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venerdì 05 Luglio 2024
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Nicolas Peyresblanques, ceo Segafredo Zanetti Italia: “Oltre 100 milioni di fatturato nel 2023 con diecimila clienti e ora il nostro obiettivo? Fare aumentare del 50% gli acquirenti nei prossimi 5 anni”

L'amministratore delegato dell'azienda: "Durante il covid abbiamo deciso di investire in un lavoro di formazione a 360 gradi su tutta la nostra forza vendita. Oggi contiamo 200 professionisti in giro per l’Italia che hanno una conoscenza molto profonda della materia prima, del processo di torrefazione, dei macchinari e delle tecniche di vendita. E’ una struttura commerciale che non ha eguali nel nostro paese. Il livello di servizio garantito dalla capillarità territoriale va di pari passo con la flessibilità: siamo in grado di valorizzare i particolari che rendono unica ogni attività dei nostri clienti, apportando così valore aggiunto al loro business. Più che fornitori di caffè, ci piace essere riconosciuti come veri e propri consulenti, in questo settore che ha bisogno di ritrovare marginalità, sviluppo e capacità di differenziazione"

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Nicolas Peyresblanques, ceo di Segafredo Zanetti Italia, si rivela in questa intervista, scendendo nel dettaglio sulle novità e gli obiettivi dell’azienda previsti per il 2024. Il Sigep è stata l’occasione per ammirare il nuovo packaging per l’intera gamma di caffè in grani destinata al canale horeca con un esclusivo restyling e la revisione della linea premium.

L’obiettivo di Segafredo Zanetti, come riportato da Peyresblanques, è quello di continuare a diffondere in tutto il mondo l’espresso italiano con miscele di qualità assoluta e un business model solido. Leggiamo di seguito le sue considerazioni.

L’anno scorso siete tornati a Sigep dopo molti anni. Quest’anno avete deciso di riconfermare la vostra presenza: com’è andata?

“È andata molto bene, siamo soddisfatti dell’affluenza al nostro stand e dei contatti commerciali che ne sono scaturiti.

Lo stand Segafredo Zanetti a Sigep 2024

Il successo di un Salone comincia nel pre-fiera, con la forza vendita che si prepara in anticipo mesi prima, comunicando ai clienti in giro per l’Italia la nostra presenza. Questa attività è indispensabile per garantire il successo a un evento importante come il Sigep. Così è stato e siamo, pertanto, molto contenti”.

Che novità avete portato al Sigep quest’anno?

“Quest’anno abbiamo presentato il nuovo packaging per l’intera gamma di caffè in grani destinata al canale horeca, che comprende il restyling di quattro miscele della linea premium e di otto miscele dei grandi classici.

La revisione della linea premium ha dato un risalto ancor più raffinato alla firma del nostro fondatore e presidente Massimo Zanetti, insieme a un contrasto lucido/opaco che ha reso il packaging più elegante e contemporaneo.

I prodotti portati in Fiera

La revisione della linea dei grandi classici invece, non rappresenta solo un cambiamento estetico, ma una vera e propria evoluzione.

Il nuovo packaging si concentra sull’iconica “S” di Segafredo e sull’inserimento di elementi informativi come il profilo sensoriale e il grado di tostatura, mentre la personalità di ogni miscela viene espressa attraverso le qualità cromatiche e le descrizioni presenti sul fronte del prodotto.

Stiamo inoltre lavorando su tutti i touch point della marca: la nuova veste grafica dei packaging è supportata dalla nuova linea di materiali per il punto vendita che accompagnano il servizio, così da rafforzare ulteriormente la nostra visibilità e comunicazione durante l’esperienza di consumo”.

Abbiamo notato tre aggettivi sul fronte di ogni miscela della linea dei grandi classici. Perché questa scelta?

“Con questi tre aggettivi distintivi comunichiamo, in modo semplice ed efficace, le caratteristiche principali di ogni miscela.

La nostra è una gamma molto profonda e versatile, studiata per soddisfare ogni palato attraverso un’ampia varietà di profili aromatici e gustativi, rispondendo così perfettamente alle aspettative individuali di ogni cliente che possono anche dipendere dalle preferenze regionali che caratterizzano il nostro territorio”.

L’anno scorso la novità che avete portato al Sigep è stata il progetto Gambrinus. Come sta procedendo?

Ad oggi contiamo più di 150 locali che servono Segafredo Miscela Gambrinus. Siamo riusciti a portare un angolo di Napoli in tutta Italia grazie a un prodotto che rende omaggio alla storia e alla tradizione del vero espresso napoletano. È un progetto a tutto tondo, pensato per consentire ai nostri clienti di vantare caratteristiche di differenziazione uniche che passano anche dalla linea di materiali di visibilità appositamente realizzata per questi locali”.

