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Nielsen: italiani più pratici, nel 2017 boom di capsule (già +20%) e del bio

L’alimentare traina la crescita nella grande distribuzione, +3,4% nei primi quattro mesi (-2,5% gli altri comparti).

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capsule con caffè

SANTA MARGHERITA DI PULA (Cagliari) – Secondo Nielsen è l’alimentare (Food + Beverage + Pet) a trainare la crescita nella grande distribuzione, con le vendite che nel periodo gennaio-aprile 2017 hanno fatto registrare un incremento del +3,4% a differenza degli altri prodotti non alimentari, che hanno subito un decremento del -2,5%.

I dati sono stati presentati nella conferenza stampa di apertura de Linkontro, l’appuntamento annuale di Nielsen che mette a fuoco i trend del largo consumo, con la partecipazione dei player del settore.

L’evento, che si conclude domenica 21 maggio presso il Forte Village di Santa Margherita di Pula (Ca), è giunto alla 33esima edizione e, quest’anno, ha come tema ‘Get Agile! Il nuovo imperativo nell’era della discontinuità’.

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“La velocità del cambiamento”, ha spiegato l’amministratore delegato di Nielsen Italia Giovanni Fantasia, “è la principale caratteristica degli attuali mercati.

Lo studio presentato in apertura de Linkontro evidenzia uno scenario mutevole e frenetico, che impone alle imprese di avere un dialogo costante con i consumatore e di cogliere le opportunità con agilità, come conditio sine qua non per continuare a crescere”.

La ricerca ha messo a fuoco anche alcune caratteristiche del consumatore italiano, che risulta sempre più attratto dai prodotti naturali e da quelli del segmento benessere.

I prodotti un tempo di nicchia li ha trasformati in consumi rilevanti; è gratificato da un servizio di alto contenuto, mentre la confezione è diventata elemento strategico per il successo del prodotto (per il 37% la confezione cattura l’attenzione, mentre per il 27% dalla qualità della confezione si capisce la qualità del prodotto).

Entrando nel dettaglio, la ricerca ha evidenziato come i primi quattro mesi del 2017 abbiano confermato gli andamenti positivi a volume degli anni precedenti (2015 e 2016).

Nel 2017 tornano a crescere in maniera interessante anche i valori: con un tasso di incremento del 2,2%, che rappresenta il miglior risultato degli ultimi cinque anni. Il buon risultato delle vendite è stato possibile anche grazie a un 2016 che ha visto crescere gli investimenti pubblicitari del +3,6%.

Buon momento per il comparto alimentare, che traina le vendite e sostiene la crescita. Nel periodo gennaio-aprile, infatti, i mercati food sono cresciuti del +3,4%, un dato molto positivo, specie se confrontato con i comparti non-food (casa, persona, bazar e tessile).

In testa tra le categorie frutta e verdura (+9,6% ), seguita dal freddo (+5,8%), pane/pasticceria/pasta (+5,7%), pet food (+3,8%), bevande( +2,5%), cibo confezionato (+2,4%), macelleria e polleria (+2,3%), salumeria/gastronomia/formaggi (+2,2%), fresco confezionato (+1,5%), pescheria (+0,7%). Performance negative per la cura della persona (-1,3%), della casa (-1,7%) e il bazar e tessile (-2,5%).

I segmenti benessere e naturale (compresa l’ortofrutta) continuano a spiegare una parte importante (41%) della crescita complessiva del largo consumo. Le altre componenti che contribuiscono alla crescita sono: affettati in busta (10%), piatti pronti freschi (9%), prodotti gourmet (5%) e pet care(4%).

Sugli scaffali caffè in capsule già più 20 per cento

Tra le categorie dei prodotti naturali/salutistici si segnalano: biscotti integrali (+14%), frutta secca (+12%), yogurt greco (+12%), frutta disidratata (+10%), integratori vitaminici (+9%), cioccolato-tavolette (+9%) e salmone affumicato (+7%). Tra i  prodotti di gusto superiori o elevato contenuto di servizio,  emergono: zuppe pronte fresche (+33%), piatti pronti freschi-sushi (+25%), caffè in capsule (+20%), spuntini/tramezzini (+20%), filetti di pesce surgelato (+12%), charmat secco (+11%), pizze surgelate (+9%), basi pasta/pizza (+9%), creme dolci (+8%), salumi affettati (+7%), sughi pronti (+6%) e vino DOC (+5%).

Mercati che fino a ieri erano considerati nicchie, oggi hanno perso la caratteristica originaria e spiegano una parte rilevante della crescita dei consumi.

Per esempio il biologico ha raggiunto un giro d’affari di 1 miliardo e 292 milioni di euro (+19,8%), con 5,2 milioni di famiglie che lo acquistano tutte le settimane (in crescita di 1 milione rispetto al 2015).

Boom anche  dei prodotti integrali (435 milioni, +11,3%) e sempre positivi i i free-from: i senza glutine raggiunto 170 milioni (+26,3%), senza lattosio 376 milioni (+6,3%) e bevande vegetali 198 milioni (+7,4%).

Gli internauti italiani, sempre più connessi da mobile (26,2 milioni, +17,1%), sono 30,7 milioni (+7,1%). Oltre 14 milioni visitano i siti dei retailer (9,4 milioni, +9%), degli aggregatori di promozioni (7 milioni, +2%), dei brand (6,6 milioni, +20%) per un totale complessivo di 14,4 milioni (+11%).

Cresce anche il fatturato degli acquisti online, che generano 622 milioni di euro nel 2016 (+45%), con un’incidenza pari all’1,1% del fatturato complessivo del largo consumo.

La crescita dell’eCommerce è stata trainata dall’incremento degli acquirenti (5,4 milioni, +39%) e dall’aumento della spesa media annua (pari a 115,5 euro, +4,2%).

Il personal care si conferma la categoria con la percentuale più alta di acquirenti (11,8%), in crescita di 3,8 punti percentuali rispetto al 2015. Il personal care accresce anche la propria importanza nel carrello degli acquisti online, con il 28% di crescita.

L’analisi dei comportamenti d’acquisto evidenzia alcune variazioni significative rispetto al passato: tra i criteri fondamentali di scelta del punto vendita si affermano la comodità di acquisto, la semplicità, la shopping experience e la disponibilità dei prodotti. Tra i fattori più importanti, la promozione e gli sconti perdono parte della loro rilevanza.

Si confermano i segnali di dinamicità degli assortimenti con un’ulteriore accelerazione nel corso dell’ultimo anno (+3,8%, anno terminante marzo 2017 vs A.T. marzo 2016). E l’identikit delle nuove referenze sembra seguire le tendenze della domanda.

Per Nielsen i grandi player sono in recupero

In quest’ultimo periodo, le aziende medie e piccole continuano a essere le più dinamiche (rispettivamente +2% e +3,6%), ma si segnala il recupero dei grandi player rispetto alle performance del 2016 (-1,1%).