lunedì 19 Gennaio 2026
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Germania, boom del caffè espresso italiano

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Germania bandiera
la bandiera della Germania

BERLINO – È sempre più italiano il gusto dei tedeschi. Invece del lunghissimo caffè servito in tazza grande, quello filtrato o ricavato da solubile, in Germania si consuma sempre di più il caffè espresso.

Nel 2011 – ma la tendenza era già iniziata negli anni scorsi – il consumo di caffè espresso è cresciuto, secondo l’associazione di categoria di Amburgo, a danno di quello filtrato. In realtà i tedeschi vanno pazzi per le bevande che alla base hanno l’espresso, ha spiegato Holger Preibisch. Come il latte macchiato – ma in Germania dicono “macciato” – e il cappuccino.

Germania: i dati confermano la tendenza visibile in qualsiasi locale tedesco

Anche perché il cappuccino viene consumato anche come accompagnamento al pasto, spesso proprio al ristorante. Nel 2011 sono state vendute 59 mila tonnellate di espresso: e cioè un 10,3% in più dell’anno precedente. Complessivamente in Germania l’anno scorso sono state consumate 402 mila tonnellate di caffè tostato e 12.650 tonnellate di caffè solubile.

Ipa e Fac: tutto nelle mani di Gianfranco Gabriel, il liquidatore

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ipa

MILANO – La vicenda che vede coinvolti da due mesi due importanti marchi di ceramiche per caffetteria, la Ipa di Usmate Velate (Monza) e la Fac di Albisola (Savona), ora in liquidazione, dopo un’accelerazione nelle settimane di Pasqua, segna il passo. Tutto è nelle mani di Gianfranco Gabriel, il liquidatore della Fac nominato dalla proprietà. Quest’ultimo nella riunione con la rappresentanza delle maestranze e le autorità locali presso l’associazione industriali di Savona ha annunciato contatti di aziende interessate alla Fac.

Ipa e Fac al centro del ciclone

Contatti che però non risultano essere stati allacciati con l’Ipa, sin qui l’unica società che ha mostrato pubblico interesse all’azienda ligure. Un interesse che è stato confermato nei giorni scorsi da una visita dell’Rsu della Fac allo stabilimento lombardo dell’Ipa cui è seguito un incontro con i titolari fratelli Sala. In quella sede le parti hanno riconfermato la volontà di dare vita ad un progetto di salvataggio della Fac, ma non a qualunque condizione.

Lavazza scende sul campo da tennis: caffè ufficiale a Wimbledon

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Lavazza Wimbledon
Lavazza a Wimbledon

TORINO – Anche per l’edizione 2012 Lavazza sarà il caffè ufficiale di Wimbledon, The Championships. Chi frequenterà il torneo di tennis inglese per eccellenza, potrà gustare l’aroma dell’autentico caffè italiano firmato Lavazza. Prosegue così per il secondo anno la collaborazione iniziata nel 2011 che vede Lavazza, icona di socialità e stile di vita italiano, partner triennale del torneo internazionale di Wimbledon.

Lo scorso anno Lavazza centrò l’obbiettivo di servire 1.000.000 di caffè

Proponendo agli oltre 500.000 appassionati presenti al torneo un’offerta composta dall’autentico caffè italiano fino ai ricettati e ai prodotti freddi. Se si aggregassero tutti i punti di somministrazione, quello creato da Lavazza a Wimbledon sarebbe il più grande bar di eccellenza nel mondo, dove hanno lavorato oltre 600 baristi formati direttamente dal Training Center Lavazza. Quest’anno Lavazza vuole bissare il successo dell’anno scorso con 60 punti di servizio dell’Aeltec (All England Lawn Tennis and Croquet Club), inclusi 13 bar e ristoranti, tutte le aree d’accoglienza istituzionali, la sala stampa e le aree riservate ai giocatori e funzionari di gara del torneo, con più di 200 macchine da caffè installate.

Il caffè di eccellenza sarà servito agli spettatori, ma anche agli atleti, agli addetti ai lavori, fino a coloro che ogni anno animano la coda più famosa del mondo: l’area di relax Lounge sarà nuovamente il punto di ristoro per chi si troverà presso la celebre Queue.

