venerdì 02 Gennaio 2026
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Dal calcio alla politica: cosa si discute davvero al bar secondo un nuovo studio

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Il tavolino di un bar (Foto di Julia da Pixabay)

In un’Italia sempre più connessa ma spesso distante, c’è un luogo che continua a resistere come punto fermo della socialità: il bar. Dalla colazione all’aperitivo, resta il crocevia dove si intrecciano storie, opinioni e abitudini quotidiane. È lì che si misura, ancora oggi, l’umore del Paese.

Un recente studio promosso da Sanbittèr racconta come, al di là della semplice abitudine, il bar sia diventato un vero spazio di confronto e libertà d’espressione. Leggiamo in seguito l’articolo pubblicato su Demografica.

Dal calcio alla politica: ma di cosa si parla in Italia al bar?

“Na tazzulella ’e cafè…”, cantava Pino Daniele quasi quarant’anni fa. Raccontava con malinconica ironia un’Italia che si rifugiava nel rito del caffè per affrontare le sue contraddizioni. Ma quel verso non era solo musica: era fotografia sociale.

Perché il bar, da sempre, è molto più di un luogo dove si consuma una bevanda. È il salotto pubblico del Paese, il microfono aperto della quotidianità, l’agorà moderna dove si mescolano opinioni, umori e speranze.

Così, mentre milioni di italiani oggi si preparano al weekend, il bar si riconferma il punto di svolta tra dovere e piacere. È lì che si accendono le conversazioni, si commentano le notizie, si discute di politica, sport, lavoro, ambiente. E proprio davanti a una tazzina fumante, si misura il battito della società.

A confermarlo è uno studio promosso da Sanbittèr, il quale fotografa questa realtà: il bar non è solo un’abitudine, ma un luogo di confronto, libertà e identità. Ecco cosa ci raccontano i dati, tra frequenze, orari preferiti e i temi più caldi del bancone.

Libertà di parola e voglia di confronto

Secondo lo studio promosso da Sanbittèr – condotto attraverso una Swoa (Social Web Opinion Analysis) su un campione di 480 tra barman, gestori, proprietari di bar ed esperti del settore e attraverso un monitoraggio svolto su 1.200 persone (uomini e donne tra i 18 e i 55 anni) – il bar non è solo un’abitudine: è un luogo di espressione.

Il 57% degli italiani lo frequenta proprio per poter parlare liberamente, senza formalità né giudizi. E il momento preferito per farlo? L’aperitivo. Dopo le 18, il bar si anima: il 41% degli intervistati lo sceglie per la maggiore affluenza, mentre il 35% lo considera l’orario ideale per scambiare idee e opinioni.

Questa ritualità ha varcato i confini nazionali, conquistando anche Stati Uniti, Regno Unito e Nord Europa. Il concetto di “chiacchiere da bar” è diventato un simbolo di italianità, come sottolinea Mattia Billiato, Senior Brand Manager Aperitivi: “L’aperitivo non è solo un momento della giornata, ma un modo di stare insieme, di raccontarsi e confrontarsi ed è proprio in questa dimensione che Sanbittèr si riconosce da sempre: nel piacere di condividere un sorriso e un brindisi, senza bisogno di un’occasione speciale. È la nostra idea di italianità, fatta di piccoli gesti e grande convivialità”.

Analizzando i momenti specifici di ritrovo:
 4 su 10 italiani (41%) frequentano il bar nell’orario aperitivo.
• Più di uno su 4 (26%) lo fa in pausa pranzo.
• Uno su 5 (21%) sceglie l’orario della colazione.

La Top 10 degli argomenti da bar

I dati emersi dall’analisi dei temi affrontati rivelano che le conversazioni davanti a un gustoso aperitivo spaziano da sport e politica fino al puro intrattenimento, offrendo un quadro completo degli interessi nazionali.

