venerdì 23 Gennaio 2026
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Nel bar della Camera dei deputati da oggi espresso a 80 centesimi

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Tazzina espresso

MILANO – La buvette di Montecitorio, dove ha sede la Camera dei Deputati, aumenta i prezzi. A parte la bottiglietta di acqua minerale e il vasetto di yogurt, che continuano a costare rispettivamente cinquanta centesimi e un euro, con l’anno nuovo tutto il listino della bar dei deputati è stato ritoccato verso l’alto, con rincari nell’ordine del dieci-venti per cento ma che in alcuni casi arrivano a far raddoppiare il prezzo praticato fino alla fine del 2011.

Camera dei deputati, la tazzina salata

Gli aumenti sono stati decisi dall’ufficio di presidenza di Montecitorio per adeguare i prezzi del bar dei deputati a quelli dei locali fuori dal palazzo dopo le polemiche sui privilegi dei parlamentari. Al loro rientro dalle vacanze, la prossima settimana, i deputati troveranno la tazzina di caffè più cara di dieci centesimi: l’espresso, che prima costava settanta centesimi, ora costa ottanta, il cappuccino passa da un euro a un euro e dieci centesimi, il cornetto da ottanta a novanta centesimi. Se fare colazione costerà circa il dieci per cento in più rispetto al 2011 (per un cappuccino e un cornetto si spenderanno due euro contro l’euro e ottanta di qualche giorno fa), sfamarsi a ora di pranzo sarà ancora più caro.

La rosetta farcita di mozzarella e prosciutto passa da 2,50 a 3 euro, il tramezzino aumenta da 2 a 2,50 euro, i supplì che costavano 1 euro arrivano a un euro e trenta, la pizzetta rossa passa da un 1,50 a 2,50 euro. Al bancone della frutta gli aumenti sono ancora più sostenuti: la singola porzione di frutta passa da 50 centesimi a un euro, che diventano due per il melone e l’ananas.

Ma è il settore bevande quello che riserverà le peggiori sorprese ai parlamentari

Raddoppia infatti il prezzo dei succhi di frutta (passano da uno a due euro) e addirittura triplica quello del vino: un bicchiere costava un euro, ora tre. Ma forse all’ufficio di presidenza hanno pensato di scoraggiare il consumo di bevande alcoliche, come dimostrano i rincari degli aperitivi, molto apprezzati dai parlamentari anche perché vengono serviti con generose porzioni di mandorle e salatini: l’analcolico, passa da 1,50 a 3,50, l’alcolico da 2 a 4,50 euro.

Ma le sorprese per i deputati non finiscono qui: al loro ritorno troveranno rincari anche al ristorante di Montecitorio. Il locale riservato ai deputati finora aveva mantenuto prezzi ampiamente sotto la media di quelli praticati fuori dal palazzo (per un primo e un secondo si spendono intorno agli 8-10 euro) e per questo era stato preso d’assalto dai senatori in fuga dal ristorante di palazzo Madama dopo gli aumenti di qualche mese fa.

Caffè degli Specchi: ristrutturato il locale storico, annuncia Riccardo Illy

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caffè degli specchi Trieste
Lo storico Caffè degli specchi di Trieste

TRIESTE – Riccardo Illy presenterà domani il suo progetto per rilevare il Caffè degli Specchi, chiuso a ottobre sotto il peso dei debiti e acquistato dalle Generali, proprietarie del magnifico palazzo Stratti, assieme al marchio e agli arredi. Ci saranno altri concorrenti, si parla di Lavazza, ma alla fine il locale frequentato da James Joyce, Italo Svevo e Umberto Saba dovrebbe rimanere orgogliosamente triestino. Per Illy, che probabilmente sarà affiancato da un socio minore, è un ritorno a casa: ha abitato in piazza Unità d’Italia per quindici anni, dieci come sindaco e cinque come presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. Sa dunque cosa significano il Caffè degli Specchi e la piazza stessa, unica nel mondo, abbracciata al mare. Qui sono tornati a passeggiare sloveni e croati, ungheresi, austriaci, insomma i vecchi popoli dell’Impero asburgico diventato Europa.