A partire da oggi, presso il London Coffee Festival, prenderà il via il concorso «Coffee Set Match»

Che permetterà agli amanti del tennis e dell’espresso italiano del Regno Unito di vincere istantaneamente 6 coppie di biglietti per le partite, 90 macchine da caffè Lavazza A Modo Mio Favola – Wimbledon Limited Edition 500 «perfect set» composti da 4 tazzine esclusive realizzate in occasione del torneo. Per promuovere la partnership e il concorso, Lavazza ha infine organizzato un road show che con un ape car allestita con i colori di Wimbledon partirà da Torino a maggio per continuare il suo viaggio a Londra in una prima fase dal 24 al 28 maggio e poi nell’area di Wimbledon nei giorni del torneo: nelle tappe di questo «ape-tour» si potrà degustare il caffè Lavazza e partecipare, attraverso le promo cup, al concorso «Coffee Set Match». Tutte le attività, le news, le informazioni sulla partnership tra Lavazza e Wimbledon saranno disponibili sul sito, sulla pagina ufficiale Facebook e sul canale YouTube dell’azienda.

Gianluigi Goi ritorna con le sue “cartoline” al caffè

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MILANO – Gianluigi Goi torna ad occuparsi di caffè. E lo fa proponendo, attraverso ComuniCaffè, una serie di brevi interventi che definisce “cartoline”. Non si tratta di un’esperienza fine a se stessa ma l’avvio della realizzazione di un sogno nel cassetto: la stesura di una lettura teatralizzata con parole, versi e musica al caffè e la realizzazione, a cura di esperti, di una mostra di pittura che valorizzi il caffè soprattutto come elemento di socializzazione Con la prima uscita abbiamo chiesto all’esperto e giornalista bresciano di presentarsi.

Gianluigi Goi scrive:

Non sono un esperto di caffè ma un semplice appassionato. Un consumatore attento che cerca di capire e approfondire la conoscenza di un prodotto straordinario, vero e proprio compagno di vita. Giornalisticamente parlando – ho scritto e scrivo esclusivamente di agro-alimentare e ambiente – mi sono avvicinato al caffè avendo alle spalle una discreta esperienza nel settore vinicolo e della grappa consapevole dell’unicità del nostro Espresso e con la speranza di dare un seppur piccolissimo contributo alla conoscenza e alla valorizzazione di un prodotto, per l’appunto l’Espresso Italiano, che considero una specificità nazionale, un fattore di costume e di appartenenza e non solo un pur importantissimo asset economico.

Di qui è nato, anche per sfida personale e per ampliare i miei orizzonti professionali, il libro “Le piacevolezze dell’espresso italiano

Viaggio tra storia, costume e tecnica del caffè che ha conquistato il mondo”, che non a caso ha il tricolore in copertina. Nella sostanza un’inchiesta giornalistica, ancorché il più accurata possibile, nella quale ho cercato di mettere in evidenza non solo gli aspetti più usuali e per così dire dovuti del settore, ma ho cercato di addentrarmi in tante piccole curiosità che a mio avviso fanno del caffè, e dell’espresso in particolare, un vero e proprio unicum, una sorta di cartina di tornasole del nostro modo di vivere.

Anche alla luce di questa mia piccola esperienza rimango assolutamente convinto che la sempiterna incapacità degli operatori italiani di fare filiera, di stringersi tutti insieme per difendere e valorizzare un prodotto ed uno stile che ci appartiene, e fa business molto business come usa dire oggi, mi rammarica perché stiamo sprecando opportunità straordinarie. E il “caso Nespresso”, sotto gli occhi di tutti dovrebbe non solo insegnarci molto ma far riflettere sui rischi che il caffè made in Italy corre in un mondo sintonizzato su onde spesso dissonanti. Cane sciolto e senza interessi da difendere, del caffè ho scritto poco, anche per ragioni di tempo: qualche articoletto sul Notiziario Torrefattori di Trieste, due o tre fugaci apparizioni su ComuniCaffè.

Merita invece, credo, una piccola segnalazione, avendo riportato dati e considerazioni riprese da documenti inediti recuperati presso l’Archivio di Stato di Brescia, un lungo articolo sulla rivista Pro Brixia della Camera di Commercio in area bresciana ai tempi della Repubblica di Venezia. Nel 2007, anche grazie alla competente collaborazione di Enrico Maltoni, ho curato l’allestimento – in occasione della manifestazione fieristica Aliment a Montichiari, per incarico della Provincia di Brescia – di una piccola ma significativa mostra di fotografie d’epoca tratte dallo straordinario Archivio Negri di Brescia. Piccola cosa, certo, ma pur sempre la prima mostra del genere realizzata in provincia di Brescia. Attualmente mi sto dedicando alla stesura di un libro incentrato su aneddoti e curiosità d’annata, fra costume letteratura e un pizzico di curiosità non banali, sempre in area bresciana.