Il Calcio, lo sport nazionale per eccellenza, domina nettamente la classifica, essendo l’argomento principale per il 59% degli intervistati, a cui si somma un ulteriore 29% che discute di altri sport. Seguono immediatamente i temi di attualità, con la Politica al 49% e gli Eventi internazionali al 46%.

1. Calcio (52%)
2. Politica (49%)
3. Eventi internazionali (46%)
4. Ambiente (44%)
5. Cibo e alimentazione (41%)
6. Lavoro (37%)
7. Shopping (35%)
8. Gossip (33%)
9. Altri sport (29%)
10. Cinema (21%)

Se i macro-temi sono chiari, è interessante notare chi popola queste conversazioni. I personaggi più dibattuti sono:
• Gli influencer (41% del campione).
• Il proprio capoufficio (36%).
• Gli esponenti politici (29%).
• Sportivi e divi di Hollywood (entrambi al 27% a parimerito).

In sintesi, a distanza di decenni, quel verso di Pino Daniele continua a raccontare un’Italia che, davanti a una tazzina di caffè, cerca ancora risposte, sfoga dubbi, condivide entusiasmi.

E in un contesto sempre più digitale, il bancone del bar conserva una funzione insostituibile: quella di raccogliere voci diverse, di dare forma al pensiero collettivo, di offrire, tra un sorso e l’altro, un’occasione per capire meglio sé stessi e gli altri. E finché ci sarà “na tazzulella ’e cafè”, ci sarà anche un’Italia pronta a raccontarsi.

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Record 120, la macchina Victoria Arduino che ne celebra il design e performance in edizione limitata

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Record 120 (immagine concessa)

BELFORTE DEL CHIENTI (Macerata) – Secondo appuntamento esplorativo nel mondo delle macchine che hanno conquistato la fiera dell’ospitalità internazionale HostMilano: poggiata compatta e lucida su un bancone di legno nello stand Victoria Arduino, la Record 120 ha incantato tutti con il suo design minimalista e il concetto che sta dietro questo ultimo modello celebrativo di 120 anni di storia del brand.

Proprio in Fiera, la waiting list di Record 120 si è chiusa in meno di tre giorni.

Record 120, la macchina per caffè espresso che celebra un secolo e più di design, innovazione e visione.

L’essenza del design Victoria Arduino

Una due gruppi disegnata da Carlo Viglino, Record 120 nasce dopo oltre 60 bozzetti,  da una collaborazione con uno studio automotive e l’obiettivo di racchiudere l’anima del brand in un unico oggetto.

Tutta in acciaio, si adatta a diversi contesti in quanto posizionabile sia under counter – per lasciare spazio al dialogo tra barista e cliente -, che sopra il bancone bar.

La bozza (immagine concessa)

Le sue forme morbide ricordano le WAT e Automatica degli anni ’50 e ’60, la precisione richiama la serie Athena, e l’estetica essenziale parla il linguaggio del presente.

Un pezzo unico, come la sua storia

Prodotta in soli 120 esemplari, ognuno rappresenta un anno di storia — dal 1905 al 2025.
Ogni macchina è realizzata interamente a mano.

La nuova macchina (immagine concessa)

In ogni configurazione, resta fedele al suo dna: unire innovazione, bellezza e funzionalità in un’esperienza estetica e sensoriale unica.

Mercati in ripresa, Kalmaegi risparmia le aree del caffè in Vietnam, ma sta arrivando Fung-wong, grandine in Brasile nel Minas Gerais

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Il logo dell'Ice

MILANO – È sempre il meteo a tenere con il fiato sospeso i mercati del caffè, con le notizie altalenanti dal Brasile, ma soprattutto con l’arrivo del tifone Kalmaegi, che è atterrato in Vietnam giovedì 6 settembre causando la morte di 3 persone nella provincia del Dak Lak e di altre 2 in quella del Gia Lai, rispettivamente la prima e la terza area di produzione del paese, senza però arrecare danni gravi alle colture.

