giovedì 01 Gennaio 2026
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Latte: la filiera nazionale nella trasformazione vale 21,8 miliardi, +9% nell’ultimo anno

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mandorle e soia latte vegetali
Bevanda vegetale di soia e mandorla (immagine: Pixabay)

L’Italia si posiziona al quinto posto tra i produttori europei di latte bovino, con oltre 13mila tonnellate consegnate, 23mila allevamenti e circa 1,7 milioni di vacche. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sull’Ansa.

La filiera del latte in Italia

MILANO – La filiera lattiero-casearia conferma la sua importanza nell’economia agroalimentare nazionale con 7,1 miliardi di euro di valore realizzato dalla fase di allevamento e 21,8 miliardi di euro dalla fase di trasformazione, che, con un aumento 9% nell’ultimo anno, colloca il settore al primo posto per fatturato dell’industria alimentare.

L’Italia si posiziona al quinto posto tra i produttori europei di latte bovino, con oltre 13mila tonnellate consegnate, 23mila allevamenti e circa 1,7 milioni di vacche.

E’ il quadro tracciato da Ismea, sulla base degli ultimi dati disponibili, presentato in occasione dell’evento di “Think Milk, Taste Europe, Be Smart”, la campagna di promozione di latte e derivati, promossa dal settore lattiero-caseario di Alleanza delle Cooperative Italiane, realizzata da Confcooperative con il cofinanziamento della Commissione europea.

Negli ultimi 10 anni, rileva Ismea, sono progressivamente scomparse le realtà di piccole dimensioni, a favore di un progressivo percorso di aggregazione; quelle grandi con oltre 500 capi, pur rappresentando poco meno del 5% del totale, detengono circa un terzo dei capi da latte.

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Moka Challenge AICAF 2025: e al primo posto c’è Vittorio Orsina

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Moka Challenge Host Milano

MILANO- Il 21 ottobre 2025, durante Host Milano, si è svolto il Moka Challenge AICAF, la competizione dedicata all’iconica moka italiana e all’arte di trasformare un semplice gesto quotidiano in un’esperienza sensoriale unica.

Un evento che ha unito tradizione, tecnica e fantasia, portando sul palco i migliori professionisti e appassionati del mondo del caffè.

Moka challenge: i vincitori 2025

Complimenti ai tre vincitori di questa edizione, che hanno saputo interpretare la moka con originalità e passione, esaltando l’essenza più autentica del caffè italiano:

 1° classificato: Vittorio Orsina

2° classificato: Federico Quilici

3° classificato: Cesare Bassani

Le loro creazioni hanno stupito la giuria per equilibrio, innovazione e capacità di valorizzare uno strumento simbolo della nostra cultura.

UN GRAZIE AI GIUDICI

Un ringraziamento speciale ai giudici di questa edizione, che con professionalità e competenza hanno valutato ogni preparazione con attenzione e passione:

  • Elena Scordamaglia
  • Francesco Malasa
  • Omar Sinanovic

 Grazie per l’impegno e la dedizione che avete portato sul palco del Moka Challenge!

GRAZIE AGLI SPONSOR

Un grande grazie a tutti gli sponsor che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, sostenendo i partecipanti e arricchendo la competizione con premi e materiali di altissima qualità.

Un ringraziamento speciale va a BIALETTI, protagonista indiscussa di questa sfida!
Con la sua storia, il suo design iconico e la costante innovazione, Bialetti continua a ispirare baristi e coffee lover in tutto il mondo, mantenendo viva la tradizione del caffè italiano.

RIVIVI L’EVENTO

A breve saranno disponibili le foto ufficiali e i momenti più belli del Moka Challenge 2025 sui nostri canali social e sul sito AICAF.
Continuate a seguirci per scoprire i prossimi eventi e le nuove sfide dedicate ai maestri del caffè!

Accademia Italiana Maestri e Sommelier del Caffè

Città del cioccolato: a Perugia presentato il nuovo museo esperienziale

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la città del cioccolato
L'inaugurazione del museo (immagine concessa)

PERUGIA – Presentata in anteprima a Perugia la Città del cioccolato, il nuovo museo esperienziale dedicato al cacao e al cioccolato. Un progetto che prende forma nella città tradizionalmente più dolce d’Italia, qualificandosi così come il maggior polo attrattivo tematico al mondo, grazie al recupero dell’ex Mercato Coperto di proprietà del Comune di Perugia, ristrutturato nel 2016 con il sostegno finanziario di Regione Umbria e Fondazione Perugia.

La Città del cioccolato a Perugia

Nel 2023 l’immobile è stato oggetto di un Avviso di Valorizzazione pubblicato dal Comune di Perugia, aggiudicato l’anno successivo alla società Destinazione Cioccolato Srl SB, costituita appositamente per la presentazione di un progetto di alto valore.