Ma piace di più la miscela Gambrinus, le tazzine con la maiolica o altro ai vostri clienti?

“Credo sia un mix di fattori, perché essere il caffè del Gran Caffè Gambrinus di Napoli, essere accolti nel territorio napoletano come Segafredo Zanetti – brand che ha le proprie origini nel nord – è possibile solo se si è in grado di esprimere eccellenza a 360 gradi, dal prodotto al servizio alla modalità con cui ci si fa vedere e vivere”.

Nel 2023 avete annunciato anche Natura: il progetto sostenibile di Segafredo Zanetti

“Si, è un progetto che abbiamo voluto fortemente perchè oltre a una nuova miscela – Segafredo Natura, 100% Arabica proveniente da agricoltura biologica – abbiamo realizzato un progetto che va oltre la tazzina di caffè e che ha, fin da subito, un impatto significativo e misurabile sull’ambiente. Stiamo infatti dando vita alla prima foresta Segafredo in Italia alle pendici del Monte Majella, in Abruzzo: per ogni nuovo cliente Segafredo Natura, ci impegniamo nella piantumazione di alberi in collaborazione con Piantando che è una società benefit che avvia progetti a impatto sociale e ambientale nel mondo.

Questo progetto è coerente col percorso di sostenibilità intrapreso a livello di Gruppo, che per noi significa qualità e responsabilità: si tratta di principi che promuoviamo non solo nei confronti dei nostri clienti e consumatori, ma anche nella relazione con tutti gli stakeholder, dagli azionisti ai dipendenti alle comunità locali in cui operiamo, in una logica di “restituzione al territorio” che da sempre fa parte del DNA e dell’approccio imprenditoriale della società”.

Il porzionato invece come sta andando in Italia?

“Sono essenzialmente due le ragioni del successo dei porzionati in Italia: la componente di servizio, per cui si parla di praticità e velocità del momento di consumo – che sia nel comfort della propria abitazione o fuori casa, come ad esempio in ufficio – e l’ampiezza dell’offerta, ovvero la promessa di un’esperienza gustativa varia e stimolante, legata alle differenti provenienze e caratteristiche del caffè.

È una modalità di consumo che continua a crescere a ritmi importanti. Noi, come Segafredo, vi abbiamo puntato sviluppando sia il canale professionale sia quello del mass market.

Abbiamo infatti un sistema proprietario con una società appositamente costituita e dedicata – Segafredo Zanetti Coffee System – e sul mass market offriamo anche capsule compatibili con i principali sistemi in commercio, tra cui le compatibili Nespresso in alluminio”.

Cosa vede nel futuro immediato e nel medio periodo del caffè in Italia?

“L’Italia è, e rimarrà, uno dei punti di riferimento per la gastronomia mondiale, della quale il caffè è parte integrante. Prevedo un’aspettativa del consumatore finale sempre più elevata in termini di qualità del prodotto e del servizio offerto. Come Segafredo ci siamo strutturati con piani di sviluppo e strategie route-to-market coerenti con le caratteristiche e l’evoluzione della domanda, potendo così soddisfare appieno queste aspettative”.

In che modo vi siete strutturati?

“È un percorso strategico avviato durante il Covid, quando abbiamo deciso di investire in un lavoro di formazione a 360 gradi su tutta la nostra forza vendita. Oggi contiamo 200 professionisti in giro per l’Italia che hanno una conoscenza molto profonda della materia prima, del processo di torrefazione, dei macchinari e delle tecniche di vendita.

E’ una struttura commerciale che non ha eguali nel nostro paese. Il livello di servizio garantito dalla capillarità territoriale va di pari passo con la flessibilità: siamo in grado di valorizzare i particolari che rendono unica ogni attività dei nostri clienti, apportando così valore aggiunto al loro business.

Più che fornitori di caffè, ci piace essere riconosciuti come veri e propri consulenti, in questo settore che ha bisogno di ritrovare marginalità, sviluppo e capacità di differenziazione”.

Obiettivi nel breve-medio termine?

“Oggi abbiamo circa 10 mila clienti. Nei prossimi 5 anni desideriamo aumentare del 50% il nostro parco clienti, con conseguenze significative anche sul nostro fatturato, che nel 2023 ha superato in Italia i 100 milioni di euro.

L’obiettivo è quello di continuare a diffondere in tutto il mondo l’eccellenza del vero espresso italiano tramite miscele di qualità assoluta e un business model solido, fondato su una strutturale commerciale che fa la differenza”.

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