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Caffè Fogarolli: il packaging diventa sacchi a pelo per i senza tetto di Trento

Rosso acceso, ma non d'allarme: di solidarietà. È questo il colore delle bobine di carta del caffè Fogarolli che, sabato scorso, sono state usate per creare dei sacchi a pelo per i senza dimora dai volontari di PerGnént, gruppo di Vigolo Vattaro, e da alcuni cittadini di tutte le età che, grazie al passaparola, sono arrivati al convento dei Cappuccini di Trento.

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I volontari impegnati nella realizzazione dei sacchi a pelo articleimage

TRENTO – Il sostegno ai senza tetto di Trento arriva dai torrefattori, che hanno offerto gli strumenti per ricavare dei sacco a pelo per proteggerli dal freddo. Un’iniziativa che ha trasformato il packaging del caffè Fogarolli in giacigli caldi creati da alcuni volotnri dell’associazione PerGnént. Ecco la notizia di questo gesto solidale, dal sito vitatrentina.it.

Torrefattori in prima linea per aiutare gli svantaggiati

Rosso acceso, un rosso solidarietà. È questo il colore delle bobine di carta del caffè Fogarolli che, sabato scorso, sono state usate per creare dei sacchi a pelo per i senza dimora dai volontari di PerGnént, gruppo di Vigolo Vattaro, e da alcuni cittadini di tutte le età che, grazie al passaparola, sono arrivati al convento dei Cappuccini di Trento.

I 150 volontari che si sono alternati nel corso della giornata hanno creato 50 sacchi a pelo, di cui 30 sono stati completati con l’inserimento di trapunte e piumini. Tra i volontari, chi aveva cominciato a realizzare i sacchi a pelo già ad inizio mattina – i lavori in sala San Francesco sono cominciati alle 9 – spiegava ai nuovi arrivati come realizzare il sacco, unendo tre strisce di bobina della lunghezza di quattro metri ciascuna. Fissandole con lo scotch e piegandole, in modo tale che fossero pronte per la cucitura.

Un lavoro di squadra, completato con l’inserimento nel sacco a pelo, chiuso “a busta”

In modo tale da raggiungere una lunghezza di due metri, di coperte e trapunte donate a PerGnént da alcune lavanderie trentine. Infine, i sacchi a pelo sono stati arrotolati su se stessi; alcuni di loro sono stati trasformati in zaini, grazie ad alcuni nastri.

Alle 17, a fine laboratorio, i sacchi a pelo completati sono stati posti all’ingresso della mensa dei cappuccini. Pronti per essere distribuiti dopo cena ad alcuni ospiti da fra’ Massimo Lorandini, responsabile della “mensa della Provvidenza”. Così come viene chiamata.

“Abbiamo finito due bobine di carta”, spiega soddisfatta Elisabetta Gremes, responsabile di PerGnént

“Nel corso della mattinata, sono venute tante persone, anche da Arco e da Rovereto, per portare il materiale a casa, o nella propria associazione. Dove realizzeranno altri sacchi a pelo. Stiamo anche pensando di replicare questa giornata in futuro”, aggiunge.