Tale proposta ha consentito la sottoscrizione di una concessione trentennale, finalizzata all’avvio e al completamento, in tempi rapidi, di significativi interventi di allestimento, per un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro.

Il progetto ha potuto beneficiare della Misura “Italia Economia Sociale”, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) in collaborazione con Invitalia. Grazie alle agevolazioni finanziarie previste dal programma, è stato possibile avviare anche lo sviluppo di iniziative legate ai temi dell’inclusività sociale, con particolare attenzione all’inserimento lavorativo di persone appartenenti a categorie fragili e, in special modo, di quelle tutelate dalla Legge n. 68/1999.

Un cantiere imponente in cui hanno lavorato circa 200 persone, esclusi i fornitori esterni di materiali e merci per il completamento dell’allestimento.

Intesa Sanpaolo, attraverso la Direzione Impact nell’ambito della Divisione Banca dei Territori, ha concesso un importante finanziamento che ha consentito la realizzazione dell’operazione.

Questa progettualità è stata successivamente ampliata grazie a una brillante operazione di equity crowdfunding, realizzata tramite la piattaforma Mamacrowd, che ha consentito di coinvolgere 198 investitori tra piccoli, medi e grandi, rafforzando ulteriormente la solidità e la partecipazione del progetto.

I suoi 2.800 metri quadri di estensione raccontano tutto ciò che ruota attorno al mondo del Cibo degli Dèi. Un percorso tanto didattico quanto immersivo, capace di coinvolgere tutti e cinque i sensi.

Un approfondimento, passo dopo passo, che spazia dalla geografia dei Paesi produttori alla storia del cacao, da 5.300 anni fa ad oggi; dalla biodiversità legata a un prodotto ancora tutto da scoprire, alla sostenibilità che interessa l’intera filiera.

La Città del cioccolato è un progetto nato da un’idea di Eugenio Guarducci, fondatore e presidente di Eurochocolate, il Festival internazionale del cioccolato che da oltre 30 anni porta a Perugia centinaia di migliaia di visitatori da ogni parte del mondo.

“Perugia – ha dichiarato Vasco Gargaglia, Presidente di Destinazione Cioccolato Srl SB – rappresenta nell’immaginario collettivo la Città del Cioccolato per eccellenza. Questo lo dobbiamo a una tradizione che parte da lontano ovvero dal 1907 quando, a poche decine di metri dall’ex Mercato Coperto, nacque il primo laboratorio della Perugina, ma anche a un grande sforzo di comunicazione e promozione costruito negli ultimi 30 anni attraverso Eurochocolate. Aver aperto il cantiere di questo ambizioso progetto ha significato per tutti noi iniziare a trasformare un sogno in dolce realtà”.

Il legame con la città di Perugia

La Città del Cioccolato sorge all’interno dell’ex Mercato Coperto di Perugia, edificato nel 1932 in soli 10 mesi grazie alla determinazione di Giovanni Buitoni – come noto non estraneo alle vicende imprenditoriali legate al mondo del cioccolato – che al tempo ricopriva la carica di Podestà di Perugia.

Si tratta di uno degli edifici più interessanti della città, una vera e propria perla all’interno del contesto del centro storico del capoluogo che, grazie alla sua iconica e imponente terrazza, regala il più bel panorama dell’Umbria con una vista su Assisi davvero mozzafiato.

Inoltre, il progetto si prospetta capace di dare una spinta importante a un turismo tanto enogastronomico quanto museale (basti pensare al costante aumento delle visite ai musei in Italia nel 2023 rispetto al 2019: +23%), portando visitatori, ricchezza e prestigio al distretto del cioccolato di Perugia.

Farà parte dell’offerta del museo il recupero del primo laboratorio Perugina situato nella vicinissima Via Alessi che verrà inaugurato l’11 Novembre anche grazie al supporto di Luisa Spagnoli Spa. Proprio di fronte alla struttura, il laboratorio è stato interamente restaurato: un’attività di conservazione e valorizzazione che esalta il lavoro dell’azienda per il cioccolato di qualità, con presenti dettagli dell’epoca come il bancone di lavorazione in marmo di Luisa Spagnoli, l’ideatrice del Bacio Perugina.

Attiguo al laboratorio, nei suggestivi spazi anch’essi utilizzati tra il 1907 e 1915 come magazzini e locali caldaia dalla neonata Perugina, in Via Angusta prenderà vita anche il LAB – Luisa Annibale Base, un vero e proprio hub esperienziale che offrirà ai visitatori del Museo un calendario quotidiano di appuntamenti e approfondimenti legati al tema cacao e cioccolato, condotti da Chocolate Taster, Maȋtre Chocolatier, Pasticceri, Associazioni.

