dieta mediterranea.

D’estate si può rinunciare a un buon bicchiere di vino, a una pizza con gli amici o a una ricca insalata ma non si può rinunciare alla freschezza di un gelato che per oltre la metà degli intervistati resta comunque anche una valida alternativa a un pasto completo.

In vetta alla top five, dopo il gelato che appunto si piazza al primo posto, troviamo la pizza con il 18% che si è posizionata sul secondo gradino del podio, seguita da una gustosa grigliata di carne (3° con l’11%). A parimerito, con il 3% ciascuna, la freschissima caprese e la classica insalatona estiva chiudono la graduatoria in fondo alla top 5.

“I dati del consumo del gelato sono in continua crescita soprattutto in Italia, ma anche nel resto d’Europa: un trend che vede il gelato essere al primo posto tra le scelte dei consumatori. Dati e numeri importanti di un mercato ormai consolidato nel Vecchio continente e che ci porta a sperimentare nuovi sapori e a sfidare i confini del gusto” ha evidenziato Stefania Mauri, direttrice marketing Italia.

Un dato che, come confermato anche dalle analisi di mercato di IndexBox, non lascia dubbi. Nel 2024, infatti, nell’intera Unione europea sono state consumate circa 1,9 milioni di tonnellate di gelato, con un aumento del 2,6% rispetto al 2023.

I Paesi con i maggiori volumi di gelato, lo scorso 2024 sono stati Germania (285mila tonnellate), Francia (280mila tonnellate) e Italia (261mila tonnellate), che insieme rappresentano il 44% del consumo totale. Spagna, Paesi Bassi, Portogallo, Belgio, Polonia, Romania e Repubblica Ceca sono rimasti leggermente indietro, rappresentando insieme un ulteriore 34%.

“E’ proprio in questa direzione che abbiamo lanciato le due versioni estive del nostro iconico gelato Magnum che vogliono essere due viaggi che permettono di superare i confini del piacere – hanno aggiunto all’unisono Chiara Grillo, digital marketing e media lead Algida Italia e Simona Mantovani, Magnum platform manager – Entrambe le versioni sono realizzate con una tecnologia unica e nuova nel panorama, quella del gelato marmorizzato, che porta l’esperienza di Magnum ad un livello superiore. Effetto visivo sorprendente, nessun morso uguale all’altro, un equilibrio che esalta entrambi i sapori”.

Inoltre: “Il primo, Magnum Utopia Double Nocciola, è un’esperienza di gusto che coinvolge tutti i sensi. Cremoso gelato marmorizzato alla nocciola e mandorla caramellata avvolto da una salsa di nocciola salata e ricoperto dall’iconico croccante cioccolato bianco Magnum con pezzi di mandorle, pistacchi e nocciole caramellizzati. Il secondo, Magnum Utopia Double Amarena, è invece un itinerario all’insegna del sapore. Gelato marmorizzato al ribes nero e lampone, con una deliziosa salsa all’amarena, il tutto ricoperto dall’iconico croccante cioccolato al latte Magnum, con croccanti cristalli di zucchero al gusto di frutti rossi”.

Ecco, quindi, di seguito la top 5 dei peccati di gola estivi più amati dagli italiani individuati da Ipsos:

• Gelato (65%);
• Pizza (18%);
• Grigliata di carne (11%);
• Caprese (3%);
• Insalata (3%).

La scheda sintetica di Magnum Utopia

Magnum Utopia abbandona la dimensione reale. Già dal primo morso, infatti, dà vita a un’esperienza che porta in un mondo parallelo, superando i confini del piacere e raggiungendo il suo massimo potenziale. Un vero e proprio viaggio che punta a un’esperienza di gusto multisensoriale che va oltre ogni immaginazione.

Magnum Utopia Double Nocciola ed Amarena: due viaggi diversi ma ugualmente sorprendenti. Il primo percorso inizia con un cremoso gelato marmorizzato alla nocciola e mandorla caramellata avvolto da una salsa di nocciola salata e ricoperto dall’iconico croccante cioccolato bianco Magnum con pezzi di mandorle, pistacchi e nocciole caramellizzati.

Il secondo è invece un itinerario all’insegna del sapore. Gelato marmorizzato al ribes nero e lampone, con una deliziosa salsa all’amarena, il tutto ricoperto dall’iconico croccante cioccolato al latte Magnum, con croccanti cristalli di zucchero al gusto di frutti rossi.

Matteo Beluffi a Milano, con l’Hub dedicato alla comunicazione delle aziende, con caffetteria specialty e non solo

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matteo beluffi
L'angolo caffetteria (foto concessa)

MILANO – Matteo Beluffi ha novità sul territorio milanese con uno spazio pensato in primis per la creazione di contenuti social aziendali in cui è stato ricreato un bar per i contenuti di OLTRE e non solo. Un luogo suddiviso in caffetteria specialty, una parte home barista con un angolo mixology e una cucina da casa per sviluppare i contenuti di pasticceria legati a IN-VECE dell’uovo.

Beluffi avvia un locale su strada, chiuso al pubblico

L’Hub disposizione degli operatori (foto concessa)

“Nato anche come HUB di incontro e ispirazione per il futuro, un punto di riferimento del mondo vegetale per professionisti del settore come baristi, pasticceri, aziende o imprenditori con i quali condividiamo visione e ricerca o che sono semplicemente interessati ai progetti che stiamo portando avanti per Horeca e Industria.

Lo spazio dall’interno (foto concessa)

Diamo quindi la possibilità, su appuntamento, di conoscerci, scoprire e degustare sia il mondo vegan applicato alla pasticceria, con focus su IN-VECE dell’uovo, sia la linea specialty di OLTRE Specialty Coffee.

Lo spazio si presta anche per collaborazioni aziendali del mondo food & beverage o attrezzature attraverso la creazione di contenuti ad hoc che rispecchiano i nostri valori.

Per poter esplorarlo e chiedere ulteriori informazioni, è possibile contattare Matteo Beluffi all’indirizzo beluffi.m@belcosrl.com