venerdì 02 Gennaio 2026
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Perugina, Nestlé: i lavoratori e l’azienda in collaborazione tramite sindacati

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perugina La produzione dei Baci Perugina nestlé
La produzione dei Baci Perugina

MILANO – «La proposta avanzata dalla Nestlé ai lavoratori dello stabilimento Perugina di San Sisto, attraverso cui si introduce un contratto di solidarietà familiare, indica un modello di rapporti fra imprenditori e lavoratori fondato sulla collaborazione e non sull’antagonismo conflittuale», dice Sandro Bondi.

Perugina: speriamo in un dialogo con i sindacati

Osservando che «i sindacati più moderni dovrebbero affrontare con interesse una tale proposta, conducendo naturalmente una seria trattativa per giungere a risultati positivi per i lavoratori e per i propri figli». «Questa filosofia dei rapporti fra aziende e lavoratori – conclude il senatore Pdl – ha permesso ad altri Paesi europei di realizzare un tasso di occupazione e nel tempo anche miglioramenti retributivi senza paragoni con quelli italiani».

Michele Ferrero, tra gli uomini più ricchi d’Europa con 13 miliardi

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Michele Ferrero

ROMA – Ci sono due industriali italiani nella top ten delle persone più ricche dell’area euro: Michele Ferrero, al quinto posto, fondatore dell’omonima casa dolciaria, che produce tra l’altro la Nutella, che con un patrimonio stimato di circa 13,3 miliardi di euro viene indicato come l’uomo più ricco d’Italia. E Leonardo Del Vecchio, con un patrimonio di 11 miliardi di euro il titolare del gigante degli occhiali Luxottica ottiene la settima piazza, nella graduatoria stilata dall’emittente americana Cnbc.

Michele Ferrero al quinto posto

A primeggiare è lo spagnolo Amacio Ortega Gaona: il fondatore del gruppo Inditex, la casa madre di Zara, ha un patrimonio netto di 32,5 miliardi di euro, che ne fa il più ricco di Eurolandia e il quinto al mondo. Secondo è il tedesco Karl Hans Albrecht, che assieme al fratello Theo controlla la catena di supermercati Aldi, con un patrimonio di 21 miliardi. Al terzo posto una donna, Liliane Bettencourt, l’unica ereditiera diretta del fondatore di L’Oréal, con un patrimonio che supera 19 miliardi e al centro dell’attenzione dei media per le cause di interdizione da parte della figlia per i suoi eccessi di generosità verso uno stretto collaboratore.

Seguono un altro francese, Bernard Arnault, sempre sui 19 miliardi che controlla il gruppo di lusso Lvmh

Ferrero al quinto posto e sesto Francois Pinault, sempre transalpino, con 11,5 miliardi che controlla un altro gruppo del lusso, Ppr. Settimo è Del Vecchio e ottavo è ancora un francese, Serge Dassault, con 9,3 miliardi il titolare del gruppo di aeronautica omonimo. Nono e decimo sono i fratelli tedeschi Berthold e Theo Albrecht, figli Theo, il fratello di Karl Hans Albrecht confondatore di Aldi, secondo Cnbc hanno entrambi un patrimonio di 9 miliardi di euro circa.

Tata partner Starbucks, apre nuova torrefazione in terra indiana

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sigarette tata

MILANO – Mentre si avvicina il debutto ufficiale di Starbucks in terra indiana, previsto tra agosto e settembre, Tata Coffee, partner locale al 50% della multinazionale di Seattle, annuncia l’imminente apertura di un nuovo stabilimento di torrefazione, che rifornirà le caffetterie della catena americana (previste 50 aperture nei primi 12 mesi, tra Delhi e Mumbai) oltre che altre insegne del dettaglio.

Tata: l’impianto sorgerà a Kushal Nagar, nel distretto di Kodagu (Karnataka)

E avrà una capacità produttiva di 375 tonnellate all’anno. Completamente automatizzata e in linea con gli standard igienico-sanitari più avanzati, la struttura tratterà il caffè arabica proveniente dalle piantagioni di Tata Coffee. Tata ha annunciato in questi giorni anche il potenziamento dello stabilimento per la produzione di caffè solubile di Theni (Madurai), nello stato di Tamil Nadu.