Il calendario di degustazioni, masterclass, workshop e presentazioni sarà costantemente aggiornato sul sito web della Città del Cioccolato e i visitatori potranno prenotarsi online o in loco. Direttore Tecnico del LAB sarà Roberto Caraceni, uno tra i più noti chocolate taster d’Italia e grande appassionato di cacao e cioccolato.

Caraceni, collezionista d’eccezione di oggetti storici a tema da oltre 25 anni, ha raccolto ad oggi oltre 3.000 pezzi inerenti i più disparati aspetti del cioccolato; sarà possibile ammirare una gran parte della sua collezione, presentata in eleganti teche di vetro lungo il percorso museale.

La Città del cioccolato, passo dopo passo

La storia e la geografia del cacao

L’ingresso principale porta il visitatore a scoprire in primis, al piano superiore del Museo, la geografia e la storia del cacao. Sovrastati da un cielo animato, per una superficie totale di 400 m2, che riproduce tempi, suoni e racconti di una foresta equatoriale, si scopre dove e quando il cacao nasce.

I primi racconti sui Paesi avanguardisti nella produzione del cacao lasciano lo spazio a installazioni dedicate a chi ha fatto la storia di questa materia prima unica, dall’imperatore Montezuma a Cortez.

L’evoluzione del cacao parte dal Sud America e giunge, tra rappresentazioni concrete e interazioni digitali firmate dall’artista Manuel Gardina, fino al trasporto delle fave in Europa e al racconto dell’evoluzione del cioccolato nei paesi del Vecchio Continente. Qui si scoprono dettagli passati negli anni in sordina, come la figura della cioccolataia o l’abitudine degli aristocratici a sorseggiare cioccolata calda al posto del tè.

Prima di scendere al piano inferiore della Città del Cioccolato attraverso un’elegante passerella in legno o un divertente scivolo, sarà possibile completare la visita delle altre sezioni dedicate alla Storia del Cioccolato in Italia con dei focus sui principali distretti produttivi: Gianduja District (Piemonte e Torino), Tuscan Chocolate Valley, Polo Sud del Cioccolato (Modica) e naturalmente il Distretto di Perugia.

Spazio anche all’immaginazione e al divertimento nell’instagrammabilissima Eurochocolate Square. Qui, subito dopo la sezione dedicata alla Perugina, è collocata l’opera “Il Generale del Cioccolato” dell’artista umbro Mamo.

Lungo tutto il ballatoio che caratterizza il piano superiore del Museo, è protagonista la Collezione Kramsky: centinaia di incarti di tavolette gentilmente date in prestito da Stanislav Kramsky, il più grande collezionista al mondo di incarti di tavolette.

Due passi nella foresta

Un mondo sconosciuto, che la Città del Cioccolato, trasporta letteralmente dai paesi produttori a Perugia: al piano inferiore del museo, i visitatori possono infatti passeggiare nelle immense foreste di alberi di cacao.

Qui scopriranno le cabosse, i frutti dell’albero di cacao, crescere direttamente dal tronco dell’albero. Potranno quindi seguirne l’evoluzione: le cabosse vengono aperte, i semi (le fave di cacao) estratti e trasportati fino ad apposite strutture atte alla fermentazione prima e all’essiccazione poi.

Un viaggio unico, immersi nell’autentica vegetazione di una piantagione di cacao, fra piante, statue e cultura. Ad arricchire l’esperienza immersiva, un’imponente mostra fotografica dal titolo “Mujeres del Cacao” che perimetra tutto lo spazio con immagini in bianco e nero scattate a Chuao dal fotografo venezuelano Jesus Ochoa.

Il viaggio nella filiera del cacao si conclude all’interno di un container, impreziosito da due opere a tema dell’artista Michela Peccini, dove sono stoccate balle di cacao pronte a raggiungere la Fabbrica bean to bar firmata FBM.

Qui il visitatore potrà fare un’esperienza unica: quella di produrre una propria tavoletta di cioccolato seguendo tutte le fasi di lavorazione. Una Fabbrica arricchita da un allestimento spettacolare dove è protagonista un pavimento led calpestabile che rende davvero sorprendente tutto lo spazio

Alla base della filiera del cacao: economia, sostenibilità e biodiversità

La Città del Cioccolato è tappa tanto culturale quanto interattiva: un’occasione unica per studiare a fondo la filiera che porta la fava di cacao a diventare quella barretta di cioccolato che selezioniamo tra gli scaffali dei nostri negozi.

Aiuta inoltre ad avere una visione più ampia: sostenibilità, biodiversità e cambiamento climatico saranno infatti centrali, in pannelli descrittivi e attività interattive. A questo proposito giocheranno un ruolo chiave i dati forniti dall’Organizzazione Internazionale del Cacao (ICCO).

Tornando all’interattività, attraverso dei grandi binocoli posizionati al primo piano del Museo sarà possibile scoprire la piantagione di Playa de Oro in Ecuador dove Eurochocolate è attiva per migliorare le condizioni di vita dei coltivatori di cacao.

