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Tutto quello che volevate sapere e non avete mai chiesto sul Bubble tea

La caratteristica che salta subito all’occhio è quella di bevanda masticabile, a definirla tale è stata nientemeno che Hillary Clinton (le mode di questo tipo arrivano dalle nostra parti sempre e solo dopo una triangolazione che le porta prima di tutto negli States), che assaggiando il bubble tea durante la campagna elettorale delle elezioni del 2016 definì lo snack drink letteralmente chewy

bubble tea
Un giovane con il suo Bubble tea

MILANO – Gommoso, colorato, evocativo e sicuramente originale: tutto questo è racchiuso nell’unico bevanda dal sapore orientale, il Bubble tea. Ormai arrivato anche in Italia, dove ha subito conquistato le nuove generazioni, che come sempre sono più che ricettivi verso le tendenze più fresche. Se poi sono golose e belle anche da fotografare, il gioco è fatto: leggiamo qualche informazione in più su questa ricetta che spopola tra i giovani in questi ultimi anni, dal sito elledecor.com.

Bubble tea: che cos’è e da dove arriva

E’ possibile che sappiate cosa sia il bubble tea – o the con le bolle (anche se parrebbe che in realtà bubble derivi da una storpiatura di boba. Ovvero il termine taiwanese usato per indicare le perle di tapioca, quelle che generalmente arricchiscono questo tipo di bevanda); – una nuova moda zuccherina che sta arrivando nelle più hipster delle città europee direttamente dalla Taiwan degli anni ’80.

Il suo particolare carattere da idea di food-design

La caratteristica che salta subito all’occhio è quella di bevanda masticabile, a definirla tale è stata nientemeno che Hillary Clinton (le mode di questo tipo arrivano dalle nostra parti sempre e solo dopo una triangolazione che le porta prima di tutto negli States). Che assaggiando il Bubble tea durante la campagna elettorale delle elezioni del 2016 definì lo snack drink letteralmente chewy.

Nel Bubble tea possiamo riconoscere i principi del food design operare su più livelli

Quello dell’ideazione di una bevanda con una componente tanto singolare da farne in gran parte una sostanza di fatto masticabile; la curiosità estetica delle sfere trasparenti che costituiscono gran parte della stessa e la confezione del contenitore che nel tempo si è adattata alle esigenze del consumatore.

Permettendo un trasporto sicuro (grazie alla calotta, che ha sostituito il cellophane con cui un tempo si copriva la parte superiore dei capienti bicchieri). Nonché la possibilità di bere tramite una cannuccia capiente abbastanza da lasciar passare i piccoli (ma non così piccoli) globi di tapioca che il bevitore sorbirà assieme al the aromatizzato.

Detto della progettualità vediamo cos’è nei fatti il bubble tea. Originariamente – e non sappiamo a chi assegnarne la paternità, certo è solo che si tratta di qualcuno con un banchetto nei meandri dell’antica Taiwan – non si trattava di nient’altro che di una bevanda a base di diverse varietà di tè, cui venivano aggiunti alcuni aromi alla frutta e, generalmente del latte.

La preparazione veniva quindi completata con l’aggiunta di perle di tapioca

(lì note, come detto in precedenza, come boba – termine che in seguito verrà proiettato metonimicamente sulla stessa bevanda). O di altre gelatine di frutta o vegetali. Tra le diverse varianti con cui si è diffuso il bubble tea le più comuni sono quelle al tè nero con latte e tapioca e al tè verde, sempre con latte e tapioca.

Una cosa curiosa è che in origine questa bevanda veniva preparata calda, le varianti fredde sono successive. E poi si diffusero anche grazie all’uso di polpe e succhi di frutta da infondere nella preparazione.

Tra le tantissime variazioni del Bubble tea ne esiste una nata ad Hong Kong e nota come yuenyeung

Questa versione viene preparata con the nero, latte e caffè. C’è anche chi le prepara a base di tè deteinati. Spesso le perle di tapioca nel bubble tea assumono un colore nero, ciò è dovuto all’aggiunta di zucchero di canna, mentre invece quelle verdi sono aromatizzate al the verde, e sono molto gommose.

Dato che i Bubble tea bar stanno prendendo piede anche in Italia, non vi resta che dare un’occhiata e scoprire se c’è qualcuno che lo propone nella vostra città. L’unico aspetto da tenere presente però è che di solito queste bevande – malgrado la loro freschezza – sono altamente caloriche.