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Slayer Espresso debutta in Italia, con Lot Zero, Chiara Bergonzi e l’iridata Manuela Fensore

slayer espresso in Italia
Per la prima volta in Italia, la tecnologia di Slayer Espresso

MILANO – Appuntamento a suo modo epocale quello del 20 giugno, in via Gaetano Giardino 3. Proprio vicino al Duomo, zona in cui i bar italiani ispirarono il sogno di Howard Schultz, Slayer Espresso fa il suo dovuto ingresso in Italia. Luogo eletto per la messa in moto di questa macchina speciale, il bistrot Ecooking: un locale che, in linea con la sua filosofia di un’offerta di qualità e sostenibile, è stato teatro di scena di questa attrezzatura approdata dagli Usa.

Un’occasione per riunire molti dei membri della community degli specialty, attorno a una buona tazza di caffè, così come vuole il rito tutto made in Italy.

Slayer Espresso: da una grande macchina, grandi responsabilità

E per gestire una macchina di questo calibro non potevano certo mancare le mani di professionisti esperti, anzi, forse è il caso di parlare in questo caso, al femminile: a dominare la Slayer Espresso, la “mamma della Latte Art” Chiara Bergonzi. Seguita a ruota dalla neo campionessa mondiale della disciplina, Manuela Fensore. Due operatrici d’eccezione che hanno saputo valorizzare in tazza il caffè prodotto da Lot Zero.

Dietro al bancone, pronti al servizio, il gruppo di operatori formato da Lot zero, guidati per una sera da Manuela Fensore

E’ proprio Chiara Bergonzi che racconta le origini di questo dialogo tra mondo dello specialty e del food, concretizzato nel servizio del caffè Lot Zero dentro Ecooking

Manuela Fensore prepara i suoi cappuccini da campionato mondiale

“Mi è piaciuta proprio l’idea di creare un rapporto con il food e quindi sensibilizzare gli chef, anche stellati, sul tema caffè. Abbiamo iniziato con Luigi Cassago, un professionista che studia la materia prima. E che ha deciso di concentrarsi proprio sulla formazione, scegliendo noi di Lot zero. In quanto realtà affidabile e come migliori rappresentanti dello specialty in Italia. Ci siamo comportati un po’ come dei brand ambassador.”

Tutto il team femminile di Lot zero

“Qui abbiamo portato per la prima volta una Slayer Steam, macchina volumetrica che è più funzionale per il servizio all’interno di un locale. Soprattutto rispetto all’altro modello, Slayer Espresso, strumento manuale che invece sarà utilizzata all’interno della Roastery Lot zero di prossima apertura, all’interno della prima cintura di Milano.”

La tecnologia Slayer Espresso, per la prima volta in Italia

slayer espresso

E per un evento così importante, presenti anche le sorelle di Sevengrams, le sorelle Mauro, e tutti gli appassionati di Specialty, tra cui anche il terzo classificato ai mondiali di Brewers, Alessandro Galtieri.

Riuniti attorno a questo mostro sacro tecnologico, che ha lavorato a tamburo battente lungo tutta la serata. Leit motiv dell’evento, la proposta del miglior espresso specialty, alternata a momenti di degustazione anche di cocktails.

E poi, ovviamente, ad arricchire l’esperienza organizzata presso Ecooking, le dimostrazioni live di latte art costruiti dalla tecnica di Manuela Fensore e Carmen Clemente. Assieme alle invenzioni gastronomiche del padrone di casa: lo chef Luigi Cassago.

Il quale si è dimostrato il partner adatto alla valorizzazione del caffè offerto, in linea con la sua idea di cucina sostenibile e di livello. Uno chef che ha voluto investire in una proposta di specialty all’interno di un menù studiato a seconda della reperibilità delle materie prime sul mercato.

Composto da 3 piatti pensati per esser accompagnati dal caffè filtro. Con l’ambizione di avvicinare il consumatore medio attraverso il buon cibo e con dei blend specialty non troppo lontani dal palato italiano.

Luigi Cassago e la sua cucina tecnologica e tradizionale

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L’evento di lancio della Slayer, a Ecooking

“La mia passione per il cibo e il caffè nasce dai miei nonni. Grazie a loro la cucina per me è diventato il frutto di sacrificio e convivialità: ho lavorato con loro sulla terra e ho compreso quanta fatica ci fosse dietro una singola piantina di pomodoro. Lo stesso che poi veniva servito a tavola, in un momento di condivisione.

Per questo poi, dopo anni di varie esperienze lavorative nel settore, ho voluto creare Ecooking, un format che fosse accessibile a tutti. In cui ogni prodotto è stato pensato per accompagnare un diverso momento della giornata. La mia cucina è sperimentazione tecnologica, senza rinunciare ai sapori tradizionali.”

Una cucina che si sposa con il caffè di Lot zero

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Da Ecooking lo specialty non manca

Mi sono innamorato della loro padronanza della materia e la volontà di condividerla attraverso un percorso formativo che, in qualche modo si sposava con la mia filosofia: dall’ego all’eco. ”

Nessuna paura di investire in un prodotto poco conosciuto dagli italiani. Ma piuttosto lo spirito di esser un punto di riferimento per la community, al fine di comunicare la complessità della bevanda attraverso un consumo quotidiano. Per superare anche il pregiudizio di una tazzina che supera l’euro canonico.

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Aperto il menù di Ecooking, ecco cosa aspetta in termini di offerta e di prezzi, il cliente