Così, nella seduta di venerdì 7 novembre, i prezzi sono tornati a salire prepotentemente, con New York nuovamente in area 4 dollari. Il contratto per scadenza dicembre dell’Ice Arabica ha guadagnato infatti il 2,8% (+1.105 punti) risalendo a 407,80 centesimi.

Da notare il forte differenziale negativo sulla seconda posizione (marzo 2026), che ha chiuso invece a 385,85 centesimi, con guadagni nettamente più contenuti (+680 punti).

Ancora in calo le scorte certificate, che sono scese, sempre venerdì, a 417.478 sacchi, livello minimo degli ultimi 21 mesi.

Mancano sempre i dati del Cot (Commitments of Traders), a causa dello shutdown governativo.

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Produzione ecosostenibile con ReiCat: dalla crescita in Italia alla conquista di oltre 50 Paesi al mondo

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Le soluzioni ReiCat (immagine concessa)

ASSIA – Da oltre quarant’anni, ReiCat è sinonimo di produzione ecosostenibile per il mondo del caffè. Con sede in Germania e una presenza diretta in Italia attraverso ReiCat Solutions S.r.l., l’azienda è leader nella depurazione catalitica delle emissioni generate dalla tostatura.

I suoi catalizzatori neutralizzano odori e fumi, riducono le emissioni in modo sostenibile e garantiscono il rispetto delle normative internazionali in tema di emissioni in atmosfera.

Oggi le soluzioni ReiCat sono operative in più di 50 Paesi e rappresentano uno standard di riferimento per torrefazioni di ogni dimensione a livello globale: dai specialty roasters con la linea ReiCatino fino ai grandi impianti industriali con la linea ReiCat Industrial.

Il 2025 ha segnato un traguardo importante: ReiCat ha ricevuto a Francoforte l’Exportpreis Hessen nella categoria “Industria”, riconoscimento che premia la capacità di un’azienda tecnologica di competere a livello globale.

Il team ReiCat (immagine concessa)

Ma lo sguardo è già rivolto al futuro: dal 2026 arriverà una nuova generazione di catalizzatori, progettata per garantire maggiore efficienza energetica e valori emissivi ancora più bassi, con l’obiettivo di ridurre i costi operativi e rispettare le normative in tutto il mondo.

La presenza in Italia, con sede a Bologna, è strategica: vicinanza ai torrefattori, collaborazione con costruttori di macchine e servizi di manutenzione degli impianti tramite il partner Tecnocaffè.

ReiCat
ReiCat (immagine concessa)

A tre anni dalla fondazione, ReiCat Solutions è una realtà consolidata che sta stringendo collaborazioni con nuovi partner per efficientare il processo di produzione del caffè, sempre con un occhio alla sostenibilità ambientale.

L’ultima edizione di HostMilano 2025 ha confermato il ruolo dell’azienda come punto di riferimento per innovazione e sostenibilità: presentazione di soluzioni per piccole e grandi torrefazioni, dialoghi su riduzione delle emissioni, risparmio energetico e nuove applicazioni nell’industria alimentare.

Italian Coffee Experts Talks: l’esperienza dei torrefattori con Marco Schiavon, Michele Monzini e Ilaria Danesi

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Marco Schiavon - Caffè Borbone (immagine concessa)

TRIESTE – Ideato da Bazzara in collaborazione con Host Fiera Milano, Italian Coffee Experts Talks è il nuovo appuntamento di approfondimento che ha anticipato il Trieste Coffee Experts, il summit B2B di riferimento per il mondo del caffè, previsto per il 6 e 7 dicembre 2025.

Tra gli interventi, mediati da Andrea Bazzara, Head of Sales Department di Bazzara ed Event Director del Trieste Coffee Experts analizziamo oggi il punto di vista di tre protagonisti del comparto delle torrefazioni: Marco Schiavon, ceo di Caffè Borbone, Michele Monzini, amministratore di Bomocaf e Mokito e Ilaria Danesi, Responsabile degli Approvvigionamenti Danesi Caffè.

