lunedì 06 Dicembre 2021

Le previsioni sul Brasile spingono i futures del caffè a nuovi massimi storici

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MILANO – Un nuovo report sul Brasile contribuisce a spingere i futures del caffè a nuovi picchistorici. Nella seduta di ieri, martedì 23 novembre, il contratto per scadenza marzo dell’Ice Arabica ha chiuso al rialzo di 1.075 punti, a 242,05 centesimi, nuovo massimo per la seconda posizione dal novembre del 2011. Prezzi record anche per il contratto per scadenza gennaio dell’Ice Robusta, che conclude la giornata a 2.297 dollari (+46 dollari).

L’incertezza che regna sovrana sui mercati continua a catalizzare le reazioni di entrambe le borse.

Un’ulteriore spinta giunge dai nuovi report paese diffusi da Usda, sui quali il ministero americano basa, in buona parte, le sue stime ufficiali. Da ieri è disponibile quello relativo al Brasile, di cui approfondiamo di seguito i dati salienti.

Dal report di Usda, una buona e una cattiva notizia. Perché la stima produttiva per l’annata in corso rimane invariata a 56,3 milioni di sacchi: il raccolto 2021/22, che si è concluso a settembre, è risultato pressoché indenne alle gelate dello scorso inverno.

Tuttavia, le prospettive per il prossimo raccolto (2022/23) appaiono quanto mai incerte. E il potenziale produttivo iniziale fortemente ridimensionato.

Ma andiamo con ordine. Confermata – come già detto – la stima per il raccolto di quest’anno di 56,3 milioni: il 19,5% in meno rispetto al raccolto record 2020/21 di quasi 70 milioni di sacchi.

La produzione di arabica subisce una flessione di quasi il 30% crollando a 35 milioni di sacchi. Ancora in crescita invece la produzione di robusta, che vola a un nuovo massimo di 21,3 milioni: il 5,4% in più rispetto all’annata precedente.

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