Caffè degli Specchi: una ricchezza per la storia italiana

«Siamo di nuovo al centro di un territorio omogeneo sia da un punto di vista politico che economico» riflette Illy tra gli stucchi di un altro caffè storico «finalmente possiamo ricominciare a essere quello che eravamo, una città europea quando l’Europa non c’era; e magari rappresentare un esempio di come dovrebbe essere in futuro». Quattro forti comunità, italiana e slovena e serba e giudaica. Sette religioni, con gli ortodossi che per non rimanere esclusi dal Natale cattolico festeggiano, il 24 dicembre, Santo Spiridione, pastorello di Cipro diventato prima vescovo e poi beato, sia pure non testa di serie nelle assegnazioni del calendario.

Così, mentre è facilissimo per un agente marittimo trovare un traduttore in greco o in lingue balcaniche, martedì partirà il primo treno gestito da Rail Cargo Austria, collegamento fra il porto triestino e Monaco di Baviera: il 19 novembre scorso l’attuale sindaco pd Roberto Cosolini è salito fino a Vienna per stringere un patto di ferro con il borgomastro Michael Haupl. «Ricordo che nel 1993, appena eletto» sorride Illy «andai in visita a Udine. Erano tutti meravigliati: poi consultarono l’archivio e saltò fuori che da ottant’anni un sindaco di Trieste non si faceva vedere in Friuli, cioè la porta di casa sua». Illy fino al 2003 e Roberto Di Piazza fino al 2008, quest’ultimo sotto le bandiere del centrodestra, sono stati i primi due sindaci imprenditori nella città che è stata la capitale, assieme a Genova, delle Partecipazioni statali. Tangentopoli, ma soprattutto la fine della Jugoslavia e il ritorno nell’orbita europea di Slovenia e Croazia, quest’ultima entrerà nella Ue a luglio del 2013, hanno svegliato quella che il giornalista Beniamino Pagliaro, nel titolo di una pregevole analisi pubblicata la scorsa estate, ha battezzato «la bella addormentata».

I dati chiave restano un’eredità del lungo sonno, perché su 240 mila abitanti 108 mila sono pensionati e 70 mila lavoratori dipendenti, con un settore pubblico che da solo vale un quarto del terziario e arriva al 24% del pil, al 10% della popolazione e al 26% degli occupati. Il 95% delle imprese ha meno di dieci addetti. Un’indagine Swg ha rivelato che per ogni due persone che lavorano c’è un anziano a carico, la città è ancora gemella di Genova nel record dell’età. Tuttavia resistono le grandi assicurazioni come Generali, Allianz e Sasa, la più antica compagnia di navigazione in attività, l’Italia Marittima, la Wartsila che sarebbe La Grandi Motori dopo l’acquisto da parte di un marchio finlandese.

«C’è un vento nuovo: sono caduti prima i muri esterni e ora stanno cadendo quelli interni», riflette Roberto Cosolini

Un omone che ha giocato a basket ed è stato presidente della squadra locale, e appena eletto ha detto chiaro di voler essere il sindaco «degli italiani, degli sloveni e di tutte le altre minoranze». In sella dalla scorsa primavera, Cosolini ha deciso di puntare moltissimo sul magico triennio delle celebrazioni letterarie: il 2011 è stato il 150esimo anniversario della nascita di Italo Svevo, il 2012 saranno i 130 della nascita di James Joyce e il 2013 sarà l’anniversario di Umberto Saba. «Nel frattempo penseremo all’area del porto vecchio da urbanizzare, sul modello di quello genovese. E alla ricerca, che qui è approdata silenziosamente ma con grandi risultati»: a Trieste oggi ci sono 67 imprese e 21 centri specializzati con 2400 addetti e 150 milioni di fatturato complessivo, la metà del giro d’affari di Illycaffè. Siccome letteratura ed economia sono molto meno distanti di quanto si potrebbe supporre, la ribadita multiculturalità triestina potrebbe essere il volano del ritorno agli splendori asburgici. Non era forse di cultura italiana e tedesca l’ebreo ungherese Aaron Hector Schmitz, che apposta adottò lo pseudonimo Italo Svevo dopo aver compiuto in Germania i suoi studi commerciali? E James Joyce, che per quattordici anni visse nella Venezia Giulia come insegnante di inglese, non trapianta a Dublino l’ebreo ungherese Leopold Bloom? L’Europa è stata concepita a Trieste, chissà che non si risvegli proprio qui. In questi ultimi giorni di vacanze il Caffè degli Specchi è mestamente chiuso, ma le Generali assicurano che tornerà come prima, perfettamente accordato al delizioso centro storico appena finito di restaurare.

