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mercoledì 12 Giugno 2024
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Meinl Barista Cup: il campione italiano della competizione Julius Meinl è Luca Riccardi

Luca Riccardi accede alla finalissima di Vienna il 19 settembre, durante la quale i tre baristi con il punteggio più alto vinceranno un esclusivo viaggio in Honduras, un’avventura unica che offrirà l’opportunità di immergersi nella ricca cultura del caffè

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LIDO DELLE NAZIONI (Ferrara) – Julius Meinl, la torrefazione viennese con cuore produttivo a Vicenza, ha dato il via al suo primo contest internazionale per premiare il talento e la passione dei  baristi che servono il caffè del brand premium. Il circuito internazionale della Meinl Barista Cup ha visto e vedrà la partecipazione di gare nazionali tra cui Austria, Bosnia, Croazia, Repubblica Ceca, Georgia, Germania, Ungheria, Moldavia, Polonia, Romania, Slovacchia, Emirati Arabi, Stati Uniti d’America e, ovviamente, l’Italia.

Il campione nazionale di ogni tappa accederà alla finale presso la sede nell’azienda a Vienna prevista per il 19 settembre.

Il 31 maggio, parte del team Julius Meinl ha lasciato la sede di Vicenza per approdare sulle coste del Lido delle Nazioni, nota località balneare nel comune di Comacchio in provincia di Ferrara, e coordinare la tappa italiana della competizione sponsorizzata dai leader del settore Rancilio, Fiorenzato, Cafetto e BWT.

Tra i numerosi partecipanti italiani soltanto dieci hanno raggiunto l’ambito traguardo di partecipare alla selezione del Lido Delle Nazioni

julius meinl
I concorrenti della Meinl Barista Cup

Durante la prima fase di selezione, gli aspiranti campioni hanno dovuto impressionare i giudici con la loro maestria nella preparazione dell’espresso e della latte art in un video condiviso online.

Ma c’è di più: i partecipanti hanno dovuto mandare anche una foto del signature coffee drink accompagnato da una breve descrizione della modalità di preparazione.

Ed ecco perciò che i vincitori della prima fase italiana si sono ritrovati nell’arena di Lidò, bar ristorante con vista sul mare, per mettersi in gioco in una giornata di competizione ma anche solidarietà, amicizia e formazione.

I dieci finalisti in gara alla finale Italia:

  • Stefania Gilardi del Cocktail&wine bar whisky&soda di Valmadreda in provincia di Lecco
  • Andrea Galardi del bar Maratona di Firenze
  • Hoi San Pang del bar Filanda a Santa Lucia Piace di Treviso
  • Ermal Hoxha del bar Maratona di Firenze
  • Luca Cellizza del Coffee&cocktail bar Barilò di Roma
  • Luca Riccardi del Bar Attymo di Terni
  • Patrizia Marasca del Cocktail&wine bar whisky&soda di Valmadreda in provincia di Lecco
  • Daniel Martin della pasticceria caffetteria di Illice a Lerici in provincia di La Spezia
  • Edoardo Fori del bar caffetteria Bistrò St. Leo di Treviso
  • Dennis Riccò del Bar B.Officina di Carpi in provincia di Modena

Li ha esaminati una giuria di esperti. Dal master coffee trainer Gianni Cocco, capo giuria, al giudice tecnico Sca Andrea Alberghini, al Fabbri 1905 brand ambassador Vittorio Agosti e infine dal r&d manager Julius Meinl José Raul Juan Sorita, tutti parte della giuria sensoriale.

Il tavolo dei giudici

A presentare la competizione c’era Cristiano Tomei, executive chef del ristorante Terraforte all’interno del Castello del Terriccio in Toscana.

Ma entriamo ora nel vivo della competizione. I baristi sono stati classificati in tre categorie: espresso, cappuccino, signature drink. Tutti hanno utilizzato esclusivamente il caffè super premium 100% Arabica Belvedere Blend di Julius Meinl The Originals Bio Fairtrade con doppia certificazione.

Andreea Postolache, responsabile global marketing di Julius Meinl Italia, rivela: “Questa è la prima volta che Julius Meinl organizza una competizione per baristi ed è per noi un’occasione per mettere sotto i riflettori quattro pilastri fondamentali dell’azienda nei confronti dei clienti dei canali horeca. Il primo pilastro è il prodotto e la qualità che ne deriva. Il protagonista della gara è la linea delle tre miscele The Originals Bio Fairtrade che abbiamo lanciato l’anno scorso nell’estate del 2023 (ne abbiamo parlato qui). Dopo 6 mesi di vendita siamo arrivati a oltre 2 milioni di fatturato con solo tre prodotti e l’Italia rappresenta il Paese numero uno”.

Il secondo pilastro sui cui si fonda la nostra offerta horeca è l’attrezzatura d’avanguardia. Abbiamo come sponsor le macchine Rancilio Specialty RS1 insieme a Fiorenzato, BWT e Cafetto che offrono soluzioni di primo livello. Di fondamentale importanza è poi la formazione che è diventata fondamentale per i clienti. L’ultimo pilastro è la customer activation e la visibilità che offriamo ai nostri partner e clienti anche grazie ad eventi come la Meinl Barista Cup”.

Il capo giuria Gianni Cocco afferma: “Questa gara rappresenta l’essenza del servizio barista. I concorrenti si devono cimentare nell’estrazione perfetta con una parte tecnica legata alle attrezzature e alla gestione della macchina. Si passa poi all’erogazione del cappuccino perfetto e la presentazione del signature drink. Con la messa alla prova della loro creatività nel combinare caffè con alcool, sciroppi o altre bevande”.

