domenica 25 Gennaio 2026
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Colombia: Fedecafé prevede una ripresa produttiva a fine 2011 che potrebbe superare gli 8,9 milioni di sacchi del 2010

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Fedecafé Colombia
Fedecafè Colombia

MILANO – “Le migliorate condizioni meteo delle ultime settimane restituiscono un po’ di ottimismo ai produttori colombiani. La fioritura è stata buona e le principali aree di produzione del paese avranno un ottimo raccolto a fine anno” – ha dichiarato in un’intervista il direttore esecutivo della federazione nazionale dei coltivatori di caffè (Fedecafè) Luis Genaro Muñoz Ortega – secondo il quale la produzione, a fine 2011, supererà gli 8,9 milioni di sacchi del 2010.

La previsione di Fedecafè

“La produzione c’è” ha affermato ancora Muñoz aggiungendo di essere rimasto “con il fiato sospeso sino allo scorso week-end”.

“I raccolti sono destinati a crescere già nel primo semestre nella provincia di Huila, la seconda più importante dopo Antioquia” – ha affermato ancora Muñoz – “aggiungendo che anche le aree limitrofe hanno avuto precipitazioni inferiori a quelle eccezionalmente elevate registrate più a nord”.

In un’intervista concessa la scorsa settimana, il presidente dell’associazione nazionale degli esportatori Jorge Humberto Botero è tornato intanto a denunciare le difficoltà alle quale il comparto colombiano deve tuttora far fronte.

Ribadendo che il calo produttivo degli ultimi anni non è dipeso soltanto dai problemi climatici, ma anche della forte incidenza delle avversità fungine (specificatamente della ruggine del caffè) e dal successo solo parziale del programma di rinnovo colturale, Botero ha evidenziato i problemi strutturali del settore, in particolare la mancanza di incentivi per i giovani, che sta portando a un progressivo elevamento dell’età media dei produttori mancando un adeguato ricambio generazionale.

Ha auspicato inoltre una maggiore differenziazione produttiva, che consenta alla Colombia allargare quantitativamente e qualitativamente i propri mercati.

Caffè della pace della cooperativa La terra e il cielo ottiene la certificazione Fairtrade

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fairtrade international
Novità per il mondo Fairtrade

ARCEVIA (Ancona) – Il Caffè della Pace della storica cooperativa agricola marchigiana La terra e il cielo ha recentemente ottenuto la certificazione Fairtrade. Il caffè proviene dalla cooperativa guatemalteca Asobagri, formata da piccoli produttori Maya, ed è coltivato secondo i principi dell’agricoltura biologica.

Il Caffè della pace ottiene la certificazione Fairtrade

Il progetto del caffè è nato in seguito all’amicizia e collaborazione tra La Terra e il Cielo con il premio Nobel per la pace Rigoberta Menchù, impegnata da sempre contro l’oppressione e i soprusi verso il suo popol o e tutte le popolazioni indigene del Centro America.

Per saperne di più cliccare qui.

Le sfide del mercato del caffè

Da quando le contrattazioni sul prezzo del caffè hanno iniziato un progressivo rialzo, il picco più alto degli ultimi 14 anni è stato raggiunto lo scorso 21 febbraio con 2,75 dollari per libbra. Questo anche perché i raccolti sono stati meno abbondanti del previsto si è scatenata un’agguerrita competizione di prezzo sui caffè di qualità.

Di conseguenza, alcune cooperative non riescono a rispettare i termini contrattuali e a garantire la fornitura di caffè Fairtrade. Prezzi così elevati in realtà danneggiano anche le torrefazioni e i consumatori finali.

Fairtrade International sta lavorando a stretto contatto con i produttori Fairtrade e l’industria del settore per risolvere questi problemi a breve, medio e lungo termine e rafforzare il mercato del caffè equosolidale certificato nel suo complesso.

Per maggiori informazioni cliccare qui.

Andrea Lattuada protagonista della rassegna di arte culinaria gourmet Abu Dhabi 2011

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Andrea Lattuada

MILANO – Il gourmet Abu Dhabi, principale evento culinario del Medio Oriente, è tornato anche quest’anno dal 2 al 17 febbraio 2011. Il viaggio gastronomico presentato dalle autorità del turismo (ADTA), continua ad affermare e stabilire Abu Dhabi come destinazione culinaria e stile di vita. La manifestazione, presentata da Abu Dhabi Tourism Authority, ha animato la capitale degli Emirati Arabi Uniti ed è stata caratterizzata da alcune importanti novità, come la cena di beneficenza e un giorno interamente dedicato al cioccolato e ai laboratori di pasticceria condotto da chef pasticceri donne.