Bisognerà mutare il target, oggi neanche Svevo o Joyce si accontenterebbero più di un banale cappuccino. Dice il sindaco Cosolini che siamo di fronte a una metafora della pigrizia triestina, che al posto degli antichi azzardi commerciali «preferisce il mantenimento del consumo: ma se è vero che i depositi bancari in città restano elevatissimi, senza investire prima o poi si chiude». Il Caffè degli Specchi è l’unico della piazza dove batte il sole fino al tramonto. Dal 1839 a oggi è riuscito a essere covo di irredentisti e crocevia di intellettuali, ci andavano anche i genovesi che hanno insegnato ai triestini, in origine contadini, le arti della corderia e della veleria. Come diceva Umberto Saba, «Trieste ha una sua scontrosa grazia. Se piace / è come un ragazzaccio aspro e vorace, / con gli occhi azzurri e mani troppo grandi / per regalare un fiore». Bisogna capirla. Poi te ne innamori. Fonte: ilsecoloXIX.it

Sanapo, il campione italiano riceve a casa Alejandro Mendez

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Francesco Sanapo all'opera a Torino

MILANO – Puntuale come sempre ci ha scritto Francesco Sanapo, due volte campione italiano baristi. Lo ha fatto ricordare che ieri ha registrato l’episodio del “Sunday at home…a good coffee in my cup”. Una puntata speciale perché l’ospite era il campione del mondo baristi 2011 Alejandro Mendez.

Sanapo intervista un altro campione

“Questa puntata mi ha emozionato tantissimo – spiega Sanapo – l’idea che due paesi così lontani erano affratellati e uniti dalla condivisione di una tazza di caffè mi ha entusiasmato. Questa puntata è in inglese visto l’ospite internazionale, e parliamo del caffè proveniente da El Salvador più precisamente dalla Finca la Illussion, un caffè delizioso che mi ha emozionato al primo sorso e che ho avuto la fortuna di scoprire 1 anno fa. Oggi c’e l’ho è a casa mia! Poi Oltre a questo ho chiesto ad Alejandro cosa significasse per lui essere un barista, a voi la risposta”.

Aggiunge Sanapo: “Oltre al viaggio virtuale, il prossimo mese partirò realmente per El Salvador alla ricerca di caffè speciali, e grazie anche all’aiuto di Alejandro avrò la fortuna di visitare numerose piantagioni sperando di portare a casa qualcosa di speciale”. Conclude Sanapo: “Dalla prossima settimana (visto le numerose richieste) aprirò un contest per i miei Follower di Twitter e Facebook che permetterà ad alcuni di loro di partecipare ad una puntata del “Sunday at home…a good coffee in my cup” dove l’argomento trattato sarà: Coffee social cup!” .

Il video

Fiepet non crede all’aumento del prezzo dell’espresso al bar

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Fiepet
Il logo Fiepet

MILANO – La Fiepet-Confesercenti, la federazione italiana degli esercenti pubblici, non prevede aumenti del prezzo del caffè alla tazzina, nonostante i rialzi esponenziali al prezzo di origine dello scorso anno. «Non penso che i bar aumenteranno il prezzo del caffè per la delicatezza del momento economico – afferma il presidente Esmeralda Giampaoli – .Sarebbe anche controproducente. Il barista vista la situazione si farà carico ancora una volta del ritocco del prezzo che probabilmente ci sarà di nuovo all’origine».

Fiepet: Giampaoli ricorda infatti che in questi anni c’è stato «un rialzo pressochè costante dei prezzi sia alla produzione che alla torrefazione, come è già avvenuto un ritocco del prezzo della tazzina al bar»

Come Confesercenti, aggiunge Giampaolo, «anche in passato abbiamo fatto delle campagne per contenere i prezzi del caffè alla tazzina e se ci sarà necessità cercheremo di continuare con la politica che abbiamo portato avanti in questi anni»

Stessa attenzione anche sui prezzi del cenone di fine anno:

«C’è stata – dice Giampaoli – una tendenza al ridimensionamento per non far rinunciare la gente e per incentivare le persone a uscire comunque. Un’altra tendenza che si è sviluppata negli ultimi anni e che si è consolidata in particolar modo quest’anno è quella del cenone alla carta in modo da dare al cliente la possibilità di spendere quanto vuole. Non si tratta di un low cost ma di un modo intelligente di mantenersi il cliente».