Come ricorda Andrea Bazzara: “I torrefattori rappresentano un segmento fondamentale, un vero e proprio termometro della filiera. Proprio per questo, in un momento tutt’altro che semplice, abbiamo deciso di dedicare loro uno spazio di confronto, creando un’occasione per unire le realtà da nord a sud attraverso il Think Tank Torrefattori, che si terrà durante le giornate del Trieste Coffee Experts 2025, a Trieste.”

Marco Schiavon

“Presentare il caffè napoletano significa rappresentare la modalità con cui facciamo il caffè in Italia, e in particolare a Napoli”, spiega Marco Schiavon, ceo di Caffè Borbone, ospite degli Italian Coffee Experts Talks.

“È il modo in cui guardiamo la materia prima, la selezioniamo, la misceliamo, la tostiamo. L’espresso è certamente la massima rappresentazione di questa tradizione, ma la sfida è saper raccontare non solo l’espresso, bensì la cultura del fare bene il caffè, in tutte le sue forme.”

Schiavon sottolinea come oggi il mondo del caffè sia sempre più variegato: “C’è chi lo beve lungo, corto o filtrato. La vera sapienza sta nel portare in ognuno di questi stili il nostro modo di intendere il caffè italiano e napoletano.”

Tra le principali traiettorie future, Schiavon individua il segmento del monoporzionato come area chiave:

“È un modo moderno di bere il caffè, ma deve essere anche sostenibile. La cialda è una grande opportunità: nel nostro caso è compostabile, fatta con doppio strato di carta e contiene sette grammi di caffè, per un espresso eccellente o un caffè lungo di grande qualità. Dopo l’uso può essere smaltita nell’organico di casa: è un prodotto straordinario.”

Schiavon guarda inoltre all’espansione internazionale: “L’Italia è il Paese con il maggior consumo pro capite di monoporzionato, ma l’obiettivo è esportare questa cultura nel mondo e credo che il monoporzionato sia un ottimo modo per farlo”.

Michele Monzini

Nel panorama del caffè italiano, il conto terzi rappresenta oggi una risorsa preziosa sia per i torrefattori emergenti sia per quelli già affermati che scelgono di esternalizzare parte della produzione.

Andrea Bazzara e Michele Monzini – Mokito e Bomocaf (immagine concessa)

Come spiega Michele Monzini, direttore di Mokito e Bomocaf, “il conto terzi può avere il suo spazio ed essere di contributo sia per i torrefattori emergenti che per quelli di lungo corso. Può servire a chi si approccia per la prima volta a questo mercato, ma anche ad aziende già strutturate che non hanno capacità produttiva sufficiente per alcune commesse o che stanno attraversando passaggi tecnologici importanti e decidono di esternalizzare la produzione.”

Monzini sottolinea come la collaborazione con una torrefazione esperta possa offrire un vantaggio concreto: “Chi tosta da lungo corso ha delle competenze che riesce a trasferire e utilizzare per sviluppare nuove miscele e nuovi prodotti, con profili di tostatura testati negli anni che rappresentano un valore aggiunto anche per chi si affaccia fin dall’inizio.”

Parlando di qualità, Monzini ribadisce l’importanza della costanza nel tempo: “La costanza è una delle specifiche fondamentali se si vuole offrire un prodotto di qualità. Ogni cliente ha esigenze differenti, ma quando sceglie una miscela si aspetta che il prodotto rimanga sempre lo stesso.” E aggiunge: “Per garantire questa continuità servono organizzazione e programmazione, perché solo così si riescono a mantenere stabili le miscele, i profili di tostatura e tutto ciò che contribuisce a un risultato costante.”

Infine, Monzini racconta alcune delle ultime novità in casa Mokito: “Le innovazioni non mancano mai. Oltre ai nuovi packaging per le linee di caffè in grani e macinato, quest’anno abbiamo sviluppato il Cold Brew in lattina. È un prodotto estratto a freddo per 12-18 ore, che poi viene confezionato e pastorizzato, garantendo una shelf life di dodici mesi.” Dopo un anno di sperimentazione, spiega, “siamo riusciti a realizzare tre miscele differenti per incontrare i gusti dei nuovi mercati, oggi più diffusi all’estero ma in crescita anche in Italia.”