CARTOLINE AL CAFFÈ /1 “Cafecito, la canzone del caffè” di Julia Alvarez

di Gianluigi Goi

Scrittrice di successo, ben nota a livello internazionale, Julia Alvarez è nata nella Repubblica Dominicana. Ancora bambina, nel 1960, fu portata dalla famiglia a New York, sua seconda patria, a causa del coinvolgimento del padre in un fallito tentativo di golpe contro l’allora dittatore domenicano Rafael Trujillo. Nel tempo ha maturato ed interiorizzato a cultura metropolitana americana mischiandola ai colori, ai sentimenti e alla musicalità della sua terra d’origine. Ottima scrittrice affianca a romanzi impegnati libri per ragazzi pieni di poesia e buoni sentimenti.

Il più conosciuto – in Italia, uscito qualche anno or sono per le edizioni Salani di Firenze, con successo di vendite – è il racconto “Cafecito. La canzone del caffè“. Il protagonista, Joe, figlio di agricoltore, partito dal Nebraska per una vacanza nella Repubblica Dominicana, appena giuntovi viene letteralmente ammaliato dalla magia del “cafecito”, una tazzina di caffè nero, denso, forte di saperi e non solo di sapori, che lo spinge, dapprincipio quasi inconsapevolmente, fra le montagne dell’interno. Dove incontra Miguel che produce i chicchi più fragranti rispettando scrupolosamente l’ambiente. Ma l’amore per la terra e il caffè costa ai piccoli coltivatori la povertà e il rischio di soccombere alle grandi company.

Il “cafecito” cambia letteralmente la vita di Joe: “Non solo una bevanda, ma un rituale magico dal profumo inebriante, un momento unico e perfetto di intimità che lo aiuta a ritrovare l’armonia con la terra e il suo ambiente, in un mondo da difendere con il lavoro delle mani, con la parola scritta e la comunione di tutto ciò che è prezioso”. Per affrontare le sfide della vita, tazzina dopo tazzina. Chiudiamo, quindi, insieme gli occhi – questo almeno il nostro invito – per qualche istante e torniamo bambini o, meglio, più consapevoli che non tutto è monetizzabile e seguiamo Miguel nella sua utopia colorata e piena di profumi avvolgenti. “

La terra di Miguel è piena di alberi. Quelli alti troneggiano sulla distesa di chiome di quelli più bassi. Ovunque bromelie e i canti degli uccelli. Una luce soffusa cade sulle lussureggianti piante di caffè. Appollaiato su un ramo, un piccolo tordo manda il suo richiamo, ripetutamente, chinchilin, chinchilin. … Uno stormo di pappagalli selvatici volteggia nel cielo come se volasse in formazione, salutandolo. La casa di Miguel è di legno di pino, il tetto di zinco, la porta è aperta”.

“Non ci sono fili dell’elettricità, niente pali del telefono. La piccola fattoria di Miguel coltiva il caffè nella vecchia maniera. Sotto l’ombra degli alberi che offrono una protezione naturale alle piante, filtrando il sole e la pioggia, nutrendo il terreno e impedendo l’erosione. Inoltre attirano gli uccelli, che vi si posano e spargono i loro canti sopra le bacche di caffè. Questo rende il caffè migliore, spiega Miguel. Un uccello che canta mentre le bacche maturano, è come una madre che canta al bambino nel suo grembo. Il bambino nasce con la felicità nell’anima. E il caffè cresciuto all’ombra degli alberi porterà quel canto dentro di te“.

Tanti tantissimi chinchillin a tutti.

Barrette di cioccolato: il primato del consumo Ferrero, va alla Francia

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Yumiko Saimura, 33 anni, originaria di Kobe, in Giappone, è la nuova campionessa italiana di cioccolateria.

MILANO – Il settore delle barrette di cioccolato é animato da una concorrenza molto forte e tutto si gioca sulla quantità di apporto calorico di ogni singolo prodotto. L’italiana Ferrero, con Kinder Bueno, é la più venduta con una quota di mercato del 26% e un incremento dell’1,2% con riferimento al primo trimestre del 2012.

