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Gelato come pranzo? Si può fare, basta seguire alcune regole di base

Cono o coppetta, due o tre gusti, con o senza cialda: il gelato in estate è una tentazione e un piacere per occhi e palato. Come sceglierlo? Lo abbiamo chiesto a Francesca Albani, dietista clinica all'Humanitas San Pio X a Milano

fiera del gelato coldiretti
Il gelato va alla grande questo settembre

MILANO – Il gelato non è solo per merenda: alcuni lo consigliano per la colazione, altri invece pensano di pranzare con questo dessert freddo. E’ possibile farlo, basta seguire alcuni piccoli accorgimenti per non metter su peso e concedersi così un po’ di golosità anche durante uno dei pasti principali della giornata. Leggiamo come fare, da alimentazione.gazzetta.it.

Pranzare con il gelato non è vietato per la dieta

Un gelato può sostituire un pasto? “Non sempre: non deve essere un’abitudine ma un’alternativa” – dichiara la dietista Francesca Albani – “Un gelato non è un pasto equilibrato. Uno bilanciato deve apportare, nelle giuste proporzioni, tutti i macro e micronutrienti: carboidrati complessi, proteine e grassi e non devono mancare fibre, vitamine e sali minerali. Il gelato può essere considerato un pasto equivalente in termini calorici (quello medio apporta intorno alle 600 calorie); se si sceglie una coppetta media, con 3 gusti, da 300-350 grammi, per una persona non a dieta. Una coppetta con due palline di gelato, dopo due ore fa tornare la voglia e la ricerca di cibo. Pertanto chi è normopeso, in estate o in spiaggia, può concedersi un gelato una volta alla settimana, se negli altri giorni la dieta è bilanciata. Un individuo che pratica sport anche più spesso”.Quali sono i nutrienti che ingeriamo? “La maggior parte dei nutrienti sono zuccheri e grassi, in una minima quota le proteine del latte o della panna, anche nei gelati prodotti con il latte di soia per gli intolleranti al lattosio. Nei gelati alla frutta invece sono presenti solo zuccheri”.

Cosa manca? “I carboidrati complessi, le fibre, e nel gelato alla frutta o in quelli realizzati con l’acqua, mancano le proteine”.

Quali gusti preferire per pranzare?

“Il gelato allo yogurt: conserva una piccola parte di fermenti lattici e di proteine del latte che lo rendono più completo tra tutti. Anche il cioccolato fondente va bene, specie quello non realizzato con il latte: è un concentrato di cacao ricco di flavonoidi. Il gelato alla frutta è meno calorico rispetto alle creme. Meglio optare per un buon gelato artigianale, fatto con pochi e genuini ingredienti come panna, uova e zucchero, e non sostituti. E scegliere una coppetta media: fornisce un po’ più di calorie, ma sazia fino al pasto successivo”.

Quali gusti è meglio evitare?

“Se il gelato deve essere un peccato di gola, bisogna “peccare bene”. Non si devono guardare solo le calorie, ma il bilanciamento e la palatabilità. Tuttavia, quelli elaborati, con caramelle, biscotti, lo arricchiscono inutilmente di ancor più zuccheri e grassi”.

Qual è l’associazione perfetta? “Un gusto alla crema, ad esempio yogurt o fior di latte, uno al cacao e uno alla frutta, magari il lampone, rende il gelato un po’ più bilanciato in termini di nutrienti”.

E chi è a dieta può concedersi un gelato per pranzare? ” E’ permessa ogni 10 giorni, una coppetta piccola di due gusti, che apporta un po’ meno di 300 calorie, se la dieta è bilanciata negli altri giorni e se non si hanno problemi di colesterolo o diabete”.