Il miglior cioccolato del mondo

La parte dedicata a economia, sostenibilità e biodiversità cede il passo a quella più scientifica di analisi e ricerca con il Programma Cacao of Excellence, che da Roma ha spostato il suo laboratorio e il suo staff all’interno del Museo.

COEX è sostenuto dall’Alliance of Bioversity International and CIAT e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Una ricerca che tra i suoi obiettivi ha anche quello di eleggere, ogni due anni, i migliori 50 campioni di cacao al mondo, scelti tra le centinaia di finalisti selezionati.

Un museo a misura di famiglia

Seppur l’approccio sia anche tecnico, volto alla formazione e alla sensibilizzazione attorno al mondo del cacao, le modalità vengono incontro al consumatore, rendendo ogni novità qualcosa di interessante e divertente anche per i più piccoli, grazie ad esempio alle due attività formative: Piantalab e Coloralab.

Attraversando le numerose sezioni tematiche della Città del Cioccolato, si incontrano momenti di “gioco” come la SNAP ROOM con fotocellule che individuano il movimento degli ospiti e riproducono il rumore che la tavoletta di cioccolato fa quando viene spezzata.

Spazio anche alla salute con un interessante allestimento progettato in collaborazione con ISCHOM che illustra le proprietà benefiche del cioccolato. Un percorso che unisce gusto, conoscenza e benessere, mostrando, attraverso la rappresentazione degli organi, come questo alimento possa diventare un prezioso alleato per la nostra salute.

Oltre il cioccolato

All’interno del museo non mancano aree incentrate su tematiche anche solo connesse al cioccolato.

Una sezione dedicata a due pilastri del Made in Italy: la moda e il design. In primis, l’esposizione di un abito realizzato da Nicoletta Spagnoli, Amministratore Delegato e Direttore Creativo di Luisa Spagnoli Spa, ispirato proprio al cioccolato. Ma non solo: alle pareti, opere a tema “Circo e Cioccolato” realizzate da grandi firme della moda italiana in occasione di Eurochocolate Roma 2002 e progetti di design con protagoniste celebri firme del design contemporaneo come Giulio Iacchetti, Matteo Ragni, Paolo Ulian e Odoardo Fioravanti che hanno collaborato con Costruttori di Dolcezze, il brand creativo di Eurochocolate.

Grazie anche alla collaborazione con il Museo Alessi e Adriano Design è possibile ammirare oggetti iconici. Spazio, inoltre, a due prodotti rivoluzionari come Toblerone e la tavoletta quadrata Ritter. Nello spazio design viene anche raccontata la curiosa genesi dell’inconfondibile bottiglia della Coca-Cola, ispirata al frutto del cacao.

La sala Choco Expo, posizionata lungo la passerella di collegamento tra i due piani del Museo, sarà dedicata a ospitare esposizioni temporanee promosse da paesi, città, artisti, fotografi etc che hanno piacere e desiderio di raccontare la loro storia e le loro prospettive.

Lo spazio farà il suo debutto con la Colombia e in particolare con il progetto Agrocadenas, nato dalla collaborazione tra l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), il Ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale della Colombia e il consorzio CISP-Venser, con l’obiettivo di rafforzare le filiere agricole in tre regioni del Paese, a beneficio di 1.200 famiglie di piccoli produttori.

Choco Shop e The Chocolate Bar

Indubbiamente catturati dalle tante curiose informazioni su cacao e cioccolato, i visitatori, al termine della loro visita, potranno perdersi tra gli innumerevoli scaffali del Choco Shop, accessibile gratuitamente anche per il pubblico esterno.

Il Choco Shop è a tutti gli effetti il più grande e assortito shop di cioccolato al mondo; vanta un vastissimo assortimento di etichette di cioccolato da diversi paesi, tra cui produzioni di nicchia, oltre ai prodotti di Costruttori di Dolcezze by Eurochocolate che nascono in un laboratorio ospitato all’interno del Mercato Coperto.

Nello specifico, le aziende presenti sono ben 150, di cui 47 provenienti da 15 paesi europei e 21 provenienti da 19 paesi extraeuropei (9 dall’America, 5 dall’Africa e 5 dall’Asia).

Inoltre, entro il mese di novembre, il Chocoshop verrà collegato tramite una passerella pedonale sopraelevata al grande soppalco (180 m2) del prospiciente e monumentale “Arcone” che sorregge il Palazzo del Tribunale e Piazza Matteotti. Qui, si narra che nel 1202 San Francesco fu tenuto prigioniero con molti suoi concittadini dopo che Assisi fu sconfitta da Perugia.

