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BWT: come far ripartire bar e caffetterie in sicurezza per tutti – seconda parte

Riprende la formazione online per comprendere sotto la guida dei professionisti della sanificazione, come procedere alla messa in sicurezza dell'impianto dell'acqua, delle cartucce, degli addolcitori e tutti i punti di uscita di un pubblico esercizio

bwt water+more
Bwt Water+More, il webinar sulla ripartenza dei bar o dove c'è una macchina professionale per l'espresso

MILANO – Continuiamo con la seconda parte del webinar che si è svolto online mercoledì 29 aprile con gli esperti di Bwt Water+More, Sergio Barbarisi e Stefano Bonfante. Al fine di guidare sulla giusta via tutti i gestori che desiderano ripartire in regola e sicurezza. Dopo aver affrontato il tema della sanificazione degli impianti delle reti e chiarito le responsabilità a garanzia dell’acqua potabile nel mondo dei decreti, si continua sullo stesso tema.

Un tema vicino all’Hccp

Bonfanti: “Abbiamo le macchinette che erogano l’acqua gasata e microfiltrata che hanno dei dettami ancora più rigorosi e riguardano anche la qualità dell’acqua e una gestione di queste apparecchiature molto più cavillosa e rigorosa a livello di assunzione di responsabilità. E quindi anche di come agire su questi sistemi. “

Quando si parla di acqua potabile, il Ministero diventa severo

Bonfanti: “Sì. E questo è uno dei motivi per cui il Ministero ha voluto riferire il Dl 3108, il limite puntuale di responsabilità al contatore. Prima c’era il problema dell’acqua che poteva essere la famosa acqua rossa dai rubinetti: oltre a un problema microbiologico, quando l’acqua resta ferma a lungo nei tubi può fare corrosione. E quindi se non si spurga prima attraverso un flussaggio e una sanificazione, finisce nella cartuccia, nei sistemi di addolcimento; nello scambiatore della caldaia che ha passaggi molto stretti e quindi inceppa il sistema. L’operazione va fatta a step: pulisci la rete per garantirne la pulizia e la potabilità, e poi procedo con le altre operazioni.”

Sergio Barbarisi aggiunge una domanda: cosa mi fa pensare che un intervento fatto a regola d’arte di un idraulico dal contatore in poi sino alle macchine, mi può salvare di un problema che c’è a monte?

Bonfanti:”Io intervengo con la sanificazione e la pulizia per risolvere una problematica esistente. Poi però c’è la prevenzione come forma mentis per tutti. Quindi io dovrei aver adottato dei prodotti disinfettanti che evitano la formazione di incrostazioni e corrosioni, per preservare l’impianto dal contatore in poi. Infatti, anche se io faccio tutto bene in termini di sanificazione, lo sporco può arrivare di giorno in giorno.

L’acquedotto sicuramente eroga acqua potabile, ma ci sono delle situazioni che prevedono delle manutenzioni nell’acquedotto: si smuove lo sporco dalla fonte e arriva nel mio impianto. Questo è valido per contesti normali, ancor più in quelli più critici come quello che viviamo oggi.”

Dopo la sanificazione degli impianti, si arriva agli addolcitori, i sistemi di trattamento o alle macchine.

Sergio Barbarisi: do per scontato che in particolare la macchina del caffè sia spenta. Così da poter procedere con nuovi accorgimenti

“Se durante questi 2 mesi la macchina e l’addolcitore sono restate collegate alla corrente, avremo meno problemi. Questo perché in tal caso, l’addolcitore ha continuato a fare i suoi risciacqui e l’acqua non è stagnante. E se la macchina è restata accesa perché ha tenuto l’acqua mossa, abbiamo di fronte una situazione meno critica. Se il locale è rimasto totalmente chiuso, la parte di sanificazione di addolcitori e di cartucce è necessario.”

Di questo ne parla Daniel Toc

“Le procedure di sanificazione degli impianti idrici sono essenziali, soprattutto dopo un periodo così lungo e inatteso di fermo. Il fattore di rischio è superiore rispetto alle solite condizioni quotidiane. Aggiungo che uno degli aspetti critici riguardante il trattamento dell’acqua è che gli addolcitori e le cartucce collegate alle reti idriche devono rispettare il dl 31. Oltre al rischio microbiologico intrinseco sviluppato all’interno delle condutture, c’è quello fisico legato alla presenze di particelle di particolato nell’acqua.

Questo provoca due effetti: fisico, bloccandone il funzionamento e alterando il bypass o addirittura attraversa le cartucce e arrivare ai pompanti dei nostri macchinari; creando un substrato ideale per i microorganismi e la loro crescita. Metter a punto una sanificazione con un’acqua che a monte non è stata trattata, può aumentare il verificarsi di questi due fenomeni.

All’interno degli addolcitori e delle cartucce in questi mesi di fermo, si saranno formati dei biofilm: strutture costruite dai microbi, in cui sono particolarmente persistenti.

Sanificare in questo contesto, è una sfida

Partirei dando indicazioni su come comportarsi per le cartucce: hanno l’indicazione di esser sostituite una volta ogni anno al raggiungimento dei loro litri o quando c’è uno stop di 4 settimane. Quindi al rientro ci orienteremmo con la sostituzione. C’è stato richiesto di avere delle indicazioni su quanto bisogna spurgare le cartucce, cercando di ovviare al problema dei biofilm. Allora abbiamo pensato a delle linee guida, ricordando però che non sono garanzia di sicurezza e di avere un’acqua idonea al consumo umano.

