domenica 26 Giugno 2022

Morello parla della valorizzazione dell’espresso sul libro Bazzara, CoffeExperts

Luigi Morello: "Come la storia ci insegna, spesso le grandi idee nascono da una necessità che aguzza l’ingegno: infatti dal pentolino utilizzato per far bollire la polvere di caffè si è passati all’invenzione italiana della moka. Nel tempo, le guerre, la povertà e una materia prima sempre più costosa e difficile da recuperare hanno dato lo stimolo per pensare a una tecnologia che potesse sfruttare al meglio la polvere di caffè. Nasce così il primo espresso italiano vero, quello con la crema, che sembrava inizialmente qualcosa di sofisticato, di addizionato."

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MILANO –  Luigi Morello, presidente dell’Istituto Espresso Italiano, parla del caffè espresso come simbolo storico e culturale del Bel Paese e la sua influenza nel resto del mondo. L’argomento è trattato in un estratto del libro CoffeExperts, il libro enciclopedia sul caffè di cui abbiamo parlato qui. Più avanti in queste pagine ci saranno ulteriori approfondimenti dei diversi autori esperti di caffè che hanno contribuito alla stesura di CoffeExperts.

Luigi Morello e il valore storico e culturale del caffè

MILANO – “Il caffè espresso è un simbolo indiscusso di italianità. Ma come nasce questa modalità di gustare il caffè? Come la storia ci insegna, spesso le grandi idee nascono da una necessità che aguzza l’ingegno: infatti dal pentolino utilizzato per far bollire la polvere di caffè si è passati all’invenzione italiana della moka.

Nel tempo, le guerre, la povertà e una materia prima sempre più costosa e difficile da recuperare hanno dato lo stimolo per pensare a una tecnologia che potesse sfruttare al meglio la polvere di caffè.

Nasce così il primo espresso italiano vero, quello con la crema, che sembrava inizialmente qualcosa di sofisticato, di addizionato. Tant’è che una delle pubblicità del tempo parlava di “crema di caffè naturale”.

Sempre nell’ambito della ricerca e dell’utilizzo in modo efficiente delle risorse, nasce il concetto di miscela, con l’idea di valorizzare l’approccio al gusto e l’aspetto sensoriale: si inizia a cercare la materia prima ma soprattutto a fidelizzare il cliente con un gusto sempre uguale.”

L’esperienza del caffè espresso

“È così che il caffè espresso inizia a fare il giro per il mondo, creando l’inizio di un percorso che non si è ancora fermato ed è in costante evoluzione. Nel tempo si è passati dall’attenzione alla massima qualità del risultato del caffè in tazza a una reinterpretazione dell’espresso che da commodity evolve in un concentrato di 20 grammi, che sono 20 grammi di esperienza.

Tutti gli interpreti sono riusciti a far sì che l’espresso diventasse un’esperienza, non più una bevanda, ma qualcosa di diverso da vedere, da raccontare. Oggi è importante continuare a valorizzare il caffè espresso per non correre il rischio che se ne perda l’identità di prodotto italiano.

Gli italiani hanno creato l’espresso e la miscela grazie alle tecniche di trasformazione. E grazie a queste tecniche ogni miscela può essere valorizzata al massimo, indipendentemente dal Paese da cui proviene o dal prezzo a cui è venduta.”

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