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Nestlé e l’Università Federico II di Napoli insieme per un packaging sostenibile

La via del packaging sostenibile passa anche attraverso la nuova collaborazione tra due grandi attori del settore caffè: la Nestlé e l'Università Federico II di Napoli. Obiettivo comune: lo sviluppo di materiali polimerici innovativi

nestlé
Nestlé Institute Packaging Sciences

MILANO – Nestlé e l’Università Federico II di Napoli collaborano nell’ottica di identificare strategie innovative per l’adozione di nuovi packaging sostenibili. Una strada senza dubbio in linea con la nuova tendenza verso soluzioni più green da parte delle aziende e dei consumatori.

Nestlé e Università Federico II di Napoli: la collaborazione con tre obiettivi principali

NAPOLI – Il piano prevede innanzitutto di identificare strategie innovative di nuovi materiali polimerici messa a punto di nuovi materiali eco-friendly di confezionamento più idonei alla conservazione di alimenti. Al fine di preservarne proprietà organolettiche, nutrizionali e salutistiche messa a punto di processi produttivi già esistenti. Utilizzando gli attuali impianti di confezionamento.

La collaborazione, al via da settembre 2019, nasce dall’impegno preso da Nestlé che punta a rendere il 100% dei suoi imballaggi riciclabili o riutilizzabili entro il 2025

In Italia, Nestlé ha già raggiunto il 95% di materiale riciclabile all’interno dei packaging dei propri prodotti, trovandosi perfettamente in linea con gli obiettivi. In questa direzione, l’Università mette a disposizione il Dipartimento di Scienze chimiche. Un centro d’eccellenza nel campo della scienza dei polimeri. Che dispone delle risorse e del know-how necessari per svolgere attività di ricerca scientifica nel campo dello sviluppo di materiali polimerici innovativi.

Il contributo della Federico II fa parte di una serie di partnership internazionali

Tra le quali figurano quella con PureCycle Technologies. Azienda con base a Chicago specializzata nella rimozione di colori, odori e contaminanti dai rifiuti di plastica per trasformarli in una resina vergine e con Danimer Scientific. Azienda della Georgia che sta sviluppando una bottiglia riciclabile e biodegradabile in mare.

“Siamo orgogliosi che un’azienda globale come Nestlé abbia scelto la Federico II di Napoli tra i suoi partner” ha commentato la Professoressa Finizia Auriemma, responsabile del progetto.

“La collaborazione con Nestlé ci permette di approfondire lo studio di soluzioni e nuovi materiali innovativi. Per un utilizzo sempre più attento e consapevole delle risorse e puntando alla totale riciclabilità dei materiali”.

“Ad oggi, Nestlé ha già raggiunto il 95% di materiale riciclabile all’interno dei propri packaging. Un percorso che portiamo avanti da diversi anni, arrivato ormai all’ultimo miglio. Per arrivare al 100% entro il 2025 ci avvaliamo delle migliori partnership internazionali. Al fine di sviluppare soluzioni all’avanguardia a sostegno di un packaging sempre più sostenibile. E ora siamo molto soddisfatti di poter annoverare anche un’eccellenza italiana come l’Università Federico II di Napoli tra i nostri partner” conclude Manuela Kron, Corporate Affairs Director di Nestlé.

Non è la prima volta che Nestlé e il Dipartimento di Scienze Chimiche incrociano le loro strade

Infatti, già 10 anni fa nell’ambito del progetto Axia – in collaborazione con la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) – la Federico II aveva ricevuto il sostegno di Nestlé per la ricerca di nuovi materiali polimerici per l’imballaggio rigido e flessibile di alimenti.