Infine, ad attendere tutti i visitatori prima o dopo il loro ingresso al Museo, ci sarà l’elegante e curioso The Chocolate Bar collocato sulla meravigliosa Terrazza del Mercato Coperto dove ci si potrà concedere un goloso e meritato peccato di gola come ad esempio il Colpo di Fulmine e/o le FetteXfette, entrambi sia nella versione dolce che salata.

Giusto Falchero, inventore del pasticcino mignon, si spegne a 95 anni

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La Mole Antonelliana, simbolo di Torino (immagine: Pixabay)

Giusto Falchero, l’inventore del pasticcino mignon e pasticciere simbolo di Torino, si è spento all’età di 95 anni. Grande innovatore, per più di 50 anni creò piccoli gioielli dolci. Leggiamo di seguito un estratto dell’articolo di Gabriele Farina per il Quotidiano Piemontese.

Addio a Giusto Falchero

TORINO – E’ morto a 95 anni Giusto Falchero, uno dei pasticcieri che hanno scritto la storia di Torino. Fu lui ad inventare il pasticcino mignon, che poi divenne tipico della pasticceria torinese.

Grande innovatore, per più di 50 anni creò piccoli gioielli dolci sperimentando gusti e formati, fu lui infatti uno dei primi ad utilizzare il frutto della passione.

Il suo laboratorio in via San massimo 4, in pieno centro, era luogo di passaggio e di scoperta di gusti e curiosità, con la certezza di imbattersi sempre in qualcosa di irresistibile. Lo storico laboratorio venne chiuso per sempre la notte di Capodanno del 2002.

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Fipe e Apci insieme per valorizzare la ristorazione italiana

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Siglato a HostMilano il protocollo d’intesa tra la Federazione Italiana Pubblici Esercizi e l’Associazione Professionale Cuochi Italiani (immagine concessa)

MILANO – In occasione di HostMilano, il più importante appuntamento internazionale dedicato al mondo dell’ospitalità, si è tenuta  lunedì 20 ottobre, alle ore 14.00, presso lo stand della Fipe – Federazione italiana pubblici esercizi la firma del protocollo d’intesa tra Fipe e Apci – Associazione Professionale Cuochi Italiani.

L’accordo nasce con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra imprese della ristorazione e professionisti della cucina, promuovendo sinergie strategiche per la crescita del settore e la valorizzazione della cultura gastronomica italiana.

Il protocollo prevede la realizzazione di iniziative congiunte, tavoli di confronto e progetti comuni orientati a potenziare la formazione professionale e la qualificazione delle competenze; sostenere la promozione del Made in Italy nel mondo e tutelare e diffondere l’identità gastronomica nazionale.

“Con questo accordo – ha dichiarato Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe – diamo un segnale importante di coesione all’interno del mondo della ristorazione. L’unione tra imprese e professionisti rappresenta una condizione indispensabile per affrontare le sfide del mercato, sostenere la qualità del Made in Italy e rafforzare l’immagine della cucina italiana nel mondo.”

Stoppani: “Oggi più che mai, è necessario fare squadra per tutelare il valore economico, culturale e sociale della ristorazione italiana. Solo mettendo insieme le esperienze delle imprese e le competenze dei cuochi possiamo costruire un sistema più forte, capace di innovare senza perdere le proprie radici, e di offrire nuove opportunità alle giovani generazioni che scelgono questo mestiere con passione e impegno.”

“Questo accordo – ha dichiarato Roberto Carcangiu, Presidente di APCI – rappresenta un’opportunità concreta per dare un senso nuovo e condiviso al nostro settore. Apci e Fipe, pur con ruoli diversi, hanno la stessa responsabilità: stimolarsi e supportarsi a vicenda per costruire un modello di ristorazione sostenibile, capace di valorizzare le competenze dei cuochi e la forza delle imprese. Solo così possiamo affrontare le sfide del presente e offrire prospettive reali alle nuove generazioni”.

Carcangiu: “Non si tratta di un’alleanza di facciata ma di un percorso che vuole unire esperienze e visioni, con l’obiettivo di dare più solidità e coerenza al sistema della ristorazione. La collaborazione tra imprese e professionisti è la chiave per restituire al settore il ruolo economico, culturale e sociale che merita; è un invito a guardare avanti con fiducia, unendo le energie di chi ogni giorno vive la cucina e di chi sostiene le imprese, per dare nuova linfa a un comparto che rappresenta non solo economia, ma anche cultura, identità e passione”.

La collaborazione tra Fipe e Apci rappresenta un ulteriore passo nel percorso di integrazione tra mondo imprenditoriale e professionale, in un contesto in cui competenze, formazione e innovazione restano leve fondamentali per lo sviluppo sostenibile del settore.

Si chiude HostMilano, cinque giorni di visioni, innovazione e connessioni nell’ospitalità

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HostMilano

MILANO– Cinque giorni intensi, ricchi di visioni, connessioni e opportunità: si è conclusa martedì 21 ottobre scorso la 44.ma edizione di Host Milano, che ha saputo riunire professionisti, aziende e protagonisti da tutto il mondo, raccontando l’evoluzione dell’ospitalità in tutte le sue forme attraverso contenuti, formazione e momenti di confronto.

