mercoledì 14 Gennaio 2026
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International Coffee Tasting porta in gara anche caffè solubili, concentrati e bevande ready-to-drink

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Carlo Odello, presidente di Iiac (immagine concessa)

MILANO – L’edizione 2025 di International Coffee Tasting porta con sé un’importante novità: la possibilità di iscrizione per caffè solubili, concentrati e bevande ready-to-drink. La scommessa di Iiac – International institute of coffee tasters è quella di rispecchiare la continua evoluzione del mondo del caffè e accogliere le categorie che si stanno facendo largo in questo settore.

Secondo un report di Mordor Intelligence, il mercato del caffè istantaneo conta di raggiungere i 49 miliardi di dollari entro il 2030: nell’area Asia-Pacifico già rappresenta una quota di mercato rilevante (42% nell’anno 2024), in India invece rappresenta il 65% del consumo totale, mentre in Sud America sta vivendo una crescita sempre più rapida, con il Brasile che da produttore sta diventando un importante mercato di consumo. In particolare, il caffè solubile, sempre secondo Mordor Intelligence, raggiungerà una quota di mercato pari a 4 miliardi di dollari entro il 2030. La facilità di consumo è una linea guida chiave per comprendere la crescita di queste categorie di prodotto.

“Già nel 2024 abbiamo introdotto il caffè solubile, quello concentrato e le bevande ready-to-drink nelle categorie dell’edizione cinese del nostro concorso, poiché è proprio in Asia che questi prodotti si stanno affermando con sempre maggiore forza – ha affermato Carlo Odello, presidente di Iiac – Da quest’anno abbiamo aperto l’accesso anche ai prodotti pensati per il mercato italiano e per quello europeo, entusiasti di allargare il campo di azione del concorso che organizziamo da quasi vent’anni”.

Naturalmente anche per le nuove categorie di prodotto varranno le regole del concorso più esigente sul mercato: massima trasparenza del metodo di valutazione più completa, applicazione di rigide regole di analisi sensoriale e una stretta validazione statistica dei dati forniti da giudici sensoriali, che operano sempre alla cieca.

International Coffee Tasting 2025 si terrà dal 18 al 20 novembre 2025, il regolamento e la domanda d’iscrizione sono disponibili a www.internationalcoffeetasting.com

La scheda sintetica di Iiac – International institute of coffee tasters

Iiac – International institute of coffee tasters è un’associazione senza fini di lucro che vive delle sole quote sociali. È stato fondato nel 1993 con l’obiettivo di mettere a punto e diffondere un metodo scientifico per l’assaggio del caffè.

Dalla sua fondazione Iiac ha svolto centinaia di corsi ai quali hanno partecipato 13.000 allievi da più di 40 paesi nel mondo. Il manuale Espresso Italiano Tasting, edito in italiano e in inglese, è stato tradotto in spagnolo, portoghese, tedesco, francese, russo, giapponese, cinese, coreano e tailandese. IIAC è dotato di un importante comitato scientifico che pianifica la ricerca per garantire l’innovazione del settore: ne fanno parte docenti universitari, tecnici e professionisti. Ha inoltre filiali dirette in Cina, Corea e Giappone. Maggiori informazioni a www.iiac.coffee.

La torrefazione Caffè Negro nel mirino dei ladri: escalation di furti

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La sirena della polizia (immagine: Pixabay)

Secondo una prima ricostruzione, i malviventi avrebbero sradicato la finestra basculante rimuovendo le cerniere per introdursi nell’esercizio di Caffè Negro. Purtroppo questo non risulta il primo episodio ai danni della torrefazione. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Giovanni Fiorentino per La Nazione.

Il furto a Caffè Negro

CAPRAIA E LIMITE (Firenze) – Escalation di furti a Capraia e Limite. Dopo il blitz nell’azienda del gruppo Fralex e Mac Autoadesivi, la notte scorsa i soliti ignoti hanno fatto visita all’azienda Caffè Negro.

Il colpo sarebbe avvenuto tra le 23.15 di domenica e la mezzanotte e mezza di lunedì, quando un dipendente del ristorante Lowengrube, accanto all’azienda, ha notato una finestra laterale del negozio aperta e ha immediatamente avvertito i titolari di Caffé Negro.

Secondo una prima ricostruzione, i malviventi avrebbero sradicato la finestra basculante rimuovendo le cerniere per introdursi nell’esercizio.

“La guardia giurata era passata intorno alle 23 ed era tutto in ordine – raccontano dalla Caffè Negro – I ladri sono entrati dalla finestra, e una volta dentro hanno raggiunto gli uffici e il negozio, rovistando nei cassetti e portando via i contanti presenti nel registratore di cassa e altri soldi dei distributori automatici”. Purtroppo non è il primo episodio ai danni della nota torrefazione.