Io parlo di cartuccia collegata alla macchina del caffè e non all’acqua potabile. Quindi categoria Bestmax, Bestmax Premium, Smart e la Protect. In base alla misura ci sono vari litraggi di spurgo da effettuare.

Per le misure più piccole, la X, dieci litri di spurgo.
Per le misure M, 50 litri di spurgo.
Per le misure L (da 35), 70 litri di spurgo.
Per le misure XL, 100 litri di spurgo.

Questa operazione va effettuata o dalla valvola di spurgo con la testa nuova oppure dal flessibile collegato dalla testa della cartuccia alla macchina del caffè. Bisogna quindi staccare il flessibile dalla macchina e effettuare lo spurgo. Ma la sanificazione della rete idrica può esser anche estesa a tutti i flessibili che ci sono nel locale.

Quindi se il flessibile è tra la testa in uscita della cartuccia e la macchina ed è possibile staccarla e attaccarla alla rete idrica durante l’operazione, ci garantisce che tutta la rete idraulica è sanificata.

Una volta effettuato lo spurgo, dovremmo analizzare la durezza dell’acqua in ingresso alla cartuccia, settare il bypass nella maniera corretta e analizzare l’acqua in uscita della cartuccia.

Per appurare che questa esplichi la sua funzione di abbassare la durezza dell’acqua. Nel caso in cui questo non accada, la cartuccia deve esser cambiata perché non abbiamo la copertura del calcare. Cosa che andrebbe fatta ogni 12 mesi.

Nel momento in cui utilizziamo questa cartuccia, dobbiamo avere la garanzia che la qualità microbiologica dell’acqua sia in linea ai decreti legislativi. Per cui dovremmo svolgere delle analisi di laboratorio per esser certi che l’acqua sia idonea al consumo umano. Il trattamento dell’acqua in nessun punto della rete idrica, non deve deteriorarne la qualità.

Effettuare questa analisi può avere il costo della sostituzione di una cartuccia, che dà però una garanzia: una nuova è sicuramente idonea e salubre. Anche perché avere la certezza che con 100 litri abbiamo rimosso un biofilm, è impossibile.

Voglio precisare che le cartucce che invece sono collegate alle colonnine dell’acqua o ai fabbricatori dell’acqua, devono rispettare i dettami del decreto 31. Queste cartucce vanno cambiate.

L’addolcitore

La condizione microbiologica è molto simile a quella delle cartucce, ma è più facile agire con la sanificazione. Abbiamo il Sanixal, il classico sale di pastiglie che viene usato per la rigenerazione delle resine degli addolcitori. al suo interno ha un disinfettante a base di cloro. Questo viene rimesso in circolo all’interno delle resine durante la rigenerazione e quindi garantisce la sanificazione nel corso di pochi cicli. La programmazione dell’addolcitore, ci permette di allungare questi cicli di sanificazione nel software. Allungando il tempo di contatto tra la salamoia contenente il cloro e le stesse resine.

L’osmosi inversa

Se questa è rimasta allacciata e funzionante alla rete, non c’è problema, perché questi impianti hanno un risciacquo automatico delle membrane ogni tre ore. Se è stata staccata, bisogna generare 20 litri di permeato, trattando circa 40 litri di acqua e se questa in uscita raggiunge una conducibilità di 30/20 microsimens, con una produzione di 100 litri ora, l’osmosi inversa è in uno stato perfetto e non ci sarà altro da fare.”

Sergio Barbarisi: la macchina del caffè

“Prima ancora di chiamare acqua dall’addolcitore e dalla cartuccia, deve esser completamente svuotata. Senza l’acqua che è rimasta ferma per più di due mesi. L’acqua all’interno dei metalli, assume parte di questi metalli in cui è entrata in contatto. Se c’è rame prende quello e così con l’ottone: andremmo a fare caffè e bevande con quell’acqua stagnante a temperatura ambiente in cui i batteri sono proliferati. Abbiamo sanificato l’impianto a monte e gli addolcificatori, quindi immettiamo nuova acqua anche nella macchina.

Molto spesso gli addolcitori hanno alla loro uscita un raccordo AT che vanno a servire spesso la lavabicchieri, che è meno delicata. Una volta che io la svuoto e sono sicuro che non ci sia più acqua, contando sull’aiuto del vostro tecnico e il manuale d’uso dell’attrezzatura che vi spieghi la procedura dello svuotaggio nella fase di riavvio.

Il decreto legge 17 marzo 2020 18 articolo 64

Il decreto legge 17 marzo 2020 18 articolo 64

Sergio Barbarisi: “Riconosce un credito di imposta pari al 50% delle spese sostenute per la sanificazione degli ambienti, strumenti di lavoro. Acquisto di dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, visiere), l’acquisto di dispositivi di protezione collettiva, barriere di protezioni, l’acquisto di detergenti disinfettanti. Sino a un massimo di 20mila euro.

Le agevolazioni

Quindi oltre all’informare il cliente che è sua responsabilità svolgere questo tipo di operazione, potete dirgli che è però detraibile al 50% dalle tasse. Perché ne va della chiusura del loro locale in caso in cui si trovino batteri.”

l webinar di BWt a Milano Bwt Italia nel sito, trova il tuo agente di zona che procede per codice avviamento postale per contattare il tecnico più vicino.

Un invito: il webinar sulla sanificazione degli ambienti come Bwt Water+More. Sugli aerosol per ambiente, disinfettanti da erogare a mano con le pompe a spruzzo e pompe a ozono e lampade uv.

Le informazioni per contattare Bwt Water+More e iscriversi al prossimo Webinar

La prima parte del seminario a questo link.