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L’azienda, la torrefazione del futuro? Ecosostenibile e visitabile dai consumatori

L'idea della Roncadin dopo uno spaventoso incendio che ha raso al suolo parte dell'azienda. Uno spunto di riflessione per tutti gli addetti ai lavori. Soprattutto per coloro che stanno rinnovando impianti e fabbrica. Meduno, ecco il progetto della nuova Roncadin Sarà integrata con il territorio e darà impulso al turismo industriale Con il nuovo stabilimento per la produzione di pizze surgelate, entro fine 2018 sarà recuperata la capacità produttiva preesistente all’incendio del 22 settembre 2017. L’AD Dario Roncadin: «Sarà ecosostenibile e visitabile, per portare nella nostra area uno sviluppo anche turistico»

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MILANO – Ecco un esempio dal quale si può trarre uno spunto di riflessione. Che riguarda soprattutto gli addeti ai lavori. E ancora di più le aziende e quei titolari che stanno rinnovando torrefazione, fabbrica e/o impianti. L’esempio è quello della nuova Roncadin, una fabbrica alimentare (pizze surgelate) di cui comincia a prendere forma il progetto della nuova Roncadin.

Sì perché mentre nell’azienda di pizze surgelate di Meduno in provincia di Pordenone, colpita da un grave incendio nell’ottobre del 2017, proseguono i lavori per il ripristino e la sistemazione dell’area, è stato ultimato il progetto del nuovo stabilimento dove entro la fine del 2018 partiranno due nuove linee produttive.

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«Fin dalle primissime ore dopo l’incendio, il nostro pensiero è stato ricostruire –dichiara l’amministratore delegato Dario Roncadin–. E adesso, finalmente, abbiamo in mano il rendering di come sarà la Roncadin del futuro: uno stabilimento all’avanguardia che ospiterà due nuove linee, la linea 7, la cui messa a dimora è prevista entro giugno-luglio 2018, e la linea 8, in programma entro la fine dell’anno. Questo consentirà di recuperare la capacità produttiva preesistente all’incendio».

Un progetto studiato per permettere a Roncadin di crescere e migliorare ancora.

«Il nuovo stabilimento è concepito come un polmone di sviluppo per aumentare ulteriormente la produzione. In futuro potremo realizzarvi una terza linea» spiega sempre l’amministratore delegato. Inoltre, l’intero polo di Meduno (che comprende tutta la parte non danneggiata dall’incendio. Le linee 5 e 6, uffici, magazzini, celle di surgelazione e altri reparti: è stato riprogrammato sulla base del futuro assetto previsto.

«In questi mesi, con la completa perdita di una parte della Roncadin, abbiamo rivoluzionato tutto. Flussi, modalità operative, organizzazione –spiega Dario Roncadin–. La ricostruzione del nuovo stabilimento e delle nuove linee ci ha portati a rivedere l’intero layout aziendale. Tenendo conto degli impianti attuali e delle competenze acquisite in vent’anni di attività. Terremo conto delle ultime innovazioni in fatto di tecnologia, sicurezza, ergonomia. E soprattutto sostenibilità ambientale. Aumentando di circa un 1Megawatt l’impianto fotovoltaico esistente e inserendo un impianto di trigenerazione».

Per i lavori di ricostruzione del nuovo fabbricato Roncadin ha affidato l’appalto alla Pre System di Sedegliano (UD). È una ditta specializzata in edilizia industriale scelta per la sua esperienza nella costruzione di edifici di grandi dimension. Sua la realizzazione dello Stadio Friuli. E per le garanzie che ha saputo dare sulla consegna nei tempi richiesti.

La progettazione architettonica complessiva del nuovo stabilimento è stata affidata allo studio di Stanislao Fierro di Bolzano, supervisionato dall’architetto Nadine Saul. L’edificio si integrerà armoniosamente nel contesto paesaggistico in cui è situata l’azienda, utilizzando un criterio di massima ecosostenibilità.

La progettazione tecnica invece è stata affidata allo Studio Ellegi Servizi di Maniago che collabora già da tempo con Roncadin. Per costuire la Roncadin del futuro sono previsti tre grandi step. Il primo passo si concentra sulla ricostruzione dell’area produttiva e la posa delle linee 7 e 8. Ed è quello che occuperà tutta la prima parte dell’anno 2018.

La seconda fase dei lavori si avvierà appena conclusa la posa della linea 7. Con la costruzione dei nuovi edifici di servizio dell’area produttiva (magazzini, corridoi di collegamento, vani di servizio e sale di preparazione); che potrebbero essere ipoteticamente pronti tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019.

E c’è spazio anche per progettare e sognare qualcosa di innovativo. La terza fase dei lavori, entro aprile-maggio 2019, prevede la realizzazione di nuovi uffici e aree comuni con l’obiettivo di avere un’azienda completamente visitabile. Con infrastrutture ad hoc separate dalla produzione dedicate al passaggio e all’accoglienza dei gruppi. In grado di garantire un’esperienza educativa al consumatore e contemporaneamente assicurare la totale sicurezza alimentare.

«L’azienda diventi un’esperienza turistica»

«È un sogno che si avvera, un’iniziativa che ho fortemente voluto per aprire le porte dell’azienda. A chi vuole conoscere tutti i segreti della pizza prodotta a Meduno; spiega Dario Roncadin. Vogliamo realizzare un esempio di turismo industriale su modello di quello di Haubis. Si tratta di un’azienda di pianificazione austriaca che abbiamo appositamente visitato nei mesi scorsi. Grazie a una perfetta integrazione con il territorio circostante è stata creata una vera e propria esperienza turistica. Che è in grado di attrarre circa 50.000 visitatori l’anno».

Da considerare anche la riapertura della linea ferroviaria Sacile-Gemona, con la riattivazione della stazione di Meduno che dista pochi minuti a piedi dallo stabilimento. E rappresenta secondo Dario Roncadin un’occasione da cogliere.

«È nostra ferma intenzione –conclude l’amministratore delegato– contribuire attivamente ad attrarre turisti con una proposta interessante. Nella convinzione che possa creare sviluppo e valore aggiunto per il nostro territorio».

Il rendering del progetto del nuovo stabilimento Roncadin: sarà ecosostenibile e visitabile
Il rendering del progetto del nuovo stabilimento Roncadin: sarà ecosostenibile e visitabile

 

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