Edi Sommariva ha lasciato la carica di direttore regionale di Fipe

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Edi Sommariva
Edi Sommariva direttore generale della Fipa

MILANO – Dal 31 dicembre Edi Sommariva non è più il direttore generale di Fipe – Confcommercio, carica che ricopriva da 22 febbraio 1989 quando fu nominato sotto la presidenza di Sergio Billè. Da oggi è al vertice dell’Agenzia per la promozione turistica della sua regione, il Friuli Venezia Giulia.

Edi Sommariva lascia il campo al prossimo direttore

Non è ancora noto chi sarà il successore al ruolo di Direttore generale ma l’ipotesi più probabile è di una gestione provvisoria per qualche settimana, prima della nomina ufficiale. «Al dottor Sommariva – ha commentato il presidente Fipe, Lino Stoppani – va il sincero ringraziamento mio e di tutta la Federazione. La sua pluriennale collaborazione ha lasciato un segno di qualità e seminato molti valori, umani e professionali oltre che buoni sentimenti».

Brasile: Conab prevede una produzione tra i 41,9 e i 44,73 milioni di sacchi

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Brasile
La raccolta di caffè nel Cerrado (Brasile)

MILANO – Conab spiazza tutti ipotizzando nella sua prima stima ufficiale per il raccolto 2011/12 una produzione compresa tra 41,9 e i 44,73 milioni di sacchi: il dato più elevato di sempre in un anno negativo del ciclo biennale. Una previsione che sgombra il campo dalle aspettative pessimistiche delle settimane scorse e smentisce lo stesso ministro dell’agricoltura Wagner Rossi, che aveva prefigurato, in un’intervista concessa prima di Natale, un accentuato calo sull’anno (-23%) destinato a far scivolare la produzione ai minimi storici recenti.

Conab: produzione compresa tra 41,9 e i 44,73 milioni di sacchi

Il tutto a fronte di una lieve contrazione delle superfici coltivate e di una forte siccità, durata sino a settembre, che aveva fatto temere il peggio. Le cifre di Conab indicano che il prossimo raccolto si attesterà tra 41,89 e i 44,73 milioni di sacchi da 60 kg, pari una flessione (a seconda che si consideri il margine inferiore o superiore della stima) compresa tra il 12,8% e il 7% rispetto al raccolto da 48,1 milioni di sacchi registrato nel 2010/11, che è stato, lo ricordiamo, il secondo più abbondante di sempre nella storia produttiva brasiliana.

Il calo più consistente (tra il 15,9% e il 9,9% in meno) riguarderà gli Arabica, mentre la produzione di Robusta registrerà (sempre a seconda del valore considerato), una lieve flessione (-3%) o un moderato incremento (+2,6%).

Conab: la produzione di Arabica

La produzione di Arabica (prendendo in esame il valore medio della stima) costituirà i tre quarti circa del totale (74,6%), con lo stato del Minas Gerais ancora una volta in grande evidenza (66,6% del raccolto complessivo di arabica).

Sul fronte dei Robusta riconfermata la leadership dell’Espírito Santo, con oltre i due terzi del raccolto totale di conilon. L’area totale coltivata viene stimata in 2,2806 milioni di ettari, in lieve calo (-0,4%) rispetto al raccolto precedente. La produzione del Minas Gerais è stimata tra i 21,219 e i 22,709 milioni di sacchi.

Considerando il dato medio di 21.964.012 sacchi si avrebbe un calo del 12,69% sull’anno precedente, con una produttività superiore, in ogni caso, ai 21 sacchi/ha, contro i 19,87 sacchi/ha del precedente anno negativo del ciclo biennale (2009/10).

Dopo mesi di siccità, la pioggia è arrivata puntualmente a fine settembre in quasi tutte le regioni dello stato reintegrando il deficit idrico e consentendo due buone fioriture, ben definite e uniformi.