Per leggere la notizia completa basta cliccare qui

Enzo Spisni, nutrizionista fa luce sul caffè ai funghi: “Facciamo attenzione a definirlo superfood”

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Enzo Spisni (foto concessa) caffè ai funghi
Enzo Spisni (foto concessa)

MILANO – Enzo Spisni torna su queste pagine nel suo ruolo di Professore associato presso il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, per cercare di fare luce su un prodotto ultimamente di tendenza: il caffè ai funghi, definito da tante aziende come un superfood dagli effetti benefici per l’organismo e, soprattutto, una valida alternativa all’espresso più comune se si vuole limitare l’assunzione di caffeina – che in questo caso si riduce circa di un terzo -.

Spisni, innanzitutto, forse si dovrebbe partire da che cosa si intende esattamente per superfood e perché i funghi sono finiti in questa categoria?

Spisni: “Sull’argomento ho avuto proprio l’occasione di presentare alla SINU (Società Italiana di nutrizione Umana) una relazione che si interrogava sul fatto se esistano o meno i cosiddetti superfood. Il punto è che quelli che pensiamo lo siano non ricadono in realtà in questa categoria, anzi si potrebbe dire al contrario che non ci sono al momento prove scientifiche per inserirli in questo ambito.

Le uniche prove documentate di alimenti che hanno un impatto concreto sul rischio di ammalarsi e sull’allungamento della vita, riguardano la frutta secca come noci, mandorle, nocciole. I dati ci dicono che questi sono oggi l’unico superfood che esiste, teoria rafforzata dai risultati di vari trial e studi condotti negli anni su un vasto pubblico.

Tutto il resto, no: sono presunti, supposti, creduti, come appunto i funghi, senza però poter contare su indagini conclusive a riguardo. Su PubMed non mancano certo gli studi, ma non esistono dei trial clinici controllati né degli studi epidemiologici, che coinvolgano un numero rappresentativo di soggetti.

Definirli quindi superfood deriva fondamentalmente da tre fatti: i funghi sono interessanti in quanto composti da elementi che hanno degli effetti sull’asse intestino-cervello e con alle spalle una lunga tradizione di medicina orientale che ne ha esaltato le caratteristiche. Sono stati quindi molto utilizzati in campo curativo e tra i vari integratori alimentari, ora rappresentano quasi una novità in Occidente e pertanto sono potenzialmente interessanti per il mercato.

Ci sono aziende e startup nate esclusivamente attorno alla produzione di funghi o alla loro commercializzazione come ingredienti di integratori. Detto questo, osservando i prodotti innovativi premiati nelle varie fiere del settore, non c’è tanta offerta a disposizione del consumatore più consapevole.”

Spisni: “La scienza non ha mai definito esattamente cosa sia il superfood. Questa denominazione nasce piuttosto sotto la spinta del mondo pubblicitario.”

“Se per superfood si intende un qualcosa che cambia le prospettive di vita e di malattia, allora la sola risposta che abbiamo oggi ricade sulla frutta secca.

Se invece si è alla ricerca di proprietà particolari, come quella antiossidante, la presenza di molecole immuno-modulanti di cui i funghi sono particolarmente ricchi (beta-glucani e glicoproteine che stimolano il sistema immunitario), allora il discorso può essere impostato diversamente.”

In che modo il caffè con i funghi può risultare un’alternativa al caffè tradizionale ed è un discorso valido per tutti i funghi?

“Ci sono due problemi alla base: non tutti i funghi sono uguali e bisogna quindi cercare quelli che vanno abbinati al caffè, ovvero quelli che abbiano un effetto sulla stanchezza. Il Cordyceps (Cordyceps sinensis) è tra quelli più gettonati e, mescolato, può comportare una diminuzione della polvere del caffè e quindi della caffeina contenuta nella tazzina, sostituendola con diverse molecole come proteine, vitamine del gruppo B e vitamina D2 (una forma vegetale meno attiva della D3), e trealosio, uno zucchero particolare presente nei funghi.

Mancano però le prove scientifiche che certificano che effettivamente, aggiungendo i funghi si ottenga un benessere superiore dal caffè. Siccome la caffeina ha un effetto leggermente irritante sull’intestino, anche se chiaramente non su tutti gli individui, l’aggiunta di estratti di funghi potrebbe moderare questo effetto indesiderato del caffè. Per cui, soltanto in questi soggetti particolarmente sensibili, il fungo può essere di supporto.

Detto questo, da un punto di vista salutistico, non trovo la differenza tra l’aggiunta di un fungo o della curcuma o di altri estratti di piante, se non a livello gustativo. Anche la curcuma, infatti, agisce molto bene sull’asse intestino-cervello. La spiegazione più probabile, è che il fungo rappresenta ancora una novità ed ha un sapore più compatibile con il caffè. Poi esistono una decina di funghi considerati terapeutici e ciò permette di creare linee più diversificate.