Andrea Lattuada alla rassegna di arte culinaria

L’edizione del 2011, terza edizione dell’evento ha unito esperienze gastronomiche uniche ad ambienti di spettacolare bellezza. Tanti i protagonisti, tra cui chef stellati Michelin, pasticcieri famosi e ospiti speciali.

Tra questi Andrea Lattuada, conosciuto per la sua professionalità maturato in molti anni di esperienza iniziata come animatore e successivamente proseguita come bartender, barista caffetteria e bar manager in prestigiosi locali tra Asia, Europa ed America.

Le sue esperienze professionali gli hanno permesso di conoscere differenti concetti di ristoranti e bar e grazie anche alla sua laurea in architettura ha iniziato a progettare strategicamente locali funzionali e studiare innovative attrezzature per i locali.

Nell’ Armed Forces Officiers Hotel Andrea Lattuada, barista Masterclass, ha illustrato ad un vasto pubblico, per circa un’ora e mezza, le regole per la preparazione dell’espresso e del cappuccino.

A seguire la presentazione di tre ricette a base espresso degustate dagli ospiti, catturando l’attenzione dei più importanti chef mondiali accompagnato da Ludovic Loizon, flair barista 9bar Francia che ha allietato i presenti con dimostrazioni di coffee flair, disciplina che vede l’unione di diverse esperienze applicando il Flair bartending alla caffetteria.

Il campione

Andrea Lattuada nel 2003 è stato Campione italiano baristi caffetteria e si è qualificato al 9° posto ai mondiali di caffetteria -WBC (World Barista Championship), ad oggi è il coordinatore della Scae in Italia. Trainer autorizzato dall’associazione Scae (Speciality Coffee Association of Europe) , è docente nella Scuola di formazione per barman e Baristi – 9bar.

Nestlé triplica nel 2010 l’utile netto che schizza a 34,2 miliardi di euro

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Nestlé Nespresso
Il logo Nestlé

VEVEY (Svizzera) – Nestlé, il creatore di marchi come Nespresso, KitKat, Nescafé e Häagen-Dazs, ha registrato vendite per 109,7 miliardi di franchi svizzeri (114.350 milioni dollari) lo scorso anno, in crescita del 2% rispetto al 2009. L’utile netto ammonta a 34,2 miliardi di franchi ed è più che triplicato nel 2010, confermando Nestlé la più grande azienda alimentare del mondo.

La crescita di Nestlé

La multinazionale è riuscita a superare la pressione tripla di un franco svizzero forte, dell’impennata dei costi delle materie prime e della debolezza della crescita negli Stati Uniti e in Europa.

I mercati emergenti sono stati i principali driver di crescita per Nestlé lo scorso anno, con un incremento organico del 12%, rispetto al 3,3% nel mondo sviluppato.

L’azienda infatti guadagna circa il 38% delle sue vendite nei Paesi in via di sviluppo, secondo gli analisti, meno di rivali come Unilever, che ha la metà delle vendite lì.

In Tanzania il sindacato non vogliono che i bambini raccolgano il caffè nelle piantagioni

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La bandiera della Tanzania

DAR ES-SALAAM (Tanzania) – I sindacati tanzaniani hanno messo a punto una strategia per la lotta contro il lavoro minorile nei campi. In un’intervista il presidente del sindacato dei lavoratori agricoli, David Makaya, ha annunciato che per la prima volta si faranno sopralluoghi non annunciati nelle piantagioni per verificare la presenza di bambini e adolescenti impegnati in attività lavorative.

La Tanzania contro i bambini lavoratori nelle piantagioni di caffè

“In particolare in questo periodo”, ha denunciato Makaya, “In coincidenza con la raccolta del caffè e delle cipolle, si verifica il maggior numero di abbandoni scolastici”.

Il responsabile sindacale ha aggiunto che i controlli inizieranno dalle piantagioni di caffè del distretto settentrionale di Karatu.

Al via il concorso Vinci con Eraclea per rilanciare la crema al caffè

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Logo Eraclea

MILANO – La crema al caffè Eraclea fu, nel 2003, un’idea innovativa lanciata sul mercato prima che diventasse una tendenza di gusto che ha conquistato in Italia e nel mondo milioni di consumatori, diventando una piacevole alternativa al solito espresso e che ancora oggi riscuote un sempre maggiore successo.

