domenica 07 Agosto 2022

Ecco il gelato ricco di antiossidanti che allunga la vita e migliora l’efficienza

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MILANO — Non è vero che i cibi buoni fanno male, ad affermare ciò è Valerio Sanguigni il cardiologo di Tor Vergata che ha brevettato un gelato buono e ricco di antiossidanti.

Il professore, dell’Università Tor Vergata a Roma, ha studiato un dolce con un alta concentrazione di antiossidanti, perfetto per la nostra salute: un gelato al gusto di cacao, nocciola e té verde.

Secondo il professore, gli alimenti ricchi di antiossidanti che conservano meglio queste sostanze sono la frutta secca, le fave di cacao e il tè verde; in particolare a temperature basse e controllate.

Un gelato arricchito con questi ingredienti diventa allora un alimento funzionale per una dieta sana e nutriente.

Al momento il gelato in grado di allungare la vita è in fase di sperimentazione, è stato sottoposto a test scientifici per confermare la tesi del professore Sanguigni.

Ricetta segreta

La crema è stata prodotta secondo una ricetta segreta da un laboratorio dolciario del Nord Italia, dove si trovano buone nocciole. Il prodotto finale, cioè il gelato, è stato prodotto in una gelateria del centro di Roma.

I volontari che si sono sottoposti all’esperimento sono 14 persone tra i 20 e i 38 anni che hanno fatto gli esami del sangue prima e dopo un cono da 100 grammi e poi si sono anche messi a praticare attività fisica su una cyclette.

Secondo quanto affermato da Sanguigni, questo gelato dovrebbe apportare benefici per il cuore e miglior performance fisica.

I risultati dei test sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nutrition. Due ore dopo aver consumato il gelato, si è osservato nei test, che i polifenoli nel sangue sono significativamente aumentati, così come l’ossido nitrico.

Quest’ultimo, spiega il medico, ha un effetto positivo sulla capacità dei vasi sanguigni di dilatarsi.

A migliorare, in effetti, è anche il microcircolo, un indicatore dell’ossigenazione dei tessuti, aggiunge Sanguigni.

Pedalando sulla cyclette, i volontari raggiungevano la stessa potenza con meno battiti e una pressione inferiore.

Effetto che non era mai stato notato prima, negli studi con altri antiossidanti, e che potrebbe eccitare l’attenzione degli sportivi.

Roberta Cuzzucoli

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