Home Caffè Torrefattori Che cosa c&#8...

Che cosa c’è dietro la grandezza della Lavazza: una formula che dura nel tempo

Lavazza sede new york
Il logo Lavazza sulla facciata della sede di New York

MILANO – Giuliano De Danieli, imprenditore, sul suo blog giuliodedanieli.it., ha cercato di spiegare cosa ci sia dietro il successo internazionale di un brand ben conosciuto ai lettori: Lavazza, i suoi prodotti, il suo marchio e la sua strategia aziendale. Come è riuscita a uscire dai confini torinesi? Leggiamo l’opinione di un’osservatore esterno.

Lavazza, tutti lo conoscono, anche chi non ama il caffè

Il brand oggi è famoso anche all’estero. Ormai da un secolo Lavazza rappresenta con orgoglio il made in Italy e per il suo 120º compleanno porta il primo espresso nello spazio.

Nata oltre un secolo fa, porta il nome del suo fondatore Luigi Lavazza. Alla tenera età di 26 anni, spinto dal padre e con sole 50 mila lire in tasca, lascia la campagna e si trasferisce a Torino.

Nel 1895 apre la prima drogheria e grazie al suo studio matto e disperato sulle proprietà organolettiche del caffè e gli usi che se ne possono fare, si differenzia dai suoi concorrenti.

Infatti, nel giro di 5 anni inizia a conquistare fette di mercato sempre più ampie fino a diventare il leader che conosciamo oggi.

Ma la vera domanda è: cosa ha permesso a Lavazza di diventare un mito e di sopravvivere alle mode, alla crisi e alla concorrenza?

Lascia che te lo spieghi, così potrai usare la stessa formula per creare il tuo brand di successo immortale:

Unicità.
Il signor Lavazza voleva creare una bevanda unica che potesse distinguersi dai suoi concorrenti. Così crea una miscela speciale composta da caffè provenienti da diverse parti del mondo, mentre i suoi competitors si limitavano a vendere una sola varietà.

Innovazione.
Fin dal 1927 Lavazza si è sempre impegnata per portare INNOVAZIONE nel suo settore.

Infatti, nel 1950, dal Centro Luigi Lavazza per gli Studi e le Ricerche sul caffè nacque per la prima volta la lattina sottovuoto spinto per conservare la fragranza del caffè e tutto il suo profumo. Questo ha permesso una distribuzione molto ampia, e ancora oggi il caffè che compriamo è sottovuoto.

Testimonial.
Il primo testimonial fu Nino Manfredi che in tv recitava “Più lo mandi giù e più ti tira su” e “Il caffè è un piacere, se non è buono che piacere è?”

Successivamente, nel 1994, con l’abbandono degli spot da parte di Manfredi, vennero ingaggiati come testimonial altri personaggi noti come Monica Vitti, Giorgio Forattini, Bud Spencer e Luciano Pavarotti.

In questo modo Lavazza conquistava fette di mercato grazie all’autorevolezza e alla fiducia che questi personaggi avevano agli occhi dei potenziali clienti.

Empatia

L’azienda italiana è stata in grado di creare empatia verso il suo mercato di riferimento, riuscendo a capire come in quegli anni i lavoratori delle fabbriche avessero bisogno di una bevanda che potesse rappresentare un momento di pausa e di relax. Infatti lo slogan recitava: “Tutti hanno diritto a una buona pausa caffè”.

Misurazione.
Lavazza inviava il suo listino prezzi per posta e quindi era in grado di sapere esattamente quanti listini aveva mandato e quanti ne “tornavano indietro”! Inoltre, nel 1949 aveva creato un sistema di Bonus per incentivare l’acquisto del caffè: per ogni 100 grammi di Caffè che veniva acquistato, l’acquirente riceveva in regalo una cartolina creata da diversi artisti in voga in quegli anni. Anche questa è un’operazione che si può misurare.

Missione.
L’Italia non coltiva caffè, Lavazza però si è fatta portavoce di una missione di sviluppo con la quale ha migliorato stabilmente le condizioni di vita di più di 3.000 coltivatori in ben otto Paesi favorendo la crescita economica, migliorando il loro stile di vita e introducendo nuove tecniche agricole più sostenibili e redditizie.

Lavazza è un marchio storico e per arrivare fino a qui ha lavorato in modo coerente per più di un secolo, e come vedi certi principi erano validi 100 anni fa e continuano ad esserlo.