Alle successive imitazioni l’azienda ha contrapposto il plusvalore per la garanzia di un prodotto superiore per qualità e gusto, frutto di oltre 40 anni di esperienza nel mercato dei consumi fuori casa. Adesso Eraclea ha pensato ad una promozione che scatterà in primavera per la crema al caffè. Baristi e clienti potranno partecipare dal 15 marzo al 30 giugno 2011 al concorso Vinci con Eraclea.

Il concorso di Eraclea

Acquistando un carnet abbonamento da 10 consumazioni più una omaggio di crema al Caffè Eraclea, il cliente può vincere immediatamente con un semplice sms uno dei 50 i Phone 4 32 Gb in palio. Ogni volta che un consumatore vince, viene premiato anche il barista con un i Phone4 32 Gb.

La crema al caffè Eraclea si rinnova con una nuova immagine, più esclusiva e dal design contemporaneo, una nuova collezione di tazze in vetro, per esaltare anche alla vista la cremosità inimitabile della crema al caffè Eraclea.

La collezione si ispira alla cultura pasticcera del ‘700 reinterpretando in chiave contemporanea disegni autentici. Le storie che caratterizzano la collezione estiva raffigurano momenti di pausa indulgente consumati all’aria aperta.

Disponibili in quattro versioni cromatiche, rosso, verde, blu e bianco, le tazze Eraclea esprimono tutta l’eleganza e la qualità della Crema al Caffè Eraclea. Una collezione destinata ad accendere la passione dei tantissimi estimatori del brand.

Presente su tutti i materiali di comunicazione, il nuovo sistema grafico contraddistingue crema al caffè Eraclea in maniera chiara, elegante ed impattante sui punti vendita.

Lo splendido menu da presentare nel raffinato porta-menù in legno e plexiglas e il quadro, di piccolo formato, da banco. La vetrofania crema al caffè dell’azienda da apporre in vetrina sarà il segno di riconoscimento per i consumatori che a colpo d’occhio riconosceranno dove gustare la crema al caffè e poter accedere così all’esclusiva promozione.  Per maggiori informazioni cliccare qui.

Green Mountain produce il caffè Dunkin’ Donuts in unità K-Cup per il sistema Keurig

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Green Coffee Mountain logo
Il logo Green Coffee Mountain Roasters

MILANO – Ancora grandi manovre nel vivacissimo mercato americano del caffè porzionato. L’ultimo colpo di scena, in ordine di tempo è arrivato con l’annuncio di un accordo di promozione, produzione e distribuzione tra la Green Mountain Coffee Roasters, market leader in questo segmento con una share superiore all’80%, e Dunkin’ Donuts, la mega catena di Canton (Massachussetts), nota per le celebri ciambelle.

La partnership tra Green Mountain e Dunkin’ Donuts

GMCR produrrà il caffè a marchio Dunkin’ Donuts, in 5 diverse referenze, in unità K-Cup adatte al sistema Keurig. La promozione inizierà a partire dall’estate in una serie di locali selezionati di Usa e Canada. Il caffè in capsule sarà proposto in confezioni da 14 pezzi.

Presso le insegne Dunkin’ Donuts aderenti all’iniziativa sarà possibile anche acquistare le macchine Keurig. Fondata nel 1950 a Quincy (sempre nel Massachussetts), Dunkin’ Donuts ha progressivamente spostato il suo core business dai prodotti da forno al caffè, dal quale ricava oggi una buona metà del suo fatturato (5,5 miliardi di dollari nel 2008).

Con una rete di 8.800 locali ubicati in 31 paesi di tutto il mondo (di cui 6.400 negli Usa) è considerata una delle più grandi catene di caffetterie su scala globale. La capogruppo Dunkin’ Brands è controllata da un pool di società di private equity costituito da Bain Capital LLC, Carlyle Group e Thomas H. Lee Partners.

L’accordo con JM Smuscker

In virtù di un contratto di licenza, il caffè torrefatto a marchio Dunkin’ Donuts è prodotto e distribuito nel grocery da JM Smucker, numero uno nel canale alimentare americano con i brand Folgers e Millstone.

Il suddetto accordo di licenza, di cui il ceo di Dunkin Brands Nigel Travis si è dichiarato “molto soddisfatto”, continuerà a essere operante. Va detto che JM Smucker ha a sua volta sottoscritto un accordo con GMCR per la produzione di una linea di prodotti a marchio Folgers e Millstone per il sistema K-Cup. Lavazza ha sottoscritto, a fine gennaio, con GMCR e con la divisione macchine a cialde Keurig, un accordo pluriennale di sviluppo e distribuzione per gli Stati Uniti e il Canada.