In un’intervista, il direttore esecutivo Hameed Huq ha dichiarato che l’intervento porterà la capacità produttiva della struttura a 8.500 tonnellate, rispetto alle 6.500 attuali. Tata Coffee dispone anche di un altro stabilimento a Toopran, vicino a Hyderabad, nell’Andhra Pradhesh. L’azienda esporta i suoi prodotti a marchio Tata Café, Tata Café International, Tata Kaapi e Mysore Gold in Russia, Giappone, sud est asiatico e in numerosi paesi della Csi.

Prevista una forte ripresa produttiva nel 2012/13 in Tanzania

Intanto il clima favorevole rilancia le prospettive produttive della Tanzania. Secondo il Tanzania Coffee Board, la produzione 2012/13 raggiungerà le 55 mila tonnellate, in fortissima crescita (+72%) dopo un deludente raccolto 2011/12 (appena 32 mila tonnellate contro le 45 mila inizialmente attese), che ha pagato un pesante tributo alla siccità. “I produttori beneficeranno di guadagni maggiori, grazie a un inaspettato miglioramento del raccolto sia in termini quantitativi che qualitativi – ha dichiarato un alto responsabile del Tcb – la stagione è iniziata sotto i migliori auspici e i prezzi sui mercati locali sono stati addirittura migliori di quelli delle aste nazionali”. La Tanzania è attualmente il sesto produttore africano di caffè. Coltiva soprattutto caffè arabica.

Nas di Torino: sequestrati 700mila euro di beni a una torrefazione Canavese

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nas di torino mauro russo

MILANO – A seguito di indagini svolte fra Torino ed il basso Canavese, sulle attività di una piccola industria operante nel settore della torrefazione del caffè ed attualmente in fase di liquidazione, i Carabinieri del Nas di Torino hanno rintracciato un deposito abusivo della ditta, assolutamente sconosciuto alle autorità di vigilanza nel campo alimentare e privo di autorizzazione sanitaria.

Nas di Torino sbaragliano deposito abusivo

Nel magazzino di circa mille metri quadri, i militari hanno rinvenuto quattro tonnellate di alimenti tra caffè (prodotto finito e semilavorato) e polveri alimentari per l’industria dolciaria (creme, cioccolato), che sono stati sottoposti a sequestro unitamente alla struttura. I prodotti erano custoditi fra polvere, ragnatele, insetti e parassiti, in condizioni igieniche e strutturali inadeguate, all’interno di sacchetti di varie dimensioni, in cartoncino o materiale sintetico, in commistione con materiali vari e con macchine per il trattamento e la lavorazione dei prodotti.

I sacchetti erano accatastati disordinatamente a diretto contatto col pavimento del magazzino

Le condizioni d’insieme erano tali da far ipotizzare il reato di detenzione per la vendita di alimenti in cattivo stato di conservazione, per cui è stata interessata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino. Il legale rappresentante nonché liquidatore della società è stato denunciato in stato di libertà. Il valore del sequestro ammonta a circa 700mila euro.

Biologico: un trend che non conosce crisi, 7 famiglie su 10 lo scelgono

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caffè biologico sostenibilità alimentare programma del ministero bilancio deloitte di sostenibilità planet

MILANO – La crisi non spaventa più di tanto i consumatori di prodotti biologici, a cominciare dal caffè: 7 famiglie su 10 in cui si acquista biologico hanno infatti mantenuto negli ultimi 12 mesi inalterata la spesa destinata a tali prodotti. Un altro quinto ha incrementato la spesa, mentre solo un 8% che dichiara di averla contratta. Emerge dalle prime analisi, anticipate oggi, dell’indagine condotta a giugno scorso dall’istituto di ricerca bolognese Nomisma.