Una differenza rilevante con l’anno passato, quando l’irregolarità delle precipitazioni aveva determinato numerose fioriture atipiche complicando non poco la gestione del raccolto. Il calo produttivo è stato maggiore in quelle aree dove si sono registrati raccolti abbondanti lo scorso anno, con conseguente forte stress vegetativo degli arbusti.

Una ripresa produttiva

Laddove invece il potenziale produttivo è stato frustrato, nel 2010, da condizioni climatiche sfavorevoli si registra quest’anno una ripresa produttiva, che sovverte parzialmente il tipico paradigma biennale.

Tale tendenza si manifesta in particolare nelle regioni di Zona da Mata, Jequitinhonha, Norte de Minas, Centro Sul e Serra da Mantiqueira ed è favorita dal positivo andamento climatico degli ultimi mesi.

Anche per questo, l’analisi disaggregata delle varie aree produttive risulta in questo report molto più articolata, con un’ulteriore suddivisione del Sul de Minas in tre sub-regioni, ai fini di una disamina più dettagliata delle singole situazioni locali.

In generale possiamo dire che i cali più rilevanti si dovrebbero registrare nel Cerrado Mineiro (-24,6%) dove gli indici di produttività rimangono comunque ragguardevoli (26,63 sacchi/ha) e nella regione di sud e sud-ovest, mentre nelle aree di Zona da Mata, Leste, Mucuri, Jequitinhonha e Norte de Minas è attesa addirittura una ripresa produttiva rispetto all’anno passato.

La crescita della produzione

Il programma per il rinnovo e il rilancio del settore del caffè sta dando i suoi frutti nell’Espírito Santo, dove la produzione dovrebbe crescere tra lo 0,7% e il 6,9% rispetto al 2010. Le prospettive appaiono buone sia per il conilon (73% della produzione dello stato) che per gli arabica e la forte siccità registrata nei primi mesi dell’anno scorso è ormai soltanto un lontano ricordo.

Dopo il brillante risultato dell’anno passato lo stato di São Paulo subisce inevitabilmente quest’anno un calo ciclico dovuto allo stress delle piante, con conseguente flessione produttiva pari, considerando il valore medio della stima, al 26,55%. La recente ripresa dei prezzi potrebbe contribuire a invertire il trend in atto da anni, che ha portato a una forte contrazione delle superfici coltivate a caffè a favore di altre colture.

La produzione è prevista addirittura in crescita nello stato di Bahia dove il buon andamento climatico (con indici pluviometrici positivi) ha favorito sia gli arabica, per i quali si prevede una crescita dell’8,4%, che i robusta, il cui raccolto potrebbe incrementarsi di quasi il 28%, grazie anche alle nuove aree entrate in produzione.

Le condizioni climatiche

La ciclicità negativa si farà sentire invece nel Paraná dove la produzione diminuirà di un quarto risentendo anche di un’ulteriore contrazione delle superfici in produzione. Va comunque osservato in questo stato un forte sforzo di potenziamento e rilancio produttivo attraverso interventi di potatura e investimenti, volti a razionalizzare la coltura.

Le condizioni climatiche sono state sin qui favorevoli, con precipitazioni soddisfacenti in buona parte delle regioni. Le precipitazioni insufficienti, in particolare ad agosto, si sono ripercosse invece sullo sviluppo del raccolto di robusta in Rondônia, dove la produzione è prevista in forte calo.

Gli indici di produttività, già tra i più bassi del paese, subiranno un’ulteriore flessione evidenziando ancora di più i gravi ritardi strutturali e la scarsa competitività di questo stato.

Le associazioni di settore

La stima ha coinvolto come sempre le principali associazioni e organizzazioni di settore ed è stata supportata da un’ampia ricerca sul campo (compiuta tra l’8 novembre e il 17 dicembre negli stati di Minas Gerais, Espírito Santo, São Paulo, Bahia, Paraná, Rondônia e Rio de Janeiro, nei quali si concentra il 98% della produzione) oltre che dall’utilizzo delle più moderne tecniche di telerilevamento satellitare.

Rafforzata inoltre la pluriennale collaborazione con l’Ibge (istituto brasiliano di geografia e statistica, dipendente dal ministero della pianificazione territoriale), nell’intento di armonizzare i criteri di rilevazione ed elaborazione statistica e di migliorare la copertura delle aree di produzione marginali. La prossima stima Conab è attesa per il mese di maggio.