Il giudice sensoriale José Raul Juan Sorita giudica uno dei disegni latte art dei concorrenti

I baristi, a turno, hanno preparato due caffè espresso, due cappuccini e due signature drink con tempi di preparazione ristretti: 12 minuti per organizzare la postazione, 12 minuti per comporre e creare le miscele e solo 60 secondi di tolleranza come extra time, pena la sottrazione dei punti.

La macchina utilizzata è stata una Rancilio Specialty RS1 mentre il macinacaffè era il modello F83 E Pro di Fiorenzato.

Cocco prosegue: “Nella fase di preparazione i baristi vanno a calibrare la ricetta perfetta secondo la loro interpretazione di gara per ricavare determinati profumi, il corpo e il giusto equilibrio tra dolcezza e acidità. Si va perciò a calibrare la granumelotria sul macinadosatore, la dose, la grammatura, le temperature dell’acqua in estrazione: tutti i parametri che servono a creare una proposta unica”.

Diverse proposte interessanti si sono affacciate al tavolo della giuria. Nei signature drink, l’alcool ha predominato con l’utilizzo di rum, whisky, Cointreau e mezcal.

Lo stress dietro al bancone si è tradotto, a volte, in mani tremanti, overtime e forte emozioni che hanno condizionato la performance generale.

Tuttavia, il livello generale è stato estremamente alto e i signature drink proposti di tutti i concorrenti sono altamente originali e creativi.

I signature drink dei concorrenti

È il caso dell’Americano Ruffiano di Ermal Hoxha che contiene 30 ml di Cointreau, 60 ml di cachaca con chicchi di caffè fermentati 48 ore, aerocano (americano freddo), zucchero moscovaldo e ghiaccio.

Si prosegue con Luca Cellizza e il suo Espresso Flip con brandy, cherry, espresso, tuorlo d’uovo e noce moscata. Il tutto viene preparato con la tecnica di miscelazione shake strain, che prevede di shakerare gli ingredienti mentre sono nel mixing glass, un bicchiere di vetro con la funzione di raffreddare i drink senza annacquarli.

Ma anche la proposta di Andrea Galardi, Il Mio Belvedere, stupisce i giudici con una miscela creativa composto da un espresso belvedere, 40 ml di whisky southern comfort, 20 ml di vermouth novais, 20 ml di tonica e un top di crema di latte.

Hoi San Pang, invece, propone un Iced orange coffee con 25 ml di espresso, un cucchiaio di marmellata d’arancia, 50 ml whisky roe&co., 25 ml di liquore chinotto, 100ml di Tonica Cipriani e scorze d’arancia.

Daniel Martin si presenta con uno Stand Up, 4,5 ml di fireball, 3 ml di contreau, 1,5 ml di sciroppo d’arancia, 2 gocce angostura e l’immancabile espresso.

Denis Riccò mostra ai giudici il Cappuccino sbagliato con latte, espresso e masala chai.

È il turno di Stefania Gilardi con Hot Mezcal Mocha composto da: 450 ml di mezcal ilegal joven, 450 ml di panna liquida, 30 ml di espresso, 150 ml di liquore Frangelico, 10 ml di sciroppo di zucchero, 1 cucchiaino di sciroppo al caramello salato Fabbri, 2 drop bitter al cioccolato Bitter Truth e fava di cacao grattugiata.

Patrizia Marasca prepara Poesia D’Agave con 30 ml di monkey shoulder, 30 ml di liquore al caffè Borghetti, 2 dash bitter al cacao, caffè espresso e 2 cucchiai di Julius Agave Syrup (chicchi in infusione nello sciroppo d’agave).

Il signature drink di Luca Riccardi, lo Zagara Coffee

Luca Riccardi propone il Zagara Coffee con caffè espresso, 40 ml di kraken rum, 20 ml di Cointreau, 20 ml di creme de cacao, menta in foglie, fetta d’arancia, zucchero di canna, cannella, nocciola e chinotto e 2 cucchiaini di succo di yuzu.

Per ultimo, Edoardo Foti incanta la giuria con l’Anascoffee composto da 200 ml di rum clairin vaval, 200 ml di sciroppo d’orzata, un caffè lungo, 300 ml di liquore all’ananas, 200 ml di succo di lime fresco, fiore edule, lime essiccato e cialda di ananas.

Dopo una lunga sfida a colpi di creatività, ingegno e freddezza analitica dietro al bancone, il tavolo dei giudici decreta la vittoria di Luca Riccardi che accede alla finalissima di Vienna del 19 settembre al termine della quale i tre baristi con il punteggio più alto vinceranno un esclusivo viaggio in Honduras, che offrirà loro l’opportunità di immergersi nella ricca cultura del caffè.

Hoi San Pang, 2° classificata e vincitrice del miglior signature drink

Ma la premiazione non finisce qui: il secondo posto è andato  a Hoi San Pang, il terzo per al giovane Edoardo Foti.

Il 3° classificato Edoardo Foti

Il miglior cappuccino è stato invece creato da Luca Cellizza mentre il miglior espresso erogato è quello di Andrea Galardi.

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Andrea Galardi, vincitore del miglior espresso

Per il miglior signature drink al primo posto troviamo sempre Hoi San Pang.

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Luca Cellizza, vincitore del miglior cappuccino
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