Un’esperienza all’insegna di qualità e innovazione: Host diventa così non solo una vetrina per esporre prodotti, ma una piattaforma strategica in cui le imprese rafforzano la propria competitività e mantengono viva la capacità di innovare senza perdere la propria identità e tradizione.

Protagonista assoluta anche la sostenibilità. Host è stata la prima manifestazione di Fiera Milano a dotarsi di una strategia ESG, che integra sostenibilità ambientale, innovazione e inclusione come leve competitive e tratti distintivi del proprio posizionamento internazionale.

Un impegno condiviso anche da molti espositori, che si traduce nella proposta di prodotti ecosostenibili come macchine per produrre birra recuperando la pasta spezzata durante la lavorazione o attrezzi fitness di design realizzati con materiali naturali e riciclabili.

A completare l’esperienza, Host 2025 ha messo in scena 800 eventi con la partecipazione di circa 3.000 opinion leader – tra accademici, esperti, maestri, chef e protagonisti dell’industria – che hanno animato la fiera con idee, confronti e nuove visioni per il futuro dell’ospitalità.

Cinque giorni frizzanti, che hanno conquistato sia gli espositori sia gli operatori: una crescita da tutta Europa – Germania (+16%), Danimarca (+45%) – e una straordinaria impennata di visitatori oltre oceano, dall’Australia (+20%), dal Brasile (+29%), dagli Emirati Arabi Uniti (+21%) e dagli Stati Uniti (+27%) hanno consacrato Host Milano 2025 piattaforma internazionale dell’horeca.

Tra i visitatori professionali si segnalano oltre 700 hosted buyer, arrivati a Milano grazie anche alla collaborazione di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

I 2.050 espositori hanno scelto Host per presentare nuovi prodotti e soluzioni innovative, con l’obiettivo di rafforzare la propria visibilità e consolidare le relazioni commerciali.

Grande soddisfazione è stata espressa per l’incontro con i professionisti internazionali e per la qualità dei contatti generati, confermando Host come un appuntamento strategico e imperdibile per il settore dell’ospitalità.

Gli operatori hanno partecipato a Host con l’obiettivo di scoprire soluzioni distintive, innovazione e nuove opportunità di business. Il riscontro è stato estremamente positivo: particolarmente apprezzata l’ampiezza dell’offerta, che abbraccia l’intero comparto dell’ospitalità, e l’ibridazione tra filiere diverse, sempre più percepita come tendenza strategica e considerata un valore aggiunto della manifestazione.

Significativo interesse hanno suscitato anche le soluzioni per automatizzare processi complessi, mentre il design e le proposte basate sull’integrazione dell’intelligenza artificiale hanno riscosso grande attenzione soprattutto a livello internazionale.

 Host si conferma piattaforma globale dell’ospitalità, andando oltre i confini italiani: dal 15 al 17 dicembre l’appuntamento è a Riyadh con Host Arabia, nata dalla collaborazione tra Fiera Milano e Semark, mentre la partnership con l’associazione NAFEM ci vedrà coinvolti negli Stati Uniti a partire dal 2027.

Due contesti internazionali che consolidano la strategia di espansione globale di Host, creando nuove connessioni tra mercati, ponti tra culture e opportunità di business in tutto il mondo.

L’appuntamento con la 45.ma edizione di Host Milano è a Fiera Milano dal 22 al 26 ottobre 2027.

Eudr: le semplificazioni alla norma proposte dalla Commissione dividono imprese e politica

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Eudr
Foto di Hans Bijstra da Pixabay

MILANO – Le nuove semplificazioni mirate all’Eudr proposte, il 21 ottobre, dalla Commissione non sembrano avere dissipato i dubbi e le perplessità che hanno accompagnato, sin dall’inizio, il varo e l’applicazione della nuova normativa europea anti deforestazione. C’è chi lamenta l’eccessiva diluizione delle misure, chi le ritiene invece tuttora eccessivamente gravose e caotiche.

Chi esprime disappunto per la promessa disattesa di un ulteriore rinvio generalizzato di un anno delle scadenze, ipotizzato un mese fa dalla stessa commissaria europea all’ambiente Jessika Roswall.

Chi drammatizza, chi ironizza, chi alimenta – a volte, anche legittimamente – la polemica a sfondo politico o ideologico.

Un punto sembra tuttavia mettere più o meno tutti d’accordo. La mancanza di chiarezza e i ripetuti stop-and-go creano un’atmosfera di estrema incertezza, che continua a rendere difficile la pianificazione del percorso di adeguamento da parte degli operatori economici, vista la complessità delle filiere alle quali si applica la legge.

