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martedì 18 Giugno 2024
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E ora sta nascendo l’African Cocoa Exchange, la Borsa africana del cacao

La Cote d’Ivoire-Ghana Cocoa Initiative, che rappresenta il 60% della produzione mondiale di cacao, continua a dialogare con le multinazionali del cioccolato per ottenere il pagamento dei bonus destinati ai produttori della materia prima. Un premio di produzione – 400 dollari la tonnellata – che spetterebbe ai produttori locali nei due paesi africani

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Il cacao rappresenta uno dei mercati più remunerativi nella Costa d’Avorio ma la stragrande maggioranza dei cinque milioni di produttori non riesce a guadagnarsi da vivere. Questo il motivo della creazione dell’African Cocoa Exchange, una borsa del cacao africana:  riequilibrare il mercato a favore dei produttori. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicata sul portale Africa Rivista.

African Cocoa Exchange

MILANO – Il cacao della Costa d’Avorio, rappresenta il 45% della produzione mondiale e il 14% del Pil nazionale e nutre il 24% della popolazione di questo paese di circa 27 milioni di abitanti. Ma, se il cacao è un mercato che produce miliardi di euro, tuttavia, la stragrande maggioranza dei cinque milioni di produttori non riesce a guadagnarsi da vivere.

Rimane aperto il contenzioso tra i produttori di cacao di Costa d’Avorio e Ghana e le multinazionali del settore, mentre si sta studiando la creazione dell’African Cocoa Exchange, una borsa del cacao africana, per riequilibrare il mercato a favore dei produttori.

La Cote d’Ivoire-Ghana Cocoa Initiative, che rappresenta il 60% della produzione mondiale di cacao, continua a dialogare con le multinazionali del cioccolato per ottenere il pagamento dei bonus destinati ai produttori della materia prima. Un “premio” di produzione – 400 dollari la tonnellata – che spetterebbe ai produttori locali nei due paesi africani.

L’associazione dei produttori aveva lanciato un ultimatum alle multinazionali del cioccolato, stabilendo che entro lo scorso 20 novembre queste avrebbero dovuto pagare il dovuto o avviare un tavolo di trattative sull’argomento.

Secondo Radio France international dopo aver osservato “gli sforzi di alcune aziende per pagare il premio di 400 dollari per una tonnellate”, l’associazione di produttori di cacao avrebbe deciso di rinviare la scadenza alla fine di marzo del 2023 e nel frattempo far valutare a un gruppo di esperti le soluzioni per un accordo.

I coltivatori ivoriani, tuttavia, sembrano essere arrivati al limite: la maggior parte delle fave di cacao, infatti, rimangono staccate nei campi o nei porti ivoriani e aspettano ancora di essere vendute, proprio in attesa di un accordo sul premio di produzione.

Soro Penatirgué, presidente dell’Associazione ivoriana delle cooperative agricole, ha già annunciato una serie di azioni per bloccare l’attività industriale se non verrà trovata una soluzione. Dunque, continua il braccio di ferro tra produttori e multinazionali anche se sembra prevalere una linea più morbida in attesa che si risolva il contenzioso.

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