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L’Unione europea manda il caffè per traverso a Starbucks

La società, con Fiat, dovrà restituire 20-30 milioni per vantaggi illeciti ottenuti in Olanda e Lussembur

costa asiatica Starbucks
Un'insegna Starbucks

MILANO – Lo sbarco in Italia di Starbucks, colosso mondiale del caffè, è atteso per i primi mesi del 2016, grazie al lavoro del patron dell’Atalanta, Antonio Percassi: ma nel frattempo l’Ue ha fatto andare per traverso il caffè agli americani.

E pure alla Fiat. I «tax ruling» concessi da Lussemburgo e Olanda rispettivamente a Fiat Finance and Trade (controllata Fca) e a Starbucks sono stati difatti dichiarati «illegali».È la decisione del Commissario Ue per la concorrenza, Margrethe Vestager.

Le due società dovranno restituire «almeno 20-30 milioni di euro» dei vantaggi illeciti e non potranno più godere dello stesso trattamento di favore.

A conclusione delle indagini vviate nel giugno 2014, la Commissione ha concluso che il Lussemburgo ha concesso vantaggi fiscali selettivi alla società di finanziamento di Fiat (Fiat Finance and Trade, appunto), e l’Olanda alla società di torrefazione del caffè di Starbucks.

In entrambi i casi, un «ruling» fiscale emesso dall’autorità tributaria nazionale «ha ridotto artificiosamente le imposte a carico delle società».

Di per sé gli accordi fiscali preventivi, ricorda Bruxelles, sono strumenti perfettamente legali: si tratta di lettere di «patronage» emesse dalle autorità fiscali che spiegano a una determinata impresa le modalità per il calcolo delle imposte societarie o l’applicazione di alcune disposizioni fiscali speciali. I due ruling fiscali in esame hanno però, indica la Commissione «avallato metodi complessi e artificiosi allo scopo di determinare gli utili imponibili delle imprese e non riflettono la realtà economica».

Di conseguenza, «la maggior parte degli utili generati dalla società di torrefazione del caffè di Starbucks sono stati trasferiti all’estero, per di più in Paesi dove non sono tassati, e la società di finanziamento di Fiat ha sottostimato gli utili da assoggettare a imposta».