“La Commissione smentisce sé stessa”

“La Commissione smentisce sé stessa – è il commento che Fabrizio Nuti, presidente di Unic – Concerie Italiane (anche i pellami rientrano nelle merceologie soggette all’Eudr, ndr,) in merito alla mancata proroga di un anno.

“Adesso si propone un allungamento di soli 6 mesi e solo per le micro e piccole imprese. Evidentemente non si rendono conto che le imprese hanno bisogno di certezze, soprattutto sul piano normativo, per poter programmare il proprio lavoro”.

Nuti aggiunge un’osservazione valida anche per le altre filiere, compresa quella del caffè: “In queste ultime settimane, sull’onda dell’annuncio di settembre, sono stati firmati contratti di acquisto pelli che prevedono consegne nel 2026 e che ora dovranno essere rivisti per valutare la conformità ai severi e inutili requisiti richiesti dall’Eudr per i nostri prodotti.

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COSMICO, lo specialty coffee spinge a Bari: “O sei un bar classico o una caffetteria specializzata”

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Si entra da COSMICO Produzione fotografica a cura di B&C Communication
Si entra da COSMICO Produzione fotografica a cura di B&C Communication

BARI – Siamo a Bari da COSMICO, un progetto concepito da Andrea e Davide Namoini, fratelli ed imprenditori al terzo “appuntamento” con il mondo dell’hospitality. Con un passato importante nel mondo della mixology e del whisky, di cui sono imbottigliatori indipendenti, i due fratelli coltivano, con questo progetto, la passione del buon caffè, quello vero.

Ed è proprio dall’incontro felice con Luigi Paternoster, roaster di Pierre Caffè, che nasce COSMICO.

Seguiti e formati da Luigi, Andrea e Davide hanno acquisito ed affinato la conoscenza e la preparazione sugli specialty coffee; per questo, con COSMICO, si sovvertono le abitudini di consumo tipiche del Sud Italia e si servono solo specialty anche single origin, estratti in tutte le modalità, oltre che l’espresso.

L’espresso COSMICO Produzione fotografica a cura di B&C Communication

“Volevamo portare un tocco d’Europa a Bari, città che, negli ultimi anni, sta acquisendo una certa visibilità sulle mappe degli stranieri e dunque, riproporre anche da noi, i modelli che abbiamo osservato ed apprezzato, durante i nostri viaggi in giro per il continente, raccontano.”

Per i fratelli Namoini, un locale in forma ibrida, non avrebbe avuto senso:

O sei una caffetteria specialty o sei un bar classico” – chiarisce Andrea. “Con COSMICO, volevamo creare un contenitore nel quale consumare e trascorrere un tempo che fosse completo, e che andasse persino oltre la qualità della sola tazza di caffè”.

Infatti, non solo caffè da COSMICO, c’è un modo di mangiare differente, un differente modo di fare cultura, arte, musica.

La proposta specialty Produzione fotografica a cura di B&C Communication

Il caffè resta il protagonista, certo, ma a patto che sia immerso in un ambiente che restituisca il reale concetto di locale specialty; non a caso, il nome “COSMICO” promette bene: un aggettivo, invece che un sostantivo, per non etichettare troppo l’identità del locale e non creare false aspettative.

“Il caffè è COSMICO, il cibo sarà COSMICO”.

E per essere il linea con la filosofia della Third Wave, da COSMICO le attrezzature sono tutte di proprietà (sul bancone, una XLVI customizzata con caldaie separate per evitare una barriera estetica tra barista e cliente).

Per il caffè, la collaborazione è aperta con Pierre Caffè, con l’obiettivo di valorizzare i prodotti di questo roaster, definito dai gestori “un cicerone” in un mondo vasto come quello degli specialty.

Si passa, quindi, dalla miscela di monorigini (70 – 30 di Brasile/Ethiopia, più adatta per l’espresso), il cui prezzo parte da 1 euro e 80 centesimi, alla monorigine, dedicata alle estrazioni alternative. In carta, è prevista, a rotazione, una torrefazione europea, per girare il mondo insieme ai clienti.

COSMICO è un nuovo modo di far vivere la quotidianità al cliente, un nuovo stile di vita che include forme internazionali di consumo, dal brunch alla proposta healthy.

Apertura dalle 8.00 alle 18.00, con circa due appuntamenti mensili, durante i quali si organizzeranno cene a tema con chef itineranti e abbinamenti particolari di vini naturali.
“Cercheremo di portare i clienti solo verso il double shot, ma il terreno va ancora sondato; stesso discorso sulla tostatura, che è medio – chiara: dipenderà, più che altro, dal caffè stesso e meno dall’esigenza del cliente.

Ruolo importante quello della comunicazione, sulla quale stiamo lavorando tanto, proponendoci principalmente ad un target di persone più giovani, più aperte ai viaggi, alle novità, alle tendenze”.

