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Ottavi, presidente Simonelli Group: «Centro ricerche comune Università-azienda»

Il giorno dopo l'annuncio dell'accordo di collaborazione tra Simonelli Group e Università di Camerino il presidente Nando Ottavi entra nei dettagli dell'operazione

BELFORTE DEL CHIENTI (Macerata) – Il nuovo centro internazionale di ricerca e innovazione sul caffè costituito ieri da Nuova Simonelli Group e Università di Camerino lo abbiamo raccontato ieri.

È il racconto di un territorio che fa sistema, di impresa e accademia che si stringono attorno a un progetto condiviso per valorizzare tradizione manifatturiera locale, la ricerca agroalimentare e competenza e cultura del made in Italy per reggere (e vincere) la sfida globale.

Ma sentiamo un protagonista dell’operazione,Nando Ottavi, presidente e amministratore di Simonelli Group: “Quella con l’Università di Camerino è una collaborazione di lunga data, ma adesso ha preso forma in un progetto che scarica a terra la sinergia, mettendo a fattor comune macchinari, ricercatori e studi», spiega il presidente del  marchio sinonimo da 80 anni di macchine italiane per il caffè espresso esportate in tutto il mondo.

La prima macchina costruita nel 1936 da Orlando Simonelli è stata inserita quest’anno nell’Enciclopedia Treccani tra i 90 prodotti che hanno fatto la storia del design e dell’eccellenza del made in Italy. Simonelli non è un colosso industriale, ma una Pmi che produce 100% made in Italy grazie alla filiera locale e dedica ogni anno a R&S tra i 2 e i 3 milioni di euro. Raggiungerà quest’anno i 70 milioni di euro di fatturato (con una crescita superiore al 10% sul 2015, anno record con un boom dei ricavi del 34%), esportando il 95% dei volumi, complice anche la recente apertura a Singapore della prima filiale commerciale nel Pacifico.

Piccola (meno di 10mila studenti) ma internazionalizzata (11% degli iscritti è straniero), con una lunga storia alle spalle e molto attiva nel trasferimento di conoscenze e tecnologie è anche l’Università di Camerino, fondata nel 1336, una delle più antiche di Italia, che ora mette a disposizione dell’International hub for coffee research and innovation le sue scuole di design, bioscienze, tecnologie e prodotti della salute.

«Il centro ricerche sorgerà all’interno della nostra sede di Belforte del Chienti – prosegue Ottavi – e funzionerà come sede distaccata dell’ateneo camerte. È già partito il bando per i primi due dottorati di ricerca, che saranno supportati da personale dell’università e dai nostri ricercatori aziendali. E stiamo comprando le macchine per i laboratori che saranno condivisi con Unicam».

L’obiettivo è supportare l’intera filiera del caffè, dalla produzione al consumo, che nel mondo coinvolge oltre 250 milioni di persone, attraverso ricerche autonome, il finanziamento di corsi e master e la messa in rete di altri centri e studi internazionali su caffè e cappuccino.

Ottavia Vesentini