Oltre al Cordyceps, il Ganoderma o Reishi (Ganoderma lucidumo), il Lion’s Mane (Hericium erinaceus), il Chaga (Inonotus obliquus) e il Turkey Tail (Trametes versicolor), sono i più usati dalle aziende di integratori (e di caffè).

Tuttavia mancano studi clinici strutturati a dimostrazione delle loro proprietà, soprattutto a causa dei costi elevati (si parla di 150-300mila euro per singolo studio). Nessuna azienda investe in assenza di brevetti che assicurino la titolarità dei risultati.

Altro aspetto da considerare e che da consumatore bisognerebbe tener d’occhio sia la provenienza sia la filiera produttiva dei funghi, che nel 99% dei casi è asiatica (molto spesso Cinese).

Mi è capitato di svolgere delle analisi su materie prime per integratori alimentari che arrivano da Cina o India, da supply chain totalmente incontrollate, e di trovare troppi contaminanti, a volte anche al di sopra dei limiti di legge in Europa.

Ricordiamo che i funghi assorbono molte sostanze tossiche dal terreno (incluso i metalli pesanti) e quindi bisogna fare attenzione a quello che contiene oltre ai suoi naturali principi attivi.

Infine, nella medicina tradizionale cinese si usavano i funghi polverizzati, noi invece ne ricaviamo degli estratti che possono concentrare ulteriormente anche gli inquinanti presenti nei funghi.

Il problema è che attualmente non ci sono dei controlli rigorosi: nell’industria degli integratori tendenzialmente le aziende si autocertificano. La legge permette di acquistare la materia prima con un certificato di origine per poi rivenderla con lo stesso documento, magari ottenuto da laboratori sconosciuti e fatto su un lotto precedente, diverso da quello venduto. Purtroppo, non tutte le aziende ripetono analisi aggiornate.

C’è poi una parte allergizzante dei funghi: attenzione perché alcuni soggetti sono allergici o lo diventano solitamente dopo averli mangiati in quantità. Ultimo elemento di rilevo: un estratto ben fatto di funghi costa più del caffè classico e quindi le imprese che solitamente cercano di risparmiare, possono scegliere materie prime di minore qualità per preparare il caffè ai funghi.

In sintesi, quindi, se qualcuno pensa di fare micoterapia bevendo il caffè ai funghi, sta sbagliando. La micoterapia si fa seguiti da un medico esperto di fitoterapia, con dosi giuste e adattate al paziente, e soprattutto con il fungo giusto.

Quali sono le modalità per ottenere una bevanda energizzante?

“Normalmente si ottengono degli estratti ovvero, si prende il fungo, lo si macera in acqua (anche calda) per diverse ore, poi si filtra e si liofilizza. A volte si può utilizzare anche l’etanolo per l’estrazione. La liofilizzazione (o altri processi simili) permettono di ottenere una polvere secca ma solubile in acqua che può essere inserita nei caffè appunto, sia quelli solubili che quelli macinati da inserire in qualsiasi tipo di macchina, dalle capsule, alle cialde o alla moka: in qualsiasi sistema in cui passa l’acqua calda.”

Il caffè al ginseng nei bar sì, ma il caffè ai funghi ancora non c’è

Spisni: “Può darsi che arriverà, ma per il momento si trova in vendita solo nei negozi specializzati. Pensando ad un estratto di fungo, non altera molto il sapore del caffè. Teoricamente è un abbinamento interessante da un punto di vista organolettico, anche se non dal punto di vista medicamentoso. Personalmente, non credo sia una tendenza rappresentativa per il prossimo futuro”.

Gianluigi Goi: quando una teiera da tè non è soltanto un oggetto, nel racconto fantastico di Loredana Lipperini dell’Osservatore Romano

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La teiera cinese (ILLUSTRAZIONE DI GIULIA CULICCHIA - OSSERVATORE ROMANO 12 LUGLIO 2025)

Gianluigi Goi è un nostro lettore nonché giornalista di fama riconosciuta; è affezionato a queste pagine alle quali, con la sua lunghissima esperienza e il suo punto di vista, ha contribuito diverse volte proponendo contenuti sempre intriganti. In questa occasione, Goi parla della teiera cinese comparsa sui Racconti del Sabato dell’Osservatore Romano.

La teiera cinese

di Gianluigi Goi

“Martina, ormai donna più che matura, una figlia come tante alle prese con le incombenze ineludibili e a dir poco problematiche di quello che arriva a definire, in freddo ed urticante burocratese “, l’esercizio del distacco” avendo perso da poco l’anziana madre, è la protagonista del Racconto del Sabato “Il servizio buono” di Loredana Lipperini (Osservatore Romano 12 luglio 2025).

L’autrice – la scrittrice, esperta di letteratura fantastica, giornalista e ben nota conduttrice radiofonica (fra l’altro voce storica dell’iconica trasmissione Fahrenheit di Radio 3) – Loredana Lipperini (1956) la descrive molto confusa, indeterminata sul da farsi ed anche un poco annoiata quando ”trova il Servizio Buono in cantina, in cima allo scaffale. E’ in una grande scatola di velluto azzurro .. incartato in un vecchio giornale: tazze da tè di porcellana cinese, delicate come un fiocco di neve, decorate con pallidi fiori di ciliegio”.