Ora, a Bari, i tempi sono più maturi per sperimentare un locale di soli specialty.

In pieno centro, nel quartiere Murat, vicino al lungomare ed alla Città Vecchia, e nei pressi di tanti uffici e strutture turistiche, COSMICO è un locale di 100 metri quadri e 35 coperti.

Dentro COSMICO Produzione fotografica a cura di B&C Communication

“La scelta di una strada come via Melo, è stata intenzionale: non volevamo posizionarci sulle vie principali perchè sarebbe stata un’arma a doppio taglio. Abbiamo scelto di fare un piccolo passo nelle retrovie senza, per questo, essere troppo lontani dalle strade più frequentate. Per noi, l’ideale”.

Nel futuro prossimo di COSMICO, probabilmente si inserirà anche la moka tra le varie estrazioni, soprattutto nell’ottica di poter usare questo spazio come laboratorio di workshop.

Il personale presente: Cosimo, un coffee tender preparato per la parte caffetteria; Tania, sorella dei due imprenditori, la quale si occuperà, insieme a Davide, dell’accoglienza in sala; in cucina, invece, due ragazzi giovanissimi, Gabriele e Davide, formati appositamente per un menu moderno e attento a proposte vegetariane e vegane.

Trieste Coffee Experts con Apulia Software come main partner

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Trieste Coffee Experts

TRIESTE- Mentre si avvicinano il 6 e 7 dicembre, date in cui prenderà vita l’ottava edizione del Trieste Coffee Experts, Bazzara aggiunge alla sua importante rosa di sponsor Apulia Software, una realtà italiana che da dieci anni accompagna le PMI nazionali in percorsi di innovazione reale.

Apulia lavora con imprenditori, manager e team operativi per trasformare le esigenze quotidiane in processi più snelli, sostenibili e digitali. Questo lavoro viene svolto attraverso un approccio consulenziale solido e umano, con una forte competenza tecnica e con uno strumento potente e flessibile come Odoo.

Giuseppe D’Alò presidente di Apulia Software ha voluto spiegare come è nata la collaborazione con Bazzara e con il Trieste Coffee Experts:

“Quando Bazzara ci ha raccontato il valore del Trieste Coffee Experts, abbiamo subito scelto di esserci come Main Partner. Crediamo che il vero vantaggio competitivo nasca da una Digitalizzazione Stabile, capace di sostenere le imprese anche di fronte a sfide come l’EUDR o alle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime.

In un mercato globale in continuo cambiamento, la tecnologia deve essere un pilastro solido: consente di adattarsi alle nuove regole, reagire con agilità e trasformare l’incertezza in opportunità. La nostra presenza al summit vuole portare questo messaggio: l’innovazione non è solo progresso tecnologico, ma un percorso di fiducia e crescita condivisa.”

A commentare l’ingresso di Apulia Software tra i partner è anche Andrea Bazzara, Event Director del Trieste Coffee Experts:

“Il nostro summit si fonda sulla capacità di fare rete tra eccellenze diverse ma complementari. L’arrivo di Apulia Software conferma la vocazione del Trieste Coffee Experts a essere non solo un punto di riferimento per la cultura del caffè, ma anche un palcoscenico in cui innovazione, sostenibilità e imprenditorialità si incontrano per dare vita a nuove sinergie. Siamo orgogliosi di avere al nostro fianco un’azienda che condivide i nostri valori e che, con il proprio know-how tecnologico, arricchirà il confronto della prossima edizione.”

Trieste Coffee Expert

De’ Longhi e Acciaierie Venete per il recupero degli scarti dell’acciaio nella produzione delle macine per il caffè

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Il Logo Dē'Longhi

L’accordo tra De’ Longhi e Acciaierie Venete punta a creare un flusso diretto tra le due aziende per la gestione degli sfridi derivanti dalla produzione delle macine per il caffè. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo del portale Nord Est.

De’ Longhi insieme ad Acciaierie Venete

TREVISO – Si chiama Acciaio Espresso, il progetto di economia circolare avviato da De’ Longhi e Acciaierie Venete per il recupero diretto degli scarti dell’acciaio utilizzato nella produzione delle macine per il caffè.

L’accordo punta a creare un flusso diretto tra le due aziende che permetta il recupero e la valorizzazione dei materiali, riducendo al contempo l’impatto ambientale.

Il progetto si sviluppa all’interno di una filiera progettata su misura. Grazie al coinvolgimento di Padana Rottami e Cia-Centro Italiano Acciai, entrambe controllate del gruppo Acciaierie Venete, è stata avviata un’intesa per la gestione circolare degli sfridi di lavorazione meccanica, ovvero gli scarti derivanti dalla produzione delle macine De’ Longhi.

Per leggere la notizia completa basta cliccare qui