Ilaria Danesi

Ilaria Danesi, Responsabile degli Approvvigionamenti di materia prima presso Danesi Caffè S.p.A., ha condiviso l’approccio dell’azienda nell’affrontare le attuali sfide del mercato del caffè, forte di una consolidata esperienza nel settore.

Ilaria Danesi – Caffè Danesi (immagine concessa)

“I forti rincari delle materie prime – in particolare del caffè verde – sono stati gestiti con ponderazione. In alcuni casi abbiamo scelto di non procedere con l’aumento dei prezzi di vendita, preferendo consolidare relazioni di fiducia e affrontare le difficoltà insieme alla clientela. In altri, siamo stati costretti a trasferire parte dei costi, ma sempre supportando i nostri clienti attraverso il rafforzamento del servizio e politiche commerciali mirate, mantenendo invariata la qualità che da sempre ci contraddistingue.”

Il costante impegno di Danesi Caffè verso una produzione responsabile si concretizza da anni lungo tutta la filiera: dalla selezione accurata della materia prima alla promozione della filiera corta, dalla riduzione degli sprechi all’utilizzo di energie rinnovabili, fino al recupero della silverskin per la produzione di biocombustibili e all’adozione di veicoli elettrici per la distribuzione del caffè a Roma.

In linea con questa cultura della sostenibilità, Danesi Caffè ha presentato ad Host la nuova proposta della Linea Monorigine: un caffè dell’Honduras a emissioni zero, certificato Carbon Neutral in origine. Il programma garantisce l’analisi e la compensazione delle emissioni di CO₂ attraverso progetti di riforestazione mirati, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale delle coltivazioni.

La Monorigine Honduras è il frutto di una collaborazione virtuosa con un esportatore locale e con diverse famiglie di giovani produttori, che non solo coltivano caffè di alta qualità, ma anche speranza, impegno e visione per un futuro più equo e sostenibile. Questo progetto rappresenta per Danesi Caffè un esempio concreto di come l’attenzione all’ambiente possa andare di pari passo con il sostegno alle comunità locali e con la valorizzazione delle nuove generazioni che coltivano il caffè nel mondo.

Lavazza rinnova l’accordo con Jannik Sinner fino al 2030, Giuseppe Lavazza: “Abbiamo creduto in lui fin dall’inizio”

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Jannik Sinner nella campagna di Lavazza

Jannik Sinner rimarrà brand ambassador di Lavazza fino al 2030 grazie al rinnovo della partnership con l’azienda. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale d’informazione dell’Ansa.

Jannik Sinner insieme a Lavazza

TORINO – Lavazza annuncia il rinnovo della partnership con il tennista Jannik Sinner, brand ambassador dell’azienda dal 2019. Il nuovo accordo estende la collaborazione fino al 2030. Lavazza è stata tra i primi brand al mondo a credere nel suo talento, quando ancora diciottenne era al 140/o posto nella classifica Atp.

Il cammino è passato dalla partecipazione e vittoria alle Atp Next Gen Finals di Milano nel 2019, fino agli storici trionfi nei tornei del Grande Slam e alle Nitto Atp Finals, di cui Lavazza è Platinum Partner.

Il culmine è arrivato con il raggiungimento del primo posto nel ranking mondiale Atp, “traguardo che testimonia la crescita eccezionale di un atleta che ha saputo conquistare il cuore degli appassionati di tennis in tutto il mondo. Questa partnership rappresenta un esempio virtuoso di come il sostegno autentico e continuativo possa contribuire alla crescita reciproca. Lavazza e Sinner condividono valori comuni: passione, eccellenza e dedizione” evidenzia il gruppo.