Martina ne rimase sorpresa e per il vero non del tutto contenta: “in effetti non l’aveva più visto negli ultimi tempi delle sue visite alla madre. Si rimprovera di non averci fatto caso” e si interroga, fra il serio e il dubbioso, se un qualche spiritello birichino, magari uno yokai giapponese, non ci abbia messo le sue zampine silenziosissime ed altrettanto morbide.

In ogni caso “scende dalla scala con la scatola fra le braccia, la posa in salone, la apre di nuovo. Ecco la teiera, le sei tazzine, i piattini, la zuccheriera. Sfiora – quasi avesse il timore di farle male – il bordo di una tazzina con l’indice”.

E qui scatta, quasi per magia, il ricordo di una leggenda crudele che aveva letto, bambina: .. “(ai tempi) l’Imperatore della Cina vuole mille piatti perfetti per la Festa del Cielo, ma dalla fornace, misteriosamente, escono solo porcellane macchiate e scheggiate. I saggi dicono che il fuoco ha bisogno di purezza per fare il suo lavoro: così, mentre tutti si disperano, una fanciulla di nome Li Hua decide di donare quel che ha, sé stessa, alle fiamme. I piatti per la Festa del Cielo furono fra i più belli mai creati, e Li Hua divenne la Dea che protegge la porcellana e le arti. Martina fa una smorfia, ricordando le lacrime che aveva versato per la sorte di Li Hua. Forse aveva detestato il Servizio Buono anche per quello, e una volta ragazza aveva preso in giro la madre perché lo teneva in una vetrinetta senza mai usarlo per evitare di romperlo”.

A questo punto, dall’indeterminabile come in sogno o forse dal subconscio della figlia, si fa sentire la Madre che racconta la “Storia Grande”: .. “era una ragazza di diciotto anni appena trasferita a Marino (non lontano da Roma-ndr) dalla colonia di Tripoli (in Libia-ndr) e lavoravo in in quella che allora si chiamava Statistica e lavoravo anche quando i bombardieri americani si abbassarono su Roma e sui quartieri che Martina conosce bene”.

In quella tragica occasione la madre “era su un tram, corse a piedi cercando di non morire .. e sognando cose belle perché aveva 20 anni .. e una casa .. e, dentro la casa, tazzine di porcellana dove bere il tè e il caffè, e piattini dove mangiare bignè alla crema invece delle bucce delle fave bollite. Il padre, 20 anni anche lui, durante la campagna di Grecia, mitragliato su un ponte aveva pensato che sarebbe morto e non avrebbe potuto più dipingere o scrivere scritti da dedicare alle sorelle e mentre le pallottole sollevavano schegge di legno attorno a lui aveva pensato che voleva un piatto di spaghetti, e una casa, e tazzine decorate dove bere il caffè”.

A guerra finita, salvata la pelle senza grandi problemi fisici, “avuta una casa, piccola ma con poltrone di velluto e soprammobili, e il Servizio Buono, che (i coniugi-ndr) avevano acquistato risparmiando dai loro stipendi, prima ancora di comprare un televisore. Ma erano talmente spaventati dall’idea di rovinarlo, o di far cadere il coperchio della zuccheriera, o infrangere il manico di una tazzina, che era sempre rimasto nella vetrinetta, accanto alla statuina di una ragazza vestita di rosa con un cesto di fiori fra le braccia. Capodimonte – un cult, a quei tempi – diceva orgogliosa la madre”.

Mentre Martina, con il cuore e la mente in subbuglio, rimugina su quanto le è capitato, da parte nostra allunghiamo gli occhi sulla grande immagine della teiera, firmata dall’ottima disegnatrice Giulia Culicchia, dove l’azzurro è il colore di fondo ravvivato da pennellate di giallo evidente richiamo alla luce, al sole, alla speranza che c’è, o dovrebbe esserci, anche quando è buio.

Nei quadretti, sorta di flashback visivo della storia, colpiscono il romantico abbraccio della coppia sotto la pioggia con l’ombrello che piange, l’intimo colloquio tra bambina e madre e, sullo sfondo, i dubbi le speranze e le paure della vita sintetizzati da un gatto nero che occhieggia da una finestra chiusa ma anche sprazzi di allegra socialità a tavola.

Dall’alto, la falce della prima luna ambisce a farsi ammirare mentre sulla sinistra una cascata di fogli manoscritti (lettere, sogni, speranze, lavoro) scivolano svolazzanti verso terra come solo i fogli carta sanno fare. A volte anche con eleganza.