L’accordo prevede che Keurig sia il distributore esclusivo delle nuove macchine firmate Lavazza- Keurig, che utilizzeranno il sistema a cialde Lavazza A Modo Mio dedica e al mercato della famiglia. I nuovi sistemi a cialde Lavazza-Keurig saranno disponibili negli Usa e in Canada nel 2012. Fondata nel 1981 e basata a Waterbury, nello stato del Vermont, Green Mountain Coffee Roasters, Inc. gestisce le proprie attività attraverso due business unit.

La business unit Specialty Coffee produce caffè, tè e cioccolata calda per i brand dell’azienda, inclusi Tully’s Coffee, Green Mountain Coffee, Newman’s Own Organics Coffee, Timothy’s World, Diedrich/ Gloria Jeans. La business unit Keurig è uno dei più importanti e innovativi produttori di macchine da caffè a cialde.

Le unità K-Cup per le macchine da caffè a cialde Keurig sono prodotte da un’ampia varietà di torrefattori. Lo scorso settembre GMCR ha acquisito Van Houtte, storica torrefazione canadese, per una cifra superiore ai 900 milioni di dollari.

L’ipotesi Starbucks

Nelle settimane scorse, vari rumour ipotizzavano un’alleanza strategica tra GMCR e Starbucks, che ha annunciato recentemente l’intenzione di entrare nel mercato del caffè porzionato con un prodotto innovativo. Un’ipotesi che a questo punto si allontana, anche se l’Ad di Green Mountain Larry Blanford non conferma e non smentisce.

“Eravamo e rimaniamo aperti a ogni futura possibilità, ma oggi siamo intenti a festeggiare l’accordo con Dunkin’ Brands” ha dichiarato Blanford parlando con i media.

Ma a rendere più improbabile una partnership tra il torrefattore del Vermont e il colosso di Seattle sembrano essere anche le dichiarazioni fatte la scorsa settimana dal presidente e ceo di Starbucks Howard Schultz e contenute in un memo diffuso dalla stampa.

Nel mercato Usa del caffè porzionato – ha dichiarato Schultz – non c’è alcun comprovato vincitore di lungo periodo.

“Green Mountain ha fatto un ottimo lavoro introducendo in America la tecnologia del caffè porzionato e per questo si è imposto inizialmente come market leader. Ma siamo appena agli inizi e la storia ha dimostrato molte volte come non siano soltanto i brevetti a far conquistare il mercato, ma la fidelizzazione del cliente, l’esperienza maturata e la qualità” ha affermato ancora Schultz nel memo ricordando che i brevetti sul sistema Keurig K-Cup scadranno il prossimo anno e “ciò imprimerà probabilmente un cambiamento alle dinamiche di mercato”.

Courtesy Products

Va intanto ricordato che Starbucks ha concluso, sempre la settimana scorsa, un accordo con la Courtesy Products di St. Louis, azienda leader nelle forniture in camera per il settore alberghiero. Starbucks fornirà il proprio caffè torrefatto per i serving funzionanti con il sistema CV1, brevettato da Courtesy Products, con l’obiettivo di raggiungere mezzo milione di esercizi alberghieri di fascia alta in tutti gli Stati Uniti.

“Dopo il successo ottenuto con il lancio di Starbucks Via negli Usa e in un numero crescente di mercati di tutto il mondo, Starbucks continuerà a esplorare le varie soluzioni disponibili nel segmento del caffè porzionato e dei preparati istantanei adottando quelle che reputa migliori e più pratiche per servire i propri clienti ovunque essi si trovino” ha dichiarato Jeff Hansberry, presidente, Starbucks Consumer Products Group commentando l’accordo raggiunto con Courtesy Products.

Fisco e tasse: “L’economia sommersa si attesta tra il 16,1% e il 17,8% sfiorando punte del 56,8% a seconda dei settori”

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Una tazzina di caffè espresso (immagine: Pixabay)

MILANO – Secondo la commissione che sta lavorando sulla riforma fiscale l’economia sommersa si attesta tra il 16,1% e il 17,8%, con punte che toccano il 56,8%. La quota più bassa si trova nel settore “elettricità, gas e acqua” (1,8%). Nel dettaglio per il comparto industria la quota maggiore di sommerso si trova nelle costruzioni con il 28,4%.