Wmf precisa già i termini dell’acquisizione di Cma-Wega

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Il logo Wmf

MILANO – La lunga riunione del consiglio di amministrazione della Cma proseguita per tutta la giornata di ieri a Susegana non ha prodotto alcun comunicato stampa sulla vendita del gruppo Cma-Wega alla tedesca Wmf. Forse lo leggeremo nei prossimi giorni o se ne saprà di più da altre fonti sulla decisione che non è certo stata decisa all’improvviso. Oggi l’azienda è chiusa per il ponte pasquale e nulla è dato sapere. Sonia dal Tio A.D delle consociate WEGA Srl in Italia e G.E.E.C. negli USA ha annunciato la decisione ai lavoratori che hanno accolto la notizia con grande sorpresa.

La direzione ha assicurato che la vendita della società alla Wmf

“non comporterà problemi per le maestranze ma soltanto vantaggi: l’ingresso in un gruppo di livello mondiale si possono aprire scenari economici migliori degli attuali”. Da parte del sindacato Cgil è stata chiesta alla direzione del gruppo Cma-Wega una riunione urgente dopo Pasqua per avere informazioni e Sonia, Roberto e Nello Dal Tio dettagli sulla vendita. Da parte sua la Wmf ha diffuso un documento con una descrizione del gruppo Cma-Wega, all’indomani dell’annuncio dell’acquisizione.

I clienti del gruppo Cma-Wega sono sia torrefattori sia catering, grossisti e importatori. I prodotti sono distribuiti in circa 130 paesi

In Italia, Stati Uniti (la General Espresso Equipment Corp., a Greensboro), Romania e Francia il gruppo dispone di una propria rete di vendita e rappresentanti diretti. Le fabbriche sono due: in Italia a Susegana in provincia di Treviso e in Romania a Timisoara, dove vengono fabbricate macchine per i mercati dell’Est Europa. Lo scorso anno il giro d’affari globale sottoposto ai revisori dei conti del gruppo è stato di circa 50 milioni di €. Per acquistare il gruppo specializzato in macchine professionali del caffè la Wmf ag pagherà un prezzo di acquisto di 35 milioni di euro basato sull’enterprise value al netto del debito.

Perù: produzione ed export a livelli record nel 2011

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La bandiera del Perù
La bandiera del Perù

MILANO – Anno d’oro per la caffeicoltura in Perù. La produzione del paese andino ha raggiunto nel 2011 il livello record di 4,75 milioni di sacchi, maggiore del 18% a quello del 2010, stando ai dati diffusi dalla giunta nazionale del caffè (Jnc). Vola anche l’export che ha toccato i 4,37 milioni di sacchi portando nelle casse peruviane un importo stimato in quasi 1,4 miliardi di dollari, con un incremento a valore del 58% rispetto all’anno precedente.

La produzione del Perù

“Ci aspettavamo per il 2011 un calo ciclico della produzione, ma è accaduto l’esatto opposto, grazie al clima favorevole, agli investimenti in input da parte delle cooperative e ai nuovi arbusti entrati in produzione” ha dichiarato alla stampa il presidente della giunta César Rivas aggiungendo però che l’export potrebbe risentire nel 2012 della crisi economica in atto in Europa e negli Stati Uniti.

Secondo dati citati da Rivas, il comparto del caffè dà lavoro in Perù a 160 mila famiglie di piccoli e medi produttori, per circa un terzo organizzati in cooperative o associazioni. La superficie coltivata raggiunge i 390 mila ettari, di cui 120 mila ettari certificati.

“Il forte impulso dato allo sviluppo delle produzioni bio ci ha consentito di migliorare la qualità e l’immagine dei nostri caffè – ha dichiarato ancora Rivas – ricordando come ben 95 mila ettari di piantagioni siano coperti da certificazioni biologiche.

I piani della Jnc puntano a portare la superficie coltivata a 550 mila ettari per una produzione di 8,4 milioni di sacchi entro il 2025.

Perù, il cambiamento del clima e le forti piogge minacciano la produzione del caffè

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La bandiera del Perù
La bandiera del Perù

LIMA – Sono sempre di più le notizie che arrivano dai paesi produttori di caffè per denunciare come il cambiamento del clima stia incidendo profondamente anche sulla produzione. Questi allarmi, che provengono dall’Africa come dall’Asia e dall’America, confermano come il problema sia maggiormente sentito nell’area fra i Tropici.