Ripresasi dallo stupore, Martina: “forse, pensa accarezzando la teiera, c’è davvero uno yokai in questa casa, che mi ha fatto trovare il Servizio Buono dove non avrei mai pensato di cercarlo, perché capissi che gli oggetti ci sopravvivono e dunque bisogna renderli vivi finchè si è in tempo. Devo imparare a fare buon uso del tempo. Prende la scatola, la porta in cucina, lava con delicatezza le tazzine e la zuccheriera e la teiera. Nell’angolo, impronte di piccoli piedi, in una cenere che viene da un altro tempo. Martina le oltrepassa senza vederle, e prepara il tè”. Rasserenata. Merito anche della antichissima malia del tè che comincia ad esprimersi anche nel nostro Paese”.

                                                                                                             Gianluigi Goi

L’arrivo della pioggia in Brasile riaccende le speranze di una buona fioritura del nuovo raccolto di arabica

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Il logo dell'Ice

MILANO – Il ritorno della pioggia riaccende le speranze di una buona fioritura del nuovo raccolto di arabica brasiliano spingendo al ribasso i prezzi del caffè nella prima seduta della settimana. Ieri, lunedì 29 settembre – Giornata nazionale del caffè in una dozzina di paesi di tutto il mondo, a cominciare dagli Usa – il contratto per scadenza dicembre dell’Ice Arabica ha perso l’1,6% scendendo a 373,20 centesimi.

A Londra, il contratto per scadenza novembre dell’Ice Robusta è arretrato marginalmente (-$15) chiudendo a 4.186 dollari.

Secondo gli ultimi bollettini di Somar Meteorologia, il Minas Gerais ha ricevuto, la settimana scorsa, 25,9 mm di precipitazioni, una quantità che supera di oltre il 100% le medie storiche.

L’auspicio è ora che la pioggia continui anche questa settimana dando il là alla fioritura del nuovo raccolto

Il quadro dei fondamentali rimane invariato, con un livello delle scorte sempre molto basso e i dazi di Trump che rischiano di squilibrare i commerci mondiali.

Secondo Marcelo Moreira, analista di Archer Consulting, il mercato è in precario equilibrio e qualsiasi riduzione dell’offerta che si prospetti all’orizzonte, anche minima, rende i market player molto nervosi.

“Parlando questa settimana con una delle maggiori cooperative, il quadro delineato è stato il seguente: il calo nella produzione di arabica sarebbe nell’ordine del 10-15% (con punte superiori al 30% riferite alcuni produttori) e gli stock iniziali sono tra i più bassi degli ultimi anni”.

In Brasile, intanto, gli esportatori si preparano a modificare la loro logistica e a indirizzarsi verso altri mercati, qualora i dazi di Trump non venissero revocati o ridotti. I produttori, dal canto loro, non hanno fretta di vendere essendo ben coperti sul piano finanziario, grazie ai guadagni dell’ultimo anno.

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Kimbo presenta il concerto al conservatorio di Napoli con Walter Ricci in occasione della Giornata del chicco

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Da sinistra: Gaetano Panariello, direttore del Conservatorio, e Mario Rubino, presidente di Kimbo (immagine concessa)

NAPOLI – In occasione della Giornata internazionale del caffè, mercoledì 1° ottobre 2025, alle 18:00, la Sala Scarlatti del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella, a Napoli, ospita la seconda edizione del Concerto per Kimbo, protagonisti Francesco Autore (flauto), Irene Coppola (percussioni), Lorena Pisapia (canto), Manuel Pone (pianoforte) e Simona Russo (violino), ovvero i cinque studenti del Conservatorio che hanno vinto le borse di studio bandite da Kimbo per l’anno accademico 2024/25.

In programma musiche di Vincenzo Bellini, Franz Liszt, Jabob Gade, Matthew Lorick, Astor Piazzolla, che sono state scelte e saranno eseguite dagli stessi giovani musicisti, con un finale a sorpresa che prevede la partecipazione straordinaria del pluripremiato artista Walter Ricci.

I vincitori della prima edizione (immagine concessa)

La presenza di Ricci, noto per la sua matrice jazz, non è casuale perché annuncia con il dovuto anticipo che le borse di studio Kimbo per il 25/26 saranno riservate proprio a tutte le discipline musicali presenti nel dipartimento jazz del Conservatorio.

Nel corso del concerto, condotto dal giornalista Ciro Cacciola, i musicisti saranno premiati pubblicamente da Gaetano Panariello, direttore del Conservatorio di Napoli, da Mario Rubino, Presidente di Kimbo S.p.A. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Il progetto

Nel 2023 Kimbo ha intrapreso vari percorsi tesi a valorizzare i legami con il territorio. Così
è nato il protocollo d’intesa con il Conservatorio di Napoli “San Pietro a Majella” quale ente a presidio della cultura e della formazione in ambito musicale affinché accogliesse, dopo un primo fondo di 12.000 euro (per n.6 borse di studio di 2.000 euro ciascuna) per
l’anno accademico 2023/24, condiviso in parti eguali da Kimbo e da Merolla, l’istituzione di quattro successive borse di 5.000 euro cadauna (per un valore totale di 20.000 euro) che Kimbo affida al Conservatorio per i successivi quattro anni accademici.