Barrette di cioccolato: un mercato in crescita

Al secondo posto troviamo ancora Ferrero con Kinder maxi che copre il 12% del mercato e al terzo figura il gigante Nestlé con KitKat, una delle barrette più vendute al mondo (€17,6 miliardi nel 2010) anche se in Francia conquista solo il 10% dei consumatori. Il mercato francese é in forte crescita, circa il 7%, con un giro di affari di €341 milioni. Fonte: Ice Parigi

Procafecol si rialza: riduzione delle perdite nette del -78% a 835mln

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Juan Valdez café Procafecol
Procafecol - Juan Valdez

MILANO – Finalmente un po’ di zucchero nel caffè di Procafecol. In un comunicato diffuso nei giorni scorsi, la società di Café de Colombia che gestisce il marchio Juan Valdez ha reso noti i risultati del primo trimestre 2012, che evidenziano perdite per 835 milioni di pesos (356.741 euro), contro 1 miliardo e 131 milioni nello stesso periodo del 2011. Allargando l’analisi all’intero esercizio trascorso è possibile osservare ugualmente una significativa riduzione delle perdite nette (-78%), che sono ammontate a 4,050 miliardi (1,728 milioni di euro), contro i 19,15 miliardi del 2010.

Procafecol in ripresa

Sempre per quanto riguarda il primo trimestre 2012 crescono considerevolmente le entrate operative, che raggiungono i 28,447 miliardi (12,139 milioni di euro), pari al 23% in più rispetto all’esercizio pregresso. Secondo Procafecol detta positiva evoluzione va imputata all’incremento delle vendite nel dettaglio e alla quota maggiore di vendite realizzata nel segmento premium nella Gdo come pure all’apertura di nuovi punti vendita Juan Valdez. L’Ebitda è stato pari a 2,883 miliardi (1,230 milioni di euro), in crescita del 19% rispetto ai primi tre mesi dell’esercizio 2011.

Dalla sua creazione, avvenuta nel 2002, a oggi Procafecol ha trasferito al fondo nazionale del caffè, a titolo di royalties per l’utilizzo del marchio Juan Valdez, oltre 10 milioni di euro, che hanno contribuito a finanziare i vari progetti sociali di Fedecafé.

Il numero di caffetterie Juan Valdez ha raggiunto un totale di 133 locali di cui 44 all’estero

Procafecol si attende un ulteriore miglioramento dei risultati di gestione nell’esercizio in corso, grazie all’apertura dei primi locali internazionali in franchising, come quello inaugurato lo scorso gennaio a Panama, alle aperture negli scali aeroportuali internazionali (la più recente, quella all’aeroporto di Miami, sempre a gennaio), nonché all’accordo commerciale concluso con LAN, in virtù del quale il caffè Juan Valdez verrà servito su tutti i voli della compagnia di bandiera cilena.

Federer gioca in un campo di tennis virtuale coperto di tazzine da caffè

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jura logo federer

MILANO – Dopo aver prestato la propria immagine a marchi del calibro di Nike, Lindt, Crédit Suisse, Mercedes e Gilette, Roger Federer si cimenta ora anche con le macchine da caffè. L’ex numero uno mondiale, per 237 settimane ai vertici della classifica Atp, apparirà presto in un nuovo spot del fabbricante di macchine espresso svizzero Jura, nel quale viene reclamizzato il modello di punta della gamma, la Ena 9 Micro One Touch. Nello spot, Federer serve una palla su un campo di tennis ricoperto di tazzine di caffè centrando esattamente l’unica tesserina del campo rimasta scoperta. Miracoli della computer graphics prestata a valorizzare la bellezza del gesto atletico di un grande campione.

Federer non è nuovo a questo genere di prodezze pubblicitarie

L’anno scorso era comparso in un video promozionale del Qatar ExxonMobil Open di Doha in cui giocava, contro Rafael Nadal, prima su un grattacielo, poi in un improvvisato campo di gioco in mare aperto. Quest’anno, per reclamizzare lo stesso torneo, i due fuoriclasse si sono esibiti nella cornice suggestiva dell’anfiteatro di Katara illuminato dalla sola luce di 4000 candele poste sulle tribune.