“Siamo entusiasti – ha dichiarato all’Ansa Giuseppe Lavazza, presidente del gruppo – di rinnovare la nostra partnership con Jannik fino al 2030. Abbiamo creduto in lui fin dall’inizio, quando il suo talento era ancora una promessa. Oggi, vederlo al vertice del tennis mondiale ci riempie di orgoglio e conferma la forza di una visione lungimirante. È molto più di un brand ambassador: è parte della nostra famiglia”.

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Ernesto Illy International Coffee Award: assegnato il premio Best of the best al Ruanda per la Ngamba Coffee Washing Station – Sucafina S.A.

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(Photo by Lorenzo Palizzolo/Getty Images for illy)

ROMA – Si è svolta nella cornice di Palazzo Colonna a Roma la cerimonia di premiazione della decima edizione dell’Ernesto Illy International Coffee Award, un evento di riferimento per il settore che celebra ogni anno l’eccellenza e la sostenibilità nella produzione di caffè.

Il prestigioso riconoscimento Best of the best è stato assegnato quest’anno al Ruanda, alla Ngamba Coffee Washing Station – Sucafina S.A. rappresentata da Emmanuel Akiba, per la straordinaria qualità e sostenibilità del suo caffè, che rappresenta al meglio le caratteristiche gustative che illycaffè ricerca nelle varie origini.

Per la prima volta, il premio “Coffee Lovers Choice” – assegnato direttamente dai consumatori – è stato conquistato da El Salvador con la Finca Villa Mercedes of Agroindustrial Yaya di Juan Hosè Herrera, confermando il crescente apprezzamento internazionale per i suoi caffè unici e distintivi.

“L’Ernesto Illy International Coffee Award rappresenta un punto di riferimento per la promozione della qualità, della trasparenza e della sostenibilità nella produzione di caffè – spiega Andrea Illy, presidente di illycaffè – Il riconoscimento conferito ai vincitori ha un impatto significativo sulle comunità locali, offrendo visibilità globale ai produttori e stimolando l’adozione di pratiche agricole rispettose dell’ambiente e delle persone. In un settore dove la qualità è frutto di passione, tradizione e innovazione, il premio si conferma strumento fondamentale per sostenere la crescita e la competitività dei produttori nei mercati internazionali”.

La giuria tecnica dell’edizione 2025, composta da esperti di fama internazionale – i tecnici Carolina Castañeda, Matilde Maria Montero e Philip Schluter, gli illy Chef Ambassador Francesco Apreda, Caterina Ceraudo e Matteo Metullio, i giornalisti Luis Manuel Blasco Alis, Pierre de Gasquet e Adriano Sack – ha selezionato il Best of the Best, valutando i campioni in gara secondo criteri rigorosi di qualità, aromaticità e sostenibilità.

Una novità di quest’anno è stata la giuria dei consumatori, che si è riunita per la prima volta nelle lounge di ITA Airways di Roma, di cui illycaffè è partner, per assegnare il Coffee Lover’s Choice. La lounge della compagnia aerea si è trasformata per l’occasione in luogo di degustazione e condivisione, testimoniando l’impegno comune nella valorizzazione dell’eccellenza italiana e mondiale.

Alla cerimonia erano presenti i rappresentanti della filiera del caffè a livello globale ed esponenti del mondo delle istituzioni.

Ospite d’onore è stato il grande regista e maestro Francis Ford Coppola che si è intrattenuto insieme a volti noti dello spettacolo come Claudia Gerini e Alessandro Borghi.

La decima edizione dell’International Coffee Award, che si è conclusa a Palazzo Colonna, è stata ricca di momenti significativi per i 27 finalisti del 2025.

L’evento si era aperto con la partecipazione a un’udienza con Papa Leone XIV in Vaticano e si era poi arricchito di un incontro alla sede della FAO, durante il quale esperti di calibro internazionale hanno affrontato temi come l’agricoltura rigenerativa e l’intelligenza artificiale, considerate leve strategiche per rispondere alla crisi sistemica che il settore del caffè sta attraversando. Questi appuntamenti hanno offerto un’occasione preziosa di dialogo e confronto tra i protagonisti della filiera, rafforzando il legame tra eccellenza produttiva, innovazione e responsabilità sociale.

