domenica 26 Giugno 2022

Ecco il milk tea al caffè di Hong Kong a Milano

Eric Yep: "Abbiamo inserito in lista il milk tea, diverso da quello popolare di Taiwan, utilizziamo un tè rosso dal retrogusto leggermente amaro, che si abbina in contrasto al dolce e una sua variante, il milk tea al caffè, il nome non deve spaventare, il suo sapore ricorda alla lontana quello del vostro cappuccino".

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MILANO – Da ormai due anni la missione di Eric Yep, imprenditore di Hong Kong, è quella di condividere l’identità culinaria del suo Paese con i milanesi. In particolare, vuole far conoscere le ricette dolciarie che nella sua cultura detengono un valore particolarmente importante ma che in Italia non sono ancora conosciuti dal grande pubblico. Riportiamo di seguito l’articolo di Marta Ghezzi per Il Corriere della Sera.

I dolci di Hong Kong

MILANO – Qualcuno ha un aspetto da dolce lunare, per la consistenza gelatinosa e i pezzetti di frutti sconosciuti (fagioli dolci, in realtà). Altri hanno una forma curiosa, palline perfettamente tonde inserite in fila su un lungo stecco.

Bisogna osare — anche se la curiosità gastronomica non ha certo bisogno di incoraggiamenti — e metterli in bocca.

Considerazione dopo averli assaggiati? Niente male! Da due anni Eric Yep, imprenditore di Hong Kong, sta facendo conoscere ai milanesi la cucina — lui preferisce parlare di identità culinaria — della sua città gourmand, che è differente da quella classica cinese e (incredibilmente) prima del suo arrivo non era ancora davvero sbarcata a Milano.

Dai bubble waffle ai Put chai ko

Se oramai dim-sum, polpette di pesce e anche la scenografica cascata di noodles fritti, sono diventati quasi familiari grazie ai suoi quattro locali — insegne aperte a tempo di record una via l’altra da settembre 2020 —, era rimasto in sospeso il capitolo pasticceria.

“Inaccettabile”, è il suo commento divertito, “da noi i dolci hanno un posto importante sia ai deschi familiari che nei ristoranti, siamo un popolo super goloso“.

Pochi giorni fa, l’inaugurazione di Hekfanchai Bakery in via Paolo Sarpi (all’angolo con Arnolfo di Cambio), mini locale con gli immancabili tavolini all’esterno e la cucina affidata alle mani esperte dello chef Kin Cheung.

Yep è andato a colpo sicuro con una selezione di ricette tipiche adatte — “ma non adattate”, precisa, “sono pure al cento per cento, nonostante la difficoltà del reperimento di materia prima fresca e di qualità” — anche al gusto occidentale.

Come le allegre palline bubble waffle (street food molto comune e pare amato a tutte le età), facili, leggere e non troppo zuccherine, nell’impasto ci sono uova, farina e zucchero rosso cinese.

O come i Put chai ko, piccole torte-budini (tremolanti) a base di fagioli rossi, di diversi colori: i bianchi oltre ai beans hanno fra gli ingredienti cocco e sago, nei gialli c’è mango e di nuovo sago, il trasparente è invece a base di litchi e fiori di osmanto.

E ancora egg tart, crostatine dal cuore di crema all’uovo, paste croccanti di castagne d’acqua e pane dolce all’ananas.

Il milk tea al caffè

Sugli scaffali compaiono birre artigianali cinesi e qualche bibita occidentale, ma sarebbe un peccato venire via senza aver provato anche una bevanda tradizionale. Yep è pronto a suggerire.

“Abbiamo inserito in lista il milk tea, diverso da quello popolare di Taiwan, utilizziamo un tè rosso dal retrogusto leggermente amaro, che si abbina in contrasto al dolce”, fa sapere, “e una sua variante, il milk tea al caffè, il nome non deve spaventare, il suo sapore ricorda alla lontana quello del vostro cappuccino”.

I dolci possono essere consumati nel piccolo spazio o seduti all’esterno (punto privilegiato di osservazione dei pasticceri all’opera, la cucina ha la finestra, priva di tende, che dà direttamente sulla strada), ma ovviamente come in tutte le pasticcerie c’è anche l’alternativa dell’asporto, in confezioni molto curate.

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