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Paola Campana: “Non fermarsi mai, studiare e coltivare questo mestiere con grande passione”

paola campana
Paola campana, della Torrefazione Campana

MILANO – Dagli schermi televisivi, in cui è comparsa durante l’inchiesta di Report sul caffè di qualità, all’intervista: Paola Campana racconta il suo esser donna all’interno di una piccola torrefazione familiare.

Paola Campana, che cos’è per lei il caffè? Un ricordo, un’abitudine, un tramite?

“Per me il caffè non è soltanto passione, e amore per il proprio lavoro. E’ un dolce ricordo anche di bambina. Quando mi sedevo tra i sacchi di caffè della piccola torrefazione di famiglia e vedevo ma soprattutto, ammiravo mio padre tostare i caffè. Mi piaceva il profumo che sprigionavano quei chicchi e che permaneva nel laboratorio. Il caffè mi ricorda anche mia madre, quando al mattino lo preparava nella classica caffettiera napoletana “La Cuccuma”. Con quell’odore meraviglioso che si espandeva in cucina e mi deliziava appena sveglia.”

Potrebbe descrivere il suo mestiere?

“Per l’azienda di famiglia mi occupo di marketing e vendite esterne ma anche dell’organizzazione di eventi. Mi piace introdurre il caffè di qualità anche in progetti, ambiziosi e così diffondere nuovi modi di consumare il caffè.”

CARTE DOZIO
FRANKE

Quando ha deciso che il caffè, la cultura del caffè avrebbe potuto essere la sua strada professionale?

“Dopo la laurea e un master ho avuto diverse esperienze lavorative in altri settori ma dietro la spinta di mio padre sono tornata di nuovo nell’azienda di famiglia. Ho iniziato a leggere le riviste sul caffè così come i libri. Infine, ho cominciato a frequentare corsi certificati dalla Specialty Coffee Association, nutrendo così la passione per questo mondo. Ed è li che ho deciso che questa era la mia strada, il mio destino.

Assieme a mio fratello Raffaele, il torrefattore di famiglia, abbiamo dato una sferzata di innovazione alla torrefazione. Ci siamo appassionati talmente tanto al mondo degli specialty che abbiamo deciso di aprire una caffetteria col nostro brand nella città di Pompei. Siamo molto attenti ai caffe che selezioniamo.

Infatti, prima di comprarli effettuiamo dei test di assaggio. Ci occupiamo del settore ricerca e sviluppo nel nostro laboratorio di torrefazione. Studiamo e ci aggiorniamo continuamente, perché vogliamo sorprendere i clienti con prodotti di prima
scelta.”

E’ stata solo una scelta lavorativa oppure di vita?

Racconta Paola Campana: “Per me il caffè è una scelta di vita. Mi ci dedico anima e corpo. E’ vero il detto “fa il lavoro che ti piace e vedrai che ti sembrerà di non lavorare nemmeno un giorno della tua vita.”

C’è stato un episodio particolare in cui ha pensato di non farcela e perché?

“Le difficoltà imprenditoriali ci sono, è inutile nasconderlo. Ma sfido qualunque azienda a non averne. Viviamo in Italia, che è un paese non semplice per il tessuto imprenditoriale. In ogni caso, gli eventi passati della mia vita mi hanno temprato tanto da affrontare ogni cosa con maggior forza e determinazione i nuovi ostacoli, ogni giorno.”

Che cosa direbbe alla Paola Campana in difficoltà?

“Direi di non mollare mai e di coltivare i propri sogni. Poi, che nella vita nulla è regalato. Il successo, le soddisfazioni e le gratificazioni bisogna sudarsele.”

E invece, alle giovani donne che vogliono essere protagoniste nel settore del caffè?

“A loro suggerisco di non fermarsi mai, studiare e coltivare questo mestiere con passione. Ogni cosa fatta con amore nella vita dà i suoi frutti e cresce.”

Descriverebbe la sua giornata tipo?

“Sveglia presto al mattino, colazione. Durante la quale leggo le notizie, compreso Comunicaffè. Rispondo alle e-mail, preparo presentazioni e preventivi per i clienti, e spesso dedico la mattina ad andar a far loro visita. Il pomeriggio invece mi concentro sul lavoro di caffetteria. Ma non abbiamo orari di lavoro troppo prolungati per cui non chiudiamo più tardi delle 20. Infine, concludo la giornata con un po’ di sano sport.”

Pensa che, all’interno del suo ambito professionale, sia stato più difficile come donna, affermarsi?

“Penso che non sia stato assolutamente difficile affermarmi nel mio ambito professionale. La mia famiglia mi ha sempre dato libertà di scelta e di decisione. Mentre con i clienti c’è un buon rapporto di stima e di fiducia.”

Come ha visto evolversi il settore del caffè nel suo ambito specifico professionale?

“Penso che il mondo del caffe negli ultimi due anni si stia evolvendo tanto per fortuna. E questo anche grazie alle nuove generazioni di torrefattori italiani che fanno la differenza. Il mio sogno quello di è vedere in Italia un mercato simile a quello australiano, ma ci vorrà tempo!

Come appassionata di questo mondo, credo che dobbiamo rendere tutta la filiera del caffè tracciabile, sostenibile e trasparente. Sia quando parliamo di arabica che di robusta. Sono dell’idea che il caffè specialty non debba sostituirsi a quello tradizionale, ma che siano due modi di intendere il caffè che possono coesistere e dialogare l’uno con l’altro. Anche se si parla di diversi metodi di estrazione. Un consumatore deve entrare in un bar o caffetteria e deve avere la possibilità di scegliere tra varie tipologie di caffè. Proprio come quando si entra in un’enoteca e si può scegliere un’etichetta piuttosto che un’altra.”

Come intende la giornata internazionale del caffè?

“La giornata internazionale del caffè, nel 2018, è stata l’occasione per realizzare progetti di beneficenza per il miglioramento delle condizioni sociali ed economiche delle donne in piantagione. Un altro progetto ambizioso che ho in mente sarebbe proprio quello di creare un’ “associazione donne del caffè” in Italia che porta avanti proprio progetti di questo tipo.”

Qual è il tocco femminile che aggiunge qualcosa in più al suo lavoro?

“Il tocco femminile che metto nel mio lavoro è la creatività nella comunicazione, ma anche nel packaging.”