L’Ernesto Illy International Coffee Award è un faro per il settore, promuovendo uno sviluppo sostenibile e inclusivo della filiera del caffè. L’edizione 2025, con la sua carica di novità e partecipazione, apre la strada a nuove opportunità di crescita e a un dialogo sempre più intenso tra produttori, consumatori e protagonisti del mercato globale.

Iginio Massari Milano srl: ricavi nel 2024 a 3,4 milioni, utile netto sceso da 299mila a 253mila euro

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Iginio Massari costa panettoni
Il maestro pasticciere Iginio Massari (foto Pasticceria Massari)

Lo scorso anno la società Iginio Massari Milano srl (guidata da Debora) ha avuto ricavi per 3,4 milioni di euro (3,5 nel 2023), con un utile netto sceso da 299mila a 253mila euro. Leggiamo di seguito un estratto dell’articolo pubblicato su Bs News.

I ricavi del Gruppo Massari

MILANO – Iginio Massari è il re indiscusso dei pasticceri bresciani e italiani. Con la famiglia – e in particolare la figlia Debora, neo assessore al Turismo in Lombardia – ha costruito negli anni un piccolo impero, che oggi fattura diversi milioni di euro all’anno. Ma nel 2024 i bilanci del gruppo Massari – di cui ha dato conto il giornale Affaritaliani – sono stati in agrodolce.

Stando a quanto riportato, lo scorso anno la Iginio Massari Milano srl (guidata da Debora) ha avuto ricavi per 3,4 milioni di euro (3,5 nel 2023), con un utile netto sceso da 299mila a 253mila euro.

A seguire c’è ovviamente Brescia, con la storica pasticceria Veneto, che ha chiuso il 2024 con 1,8 milioni. Ma con una perdita di 475mila euro.

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Cappuccino day, a Napoli uno su due viene ordinato dopo mezzogiorno: la classifica di Deliveroo

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Napoli, la città con la maggior percentuale di ordini di cappuccino nel pomeriggio (immagine concessa)

MILANO – Con il Cappuccino day dell’8 novembre Deliveroo celebra uno dei grandi classici della colazione italiana. Uno dei must delle prime ore del mattino in tutta la penisola, diffuso però in tutto il mondo e interpretato – lo sappiamo – in maniera differente a seconda dei vari Paesi.

Se nella cultura italiana il cappuccino trova la sua collocazione naturale a colazione, all’estero questo può accompagnare anche il pranzo, oppure rappresentare una merenda di metà pomeriggio, fino ad essere considerato in alcuni casi un dolce o un fine pasto. Una circostanza che fa rabbrividire i puristi del cappuccino, ma che ha preso piede anche nel belpaese.

Ormai anche nelle nostre città il suo consumo si è esteso al resto della giornata: circa il 25% dei cappuccini ordinati su Deliveroo sono oltre le 12, una percentuale che scende al 4% dopo le 20. Una minoranza per carità, ma pur sempre una nuova abitudine di consumo.

Ma quali sono le città dove il cappuccino pomeridiano è più diffuso? In questa speciale classifica, terza Torino, al secondo posto Firenze, mentre la medaglia d’oro va a Napoli, dove quasi un cappuccino su due è ordinato su Deliveroo oltre le 12.

“L’offerta di Deliveroo è molto ampia e diversificata – dichiara Andrea Zocchi, managing director di Deliveroo Italy -. Va incontro ai gusti di tanti italiani e di tanti turisti. La crescita del consumo pomeridiano del cappuccino è il risultato di una serie di elementi collegati tra loro: la varietà dell’offerta presente nelle città, le abitudini di consumo locali, il turismo e la crescita degli ordini in ufficio, dove le presenze aumentano dopo anni caratterizzati dallo smart working”.