L’economia sommersa

Seguono “tessile, abbigliamento, pelli e calzature” con il 13,7%, “altri prodotti industrialicon l’11%, “alimentari, bevande e tabacco” con il 10,7%.

Nel comparto servizi è il settore “alberghi e pubblici esercizi” quello che si trova al posto, seguito da “istruzione, sanità e altri servizi sociali” con il 36,8%, seguito da “trasporti e comunicazioni” con il 33,9%, “commercio” con il 32,1% e “servizi alle imprese” con il 21,5%. In coda “credito e assicurazioni” con il 6,4% battuto dal settore “pubblica amministrazione” dove il sommerso risulta pari a zero.

Dalla Norvegia ecco la macchina per il caffè in legno

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La bandiera della Norvegia

MILANO – La macchina per il caffè espresso casalinga è ormai un elettrodomestico che non può mancare nelle cucine, soprattutto nelle cucine italiane. Un settore sempre interessante per i costruttori perché da anni le vendite crescono oltre il 10 per cento ogni anno. Sul mercato si trovato alcuni modelli decisamente originali, come quella che potrete vedere cliccando sul link sotto. Tra le tante proposte questa è davvero molto originale.

La macchina da caffè in legno dalla Norvegia

Si tratta di Linje Espressomaker, una macchina da caffè realizzata completamente in legno. Per ora si tratta di un prototipo che però dovrebbe entrare presto in produzione.

I diritti del progetto sono in mano all’azienda della Norvegia Oystein Helle Husby che ha realizzato il primo esemplare che si caratterizza per la struttura con strati di legno di pioppo incollati tra loro e poi successivamente levigati in modo tale da all’oggetto un forma elegante. Per vedere la macchina nei dettagli basta cliccare qui.

Sono quasi 55 mila i bar e gli alberghi di proprietà di stranieri, cinesi, marocchini e romeni, il 35,2% del totale

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Fipe -Confcommercio buoni pasto inflazione donne ristorazione
Il logo Fipe

MILANO – L’imprenditoria italiana lascia sempre più il passo a quella straniera. L’abbandono delle aziende dello 0,3% dei connazionali registrato nel 2010 sul 2009 in tutti i settori è ampiamente compensato dall’ingresso del 4,5% di imprenditori stranieri. Un ricambio che conferma un andamento ancora più rimarcato nel periodo che va dal 2005 al 2009, durante il quale il 2,1% di sedie lasciate libere dagli italiani sono state occupate dal 28,5% di coloro che sono entrati nei nostri confini.

L’imprenditoria italiana lascia il posto a quella straniera

È la fotografia scattata dal centro studi Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi, su dati Eurisko 2007 illustrata in occasione della prima assemblea internazionale imprenditoria straniera (Aiis) in Fiera Rimini dove è in svolgimento Sapore 2011, la rassegna internazionale sull’alimentazione.

Almeno il 10% di tutti i lavoratori stranieri presenti in Italia (1,6 milioni) è impiegato nel settore dei pubblici esercizi soprattutto come dipendenti, anche se una buona parte ha occupato anche qui l’area manageriale.

Alberghi e pubblici esercizi

In quest’ultimo caso, fra alberghi e pubblici esercizi si registra una presenza di stranieri dell’8,6% per un totale di 54.437 imprenditori di cui 24.987 donne. Quello del ricettivo è il settore più basso verso il quale guardano gli stranieri ‘ai vertici del comandò che risultano attratti molto di più dal commercio (29,5%), dalle costruzioni (22,2%) e dall’industria manifatturiera (10,1%).

Ma se si analizza il settore dei servizi nel suo complesso, dove rientrano anche i pubblici esercizi, non può sfuggire che è proprio qui che si registra la percentuale più alta (35,2%) di imprenditori stranieri.

Le nuove etnie dell’imprenditoria in Italia sono concentrate nella fascia di età fra i 30 e 49 anni (64,7%) e fra i 50 e 69 anni (22,2%) e provengono dal Marocco, Romania e Cina. Se gli imprenditori stranieri sono diventati un fenomeno significativo, altrettanto può dirsi a livello di imprese.

Secondo la stima di Fipe, su un totale di 21mila società, 10mila sono di ristorazione e 11mila di caffetteria.

Nel primo caso, le società individuali sono 5.300 ed il rimanente ha altra personalità giuridica, mentre nel settore dei bar le società individuali sono 6.500 e il rimanente ha altra forma. Motivi questi che hanno spinto gli imprenditori stranieri ad associarsi nell’Aiis.