Biologico: un trend che resiste alle crisi

L’indagine di Nomisma ha coinvolto un campione rappresentativo di responsabili degli acquisti alimentari della famiglia con 810 interviste. Il 69,3% di chi ha acquistato biologico (il 37% delle famiglie italiane) ha dichiarato di avere mantenuto invariata la spesa in prodotti alimentari biologici negli ultimi 12 mesi; il 21,5% ha dichiarato invece di averla aumentata; il restante 8,2% dichiara invece di aver contratto la spesa.

Per i prossimi 12 mesi

Il 76% degli intervistati ha dichiarato di prevedere stabilità per la spesa della famiglia in alimenti bio; il 13,1% ha intenzione invece di incrementarla; sul fronte opposto l’8,1% prevede invece una riduzione.

Bagno di caffè nel mare dell’Oregon,trovati elevati livelli di caffeina

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l'espresso caffeina bagno di caffè
Bere troppa caffeina che effetti ha?

MILANO – Un bagno di caffè, letteralmente. Tra i milioni di stranezze Usa ecco gli elevati livelli di caffeina trovati nelle acque che bagnano la costa dell’Oregon che si affaccia sull’Oceano Pacifico lungo. A scoprire questa particolare forma di inquinamento sono stati i ricercatori dell’Università di Portland, in collaborazione con i colleghi della Wasghington State University di Vancouver (Canada), in uno studio – il primo del genere – pubblicato sul Marine Pollution Bulletin.

Bagno di caffè: attenzione, perché inquina

Nella primavera del 2010 l’equipe ha raccolto e analizzato campioni provenienti da 14 località costiere e 7 specchi d’acqua adiacenti, da nord a sud. Ebbene, sono emerse concentrazioni elevate di caffeina indipendentemente dalla presenza di grossi agglomerati urbani o altre fonti di inquinamento. La sostanza eccitante arriverebbe in mare dall’entroterra, trasportata dai fiumi.

Livelli superiori alla norma sono stati trovati nelle acque dai ricercatori immediatamente dopo forti piogge. La caffeina non si trova soltanto nel caffè e in diverse bevande e alimenti, ma anche in prodotti farmaceutici, pesticidi e altri contaminanti. La colpa, insomma, non è dei bicchieroni di caffè tanto diffusi negli Stati Uniti. I ricercatori temono che le elevate quantità di questa sostanza possano avere effetto sull’ecosistema marino.

Così per una dose extra di caffeina non è più necessario bere litri di espresso ma potrebbe bastare fare un bagno di caffè, in particolare nelle coste nord-occidentali degli Usa, in Oregon

È qui che un team di scienziati ha evidenziato concentrazioni superiori alla media della sostanza eccitantè, un inquinamento bizzarro perché derivante non da acque di scarico ma principalmente dalla contaminazione del suolo dovuta anche a pesticidi usati in agricoltura. Realizzato da ricercatori della Washington State University e dell’Università di Portland, lo studio è stato condotto analizzando le acque marine di 14 aree costiere dell’Oregon e di sette corsi d’acqua adiacenti.

Dai risultati, pubblicati sul numero di luglio del «Marine Pollution Bulletin», è emerso che la concentrazione di caffeina nel mare oscilla tra valori al di sotto della soglia di riferimento (8,5 ng/L) e 44,7 nanogrammi per litro, mentre i fiumi trasportano acque contaminate con concentrazioni medie di oltre 152 ng/L. Come detto è inutile puntare il dito contro i caffè – dipendenti, anche se più a Nord, nello Stato di Washington, la città di Seattle è nota pure per l’intenso consumo di caffè e per la presenza storica del primo vero negozio della catena Starbucks.

La colpa di questo strano inquinamento va attribuita sì a fattori umani ma di altro genere. I ricercatori hanno scoperto che la concentrazione della caffeina non è direttamente correlata alla presenza di popolazione residente o all’efficienza di depurazione delle acque di fognatura.

I livelli di caffeina sono invece direttamente collegati ai fenomeni di ruscellamento del suolo in occasione di forti piogge e questo vuol dire che la sostanza è contenuta nel suolo dell’entroterra e finisce nei corsi d’acqua per il dilavamento del suolo. Dunque la presenza della caffeina nel terreno ha più di una spiegazione: la sostanza è contenuta in cibi e bevande, non solo caffè, in farmaci e anche in pesticidi, insetticidi e fitofarmaci usati in agricoltura.