E la città dove invece l’abitudine del pomeriggio fa più fatica a radicarsi? Che sia per la prima colazione a casa o per una pausa in ufficio, a Cagliari il cappuccino resta principalmente una bevanda mattutina: circa 85% gli ordini su Deliveroo prima delle 12.

We You presenta il report di sostenibilità 2024-25: responsabilità e valore condiviso nel vending

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Il report We You (immagine concessa)

LAVIS (Trento) – We You, azienda del settore della distribuzione automatica in Italia con un fatturato 2024 di oltre 22 milioni e mezzo di euro, presenta il report dell’impegno di sostenibilità 2024-25, documento che rendiconta in modo trasparente l’impegno dell’azienda verso l’ambiente, le persone e le comunità in cui opera.

Il documento, redatto utilizzando gli standard Iso 26000, ESG e Agenda 2030 delle Nazioni Unite, racconta i progetti di sostenibilità ESG con i progetti di innovazione tecnologica secondo il distintivo approccio di innovability che We You in questi anni ha scelto di applicare nel suo percorso.

“La sostenibilità è per noi una scelta strategica, che orienta il business verso una gestione responsabile degli impatti economici, sociali, ambientali e di governance, con un focus diretto sui benefici per i nostri clienti e tutti gli stakeholder. Ogni caffè erogato, ogni snack distribuito, rappresenta un’opportunità per creare valore e benessere in modo responsabile,” – dichiara Giorgia Scattolin, responsabile della Sostenibilità in azienda. – Fin dal primo anno di attività abbiamo intrapreso un percorso strutturato di sostenibilità ESG per un continuo miglioramento interno aziendale e di servizio innovativo ai nostri clienti.”

Alcuni degli impegni riportati nel Report

  • Riduzione delle emissioni di CO₂ con l’ottimizzazione della logistica e il rinnovo della flotta con veicoli elettrici e ibridi.
  • Energia prodotta con impianti fotovoltaici installati presso alcune sedi aziendali Kwh 74.402
  • Energia da fonti rinnovabili al 100% per alcune delle sedi aziendali Kwh 139.666
  • Crescita professionale e benessere in azienda per i 170 collaboratori in azienda
  • Sostegno ad associazioni locali nelle comunità in cui l’azienda opera sul territorio di 12 province servite.
  • Partnership con fornitori locali per offrire ai 4.365 clienti prodotti più sostenibili, a filiera corta e con packaging riciclabile.
  • Innovazione per la rete di 7.838 distributori smart installati dotati di sistemi di telemetria e pagamento cashless per migliorare l’efficienza e ridurre gli sprechi.

Un settore che cambia volto con la sostenibilità

Nel mondo del vending, sostenibilità e innovazione camminano insieme: il consumatore moderno chiede qualità, trasparenza e rispetto per l’ambiente. We You risponde con scelte consapevoli lungo tutta la catena del valore e soluzioni con tecnologie digitali. “Ogni giorno seguiamo una clientela molto variegata visto che i nostri distributori sono presenti in aziende, studi medici, banche, ospedali, caso di riposo, istituti scolastici, enti pubblici. Per questo – spiega Davide Zanoni, responsabile commerciale dell’azienda – è necessario agire con grande trasparenza, dimostrando con i fatti il nostro impegno per la sostenibilità”.

In questo cambiamento We You ha la visione chiara di continuare a coniugare sostenibilità e innovazione in funzione della qualità del servizio per creare un impatto positivo e duraturo nel settore del vending. Nel rispetto dell’ambiente, continuerà a investire in soluzioni eco-friendly, riducendo sprechi e consumi per salvaguardare il pianeta. Continuerà a mettere al centro le persone, valorizzando collaboratori, clienti e fornitori con un approccio etico e inclusivo che promuova benessere e sicurezza. Continuerà ad adottare strategie di governance trasparenti e responsabili e ad applicare l’innovazione con tecnologie sempre più avanzate per migliorare l’esperienza di consumo e di servizio.

We You intende costruire un futuro sostenibile con clienti e stakeholder, trasformando ogni pausa in un’opportunità per un domani migliore.