E rimanendo in tema, sul set di uno spot girato un paio di anni fa per Gilette, il fuoriclasse elvetico, durante una pausa, emulò Guglielmo Tell colpendo più volte dalla distanza, con una pallina da tennis, una lattina posta sulla testa di un malcapitato operatore. Federer è ambasciatore del marchio Jura dal 2006. Jura ha addirittura dedicato al campione svizzero un “Walk of Fame”, che sorge a Niederbuchsiten, località dove si trova il quartier generale della società e il JURAworld of Coffee.

Ascaso festeggia i suoi primi cinquant’anni a Venditalia

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ascaso
Il logo Ascaso

NOTIZIE DALL’INDUSTRIA – Ascaso festeggia i suoi primi cinquant’anni a Venditalia 2012 MILANO – È un traguardo importante quello tagliato quest’anno da Ascaso Factory, che festeggia il suo 50° anniversario. Fondata a Barcellona nel 1962 da J. Ascaso, l’azienda spagnola si specializzò inizialmente nella fabbricazione di componentistica per macchine da caffè espresso. In cinquant’anni di storia, Ascaso ha espanso le sue attività crescendo e consolidandosi in nuove aree di business. La continuità generazionale dell’impresa, oltre a favorire una coerente evoluzione aziendale, ha contribuito a far maturare la decisione di Ascaso di produrre una propria linea di macchine da caffè e macinadosatori.

Oggi, Ascaso Factory dispone di uno stabilimento di oltre 10.000 metri quadrati

Che consente di soddisfare sia la domanda nazionale che quella del mercato internazionale. Ascaso a Venditalia Ascaso è lieta di presentare a Venditalia 2012, in programma a Fireamilanocity dal 9 al 12 maggio, la sua nuova gamma di macchine da caffè professionali domestiche/Ocs, nonché la gamma per i bar e il settore alberghiero. Fedele alla propria filosofia, che si propone di fornire soluzioni adattate a tutti i sistemi e i formati, le macchine sono disponibili nelle versioni funzionanti a capsule (Fap), cialde (Ese) e con il caffè macinato.

Dotata di un efficiente sistema di espulsione delle capsule usate e di una capace vaschetta di recupero delle stesse, la gamma Kap (capsule)

Garantisce un’eccellente qualità di estrazione. Dispone di un capace serbatoio rimovibile dell’acqua (2 litri) ed è adattabile a capsule di vario formato. La gamma professionale (capsule e cialde) si caratterizza per design e dimensioni adattate alle esigenze degli operatori di bar, alberghi e caffetterie. È dotata della lancia per il vapore, di gruppi dedicati per l’estrazione del caffè da capsule e cialde, nonché di una caldaia in acciaio inox. Ascaso sarà presente a Venditalia con un proprio spazio espositivo al Pad. 4 stand C31. Per informazioni sul sito ; ascaso@ascaso.com

Dalla Corte e DemusLab: insieme, teoria e pratica si fondono

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DAlla corte Demus Lab
I partecipanti all'intro organizzato da Dalla Corte e Demus Lab

MILANO – Imparare, condividere, fare, mettersi alla prova, osservare: è un mix complesso e accattivante quello offerto dai corsi organizzati da Dalla Corte e DemusLab, che soddisfano e generano un’ampia eco. Infatti, all’appuntamento del 12 e 13 aprile sul tema “La metodologia di assaggio del caffè espresso” hanno partecipato 15 corsisti provenienti da Inghilterra, Spagna, Belgio e Italia: baristi, torrefattori, responsabili di catene e consulenti.

Dalla Corte e DemusLab avanti per la formazione

L’offerta formativa, guidata da Andrej Godina, docente di ricerca in Scienza, tecnologia ed economia nell’industria del caffè e Giovanni Bortoli, responsabile commerciale e della qualità di DemusLab, si è suddivisa in due giornate dense di nozioni e prove pratiche che hanno permesso una vera full immersion nel mondo del caffè, dalla piantagione alla macchina, al miglior prodotto in tazza, nel rispetto della più tipica tradizione italiana, con uno sguardo al futuro di questa bevanda. Il corso ha preso il via con una visita allo stabilimento Dalla Corte a Baranzate, alle porte di Milano, alla quale sono seguite sessioni teoriche e pratiche sulla preparazione dell’espresso, il suo assaggio, il processo di decaffeinizzazione e diverse sezioni di assaggio.