Anche se gli «elevati livelli» di caffeina non sono ancora arrivati alla soglia letale per la vita marina, gli esperti non escludono rischi per gli abitanti del mare. Gli stessi ricercatori, Zoe Rodriguez del Rey ed Elise Granek, in uno studio precedente su un tipo di molluschi avevano scoperto che la caffeina provoca effetti, anche ai livelli evidenziati dallo studio in Oregon. E poi, spiega Granek, beviamo caffè «perché sappiamo che ha un effetto su di noi e quindi non sorprenderebbe riscontrare effetti simili anche su altri animali».

L’inquinamento da caffeina non riguarda solo le acque dell’Oregon, ma è stato riscontrato anche altrove, ad esempio nel Mediterraneo – anche le coste italiane, anche se se ne parla poco o niente, come in generale dell’inquinamento agricolo, e nel Mare del Nord.

Sandro Bondi: “La proposta avanzata dalla Nestlé non è accettabile”

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toluca sandro bondi kit kat nestlé sibanda Laurent Freixe
Novità nel mondo Nestlé

ROMA – «La proposta avanzata dalla Nestlé ai lavoratori dello stabilimento Perugina di San Sisto, attraverso cui si introduce un contratto di solidarietà familiare, indica un modello di rapporti fra imprenditori e lavoratori fondato sulla collaborazione e non sull’antagonismo conflittuale», dice Sandro Bondi.

Osservando che «i sindacati più moderni dovrebbero affrontare con interesse una tale proposta, conducendo naturalmente una seria trattativa per giungere a risultati positivi per i lavoratori e per i propri figli».

Sandro Bondi invita al boicottaggio

«Questa filosofia dei rapporti fra aziende e lavoratori – conclude il senatore Pdl – ha permesso ad altri Paesi europei di realizzare un tasso di occupazione e nel tempo anche miglioramenti retributivi senza paragoni con quelli italiani».

CNBC: nella graduatoria dei paperoni, il boss della Nutella Ferrero

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cnbc

ROMA – Ci sono due industriali italiani nella top ten delle persone più ricche dell’area euro: Michele Ferrero, al quinto posto, fondatore dell’omonima casa dolciaria, che produce tra l’altro la Nutella, che con un patrimonio stimato di circa 13,3 miliardi di euro viene indicato come l’uomo più ricco d’Italia. E Leonardo Del Vecchio, con un patrimonio di 11 miliardi di euro il titolare del gigante degli occhiali Luxottica ottiene la settima piazza, nella graduatoria stilata dall’emittente americana Cnbc.

Cnbc: A primeggiare è lo spagnolo Amacio Ortega Gaon

Il fondatore del gruppo Inditex, la casa madre di Zara, ha un patrimonio netto di 32,5 miliardi di euro, che ne fa il più ricco di Eurolandia e il quinto al mondo. Secondo è il tedesco Karl Hans Albrecht, che assieme al fratello Theo controlla la catena di supermercati Aldi, con un patrimonio di 21 miliardi.

Al terzo posto una donna, Liliane Bettencourt, l’unica ereditiera diretta del fondatore di L’Oréal

Con un patrimonio che supera 19 miliardi e al centro dell’attenzione dei media per le cause di interdizione da parte della figlia per i suoi eccessi di generosità verso uno stretto collaboratore. Seguono un altro francese, Bernard Arnault, sempre sui 19 miliardi che controlla il gruppo di lusso Lvmh.

Ferrero al quinto posto e sesto Francois Pinault, sempre transalpino, con 11,5 miliardi che controlla un altro gruppo del lusso, Ppr. Settimo è Del Vecchio e ottavo è ancora un francese, Serge Dassault, con 9,3 miliardi il titolare del gruppo di aeronautica omonimo. Nono e decimo sono i fratelli tedeschi Berthold e Theo Albrecht, figli Theo, il fratello di Karl Hans Albrecht confondatore di Aldi, secondo Cnbc hanno entrambi un patrimonio di 9 miliardi di euro circa.

