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Made in Italy: dal gelato al latte, il vocabolario straniero è tricolore

Pizza, Paparazzi, ciao... sono tante le parole italiane entrate nella lingua inglese così come le parole inglesi entrate a far parte del vocabolario italiano sono moltissime, da computer a weekend, passando per business

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Il gelato nella cultura del mondo

MILANO – Il made in Italy esportato oltre i confini nazionali ci rendono unici nel mondo, al punto che molti dei prodotti che arrivano oltreoceano hanno segnato non solo i gusti stranieri ma anche il linguaggio: parole come gelato ed espresso sono usate a Roma come a New York. Leggiamo in che modo siamo entrati nel dna dall’altra parte del pianeta dall’ansa.it.

Made in Italy: entra nel dizionario di Paesi stranieri

Pizza, Paparazzi, ciao… sono tante le parole italiane entrate nella lingua inglese così come le parole inglesi entrate a far parte del vocabolario italiano sono moltissime, da computer a weekend, passando per business.

Insomma, l’influenza è reciproca. Nei paesi anglosassoni, infatti, i termini tricolore entrati nel linguaggio comune sono moltissimi e coprono gli ambiti più disparati. Basti pensare a “quarantine”, termine di origine italiana eletto Parola dell’anno 2020 dagli esperti di lessicografia e dizionari presso il Cambridge Dictionary. Ecco 10 parole italiane entrate nel vocabolario inglese segnalate dal Cambridge Assessment English, che da oltre 80 anni opera come ente certificatore della lingua inglese nel nostro paese.

Finale

Entrata nella lingua inglese nel Diciottesimo secolo, il termine “finale” ha un significato molto simile a quello che ha in Italia, ma Oltremanica viene utilizzato quasi esclusivamente in riferimento alla chiusura o all’ultimo capitolo di un’opera musicale, di un evento o di una serie televisiva, quando, per esempio, si parla di “season finale”, ossia di “finale di stagione”.

Ballerina

Per quanto riguarda le arti, la lingua inglese ha preso in prestito molti termini italiani e tra questi c’è anche “ballerina”. A differenza di quanto accade nel nostro Paese, però, la parola, utilizzata fin dal Settecento, si riferisce esclusivamente alle ballerine di danza classica e, se il suo singolare è identico a quello italiano, il suo plurale è diverso: si forma infatti attraverso l’aggiunta della lettera “s”, “ballerinas”.

Pistachio, il made in Italy conquista il mondo

Anche la cucina italiana, così come l’arte, ha prestato moltissimi termini all’inglese e tra i più curiosi c’è “pistacchio”, trasformato nei paesi anglosassoni in “pistachio”. Per la storpiatura, però, non bisogna incolpare gli inglesi. Il termine, infatti, è entrato a far parte della loro lingua nel Sedicesimo secolo, quando in Italia si usava ancora la parola “pistaccio”.

Riviera

Se in Italia il termine “riviera” si usa per definire un qualsiasi tratto di costa, in inglese la parola ha adottato un significato molto più specifico e, perché no, romantico. Entrato nel vocabolario anglosassone verso la metà del Diciottesimo secolo, oggi “riviera” si utilizza soprattutto in riferimento alla “French Riviera” (la Costa Azzurra) o alla “Italian Riviera” (la Riviera Ligure).

Latte

Durante un viaggio in un paese anglosassone può capitare di entrare in un bar e di scorgere il “latte” tra le varie proposte. Si tratta però di un falso amico: chi lo ordina, infatti, non berrà un bicchiere di latte, ma una bevanda molto simile a un latte macchiato o a un caffelatte

Paparazzi

Quando, nel 1960, il film La Dolce Vita di Federico Fellini uscì nelle sale cinematografiche, il termine “paparazzo”, che nella storia non era altro che il cognome del fotografo delle celebrità, entrò immediatamente nel vocabolario comune. Ben presto la parola si diffuse in tutto il mondo mettendo salde radici nell’industria dello spettacolo, da Londra a Hollywood.

Confetti
“Confetti”: una parola, ma due significati opposti. Se in Italia, infatti, il termine fa riferimento ai piccoli dolci di forma ovale o tonda spesso inseriti nelle bomboniere di matrimoni e battesimi, nei paesi anglosassoni si riferisce ai coriandoli. Insomma, nel Regno Unito i “confetti” spesso si lanciano alla sposa, in Italia si regalano agli invitati.

Graffiti
Che ci si trovi in Italia o nei paesi anglosassoni, il termine “graffiti” mantiene lo stesso significato. La differenza si nasconde nel plurale: se lungo lo Stivale esistono sia la forma singolare che quella plurale del termine, Oltremanica e Oltreoceano il termine non cambia e rimane, appunto, “graffiti”.

Pepperoni
Come accade per il latte, anche quando si ordina una pizza “pepperoni” bisogna fare attenzione. Il termine, infatti, non indica le verdure (bell peppers, in inglese), ma il salamino piccante. Pare che la parola sia entrata nel vocabolario inglese nel 1919 grazie a un pizzaiolo italiano emigrato negli Stati Uniti e che sia legata a uno degli ingredienti principali di quella specifica pizza: il peperoncino.

Gelato e made in Italy

Molti credono che, nella lingua inglese, il termine “gelato” si traduca semplicemente con “ice-cream”, ma la realtà è un po’ più complessa. La parola “ice-cream”, infatti, indica la versione preparata con latte, panna, zucchero e, molto spesso, tuorlo d’uovo. La parola “gelato”, invece, indica la ricetta senza uova e con una diversa proporzione tra panna e latte, molto più simile alla versione italiana.