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In Australia si sperimenta il caffè del futuro, con meno caffeina e più resistente

Una piantagione di caffè in Australia

MILANO – Dati e proiezioni di mercato indicano che la domanda di caffè raddoppierà a livello mondiale entro il 2050. Il tutto mentre il mutamento climatico rischia di ridurre della metà le terre adatte a questa coltura entro lo stesso anno. Per scongiurare il collasso produttivo, l’organizzazione non-profit World Coffee Research sta portando avanti un trial internazionale, testando 35 tipi di caffè in 23 paesi del mondo.

Obiettivo: misurare la produttività e la resilienza delle piante in vari ambienti pedoclimatici. Anche in aree sin qui interessate solo marginalmente dalla coltura del caffè, come ad esempio l’Australia.

Proprio in Australia verranno testate 20 varietà di piante da caffè, resistenti a varie condizioni climatiche. Oltre 900 esemplari verranno piantati questo mese ad Alstonville, nella parte settentrionale del New South Wales. In Australia non vi è traccia di malattie infestanti tipiche delle piante da caffè, come la ruggine da foglia (Hemileia vastatrix), oltre a parassiti e patologie gravi.

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Quella australiana “è una condizione abbastanza unica rispetto alla maggior parte delle aree di produzione di caffè nel mondo”, spiega il professor Graham King della Southern Cross University.

Un caffè con meno caffeina

La produzione australiana – come già detto – è modesta. Ed espanderla in modo significativo richiederà del tempo. Vi è però un aspetto molto interessante, che potrebbe costituire una motivazione ulteriore: il caffè australiano ha in media dal 10% al 15% di caffeina in meno rispetto a quello prodotto negli altri continenti. Il motivo? Le piante crescono in un ambiente meno stressato. La produzione di caffeina da parte della pianta tende infatti ad aumentare per un meccanismo di difesa attivato dalla pianta contro pesticidi e infestazioni.

Il Checkoff Program

È necessario tuttavia che le nuove varietà introdotte in Australia possano adattarsi a microclimi mutevoli, più caldi e umidi, che attualmente stanno danneggiando piantagioni preesistenti. Per portare avanti la ricerca il World Coffee Research sta incoraggiando il Checkoff Program: le torrefazioni possono donare fino a 0,20 centesimi di dollaro per chilogrammo di caffè per supportare la sperimentazione globale. Wendy De Jong, direttore del caffè presso Single O’ ha annunciato che sarà il primo supporter della causa, importando un intero container di caffé “future friendly” dall’Australia.

Il tempo stringe

È importante infatti agire subito, perché il tempo stringe. Secondo Molly Harriss Olson, capo esecutivo di Fairtrade Australia, le ricerche in varietà più resistenti di caffè è cruciale vanno accelerate. Perché il caffè selvatico, zoccolo duro per sviluppare nuovi ceppi della pianta, potrebbe estinguersi entro il 2080.