Il 2 settembre 2025 si è riunita la Commissione per la valutazione delle domande e, dopo
un’attenta analisi dei candidati, la Commissione ha decretato i cinque vincitori.

Il programma completo (immagine concessa)

“Il San Pietro a Majella è presidio culturale e civile oltreché istituzione accademica riconosciuta a livello internazionale come eccellenza nel campo
della formazione musicale” – afferma la professoressa Carla Ciccarelli, presidente del Conservatorio – “Grazie alla disponibilità di un’azienda prestigiosa come Kimbo abbiamo istituito una borsa di studio quinquennale che rappresenta un ulteriore strumento per gli studenti per coltivare la musica anche come possibile argine al dilagare delle non-culture”.

“Facciamo tesoro della collaborazione con Kimbo per dare ulteriore impulso alle
attività didattiche e formative che portiamo avanti da tempo per valorizzare la ricchezza di professionalità e talenti che contraddistingue il nostro Istituto” – sottolinea Gaetano Panariello, direttore del San Pietro a Majella.

“Con le nostre iniziative aziendali e identitarie abbiamo spesso messo in luce il senso del caffè, il suo valore culturale – conferma Mario Rubino, presidente di Kimbo S.p.A. – Oggi, con l’autorevolezza di un’istituzione storica e patrimonio mondiale come il “San Pietro a Majella” e con la partecipazione di un artista straordinario come Walter Ricci, riusciamo non solo a sostenere i giovani talenti del nostro territorio nel loro percorso di formazione ma anche ad esprimere il “sesto senso” del nostro caffè, attraverso la “nostra”
musica, il nostro jingle che, con il nostro caffè, diffondiamo ormai in 100 paesi del mondo e che contiene il senso per il ritmo della vita e dunque per la musica”.

Starbucks festeggia tutto ottobre il caffè: l’espresso in cima alle bevande più vendute in Italia

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Il logo di Starbucks

ROMA – I nuovi dati sulle vendite di Starbucks rivelano i caffè preferiti dagli italiani, con risultati che mostrano una chiara preferenza per i classici e gli intramontabili. Sembra che, quando si tratta di piccoli lussi quotidiani, meno è meglio: i piaceri raffinati e semplici sono in testa alla classifica della cultura del caffè italiana.

Con l’espresso al primo posto, seguito dal caffelatte e dal cappuccino, la classifica si basa sul totale dei prodotti venduti nell’ultimo anno*, offrendo un quadro chiaro delle preferenze degli amanti del caffè in Italia.

I caffè classici restano i preferiti per il loro gusto deciso e l’elegante semplicità, continuando a conquistare gli amanti del caffè in tutta Italia. Espresso, caffè latte e cappuccino dominano la classifica come i tre più amati, seguiti da caramel macchiato al quarto posto.

Appena fuori dalla top 5 l’espresso macchiato si posiziona al sesto posto, superato di poco dal caffè americano.

I cinque caffè Starbucks più venduti in Italia

1. Espresso

2. Caffè latte

3. Cappuccino, un mix equilibrato di caffè espresso, latte caldo e schiuma, con una consistenza ricca e cremosa.

4. Caramel macchiato

5. Caffè americano, un classico espresso con l’aggiunta di acqua calda per un caffè lungo e morbido dal corpo più leggero.

Al sesto posto si trova l’espresso macchiato.

I risultati sottolineano ciò che i clienti Starbucks in Italia apprezzano di più: qualità, maestria artigianale e una deliziosa tazza che si inserisce perfettamente nella loro routine e nei loro rituali quotidiani.

Starbucks è orgogliosa di acquistare caffè 100% arabica da oltre 450.000 agricoltori in 30 mercati lungo la “Cintura del caffè” in America Latina, Asia-Pacifico e Africa. Il caffè viene poi lavorato artigianalmente dai baristi Starbucks per garantire che ogni tazza rifletta l’impegno di Starbucks verso l’eccellenza del caffè.

Il 1° ottobre ricorre la Giornata internazionale del caffè, una celebrazione a livello globale del caffè istituita dall’Organizzazione internazionale del caffè, per onorare le persone e le comunità che stanno dietro ad ogni tazza, dal chicco alla preparazione.

In riconoscimento di ciò, Starbucks estende i festeggiamenti per tutto il mese di ottobre nei suoi store in tutta Italia con il Global Month of Coffee, mettendo in primo piano il caffè, l’arte del caffè e i baristi che rendono unica e speciale ogni tazza, offrendo ai clienti l’opportunità di conoscere meglio l’arte che si cela dietro alle loro miscele preferite e magari di scoprirne una nuova.