Così, in assenza di un patto globale vincolante per affrontare i cambiamenti climatici, il Perù ha adottato una soluzione per ridurre le sue emissioni di CO2. Il Paese sta già sperimentando gli effetti del riscaldamento globale, come lo scioglimento dei ghiacciai nelle Ande.

Inoltre, l’anno scorso le piogge da record in Amazzonia hanno devastato i raccolti, facendo aumentare l’inflazione e colpendo le esportazioni di caffè. “Se non facciamo qualcosa, avremo problemi con i rifornimenti d’acqua lungo le coste. Sappiamo che ci saranno più siccità, più piogge e stiamo già assistendo a drastici cambiamenti di temperatura”, ha detto Felipe Mariano Soldan, capo dell’ufficio di pianificazione strategica del governo.

Nel piano adottato dal Perù sono inclusi l’utilizzo di fonti rinnovabili, il passaggio ad un’economia a basse emissioni di carbonio e la riduzione del disboscamento illegale della foresta amazzonica. Piani analoghi per contrastare il cambiamento sono in corso di attuazione anche in Sudafrica, Cile, Argentina, Colombia e Brasile.

Inei, dall’espresso alla moka: quanto, come e dove consumano caffè gli italiani

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Luigi Odello zucchero inei tostatura
Luigi Odello del Centro studi assaggiatori

MILANO – La capitale d’Italia, Roma, avrebbe battuto Milano a suon di tazzine. A comunicarlo qualche mese fa è stato l’Inei, l’Istituto internazionale assaggiatori di caffè ,di cui è segretario generale Luigi Odello, affermando che solo l’espresso dello storico Caffè Colonna, nella capitolina Galleria Alberto Sordi, sarebbe degno di ottenere il massimo punteggio dalla severa giuria di esperti.

Secondo l’Inei al di là del simpatico dato in realtà sono molti i numeri che identificano il caffè. 1.000.000.000.000 (mille miliardi): è il potenziale di tazzine di espresso all’anno 7milioni: le tonnellate di chicchi di caffè lavorate in un anno.

Tutti i numeri del caffè forniti dall’Inei

25milioni: gli agricoltori impegnati in tutto il mondo nella produzione di caffè verde; 33miliardi di euro: è quanto si spende nel mondo ogni anno per acquistare caffè; 5/8 miliardi di euro: il fatturato medio annuo che originano gli agricoltori; 300/500 euro: sarebbe il ricavato medio annuo di un agricoltore; 85 milioni: sono i sacchi di caffè che ogni anno partono dai paesi produttori; 4/6 volte: è il rapporto medio dell’aumento del valore del caffè dopo la tostatura; 500/800 kg per ettaro: la resa media dell’Arabica 500/1.800 Kg per ettaro: la resa media della Robusta.

Brasile, Colombia e Vietnam sono nell’ordine i principali produttori. Seguono Indonesia, Messico, India, Etiopia, Uganda e Guatemala. Il più grande cliente al mondo di verde è rappresentato dagli Stati Uniti con oltre 20 milioni di sacchi.

Seguono la Germania con 15 milioni e, con quantità vicine ai 7 milioni, il Giappone, l’Italia e la Francia.

Un Inglese usa 2,2 chili di caffè all’anno, un Finlandese ne fa fuori 11,3 ponendosi in vetta alla classifica. Gli italiani consumano 5,5 chilogrammi.

Un po’ di numeri sul caffè in Italia secondo l’Inei

43 miliardi: sono le tazzine che consumiamo ogni anno in Italia; 41 milioni: è il numero stimato di italiani che bevono caffè; 99%: è la percentuale degli italiani che non distingue una miscela da un’altra; 60, 30, 10: sono in ordine le percentuali di consumo in casa, pubblici esercizi, macchinette; 750: sono i mastri tostatori presenti nel nostro Paese (49% al Nord; 25% al centro e 26% al Sud e nelle Isole); 131 mila: sono i bar in Italia.

Numero 1 nel mondo

È l’Italia per la produzione di macchine di caffè (70 mila all’anno di cui 50mila vendute all’estero).