Tata Coffee apre un nuovo stabilimento produttivo a Kushal Nagar

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Starbucks-tata coffee

MILANO – Mentre si avvicina il debutto ufficiale di Starbucks in terra indiana, previsto tra agosto e settembre, Tata Coffee, partner locale al 50% della multinazionale di Seattle, annuncia l’imminente apertura di un nuovo stabilimento di torrefazione, che rifornirà le caffetterie della catena americana (previste 50 aperture nei primi 12 mesi, tra Delhi e Mumbai) oltre che altre insegne del dettaglio. L’impianto sorgerà a Kushal Nagar, nel distretto di Kodagu (Karnataka), è avrà una capacità produttiva di 375 tonnellate all’anno.

Tata Coffee nuova apertura

Completamente automatizzata e in linea con gli standard igienico-sanitari più avanzati, la struttura tratterà il caffè arabica proveniente dalle piantagioni di Tata Coffee. Tata ha annunciato in questi giorni anche il potenziamento dello stabilimento per la produzione di caffè solubile di Theni (Madurai), nello stato di Tamil Nadu.

In un’intervista, il direttore esecutivo Hameed Huq ha dichiarato che l’intervento porterà la capacità produttiva della struttura a 8.500 tonnellate, rispetto alle 6.500 attuali

Tata Coffee dispone anche di un altro stabilimento a Toopran, vicino a Hyderabad, nell’Andhra Pradhesh. L’azienda esporta i suoi prodotti a marchio Tata Café, Tata Café International, Tata Kaapi e Mysore Gold in Russia, Giappone, sud est asiatico e in numerosi paesi della Csi.

In Tanzania, prevista una forte ripresa produttiva nel 2012/13

Il clima favorevole rilancia le prospettive produttive della Tanzania. Secondo il Tanzania Coffee Board, la produzione 2012/13 raggiungerà le 55 mila tonnellate, in fortissima crescita (+72%) dopo un deludente raccolto 2011/12 (appena 32 mila tonnellate contro le 45 mila inizialmente attese), che ha pagato un pesante tributo alla siccità.

“I produttori beneficeranno di guadagni maggiori, grazie a un inaspettato miglioramento del raccolto sia in termini quantitativi che qualitativi – ha dichiarato un alto responsabile del Tcb – la stagione è iniziata sotto i migliori auspici e i prezzi sui mercati locali sono stati addirittura migliori di quelli delle aste nazionali”. La Tanzania è attualmente il sesto produttore africano di caffè. Coltiva soprattutto caffè arabica.

Nas di Torino: sequestro di 4t di caffè, per un valore di 700mila euro

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nas di torino mauro russo

TORINO – A seguito di indagini svolte fra Torino ed il basso Canavese, sulle attività di una piccola industria operante nel settore della torrefazione del caffè ed attualmente in fase di liquidazione, i Carabinieri del Nas di Torino hanno rintracciato un deposito abusivo della ditta, assolutamente sconosciuto alle autorità di vigilanza nel campo alimentare e privo di autorizzazione sanitaria. Nel magazzino di circa mille metri quadri, i militari hanno rinvenuto quattro tonnellate di alimenti tra caffè (prodotto finito e semilavorato) e polveri alimentari per l’industria dolciaria (creme, cioccolato), che sono stati sottoposti a sequestro unitamente alla struttura.

Nas di Torino intervengono su un contesto inadeguato

I prodotti erano custoditi fra polvere, ragnatele, insetti e parassiti, in condizioni igieniche e strutturali inadeguate, all’interno di sacchetti di varie dimensioni, in cartoncino o materiale sintetico, in commistione con materiali vari e con macchine per il trattamento e la lavorazione dei prodotti. I sacchetti erano accatastati disordinatamente a diretto contatto col pavimento del magazzino.

Le condizioni d’insieme erano tali da far ipotizzare il reato di detenzione per la vendita di alimenti in cattivo stato di conservazione, per cui è stata interessata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino. Il legale rappresentante nonché liquidatore della società è stato denunciato in stato di libertà. Il valore del sequestro ammonta a circa 700mila euro.