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Brexit: l’industria del caffè teme le conseguenze del no-deal e si prepara al peggio

Brexit Una caffetteria Caffè Nero
Una caffetteria Caffè Nero

MILANO – C’è maggiore ottimismo ora per un deal sulla Brexit, dopo le parole di Ursula von der Leyen, che ha aperto la strada a un accordo. Ma i nodi rimangono, in particolare su pesca e parità di condizioni. Gli investitori tornano a sperare e con essi tutta l’economia britannica, che teme le incognite del no-deal, in una situazione resa già critica dalle conseguenze della crisi sanitaria. Tra i settori più penalizzati c’è quello del caffè, soprattutto nel fuori casa.

Lockdown, misure di distanziamento e smart working hanno affossato il mercato delle caffetterie, per il quale si prospetta, a fine 2020, una perdita a valore del 37,5%. Costa Coffee, la massima catena di oltremanica, ha deciso a settembre oltre 1.600 esuberi, a fronte del calo di traffico e fatturato.

Caffè Nero, anch’essa in grave difficoltà, ha recentemente respinto un’offerta dei fratelli Issa, i paperoni del petrolio che hanno da poco acquistato la catena di supermercati Asda.

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