Nel pomeriggio, presso Aziende Riunite Caffè a Milano, sono state affrontate la classificazione del verde, le sue origini e l’assaggio alla brasiliana

La cena insieme è stata occasione di scambio di esperienze diverse e costruttive sul denominatore comune del caffè, la sua concezione e realtà nei diversi paesi, i progetti per il futuro. Il giorno seguente l’appuntamento è stato all’Hotel Straf di Milano, a pochi passi dal Duomo: qui l’assaggio del caffè si è inframmezzato a sessioni pratiche olfattive, una parentesi dedicata alla moka, per concludersi con la valutazione del vino e la sua degustazione. Un rapido buffet, quindi un tour tra i più significativi concetti di caffetteria nel centro di Milano, a cominciare dallo storico Savini, in Galleria, dove sono all’opera due Evolution rispettivamente da 3 e 4 gruppi, per proseguire con i locali OttimoMassimo, il lussuoso Peck Shop, il nuovo Caffè Ambrosiano, Arnold Coffee, il Caffè Sforzesco per concludere con piazza della Scala.

Non potendo entrare nel “tempio” della musica, che ospita nel suo bar una Evolution a 2 gruppi, ci si è “consolati” con un espresso gustato nell’atmosfera chic del Caffè Trussardi. Per la maggior parte dei corsisti è quindi giunta l’ora di pensare al rientro; qualcuno ne ha approfittato per fermarsi a Miano e visitarla. Per tutti il congedo è stato l’occasione per esprimere la soddisfazione di aver vissuto un’esperienza molto costruttiva, interessante e decisamente diversa dai soliti corsi.

Molto soddisfatto anche il “padrone di casa” Paolo Dalla Corte: “Da sempre Dalla Corte crede nella formazione e si impegna per preparare professionisti in grado di assicurare la migliore ‘proof of taste’” afferma. “L’alto numero dei partecipanti, provenienti anche da Paesi esteri, conferma l’apprezzamento per la formula offerta e il suo richiamo a livello internazionale. L’auspicio è che la voglia una formazione approfondita e continua dilaghi anche nel nostro Paese: il mondo del bar italiano ne ha davvero molto bisogno!”.

Expo 2015: a Roma l’incontro con esperti, aziende ed enti sul tema caffè

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expo 2015

MILANO – Nel corso della riunione di Roma, i possibili partner interessati allo stimolante tema hanno incontrato i rappresentanti di Expo 2015, i ricercatori, le aziende del settore e gli enti interessati. Per discutere e predisporre un piano sul tema del caffè, ad esempio, sono stati invitati a partecipare al gruppo di lavoro, oltre all’Università degli Studi di Milano, i rappresentanti più qualificati di alcuni paesi produttori, scelti peraltro non tenendo conto delle loro vicinanze geografiche, come è avvenuto spesso nel caso di altre esposizioni, ma del tema comune che dovranno discutere. Tema che può essere legato a un prodotto alimentare (l’esposizione milanese è dedicata a “nutrire il pianeta, energia di vita”) oppure a una determinata identità. Tutto ciò premesso, a Milano, la Fondazione Amici del Circolo della Stampa, in associazione con la Mediateca Santa Teresa, intendono tracciare momenti d’incontro nelle proprie sedi referenti.

Expo 2015: il programma

Mediateca Santa Teresa, via della Moscova 28 lunedì 30 aprile dalle ore 15.00 Caffè e cioccolata. Vita e storia di alcuni paesi produttori. Un accenno a prodotti particolari che costituiscono ricchezze per i produttori e completamento indispensabile per l’Europa. Mediateca Santa Teresa Sala Crociere via della Moscova 28 lunedì 30 aprile – mercoledì 2, giovedì 3, venerdì 4, sabato 5 e lunedì 7 maggio dalle ore 15.00. Cacao e caffè: energia per il mondo Mostra sulla lavorazione del caffè e del cacao. Punti di degustazione offerti dai maggiori produttori di caffè e cioccolato al Circolo della Stampa, Palazzo Bocconi, corso Venezia 48, e alla Mediateca Santa Teresa Palazzo Bocconi Circolo della Stampa, corso Venezia 48 mercoledì 2 maggio ore 16.30 Convegno sulla suggestiva storia delle principali imprese produttrici di cioccolata a cura della Fondazione Amici del Circolo della Stampa e della Mediateca Santa Teresa. Ingresso libero Per informazioni: www.circolostampamilano.it