Vincenzo Catrambone, general manager di Starbucks Italia, ha commentato: “Noi di Starbucks sappiamo che i nostri clienti apprezzano l’arte del caffè che sta dietro ad ogni tazza. Sebbene Starbucks sia rinomata per le sue bevande innovative, come il celebre Pumpkin Spice Latte, questi dati dimostrano che i clienti italiani continuano a considerare Starbucks leader nei classici caffè tradizionali, preparati ad arte. I risultati rivelano un Paese con una cultura del caffè incentrata sulla qualità premium e sull’artigianalità, con i clienti che frequentano regolarmente i negozi, per gustare bevande senza tempo a base di espresso, realizzate con ingredienti di prima qualità e preparate artigianalmente da esperti baristi”.

Caffè Pascucci celebra l’International coffee day del 1° ottobre dedicandolo al Brasile

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Caffè Pascucci per l'International coffee day (immagine concessa)

MONTE CERIGNONE (Pesaro e Urbino) – Il 1° ottobre, in occasione dell’International coffee day (Giornata mondiale del caffè), Caffè Pascucci celebra questa ricorrenza con un insieme di iniziative speciali.

L’azienda sostiene l’International coffee day per promuovere la conoscenza e la cultura del caffè nei Paesi in cui è presente, creando un ponte tra differenti tradizioni e metodi di consumo.

Caffè Pascucci per la Giornata internazionale del caffè

Nel centro assaggi dello stabilimento di Monte Cerignone, nel Training Center Espresso School di Misano Adriatico e nella maggior parte dei Caffè Pascucci, sarà possibile degustare e confrontare differenti tipologie di caffè brasiliani. Queste singole origini saranno estratte con vari metodi, sia tipici e tradizionali che innovativi.

Il focus 2025 della Giornata mondiale del caffè è dedicato ai caffè brasiliani, per ringraziare quel territorio che, con le sue ampie produzioni e la qualità delle coltivazioni, ha contribuito a rendere il caffè un prodotto globale e accessibile a tutti.

Saranno presentate origini provenienti da diverse aree geografiche del Brasile, con differenti varietà botaniche e sperimentazioni di trattamento del caffè verde realizzate da diversi farmers.

In questa giornata speciale si potranno assaggiare i Cup of Excellence Brasiliani, i caffè scelti dall’Alliance for Coffee Excellence, i biologici da espresso finalmente disponibili, ma anche i fermentati Rio Minas, più apprezzati in Turchia e in buona parte dei Paesi del Medio Oriente.

Gli assaggi offriranno un viaggio unico tra le estrazioni: espresso, pour-over, french press e metodi tradizionali come la moka ed il cezve, tipico bollitore turco ancora oggi diffuso in molte regioni del mondo. Proprio con il cezve verranno estratti i Rio Minas, caffè dai sentori particolari e connotanti le tazze turche.

Il percorso si completa con un omaggio speciale ai clienti: in tutti i Pascucci Shop e nei punti vendita aderenti sarà distribuita gratuitamente una monodose di Drip Coffee della Selezione Bonciata, un blend di brasiliani scelto da Stefano dopo il recente viaggio in Brasile.

Con questa iniziativa Pascucci desidera permettere anche a casa l’esperienza della singola origine brasiliana estratta in pour-over.

Quest’anno, con questo focus dedicato al Brasile, Caffè Pascucci non celebra soltanto la bevanda caffè, ma anche il Paese che ne rappresenta un’identità fondamentale.

Istituto espresso italiano per la Giornata internazionale del caffè

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Alessandro Borea, presidente Iei (immagine concessa)

BRESCIA – “La vera forza del nostro settore risiede nell’unità di tutti i suoi attori, dai produttori ai consumatori. È questa collaborazione che rende il caffè un elemento chiave della soluzione per lo sviluppo economico e sociale”. Con questo claim viene lanciata a livello mondiale la Giornata internazionale del caffè che si svolgerà anche in Italia il 1° ottobre con tante iniziative promosse anche dai soci dell’Istituto espresso italiano (Iei).

“Nel 2025, un anno impegnativo in tutto il mondo, riaffermiamo il nostro impegno a camminare fianco a fianco, a favore del bene comune e ogni atto di condivisione delle conoscenze, ogni sforzo congiunto e ogni iniziativa di sostegno reciproco apre la strada a un settore del caffè resiliente, inclusivo e fiorente ed ecco perché il tema centrale per celebrare la Giornata Internazionale del Caffè di quest’anno è quello di abbracciare la collaborazione più che mai”, spiega Alessandro Borea, presidente dell’Istituto espresso italiano (Iei).

Il settore del caffè sta affrontando una crisi senza precedenti, con un aumento dei prezzi delle materie prime fino al 90% su base annua e una crescente difficoltà nel reperire le varietà tradizionali.

Un meccanismo questo causato da vari fattori, a partire da anni di produzione insufficiente, soprattutto per il cambiamento climatico, ma anche una domanda in forte crescita con l’espansione di nuovi mercati come Cina e India.

