Home Opinione Luca Carbonel...

Luca Carbonelli sull’inchiesta televisiva di Rai 3: “Se anche Report diffonde fake news”

Tedx Barletta report Luca Carbonelli durante un suo intervento ai Tedx Talks
Luca Carbonelli durante un suo intervento ai Tedx Talks

MILANO – Come era prevedibile, la puntata di Report dedicata al caffè andata in onda lunedì scorso su Rai 3, peraltro con eccellenti riscontri di audience (2,148 milioni e 9,2% di share), sta alimentando un ampio dibattito tra gli operatori italiani del settore, di cui Comunicaffè sta rendendo conto puntualmente. A tale proposito, riceviamo e pubblichiamo le riflessioni a caldo di Luca Carbonelli, della Torrefazione Carbonelli srl. di Melito di Napoli, che porta dunque la voce qualificata di un torrefattore partenopeo.

di Luca Carbonelli

Nella puntata del 3 Giugno relativa alla pseudo inchiesta sul caffè abbiamo riscontrato che anche Report diffonde fake news. Ed è giusto fare un po’ di chiarezza in merito a tutto quanto diffuso durante la trasmissione:

Innanzitutto, dopo 5 anni dalla prima puntata di Report sul tema occorre evidenziare il fatto che, anche nella seconda, si è trattato in prevalenza degli stessi argomenti del 2014. E che a fare da traino alle critiche contro l’espresso napoletano e i caffè Robusta, a beneficio di un rimarcato elogio dei caffè Arabica e degli speciality coffee è stato, proprio come allora, Andrej Godina; di cui vi invito a leggere la biografia dalla quale potrete evincere che il suo percorso professionale fa quanto meno chiedersi se forse non sia spinto da un certo conflitto di interessi nelle critiche espresse durante il servizio.

MAGAZZINI DEL CAFFE’
HOST

Durante tutta la puntata è stata evidenziata l’elevata qualità degli speciality coffee ma nessun dato sulla quantità commecializzata in Italia

Osservazione giusta e condivisibile, soprattutto quando si parla di determinate origini di caffè. Non fosse per il fatto gravissimo che si sono messe in evidenza le caratteristiche degli speciality coffee confrontandole con quelle dell’espresso napoletano. Che, è risaputo, contiene una maggiore quantità di caffè Robusta.

Arabica e Robusta sono le due famiglie, le due macro categorie di caffè che differiscono tra loro proprio per le caratteristiche organolettiche che le contraddistinguono. E che fanno dell’Arabica un caffè più delicato, fruttato, ecc. e della Robusta un caffè più acido, ecc.

Il punto è che, nella maggior parte dei casi, quando si parla di espresso napoletano, si sta parlando di un caffè con una spiccata percentuale di caffè Robusta miscelate tra loro. E, solitamente, anche con una dose di caffè Arabica.

Ovviamente ogni torrefazione produce le proprie miscele di caffè in piena consapevolezza e conoscenza delle materie prime per rispondere alle esigenze dei mercati. Esaltare le qualità degli speciality coffee è legittimo se lo si facesse senza un confronto con l’espresso napoletano.

In questo modo, invece, appare come un servizio giornalistico fazioso, confezionato ad arte per dar beneficio agli importatori di un certo tipo di origini di caffè, ad una certa scuola di formazione sul caffè, e a tutto il comparto degli speciality coffee.

È ingiustificabile tale superficialità da parte di una trasmissione come Report

Perché non si è parlato dei dati? Quanto incide la produzione, il consumo e l’esportazione dell’espresso napoletano per le torrefazioni italiane e quanto la produzione, il consumo e l’esportazione degli speciality coffee? Sarebbe bello ragionare anche basandosi su questo confronto.

Probabilmente i risultati provenienti da questi dati spiegherebbero il perché di tanto risalto rivolto agli speciality coffee promossi da quelle torrefazioni che hanno creato tutto il fenomeno delle scuole di formazione legate al caffè. E da cui è uscito l’esperto Andrej Godina, ad esempio.

Altro che inchieste giornalistiche. Servizi del genere non sono neanche degni dei più espliciti publi redazionali.

Chi è Luca Carbonelli il torrefattore che sposa la tradizione con l’e-commerce

Luca Carbonelli, classe 1982, è un imprenditore napoletano seconda generazione, esperto di Marketing ed ecommerce, con particolare preparazione nella gestione della piattaforma Amazon.

Dal 2004 gestisce l’azienda di famiglia, la Torrefazione Carbonelli s.r.l. di Melito di Napoli (Napoli), di cui ha promosso la trasformazione digitale. Un passaggio fondamentale, che ha consentito all’azienda di imporsi nel mercato online come punto di riferimento del made in italy nel settore food & beverage.

È inoltre consulente esterno in gestione aziendale; marketing e comuniaczione; ecommerce, Amazon.

Effettua poi corsi di formazione in management delle pmi, maketing, digital marketing, e-commerce, gestione della piattaforma Amazon.

Impegnato nel sociale, è stato per 5 anni vice presidente del gruppo giovani della Cna (Confederazione nazionale artigianato).