“L’intera filiera si trova sotto pressione – commenta il presidente dell’Istituto espresso italiano, Alessandro Borea – le torrefazioni che puntano sulla qualità devono adattarsi continuamente per mantenere gli standard, mentre i costi di importazione e la speculazione sui mercati da parte delle commodities aggravano ulteriormente la situazione nella quale nonostante gli aumenti dei prezzi si riflettano sui listini, spesso i consumatori non percepiscono immediatamente l’impatto sulla tazzina”.

Per questo Iei aveva lanciato qualche mese fa l’idea di un tavolo di filiera per coinvolgere tutti i soggetti interessati.

Le iniziative in Italia

Le aziende socie Iei hanno in programma numerose iniziative per sostenere la giornata. Caffè Milani lancia il primo ottobre, in collaborazione con Treedom, un progetto di sostenibilità per creare due foreste di alberi di caffè in Colombia e Kenya, con l’obiettivo di valorizzare la terra, sostenere le comunità locali e contrastare il cambiamento climatico.

Durante il mese di ottobre, ogni acquisto di una tessera-caffè nelle caffetterie aderenti contribuirà con 1 euro alla piantumazione degli alberi, inserendosi nel più ampio impegno di Caffè Milani verso pratiche sostenibili e inclusione sociale.

Dersut Caffè aprirà la sua torrefazione a Conegliano il 1° ottobre offrendo visite guidate con degustazioni delle miscele iconiche e sconti nel negozio aziendale. L’evento si estenderà a tutta la settimana con l’apertura straordinaria del Museo del Caffè Dersut il 4 ottobre, che propone un percorso storico con esposizioni di macchinari e una sala degustazione.

Nella giornata del primo ottobre La Genovese caffè e Coffeestorming (caffetteria specialty de La Genovese) si uniscono per promuovere e sostenere la giornata internazionale del caffè. Per supportare il tema dell’anno 2025, quello della collaborazione nel mondo del caffè, La Genovese propone durante tutta la giornata del primo ottobre all’interno della caffetteria Coffeestorming qualcosa volto a coinvolgere il cliente finale con quiz, giochi interattivi attraverso dei giochi da svolgere tramite link e sugli ipad a disposizione in loco a tema caffè, origini, produzione e curiosità.

A questi giochi verranno uniti assaggi e premi per chi risponderà correttamente alle domande, lo scopo è quello di coinvolgere e di informare sempre più l’utente finale su tutto quello che c’è dietro ad una tazza di caffè.

Essse Caffè ha scelto Bologna per trasformare un gesto quotidiano in un momento di condivisione e inclusione.

Sabato 27 settembre 2025, dalle 10 alle 13, le sale dell’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza si sono riempite di aromi, suoni e voci per una doppia sessione di degustazioni sensoriali dedicate a ragazzi e adulti ipovedenti. L’appuntamento, inserito nel mese tradizionalmente dedicato alla vista, ha ribadito l’impegno di Essse Caffè nel sostenere le fragilità sociali.

La scheda sintetica dell’Istituto espresso italiano

L’Istituto espresso italiano (Iei), di cui fanno parte torrefattori, costruttori di macchine per caffè e macinadosatori e altre aziende della filiera, tutela e promuove la cultura dell’espresso e del cappuccino italiani di qualità. Oggi conta 37 aziende aderenti con un fatturato aggregato di circa 700 milioni di euro. Per maggiori info basta cliccare qui.

Gran Caffè Gambrinus celebra il 1° ottobre con due appuntamenti

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All'ingresso del Gambrinus (foto concessa)

Il Gran Caffè Gambrinus si conferma il punto d’incontro per eccellenza degli amanti del chicco a Napoli con l’organizzazione di due eventi a tema. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale Sud Notizie.

Gli eventi del Gran Caffè Gambrinus

NAPOLI – Il Gran Caffè Gambrinus di Napoli celebra due appuntamenti imperdibili che intrecciano cultura, arte, storia e tradizione. Mercoledì 1° ottobre, in occasione della Giornata internazionale del vaffè promossa dall’International Coffee Organization, il celebre locale partenopeo ospita l’iniziativa “Barista per un giorno”: dalle 10 alle 13 chiunque potrà cimentarsi nella preparazione di un espresso con macchina professionale a leva, guidato dai consigli dei maestri baristi del Gambrinus.

Un’esperienza unica che unisce conoscenza e passione, senza necessità di prenotazione.

L’evento si inserisce nel più ampio programma nazionale delle Comunità del rito del caffè espresso d’Italia, che il 1° ottobre promuovono manifestazioni in tutta Italia per sostenere la candidatura Unesco del rito del caffè espresso.

Anche quest’anno il Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale rilancia l’iniziativa “Un caffè per…”, a sostegno dei progetti di Fondazione Telethon, unendo così gusto e solidarietà.

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